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La mia esperienza - Estratto dal libro "Il Potere Curativo del Tè Kombucha"

di Gunther W. Frank 7 mesi fa


La mia esperienza - Estratto dal libro "Il Potere Curativo del Tè Kombucha"

Leggi in anteprima la prefazione del libro di Gunther W. Frank e scopri tutte le proprietà e i benefici del kombucha, questa bevanda fermentata orientale

Il fungo del tè kombucha è un antico rimedio casalingo e popolare. I suoi effetti vengono apprezzati e ricercati da generazioni da numerose popolazioni, soprattutto nell'Estremo Oriente.

Alcuni anziani in Germania ricordano ancora come durante la loro infanzia, soprattutto nell'allora Prussia orientate, nei paesi del Baltico e in alcune regioni della Slesia e della Sassonia, la loro nonna preparava in un angolo riscaldato un tè zuccherato con un fungo che galleggiava dentro.

Sotto la sua sorveglianza e le sue cure veniva preparato questo infuso fermentato come bevanda per tutta la famiglia.

Oggi sono in molti a tornare a rimedi, alimenti e generi di conforto naturali. Attivando il sistema immunitario e le proprietà autocurative dell'organismo, il kombucha può contribuire a rigenerare e stabilizzare la salute, la forma fisica, l'energia e il senso di benessere generale.

L'infuso fermentato viene bevuto non soltanto da persone che soffrono di patologie, ma anche utilizzato preventivamente come alimento che migliora l'equilibrio dell'organismo. Molti naturopati raccomandano il tè kombucha.

Indice dei contenuti:

La mia esperienza con il kombucha

Per quanto mi riguarda, ho fatto la conoscenza di questo fungo qualche anno fa. Da allora mi occupo intensamente di questo antico rimedio naturale, di questa piccola fabbrica chimica che produce diverse, preziose sostanze.

Ho preparato centinaia di litri di kombucha e li ho bevuti con la mia famiglia, ho fatto i miei esperimenti e ho studiato tutto quello che sono riuscito a trovare sul tema kombucha. Sono particolarmente grato a esperti, professori, medici, naturopati, farmacisti, chimici che mi hanno aiutato a comprendere meglio le basi teoriche. Sono grato anche per i fruttuosi scambi di opinioni con molte donne e molti uomini che mi hanno messo al corrente delle loro esperienze positive e anche negative.

Rielaborando le numerose fonti, le opere scientifiche e gli studi internazionali, ho toccato con mano la grande verità che più si approfondisce un campo - che sia la biologia, la medicina, la fisica o la filosofia - più diventa evidente la difficoltà di spiegare tutto sulla base di un unico punto di vista.

Solo gli improvvisati hanno una risposta per tutto

In realtà le cose stanno come disse il rinomato fisico Heinz Maier-Leibnitz in un articolo sul quotidiano Die Welt (n. 295 del 17.12.1988): "Ovunque, ma soprattutto nella scienza, ci sono moltissime cose che non sappiamo. Ogni scienziato dovrebbe non soltanto saperlo, ma anche ammetterlo pubblicamente, e il pubblico deve accettarlo e non aspettarsi o pretendere l'onniscienza. Solo i ciarlatani sanno tutto e hanno una risposta per tutto (...) È raro che si sappia qualcosa con totale certezza. Spesso bisogna correggere le vecchie misurazioni, e ci sono svariate misurazioni della stessa grandezza, ma non si riesce a decidere quale si avvicini di più alla verità".

Anche Ulrich Beck in un saggio su Der Spiegel (n. 9/1988, pagg. 200- 201) afferma: "Chi pone una domanda a piacere a un gruppo di esperti messo insieme alla belle meglio - per esempio: la formaldeide è velenosa? - otterrà diciamo da cinque scienziati quindici risposte diverse, tutte in linea di massima affermative, ma con puntualizzazioni e osservazioni diverse, se gli esperti interpellati sono bravi, altrimenti due o tre risposte in apparenza nette e inequivocabili".

Queste posizioni mi trovano profondamente d'accordo e ritengo indispensabile valutare le diverse opinioni da un ampio spettro di esperienze e conoscenze scientifiche, dando loro importanza anche quando non mi trovano d'accordo.

Non amo i libri in cui leggo: "Si fa solo così e così. Solo così è giusto!". Si tacciono le argomentazioni contrarie perché non rientrano nel modello dichiarato. Quando mi informo presso altre fonti e indago meglio, scompaiono tutte queste presunte certezze.

Ritengo che sia una questione di credibilità e di etica citare tutto quello che può servire al lettore a formulare il proprio giudizio, e anche non tacere quello che potrebbe essere utile per coloro che la pensano diversamente.

Qualche lettore giudicherà forse eccessive le informazioni derivanti da questo modo di procedere e dovrà necessariamente fare una selezione stabilendo quali tra queste sono più interessanti per le sue esigenze.

Per poter formulare un giudizio devono essere rispettati due requisiti: occorre innanzitutto saperne molto, ovvero cercare e pretendere informazioni quanto più possibile complete; in secondo luogo, è necessario applicare la propria capacità di pensiero e di giudizio, bisogna ponderare, valutare e soppesare in base alle proprie idee e ai propri convincimenti.

