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Introduzione - La Truffa del Popolo Eletto - Libro di Giuseppe Verdi

di Giuseppe Verdi (Docente) 4 mesi fa


Introduzione - La Truffa del Popolo Eletto - Libro di Giuseppe Verdi

Leggi un estratto dal libro "La Truffa del Popolo Eletto" di Giuseppe Verdi

«Tutta la verità è innocua, nient’altro è innocuo;e colui il quale nasconde la verità,o la occulta agli uomini per una questione di convenienza,è un codardo o un criminale, o entrambi».
Max Muller

«L’uomo è un animale religioso», afferma il clero cristiano con la sicumera propria di chi si crede in possesso della verità assoluta e con il consueto tono di arroganza, misto a saccenteria, di chi vuole imporre a tutti i propri dogmi, senza confronti di sorta.

L’uomo è davvero un animale religioso? A ben vedere, no.

L’uomo nasce ateo ed è solo l’ambiente culturale nel quale cresce a determinarne, nella quasi totalità dei casi, questa religiosità, tutt’altro che insita nel dna.

L’affermazione in questione, dunque, non è che l’ennesimo esempio di luogo comune prodotto dalla retorica dei cosiddetti teologi, dalla loro banalità dialettica, al solo scopo di tenere il più a lungo possibile le loro pecorelle in preda a quella divina nevrosi chiamata impropriamente “fede”, mezzo necessario e indispensabile affinché essi, i preti, possano continuare a svolgere il loro ruolo di presunti curatori d’anime, con tutti i vantaggi che ne derivano per loro e non certo per i malcapitati pazienti.

La domanda corretta, tuttavia, è: chi ha creato questa falsa malattia? Sono stati proprio loro, i presunti medici, insieme ai loro dotti teologi. Essi hanno agito proprio come abili e ingegnosi esperti di pubblicità, creando nel potenziale cliente un falso bisogno, per poi offrirgli su un piatto d’argento il prodotto in grado di soddisfarlo. Sono loro i creatori di questo cancro, fittizio ma non per questo meno dannoso, che, perpetuato nei secoli dei secoli, continua ad affliggere buona parte dell’umanità, garantendo ai preti il loro ruolo privilegiato di intermediari divini e, soprattutto, il loro potere sulla mente e sulle tasche dei credenti.

Questo sistema di controllo, però, richiede che il gregge sia tenuto nell’ignoranza più buia. Guai, infatti, a scoprire gli altari (è il caso di dirlo!). Guai se qualcuno dovesse accorgersi che il virus della fede è stato creato ad arte e che è costruito su menzogne e falsità, fondamenta che possono rivelarsi tutt’altro che solide e, quindi, sprofondare, con tutto l’edificio, ai primi colpi di piccone ben assestati.

Ebbene, è da tempo che questi colpi di piccone cominciano ad arrivare. Le prime, coraggiose voci hanno cominciato a levarsi contro la dittatura clericale che ci soffoca da quasi due millenni. Voci di dissenso, provenienti da accademici, biblisti, studiosi e semplici appassionati, che hanno cominciato a porsi e porre domande, diffondendo il germe del dubbio e dell’amore per la verità; quella verità che è stata sempre nascosta e distorta proprio da chi si spaccia come suo unico detentore.

Non è un caso che, ormai da tempo, la chiesa vada perdendo pezzi, innanzitutto in termini di numero di fedeli e di candidati al sacerdozio, anche in un periodo che gode del “traino” di un papa popolare come quello attuale. Il livello culturale cresce continuamente e, con esso, monta negli individui la consapevolezza che, prima di credere ciecamente, è necessario comprendere.

Internet ha aperto una breccia, consentendo la libera e ampia circolazione di informazioni e di idee che, prima, rimanevano isolate o censurate. Poi c’è stato il Codice da Vinci, che, pur essendo soltanto un romanzo (e neppure scevro di inesattezze), ha evidenziato il fatto che molti ormai non si vergognano più di farsi domande, anche “irriverenti”, sulla Bibbia, sulla chiesa e su Gesù.

In parole povere, nell’animo di tanti è maturata e continua a maturare, inarrestabile, la voglia di ribellarsi all’indottrinamento che ogni cristiano subisce fin dalla culla e al condizionamento che la chiesa pretende di esercitare su di lui in ogni atto, in ogni pensiero e in ogni scelta della sua vita.

Ribellarsi come, però? È semplice. Bisogna sapere. Bisogna conoscere. E bisogna conoscere tutto.

