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I vantaggi delle piccole superfici - Estratto dal libro "Vivere in Piccolo"

di Dominique Loreu 4 mesi fa


I vantaggi delle piccole superfici - Estratto dal libro "Vivere in Piccolo"

Leggi in anteprima le prime pagine del libro di Dominique Loreau e scopri come vivere una vita felice grazie ad un'abitazione piccola fatta a nostra misura

Se chiedessimo a ciascun individuo qual è la sua definizione di abitazione, probabilmente otterremmo risposte diverse, spesso contraddittorie: per alcuni il tetto rappresenta solo un rifugio, un luogo in cui riposare, dormire, riporre le proprie cose: basta che ci siano un letto e un fornello per prepararsi il caffè. Per altri, invece, l'alloggio è il fulcro della vita, intorno al quale gravita tutto il resto.

Tuttavia, indipendentemente dalle peculiarità e dalle aspirazioni individuali, una cosa è certa: il tema dell'abitazione riguarda tutti gli aspetti della vita, fra cui il denaro, il rapporto di coppia, la famiglia, la posizione sociale, la sicurezza personale, l'estetica, l'architettura, il comfort fisico e mentale, la salute, l'energia, l'ecologia, la politica, l'economia e l'etica.

Indice dei contenuti:

Perché scegliere il piccolo

Riflettere sul proprio modo di abitare significa innanzitutto meditare sulla propria vita e prendere in esame i propri sogni, le proprie aspirazioni e il proprio futuro. Ma anche la propria morte.

È chiaro che tutti noi abbiamo bisogno di un tetto, ma di che tipo? Quello sotto il quale alloggiamo è adeguato alle nostre esigenze? Ci soddisfa? È fatto su misura per noi? Ci dona energia oppure ce ne sottrae? Consapevoli o no, siamo molto più debitori al luogo che occupiamo (o che vorremmo occupare) di quanto possiamo immaginare. Senza di esso potremmo rimetterci la salute, gli amici e persino la vita. Inoltre, avere un tetto - il PROPRIO - non è sempre facile.

Per molti l'abitare, più che frutto di una scelta, è causa di oneri economici e spesso è anche il risultato di condizionamenti sociali, prima ancora di essere un piacere o un sogno da realizzare. Non si dice forse di coloro che possiedono un'abitazione grande e bella che sono persone di successo? Ma queste persone sono veramente più felici delle altre? I loro stili di vita corrispondono alle loro più intime aspirazioni? Hanno il tempo di sognare, di oziare e di vivere come vogliono pur avendo un mutuo pluridecennale ed essendo, di conseguenza, legate mani e piedi a un lavoro, a una famiglia, a degli orari e ad altre responsabilità?

Una grande abitazione rende necessariamente schiavi. Per contro, vivere in uno spazio piccolo, che si tratti di un monolocale minuscolo, di un semplice bilocale o di un alloggio di modesta metratura, presenta numerosi vantaggi: meno costi e grattacapi, più comodità, comfort, tempo libero, libertà, intimità... Purtroppo, la società ci lascia credere che la felicità si raggiunga grazie a dimore favolose con tanto di giardino, piscina e stanze per gli ospiti. Di conseguenza non ci rendiamo conto che in un luogo molto più circoscritto saremmo altrettanto felici e decisamente più liberi. In giro per il mondo esistono abitazioni minuscole ed estremamente confortevoli, belle e idilliache.

Se avere un tetto sopra la testa è una priorità, la sua superficie è di secondaria importanza, perché, paradossalmente, più un alloggio è piccolo e più ci può donare gioia. I saggi, i mistici e i poeti lo proclamano dalla notte dei tempi: una mente di vasti orizzonti non ha bisogno di grandi spazi. E poi è innegabile che le abitazioni di piccole dimensioni sono molto più propizie al piacere e al sogno rispetto alle altre. Come per tante cose della vita, spesso il meno è meglio.

Probabilmente uno dei sogni più grandi dell'essere umano è avere un tetto proprio, per non farsi sfrattare o cacciare, per non essere disturbato e vivere nella pace e nella serenità. Ma anche per potersi concedere il tempo di sorseggiare una tazza di tè comodamente seduto in poltrona davanti al fuoco acceso, simbolo in Occidente di un'oasi di pace confortevole e, per i filosofi e i poeti orientali, dell'eterna ricerca della saggezza. Una ricerca che il buddhismo, il taoismo e lo zen ci aiutano a compiere per evitare la sofferenza, per arricchirci interiormente e innalzarci al di sopra della nostra condizione materiale.

Una piccola abitazione è la soluzione a numerosi problemi

Sono in tanti a lamentarsi delle dimensioni limitate della loro abitazione e a sognare di vivere in una casa più grande. Ma altrettanti si lamentano di alloggi che fanno fatica a mantenere, gestire e pagare.

Le persone che apprezzano le superfici ridotte sono poche, ma capiscono perfettamente che privilegiare un alloggio piccolo a uno grande presenta molti vantaggi: meno preoccupazioni e spese, più tempo libero e più tranquillità. Man mano che la tecnologia e l'impero del consumismo, con la sua follia di grandezza e i suoi eccessi, prendono il sopravvento, l'essere umano si allontana dalla saggezza e dalla moderazione.

Ma tali esagerazioni sono benefiche per la nostra salute e il nostro benessere? Grande, sempre più grande, che sia uno schermo al plasma, un frigorifero o una casa: ecco a che cosa aspirano le generazioni attuali. Ma tale delirio di grandezza le rende più felici? È forse garanzia di una salute migliore e di una sicurezza e una tranquillità maggiori?