Per me è importante informare il lettore in modo che non debba dare credito a qualsiasi notizia o giudizio esterno. Raccomando cautela soprattutto di fronte a esternazioni di persone che non sanno nulla del fungo del tè o che ritengono di saperne qualcosa solo perché hanno letto informazioni superficiali, senza controllarne le fonti.

I commenti di queste persone mi ricordano l'affermazione secondo cui "meno sai, più sicuro è il tuo giudizio". Quando qualcuno mette in guardia dal kombucha o invita a non prepararselo da soli, la mia raccomandazione è di riflettere: la persona che vuole avere voce in capitolo nella questione del kombucha è competente? Su che cosa si basa il suo giudizio? Nasconde qualche interesse? Binder e Wahler (1988, pag. 91) scrivono: "Oggi viene dimostrato di tutto e di più con gli studi scientifici". E il dottor Bruker (1989, pag. 7) afferma: "Le informazioni obiettive e indipendenti da interessi sembrano essere una rarità ai giorni nostri".

Dai tentativi agli errori alla verità

Mi sono sforzato di fare in modo che quest'opera sia come credo che un libro debba essere: uno strumento per fornire al lettore informazioni e fatti il più possibile completi, senza però essere troppo prescrittiva. Non sono così presuntuoso da pretendere di commentare tutte le opinioni degli altri autori. Lascio che parlino le diverse voci.

Quando ci sono alternative, lascio al lettore la scelta. A seconda di quanto valore si attribuisca ai prò e contro di una questione, la decisione di ciascuna persona potrà essere diversa, e sarà ugualmente giusta per la sua situazione. Lo stesso vale per la preparazione del tè kombucha.

Ci sono possibilità diverse su molte questioni: Che tipo di zucchero usare? Quanto zucchero? Quanto deve durare la fermentazione? Che tipo di tè è più adatto? Per fare la scelta giusta il lettore ha bisogno prima di tutto di fatti. Deve conoscere vantaggi e svantaggi. In questo modo potrà paragonare, ponderare, sperimentare per conto proprio, commettere i propri errori - e alla fine giungere al proprio giudizio.

Il progresso vive della capacità di commettere errori che va di pari passo con la capacità di apprendimento. Gli inglesi definiscono correttamente questo meccanismo come trial and error, ovvero procedere per tentativi. Quindi non vorrei rinunciare alla mia capacità di errore insieme alla mia capacità di apprendimento.

Questa Prefazione riflette le mie conoscenze attuali. Per il futuro mi attengo alle parole del compositore inglese Benjamin Britten: "Imparare è come remare contro corrente. Appena si smette, si torna indietro".

Voglio porre altre domande. Voglio valutare nuove esperienze, informazioni e risultati di ricerche. Voglio continuare a sforzarmi di migliorare costantemente le mie conoscenze e tenerle sempre aggiornate.

Se mi chiedete la mia opinione personale sul kombucha vi risponderò: sono convinto delle sue grandi potenzialità. Avendo letto molti testi e parlato con tante persone non mi sentirei mai di bollare come ingenuità la fiducia nelle proprietà di questo rimedio solo perché non è stato tutto ancora esaminato in modo analitico.

Il kombucha stimola il potere di autoguarigione dell'organismo

Nessuno sa con esattezza quante siano le persone che bevono il té kombucha nel mondo oggi. Posso immaginare che l'entusiasmo eccessivo si stabilizzerà e i resoconti sensazionali faranno posto a un punto di vista più sobrio: ovvero che il kombucha può aiutarci a fare qualcosa per la nostra salute e il nostro benessere contrastando tutto l'inquinamento che ci circonda; che può darci energia per superare lo stress quotidiano senza danni; che il kombucha non è un farmaco e non guarisce dalle malattie.

Solo il corpo può guarire se stesso e combattere una patologia. Tutto quello che può fare l'infuso di kombucha è sostenere l'organismo stimolando il suo sistema immunitario e mettendo in moto così le sue capacità autocurative. Il kombucha è un alimento particolare, un infuso biologico e probiotico pieno di microrganismi vivi e potenti, un concentrato di forza vitale dinamica.

Ho un sogno

L'ultimo segreto di questo "fungo miracoloso", come viene definito in alcune pubblicazioni, non è ancora stato scoperto. Considerata l'ampia diffusione del kombucha, le ricerche scientifiche sono ancora carenti.

Da che cosa dipendono gli effetti curativi di cui parlano così tante persone? Non sappiamo ancora tutto. Forse si troverà qualcuno (che ha sperimentato di persona gli effetti benefici del kombucha) che faccia una donazione affinché vada avanti la ricerca sul kombucha, in modo che questo rimedio popolare venga scoperto anche dalla medicina convenzionale.

La ricerca sul fungo del tè dovrebbe fondarsi anche su nuove basi scientifiche confortate da studi rigorosi. Chi rifiuta un rimedio popolare perché non esistono studi clinici ad avvalorarlo non considera forse che centinaia di ricerche non hanno impedito gli scandali di cui molti farmaci sono stati protagonisti.

Due cose fermano il progresso nella medicina: le autorità e i sistemi. (Rudolf Virchow, 1821-1902)

Vi auguro di avere successo nella preparazione dell'infuso di tè kombucha e di trarre molti vantaggi dal suo uso. Possa questo fungo prendere il posto che merita nella nostra casa! Alla salute!

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