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Il rapporto uomo-natura: l’impatto con le profonde modificazioni ambientali

di Paolo Giordo 4 mesi fa


Il rapporto uomo-natura: l’impatto con le profonde modificazioni ambientali

Leggi il Capitolo 1 estratto dal libro "Attacco alle Malattie del Cervello" di paolo Giordo

Indice dei contenuti:

I cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici sono sempre esistiti, ma oggi possiamo assistere a una modificazione globale senza precedenti, dove le cause naturali giocano un ruolo secondario e in cui l'essere umano, attraverso il progresso tecnologico, rischia seriamente di provocare enormi catastrofi.

L'emissione costante e sproporzionata di CO2 da parte dei Paesi industrializzati e il massiccio sfruttamento delle risorse naturali stanno provocando importanti modificazioni del clima a livello globale.

Le conseguenze le conosciamo tutti: siccità, inondazioni, uragani, terremoti e altri disastri naturali che colpiscono molte popolazioni del pianeta e in particolare quelle del cosiddetto terzo mondo, già in stato di indigenza cronica.

Attività come la deforestazione, il massiccio uso di acqua potabile per i fini più disparati e lo sfruttamento intensivo dei terreni non fanno altro che peggiorare il nostro presente e rendere oscuro il nostro futuro.

Il cambiamento climatico, come conseguenza di un surriscaldamento globale, porta con sé l'aumento della popolazione vettoriale (insetti volatili e terrestri) che possono rappresentare seri rischi e pericoli per l'equilibrio ecologico attraverso la moltiplicazione di microrganismi patogeni trasmessi da questi agli animali e quindi agli uomini.

Concetti come effetto serra, buco nell'ozono, piogge acide sono ormai pane quotidiano per tutti noi e tutte queste problematiche alterano il normale svolgimento delle funzioni vitali degli organismi animali, umani compresi, compromettendone spesso l'equilibrio, la salute e la vita stessa.

I cambiamenti alimentari

Per quanto riguarda i cambiamenti alimentari, nell'Ottocento hanno avuto inizio due importanti nuove abitudini legate all'alimentazione. La prima consiste nella diffusione dell'utilizzo e consumo di zucchero raffinato (bianco). La seconda è stata la sostituzione dei vecchi mulini a pietra con i mulini moderni, i quali hanno semplificato e reso universale la produzione delle farine raffinate e del pane bianco, un tempo esclusivo appannaggio delle classi più abbienti.

Già A. Fleisch, infatti, famoso fisiologo della prima metà del Novecento, nel suo libro L'alimentazione e i suoi errori, pubblicato nel 1937, affermò che la farina e la pasta bianche sono carenti di vitamine e di sali minerali, eliminati nel processo di raffinazione.

In effetti, il consumo crescente di zucchero raffinato e di farine bianche ha stravolto la complessa armonia di un'alimentazione più naturale in favore di cibi privi di elementi vitali.

L'avvento dei mulini moderni ha interrotto lo stretto rapporto tra il mugnaio e il fornaio dal momento che un tempo si impastava la farina appena macinata. Oggi, invece, la farina si conserva per un lunghissimo periodo grazie ai trattamenti chimici.

Abbiamo completamente perduto, e molti di noi non hanno mai conosciuto, il sapore e il valore nutrizionale della farina macinata di fresco, ovviamente tratta da grani biologici e non raffinati.

A un certo punto poi abbiamo assistito anche all'introduzione dei grassi vegetali.

È noto che i vegetali, a una temperatura di 20 °C, non producono sostanze grasse ma solo oli.

Per trasformare l'olio in grasso secondo gli intenti dell'industria alimentare è occorso dunque l'intervento del chimico, il quale, usando materie prime poco costose (ad esempio l'olio di palma) e scaldandolo in presenza di idrogeno, è riuscito ad alzare il punto di fusione di questi grassi e a produrre sostanze solide a temperatura ambiente.

Questo processo, oggi molto diffuso, si chiama idrogenazione ed è completamente artificiale in quanto i prodotti che si ottengono con esso non esistono in natura. La margarina fa parte di queste sostanze grasse sino a poco tempo fa di uso quotidiano per la loro malleabilità e spalmabilità.

Gli oli, invece, un tempo pressati a freddo, riuscivano a mantenere integre le loro proprietà nutrizionali. In seguito però si è iniziato a spremerli a caldo, per ottenere un rendimento quasi doppio usando allo stesso tempo dei solventi come l'esano che poi è impossibile eliminare del tutto. Oggi possiamo reperire sul mercato oli sufficientemente stabili che hanno pressoché perduto la capacità di irrancidire oppure contenenti acidi grassi polinsaturi che, a causa di una scarsa capacità di conservazione, sono diventati parzialmente o totalmente ossidati.

Va inoltre ricordato che la svalorizzazione nutritiva legata al consumo di derivati del frumento oggi non è limitata alla sola raffinazione. Da anni siamo abituati a consumare un grano selezionato spietatamente, se non quando è modificato geneticamente, per renderne più abbondante la produzione e minimizzare gli attacchi da parte di parassiti e malattie vegetali.

Tali varietà maggiormente diffuse sul mercato contengono per di più un'aumentata quantità di glutine (circa il triplo dei grani più antichi) – utile ai fini della lavorazione industriale perché più consono all'impastamento – con ripercussioni dirette e progressive sulla salute umana come vedremo in seguito.

