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Introduzione - Sono Ancora con Te - Libro di Marino Parodi

di Marino Parodi 1 anno fa



Leggi un estratto da "Sono Ancora con Te" libro di Marino Parodi

L'enigma della morte e la grande domanda sul "dopo" rappresentano da sempre non già un problema, per usare le parole di Indro Montanelli, bensì il problema per eccellenza dell'umanità.

Dal chiedersi se e in quale modo sopravviveremo alla morte fisica all'interrogarsi circa la possibilità di entrare in contatto con chi ha già varcato la misteriosa soglia, il passo è breve. Infatti ogni epoca e ogni cultura hanno sviluppato una certa concezione della vita dopo la vita, nonché una qualche forma di comunicazione con i trapassati. A ben vedere, ciò pare assolutamente logico e naturale. Che cosa vi è di più naturale, infatti, del chiedersi dove sono andati a finire coloro che abbiamo amato, dove andremo un giorno anche noi e, infine, se sia possibile qualche forma di comunicazione tra noi e loro? Pensiamo soltanto alla cultura cattolica: la Comunione dei Santi non rappresenta forse una modalità di comunicazione tra i due mondi?

E soltanto con l'avvento della cultura moderna e industriale, ossia grossomodo nell'ultimo secolo e mezzo, che il variegato "ponte" tra i due mondi sembra interrompersi. La continuazione della vita dopo la morte fisica cessa di essere quella certezza che era stata per secoli - e addirittura millenni - e che nessuno dei nostri antenati si sarebbe mai sognato di mettere in dubbio. Con l'avvento dell'età moderna non pochi sono arrivati addirittura a escluderne la possibilità.

Tale processo di sradicamento dell'anima, per così dire, viene normalmente messo in relazione con il progredire della scienza. Tuttavia, ormai da tempo, è proprio in virtù di tante scoperte scientifiche che possiamo affermare che tale visione non è assolutamente scientifica. Infatti, benché ancora troppo pochi nel mondo ne siano consapevoli, è stata proprio la scienza a smentire se stessa, o per meglio dire, quella parte di essa che voleva ridurre l'uomo e l'universo a un banale gioco di formule chimiche e (magari presunte) leggi fisiche.

Da circa un secolo la scienza sta diventando sempre più consapevole di una realtà meravigliosa: la nostra coscienza è una creazione estremamente ricca e complessa, le cui facoltà testimoniano l'esistenza di un universo immenso che va ben al di là di quel poco - anzi di quel pochissimo - che riescono a percepire i tradizionali cinque sensi. Tra le potenzialità della coscienza, che a questo punto possiamo anche chiamare anima, vi è pure - last but not least - la sua natura immortale ed eterna. In fondo, si tratta del messaggio fondamentale comune a tutte le religioni.

Si tratta di una rivelazione sconvolgente, della cui portata l'umanità ha appena cominciato a divenire consapevole.

Non v'è chi non veda che chiedersi che sarà di noi stessi e dove sono andati a finire i nostri cari equivale a cercare di scoprire chi siamo veramente, a interrogarci circa la nostra vera natura e lo scopo stesso della nostra esistenza, nonché sulle nostre potenzialità. Né si tratta di un problema che riguarda solo quanti sono stati colpiti da un grave lutto (benché questi siano, si capisce, particolarmente motivati a portare avanti tale ricerca).

La psicologa Maria Rita Parsi ha osservato che, in fondo, a dividere noi uomini e donne del Terzo Millennio non sono più (come poteva essere una volta) idee politiche o questioni

culturali (magari legate alla razza), bensì la concezione della vita o della morte: da un lato ci sono coloro i quali credono (o meglio ancora, come vedremo presto, sanno) che la morte fisica non è altro che l'inizio di una nuova vita; dall'altro stanno coloro che ancora credono che il decesso significhi la fine di tutto.

E facile intuire come, se siamo (o diventiamo) consapevoli dell'eternità dell'anima, la vita intera, in ogni suo aspetto - già qua e ora - acquisti un significato, uno spessore e un gusto assolutamente nuovi.