Non è sufficiente limitarsi alle informazioni spicciole. Bene o male, infatti, molti, anche se non tutti, sanno che la storia della chiesa è costellata di scandali, episodi di corruzione e intrighi politici e finanziari che hanno coinvolto i papi e il clero, o che la chiesa si riempie le tasche con il nostro otto per mille e beneficia di numerosi privilegi, o ancora che oggi, soprattutto in Italia, la sua ingerenza si è fatta asfissiante in ogni ambito, dalla politica, alla scuola, ai cosiddetti principi etici. Tutto questo, tuttavia, non basta. Occorre andare oltre, ripercorrendo la storia della chiesa e del cristianesimo, quella vera, quella che la censura ecclesiastica non ha mai consentito venisse scritta sui libri di storia.

Chi decide di percorrere questa strada fino in fondo, informandosi e documentandosi senza pregiudizi, si renderà conto che è possibile, legittimo e doveroso mettere in discussione i pilastri su cui il cristianesimo fonda la propria dottrina e la sua stessa esistenza. Soprattutto, però, questo coraggioso esploratore della verità farà scoperte molto, molto sorprendenti.

La cura per il virus della fede, dunque, è semplicissima. Ed è già all’opera.

Di giorno in giorno, la conoscenza cresce e si diffonde tra la gente e tra le panche della chiesa, rendendo sempre più difficile e imbarazzante per i predicatori farci ancora credere alle loro favole su Adamo ed Eva, su Mosè, sul diluvio universale, su Gesù e sulle sacre scritture. Come ebbe a dire un famoso padre della chiesa, sant’Agostino di Ippona, i preti hanno instillato il virus della superstizione nelle loro vittime quando, “piccole e deboli”, non sapevano come resistere o come reagire in maniera sana alla contagiosa inoculazione;

«poi, in seguito, è stato necessario che le generazioni successive preservassero le tradizioni dei loro antenati, bevendo di questa superstizione assieme al latte materno».

È vero, queste parole di Agostino erano riferite alle religioni pagane, ma non v’è dubbio che questo scaltro modus operandi sia stato e continui a essere tipico anche della religione cristiana.

Non a caso, cari lettori, in tal senso una religione vale l’altra, e che la prova che siamo vittime di un indottrinamento e che non abbiamo compiuto alcuna libera scelta risiede nella facile constatazione che il nostro credo è nel 99,99 per cento dei casi il frutto dell’educazione ricevuta.

Questa verità è sorprendentemente formulata in maniera eloquente da Robert Ingersoll, che, nel suo classico Perché sono un agnostico, apre con queste incisive parole:

«Per la maggior parte ereditiamo le nostre opinioni. Siamo gli eredi di abitudini e costumi mentali. Il nostro credo, come la moda dei nostri abiti, dipendono dal posto in cui nasciamo. Siamo plasmati e modellati da ciò che ci circonda. L’ambiente è uno scultore, un pittore. Se fossimo nati a Costantinopoli, la maggior parte di noi avrebbe detto: “Non c’è nessun Dio ma Allah, e Maometto è il suo profeta”. Se i nostri genitori fossero vissuti sulle rive del Gange, saremmo stati adoratori di Shiva e avremmo agognato il Nirvana. Di norma, i bambini amano i loro genitori, credono in ciò che gli insegnano e provano grande orgoglio nel dire che la religione della loro madre è buona abbastanza per loro […] Gli scozzesi sono Calvinisti perché i loro padri lo erano. Gli irlandesi sono Cattolici perché i loro padri lo erano. Gli inglesi sono Anglicani perché i loro padri lo erano, e gli americani sono divisi in centinaia di sette perché i loro padri lo erano. […] I bambini a volte sono superiori ai loro genitori, modificano le loro idee, cambiano le loro abitudini, e giungono a diverse conclusioni».

In altre parole, è in gran parte una questione d’ambiente. Chiunque di noi fosse nato, per esempio, a Teheran, oggi sarebbe un fermo seguace di Maometto e si rivolgerebbe verso La Mecca agli orari prestabiliti. Per lui, Allah sarebbe il solo vero dio vivente, mentre Yahweh e Gesù gli apparirebbero come un banale mito pagano o, peggio ancora, una blasfemia.

La fede cristiana, come qualunque altra, non è il risultato di un pensiero indipendente e di prove convincenti. È la culla a determinare il credo.

Il precetto prediletto dei dottori di ogni tipo di teologia è sempre: «Catturali nella culla e inoculali prima che sappiano». Nel periodo del bavaglino e del sonaglino, il cervello dei bambini è morbido, una superficie pulita, «soffice come la cera da modellare», come diceva tempo fa un “Sua Santità”. Indifeso, esso riceve e assorbe qualsiasi cosa gli venga impressa o imposta per prima: la vera o falsa religione, che si tratti di Cristo, di Krishna o di Babbo Natale. «Dateci un bambino entro i sette anni, e l’avremo in pugno per sempre».

