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La buona lettura - Parte 2

di Mariateresa Tartaglia 2019 anni fa


La buona lettura - Parte 2

Lettore è colui che si dedica alla lettura, l'utente di un autore o un editore; persona che legge per chi non è in grado di farlo; insegnante di madrelingua che fa esercitazioni pratiche; nel medioevo, titolo corrispondente al moderno professore; in elettronica, dispositivo che trasforma un sistema di segnali in un altro.

Lettori siamo noi che, in questo momento, stiamo leggendo.
Ma stiamo leggendo bene, in modo da non affaticarci?

Leggere è un'attività energeticamente dispendiosa, per non affaticarci dobbiamo considerare aspetti visivi e non visivi.

Illuminazione e postura sono fondamentali per la buona lettura, indispensabili per mantenere efficiente la visione e non sovraffaticarla.

Illuminazione: leggere richiede una quantità di luce adeguata. L’ideale è la luce naturale, schermata se eccessiva, che non crei riflessi sul testo. Mai leggere in penombra o peggio al buio: utilizziamo una buona fonte luminosa artificiale, non abbagliante. Come dovremmo fare per guardare la televisione e il monitor del computer, di sera mai leggere su tablet o ebook-reader senza luce accesa.

Il genere di supporto cartaceo che crea il contrasto tra la carta e il testo scritto o stampato, influenza notevolmente la necessità di illuminazione; stessa considerazione per i supporti digitali.

Postura: comoda e adeguata per tutti, soprattutto per studiare e quando si ha una scarsa capacità visiva. Il testo va tenuto sempre comodamente inclinato, comodo per occhi, collo e spalle, soprattutto se leggiamo libroni pesanti; ogni tanto, cambiamo posizione. La corretta distanza di lettura è compresa tra 35 e 40 cm (la troviamo ponendo il pugno chiuso alla radice del naso: è la distanza tra la nocca del medio e la punta del gomito). Per studiare sono utilissimi il leggio o il piano inclinato, come i vecchi banchi scolastici, che permettono di tenere dritta la schiena, non sovraccaricare il collo e le spalle, indirizzare correttamente lo sguardo.

Le Regole d'oro della Buona Lettura

Ora curiamo gli aspetti visivi.

  • Battere le palpebre alla fine di ogni paragrafo, più spesso se si hanno gli occhi secchi.
  • Sollevare lo sguardo e mettere a fuoco qualcosa di molto lontano alla fine di ogni pagina, guardare in giro.
  • Respirare a fondo.
  • Muovere gli occhi e il collo, alzarsi, stirarsi.
  • Occhi normali, né strizzati né spalancati: non aggrottare le sopracciglia e non strizzare le palpebre.
  • Adeguato occhiale per vicino: il minimo indispensabile, non quello per lontano.
  • Fare palming* alla fine di ogni capitolo visualizzando le cose lette.
  • Non leggere se si è stanchi e c’è poca luce.
  • Passare del tempo all'aperto e fare attività come yoga, ginnastica dolce, stretching.

*Palming è una pratica di rilassamento degli occhi che si esegue chiudendo gli occhi, appoggiandovi sopra le mani a cucchiaio senza schiacciare i bulbi oculari, visualizzando o ricordando immagini rilassanti o, in questo caso, le cose lette o studiate. Infatti, se si legge per studio, tradurre in termini visivi le cose lette permette di fissarle meglio nella memoria e richiamarle più direttamente; se si legge per piacere, la visualizzazione permette di godere pienamente del racconto e parteciparvi con tutti i sensi.

Cosa succede se manteniamo cattive abitudini di lettura?

  • Riduzione della mobilità degli occhi nell’esplorare il campo visivo (non si sa dove mettere gli occhi).
  • Riduzione della visione periferica (si guarda solo dritto davanti a sé).
  • Difficoltà di seguire oggetti in movimento (le cose vanno per conto loro).
  • Lentezza nella identificazione e messa a fuoco di cose (e fatti) nuovi.
  • Perdita del contrasto figura-sfondo e della loro posizione reciproca (povertà di dettagli e contenuti).
  • Lettura come abitudine al limite della dipendenza (scarsa socializzazione, isolamento, chiusura).

Esercizi per la Buona Lettura

Leggere non fa male, sempre che gli occhi, il collo e le spalle siano rilassati........

ESERCIZI PER GLI OCCHI:

  • Yoga per gli occhi: senza muovere la testa, portare lentamente gli occhi verso destra, al centro, verso sinistra, al centro; in alto, al centro, in basso, al centro; obliquamente in alto a destra, al centro, in basso a sinistra, al centro; obliquamente in alto a sinistra, al centro, in basso a destra, al centro, come se disegnassero una stella.
  • Guardare alternativamente il proprio dito a distanza di 25-30 cm, e un oggetto lontano; ripetere più volte.
  • Fare lenti cerchi con gli occhi, nei due sensi di rotazione.
  • Palming, anche tra un esercizio e l’altro, e alla fine.

ESERCIZI PER IL COLLO E LE SPALLE:

  • Fare cerchi con le spalle, in avanti e indietro.
  • Abbassare il mento e lentamente sollevarlo portandolo indietro.
  • Fare lente rotazioni con il collo.

ESERCIZI DURANTE LA LETTURA:

  • Non andare verso il testo, è il testo che deve arrivare senza necessità di avvicinare o allontanare il viso.
  • Guardare gli spazi bianchi tra le parole e dentro le lettere: le letterine sembreranno più nitide. Far scorrere lo sguardo lungo lo spazio bianco tra una riga e l’altra, senza leggere: le letterine sembreranno più nere.
  • Leggere con un dito o uno stecchino, lettera per lettera.
  • Cercare cose piccole sul foglio, macchioline, segnini.
  • I movimenti degli occhi e del collo devono sempre essere morbidi, facili, piacevoli: battere le palpebre e respirare, respirare, respirare!

Un libro, fatto di parole, possiede, come la parola, il potere di travalicare qualsiasi confine.

Scrive Emily Dickinson: “Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto le parole. Ne esistono alcune di fronte alle quali mi inchino, stanno lì come un principe tra i lord. A volte ne scrivo una, e la guardo, ne fisso la forma, i contorni fino a quando comincia a splendere e non c’è zaffiro al mondo che ne possa eguagliare la luce.”

Lo splendore della parola penetra nell'animo umano, lo illumina, se ne prende cura...in sostanza, un (buon) libro fa bene all'anima e alla mente.

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La mia formazione professionale è Ortottista assistente di oftalmologia, specialista in ipovisione; lavoro presso l’Ospedale Bufalini. Sono stata partecipante, relatore, segreteria scientifica, presidente, moderatore a corsi e congressi in ortottica, oftalmologia, neuroftalmologia,...
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