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Jackfruit: La “carne” che cresce sugli alberi

1 anno fa


Jackfruit: La “carne” che cresce sugli alberi

La nuova alternativa alla carne 100% vegetale

Indice dei contenuti:

Consistenza e sapore davvero sorprendenti

“La carne è carne e la frutta è frutta”: niente di più facile! Invece no!…Ed è un frutto tropicale, uno dei più grandi al mondo, a rompere gli schemi cui siamo abituati.

Spezzatino, straccetti di manzo o pulled pork…è sbalorditivo come la polpa del Jackfuit, un frutto appunto, una volta cotta gli assomigli: intensa, corposa e sostanziosa. Tutto naturalmente, in assenza di procedimenti complessi e per di più senza glutine o derivati della soya.

Un frutto tropicale con una storia lunga

Il Jackfruit o Artocarpus heterophyllus, è una pianta tropicale appartenente alla famiglia delle Moraceae. L’albero è originario dell’Himalaya orientale ed è diffuso in quasi tutto il sud-est asiatico ed in alcuni punti del Brasile. Il suo nome deriva dal portoghese “jaca”, inglesizzato nel 1563 dal naturalista Garcia de Orta nel suo affascinante libro “Colòquios dos simples e drogas da India”.

E’ uno dei tre frutti beneauguranti nella tradizione Tamil- insieme alla banana e al mango – oltre ad essere il frutto nazionale del Bangladesh. Secondo la tradizione, dal Jackfruit si estrae il colorante giallo utilizzato per tingere le tonache sacre dei monaci buddhisti.

Il frutto può raggiungere anche il metro di lunghezza e il mezzo quintale di peso. I giganteschi frutti hanno una buccia protettiva tempestata di piccoli spunzoni, all'interno della quale troviamo numerosi semi ricoperti di fibrosa polpa gialla. Da non confondere con il Durian, a cui assomiglia esteriormente, ma profumo e sapore sono lontani anni luce.

Recenti studi mostrano come questo frutto avrebbe anche interessanti risvolti ambientali, infatti nelle zone colpite dagli effetti dei cambiamenti climatici gli alberi di Jackfruit potrebbero sostituire le colture minacciate ed essere così fonte di sostentamento per le popolazioni.

Del Jackfruit si mangia tutto

E anche in questo ricorda il maiale....

Il jackfruit maturo ha un sapore dolce, fruttato e zuccherino, che ricorda il mix di alcuni frutti che siamo più abituati a consumare. I frutti giovani, che risultano verdi, invece hanno un profilo aromatico più complesso e speziato. Proprio per questo sono utilizzati anche per piatti salati nella tradizione del sud est asiatico. Sono prelibati anche i suoi semi, che devono necessariamente esser essiccati, tostati o arrostiti, in quanto se crudi non sono edibili tal quali.

La polpa rappresenta indubbiamente la parte più interessante di questo grande frutto e la cottura le conferisce un sapore particolare, riconducibile a quello della carne: per questo motivo, e grazie alla sua consistenza, ben si presta ad essere utilizzata come base nella realizzazione di piatti vegetariani o vegani.


La forma più pratica ed immediata per assaporare la sua polpa è quella confezionata e pronta all’uso, purchè sia 100% Jackfruit e senza altri componenti aggiuntivi.

Questa con semplicità può essere cucinata in vari modi: saltandola in padella o insaporendola con spezie a piacere come paprika, curry o peperoncino. Utilizzatelo quindi per farcire dei tacos o delle piadine, accompagnandole con una salsa di avocado magari.

Tanta fibra con poche calorie e pochi grassi

L’alimento è interessante dal punto di vista nutrizionale e, per questo, è da qualche tempo considerato uno dei cibi del futuro. La porzione più rilevante della polpa, s’intende del frutto giovane, è occupata prevalentemente dai carboidrati (con zuccheri pressochè assenti) e dalle fibre. Trascurabli i valori dei grassi. Ottima l’offerta in micronutrienti, tra cui potassio, calcio, magnesio, vitamina A, B1, B6 e C.

Il risultato è un piatto con la consistenza ed il sapore della carne, di sostanza e che sazia, con un buon apporto di nutrienti ma con poche calorie e grassi.

Per completarne il profilo proteico è ottimale abbinarlo a quinoa, lenticchie oppure ceci.

I consigli dello Chef

Saltare in padella la polpa pronta all’uso per 5 minuti con ingredienti a piacere (si abbina molto bene a olio extra vergine, burro, olio vergine di cocco, soffritto, salsa di pomodoro, funghi secchi, alghe, senape, curcuma ed alle spezie in generale) per ottenere uno spezzatino vegetale da accompagnare a riso bollito, polenta, verdure e legumi cotti (lenticchie, fave, fagiolini e piselli).

Per un risultato ancora migliore marinare la polpa (per 15 minuti), prima di passare in padella con zucchero integrale di canna, curcuma, olio, sale e pepe q.b..

Ottimo anche come ripieno per hamburger, tacos e panini. Per i patiti del barbecue anche sulla griglia è una sorpresa.


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