Da ultimo, va sottolineato come nella società attuale sia enormemente aumentato il consumo di latte con la fuorviante informazione che esso sia un alimento salutare e completo.

L'essere umano è tuttavia l'unico che continua a cibarsi di latte anche dopo lo svezzamento. Il latte vaccino, essendo destinato ai vitelli, contiene sostanze in proporzione molto diversa (proteine, caseina e calcio) rispetto a quello umano, ma anche ormoni e prodotti chimici provenienti dall'allevamento degli animali stabulati.

Questo latte è male assorbito dall'uomo e forma un grumo gelatinoso nell'intestino che ostacola l'assorbimento anche degli altri nutrienti.

Vedremo più approfonditamente in seguito come tutto ciò possa influire negativamente sulla salute umana.

I cambiamenti culturali

Nella società moderna si tende a parlare sempre più di cultura di massa. I processi culturali non sono più circoscritti a piccoli ambiti locali, ma sono internazionalmente diffusi a tutti gli strati sociali ad opera dei mass media e dello sviluppo del sistema dei trasporti.

Anche la scienza, a causa degli effetti che le sue applicazioni provocano sulla vita socio-economica degli individui, si afferma come una delle istituzioni più importanti stimolando, di sovente, un atteggiamento di fiducia nel progresso tecnologico e nelle sue procedure.

Per quanto riguarda il fenomeno religioso si assiste invece a un lento processo di secolarizzazione come anche al pullulare di sette e movimenti spesso in contrasto tra loro a causa del fenomeno della multiculturalità che sta prendendo campo in molti Paesi.

Si sono modificati quindi anche la percezione dei valori e gli atteggiamenti personali. Infatti la gente è sempre più orientata al cambiamento, qualunque esso sia, con conseguente sviluppo di sentimenti individualistici e riduzione dei processi di identificazione in una collettività.

In questo contesto, anche il cambiamento della relazione medico- paziente ha portato a una ridefinizione dei ruoli e a un aumento della democraticità del rapporto.

Oggi i cosiddetti pazienti sono sempre più informati e tendono a negoziare spazi di autogestione per la propria salute.

Molte evidenze documentano la progressiva trasformazione della relazione medico-paziente verso il modello della modernità che comporta il superamento della subalternità del paziente rispetto al medico.

Parallelamente, assistiamo anche a una redistribuzione della responsabilità. Difatti, sono sempre più numerosi gli individui che assumono un ruolo attivo verso la propria salute e vogliono partecipare alle scelte terapeutiche che li riguardano.

Da parte del medico invece, il modello tradizionale di rapporto, che vedeva nel paziente un malato bisognoso di cure da applicare secondo scienza e coscienza, cede gradualmente il posto all'erogazione di servizi sanitari e terapie standard sempre più adesi alle cosiddette “linee guida” alle quali il medico convenzionale deve sempre più uniformarsi.

Un accenno va poi fatto anche all'estrema diffusione dell'informazione. Oltre alla diffusione di articoli e libri di divulgazione scientifica, spesso assistiamo anche al sensazionalismo che mostra risultati miracolistici o terroristici.

Questo conduce spesso a fare di tutta l'erba un fascio, in modo tale che poi tutte le esperienze terapeutiche non convenzionali vengono etichettate come “ciarpame pseudoscientifico”.

Ma la divulgazione informativa di frequente trascura la sua più costruttiva potenzialità che è quella di ispirare una cultura di partecipazione al progresso scientifico che comprenda tutte le conoscenze, ossia anche quelle ancora incomplete ma potenzialmente utili ai soggetti per curarsi e divenire più consapevoli di se stessi, pertanto più liberi.

Stiamo passando, quindi, dalla cultura della “verità”, spesso arbitrariamente detenuta con presunzione, a quella della libertà, nella sua massima espressione partecipativa e condivisa.

I cambiamenti sociali

Lo straordinario progresso tecnologico ha contribuito a concentrare il potere nelle mani di pochi Paesi.

Questa situazione inedita ha condotto a una maggiore diseguaglianza e a nuovi disequilibri. Qualcosa è cambiato profondamente nel mondo. Questo qualcosa ha svuotato completamente di senso i rapporti tra gli individui, ha degradato il sentimento della democrazia, ha reso più contorto il cammino del progresso.

La comunicazione globalizzata è diventata un'arma a doppio taglio che serve a informare parossisticamente ma anche a orientare le menti e mettere dei limiti al pensiero critico.

Nell'epoca dell'informazione globalizzata si è volutamente perduta la differenza tra comunicazione e rapporto. Si è in contatto con tutti ma nessun rapporto è vero ossia fatto di corporeità, sentimenti, emozioni, stati non verbali, tutti ingredienti invece necessari e indispensabili per curare e far crescere le potenzialità del nostro cervello.

Tratto dal libro

Attacco alle Malattie del Cervello

Prevenire e curare con metodi naturali

Paolo Giordo

L'incidenza delle malattie neurodegenerative e del sistema autoimmunitario è in forte aumento. Quali sono le motivazioni? Perché ci sono sempre più casi di malati di Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, miastenia gravis, fibromialgia, sindrome della stanchezza cronica?

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