Una dimora contenuta è una terapia contro le preoccupazioni

Un alloggio piccolo presenta sicuramente il vantaggio di generare meno preoccupazioni. Si è sempre schiavi di una casa grande, perché un grande spazio implica fatica, responsabilità e dispersione. Molti pensano che occupare una superficie ampia sia piacevole; ma si rendono conto che le loro preoccupazioni derivano quasi esclusivamente da questa scelta? Lavori di manutenzione e di ammodernamento, ore di straordinario in ufficio per pagare le rate del mutuo, weekend passati a tosare il prato, a eliminare le ragnatele, a ridipingere le persiane... ma è veramente vita?

Non ci sono cose più esaltanti da fare invece di dover pensare sempre alla propria casa e a pulirla, mantenerla, abbellirla, proteggerla?

Abitare, come alimentarsi, dovrebbe essere solo la condizione indispensabile per vivere una vita libera e priva di costrizioni. Nessuno può negare che un'abitazione piccola sia molto più facile da arredare in modo confortevole, da mantenere, gestire, prendere in affitto (o comprare) e anche lasciare (o vendere), rispetto a una grande.

L'alloggio, fondamentalmente, dovrebbe garantirci riposo fisico e mentale, darci la possibilità di fare il pieno di energie e vitalità per poter godere pienamente dei piaceri dell'esistenza, sia sul lavoro sia nella vita privata. Dovrebbe essere innanzitutto un luogo di pace e una fonte di gioia e di spensieratezza.

Meno materialisti e più felici

Le ricchezze materiali rendono folli e irresponsabili. Per contro, vivere con pochissimo ed evitare le situazioni complicate o le persone volubili, snob e pretenziose permette di accedere a un benessere assai prossimo alla felicità.

Chi è stato capace di sbarazzarsi della maggior parte dei propri beni materiali può accontentarsi di vivere in poche decine di metri quadri, rendendosi conto che possedere troppo, anche nelle superfici abitative, non arreca alcun vantaggio.

Smettere di perdere tempo in occupazioni inutili, non riempirsi più di oggetti che avrebbero la pretesa di semplificare la vita quando invece la complicano, non occupare più spazio del necessario: tutto ciò consente di ritrovare la spensieratezza e la levità che sono innate in noi, ma che abbiamo perso a causa della nostra brama di possedere e di apparire.

Vivere in un luogo piccolo e semplice, che si può abbandonare dall'oggi al domani senza fastidi e incombenze (traslochi faticosi, formalità burocratiche lunghe e complicate), regala le sensazioni straordinarie dell'autonomia e dell'assenza di fardelli. Un po' come se fossimo ancora all'inizio della nostra vita e questa ci si presentasse infinita e magnifica. Questo forse spiega perché coloro che riescono a vivere con poco sono anche, paradossalmente, le persone più vive!

Gli appartamenti piccoli attirano meno i ladri

Che schiavitù dover sempre temere di essere derubati o svaligiati! Quanto tempo e quante energie sprecati per far installare sistemi antifurto e videocamere di sorveglianza o per chiedere ai propri vicini di tenere tutto sotto controllo mentre si è in ferie! E che ulteriore schiavitù essere sempre preoccupati, inquieti!

È possibile vivere bene con talmente poche cose da evitare di attirare i ladri. E se vogliono portarsi via il televisore, peggio per loro, perché non ci ricaveranno un granché.

Non dimenticherò mai il mio amico newyorchese Samuel, il quale un giorno mi disse a proposito di suo fratello: «La sicurezza è ciò che gli costa maggiormente. Joshua spende una cifra esorbitante per un appartamento minuscolo, ma abita nel quartiere più sicuro della città».

Vivere nella levità

Un tempo i giapponesi affermavano che non possedendo beni materiali non si rischiano disgrazie. Perché quindi vivere schiavi dei propri averi e morire sotto il peso morto dell'accumulo? Un piccolo alloggio modestamente ammobiliato non deve essere necessariamente triste o tetro, anzi può benissimo sembrare allegro e vivace.

Dipende tutto dallo stato d'animo e dall'energia di chi lo occupa e se ne prende cura. Ciò che rende felici non sono né lo spazio, né i mobili, né i beni che si accumulano, ma la leggerezza e la spensieratezza date dal vivere in un corpo in buona salute e con la mente il più possibile libera dalle costrizioni sociali, oltre che dalla ricerca incessante di piaceri dozzinali.

È felice chi non ha né fame né freddo. Per vivere in maniera semplice bisogna conoscere la natura del concetto di semplicità: è una cosa che dipende totalmente dall'integrità e dall'irreprensibilità. Prestando attenzione a questi due aspetti, la vostra vita si semplificherà di riflesso.

 

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La gioia di abitare in un pugno di metri quadri

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Vivere in un piccolo spazio non significa accontentarsi, ma avere più tempo per se stessi e per gli altri, per gli aspetti più intellettuali e spirituali della vita. La vera ricchezza, insomma, è vivere con meno: quello che i giapponesi chiamano seihin (dignitosa povertà).

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Dominique Loreau è una giornalista e scrittrice francese, da oltre vent'anni risiede in Giappone, paese di cui ha assimilato lo stile di vita, adattandolo e condividendolo con i lettori occidentali nei suoi numerosi best seller internazionali. In Italia ha già pubblicato con...
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