È così che, nel caso del cristianesimo, il battesimo viene somministrato a un inerme lattante, la cui mente vuota viene segnata con il marchio della fede. «Nel cervello dell’innocenza piantano il seme della superstizione», come ebbe a dire Ingersoll. Appena più grandicello, poi, egli viene sottoposto al lavaggio del cervello del catechismo e dell’insegnamento della religione, per poi proseguire nel tunnel forzato che passa per la prima comunione, la cresima e, nella maggior parte dei casi, il matrimonio davanti al ministro di Dio. Neanche al momento del trapasso il povero cristiano sfugge alle grinfie della chiesa, che gli impartisce prima l’estrema unzione e poi il funerale religioso.

Il controllo dura tutta una vita; una vita nella quale i ministri, dai loro pulpiti, purtroppo spesso coadiuvati dai genitori, portano avanti la guerra contro il nostro senso naturale, creando e facendoci respirare un’atmosfera piena di bugie.

Questo libro parla delle frodi, delle falsificazioni e delle menzogne messe in atto dalla chiesa nei primi secoli per sfruttare e raggirare in saecula saeculorum il gregge dei credenti. Quest’intricata matassa di inganni ha avuto e ha il solo e unico scopo di tenere le pecorelle nell’obbedienza e nella credulità e il clero nei palazzi dorati del potere e del privilegio.

Ieri, chi tentava di scardinare questo tirannico sistema finiva sul rogo o, nella migliore ipotesi, in catene. Oggi, fortunatamente per tutti noi, la chiesa non può più eliminare fisicamente i suoi oppositori e, di conseguenza, tenta di metterli a tacere (come ben sa qualche teologo punito dal “santo” Wojtyla), oppure continua a utilizzare metodi più subdoli e perversi, ad esempio cucendo addosso ai dissenzienti etichette marchiate a fuoco come “miscredente”, un termine divenuto sinonimo di tutto ciò che è infame o criminale nella natura umana.

In realtà, miscredente e infedele esprimono significati soggettivi e altro non rappresentano che il punto di vista della chiesa; un punto di vista, peraltro, unilaterale, chiuso e assoluto. A mio avviso, al contrario, nel campo delle religioni, “miscredente” è sinonimo di mente aperta, di amante della verità, di ricercatore della giustizia. È con questo spirito che ho messo mano alla penna per dare il mio personale contributo affinché la gente possa prendere coscienza delle infinite menzogne che ci vengono propinate da quasi due millenni.

Sulla base di quali prove possiamo accusare la chiesa di avere falsificato tutto ciò che era possibile falsificare? Nessuna clamorosa scoperta documentale, testuale o archeologica, ma prove estremamente semplici, in quanto oggettive, lampanti e, soprattutto, alla portata di tutti. La maggior parte proviene, prevedibilmente, dalle opere di autori non allineati, mentre altre – sorpresa delle sorprese – arrivano dalla stessa letteratura cristiano-cattolica!

Si tratta, evidentemente, di notizie e informazioni sparse in una pletora di libri, documenti e scritti vari, sovente ben celate e, di conseguenza, sconosciute tanto ai laici quanto, il più delle volte, al devoto credente. Eppure sono là e in questo libro non è stato fatto altro che raccoglierne buona parte e presentarle a chiunque – credenti e non – sia curioso di sapere e di riflettere.

Niente di eccezionale, dunque, se non passione, certosina pazienza e, soprattutto, amore per la libertà e insofferenza per le catene intellettuali. Non per niente, non sono uno specialista, ma un appassionato che, appena in grado di ragionare con la propria testa, ha cominciato a porsi domande e a studiare, rigettando ben presto ogni forma di fede, di religione e di dogma.

Di conseguenza, ciò che presento in questo volume non ha nulla di originale, ma si basa sulle opere di studiosi più accreditati di me, dai quali ho attinto e ai quali sono profondamente riconoscente per l’evoluzione che hanno reso possibile in me e che, mi auguro, renderanno possibile in altri.

Giuseppe Verdi
(6 gennaio 2017, festa dell’Epifania,
una delle tante invenzioni cristiane)

La Truffa del Popolo Eletto

Come sono state inventate le Storie Bibliche e le Sacre Scritture Ebraiche

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Giuseppe Verdi (Docente)

Giuseppe Verdi, catanese nato nel 1962, ha conseguito la maturità classica, dedicandosi poi all'informatica fino a divenire docente nella formazione professionale, ambito nel quale, dal 2001, si occupa di progettazione e politiche attive del lavoro. Non credente, da oltre un decennio si...
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