Seguo ormai da diversi anni il complesso, affascinante e (ma in fondo meno di quanto normalmente si creda) inquietante mondo della comunicazione tra le due dimensioni. Posso tranquillamente affermare che, se una quindicina di anni or sono, all'inizio della mia ricerca, mi fosse stata profetizzata anche solo una piccola parte delle sorprese e meraviglie che ho avuto modo di scoprire, non vi avrei mai creduto. Dirò di più. In definitiva, comprendo coloro i quali si dichiarano scettici, pur non invidiandoli affatto (non sanno che cosa si perdono) senza dimenticare che, in fondo, lo scetticismo è una posizione del tutto antiscientifica, riconducibile a una forma di paura e persino di superstizione. Del resto, in una certa misura è normale essere scettici, finché non si viene a sapere... Infatti il mondo che si spalanca a chiunque si avventuri nella ricerca della vita dopo la vita è talmente vasto, profondo e ricco, da superare qualunque immaginazione.

Confesso volentieri ai lettori di essermi imbattuto in un solo problema nel corso della stesura del presente libro: la gamma delle storie (vere, naturalmente), delle informazioni e delle riflessioni ruotanti attorno all'affascinante tematica dell'aldilà si presenta così incredibilmente ricca e vasta da rendere difficile la scelta: che cosa non dire? Io ho scelto comunque di ispirarmi a un criterio fondamentale nella scelta: per quanto riguarda le testimonianze e le storie, orientarmi per lo più nella direzione di casi che tendenzialmente ho avuto la possibilità di conoscere e di seguire in prima persona (il discorso non vale sicuramente per tutto ciò che si riferisce a eventi particolarmente lontani nel tempo).

A tutti è data la possibilità di scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo circa la nostra natura, la nostra coscienza e il cosmo intero. Il viaggio alla scoperta dell'aldilà costituisce un'occasione preziosissima in tal senso, rivelandosi un percorso spirituale e scientifico a un tempo, in cui amore e conoscenza - i due fini principali dell'avventura umana - si incontrano in piena armonia.

Viviamo in tempi di risveglio spirituale: siamo esseri spirituali che vivono un'esperienza terrena (e non viceversa) e sono sempre più numerosi coloro i quali si rendono conto di questa meravigliosa realtà, con tutte le conseguenze che ne derivano sul piano interiore, nonché in relazione alla salute, ai rapporti con se stessi e con il prossimo, al lavoro, al tempo libero, insomma alla vita tutta.

I tempi sono ormai maturi per portare alla luce ciò che di tale consapevolezza costituisce a un tempo la conseguenza e la causa principale: la vita è eterna.

Se la vita è eterna, perché mai la naturalissima esigenza di comunicare con chi ha abbandonato questo piano di esistenza per approdare a un altro, più elevato, dovrebbe venire negata, censurata e repressa? I tempi sono ormai altrettanto maturi per affrontare un tema tanto spinoso e delicato quanto fondamentale.

Sono Ancora con Te

Sono Ancora con Te

Il volume raccoglie una serie di racconti di persone che hanno vissuto esperienze di premorte, viaggi extracorporei e contatti con l’aldilà, anche attraverso l’intervento di medium.

Lo scopo dell’autore non è quello di supportare una teoria con gli esempi raccontati, ma di renderci consapevoli della possibilità di avere un contatto con l’aldilà.

Testimonianze traboccanti di speranza, storie nelle quali emergono verità destinate a cambiare la vita di ognuno di noi: la vera essenza dell’uomo è spirituale e la morte non è la fine, ma solo una porta su una vita nuova, eterna, nella quale potremo ritrovare quanti ci hanno preceduto.

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Il dott. Marino Parodi è scrittore, psicologo, terapeuta, ricercatore, filosofo e conferenziere nato a Napoli il 25/12/1965. Come scrittore pur focalizzando i propri interessi sulla saggistica centrata sulla coscienza e sullo spirito nell’accezione più lata dei termini coltiva un proprio...
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