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I postulati della Radionica - Estratto da "Radionica Grafica e Tridimensionale"

di Tiziano Guerzoni 4 mesi fa


I postulati della Radionica - Estratto da "Radionica Grafica e Tridimensionale"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Tiziano Guerzoni e scopri di cosa tratta questa disciplina e come poterla applicare

La radionica storica si basa su tre semplici postulati:

LEGGE DI RISONANZA: "Gli effetti di una azione subita da una particella separata di un corpo, sono risentiti in tutto quel corpo, quale che sia la distanza tra le due parti separate. " Questa legge è alla base dell'utilizzo in Radiestesia ed in Radionica del testimone.

LEGGE DI TRASFERIMENTO: "Alcune figure geometriche o simboliche sono in grado di condurre, di trasportare, di propellere delle onde astratte loro affidate e possono servire come antenne di direzione allo scopo di raggiungere il bersaglio scelto. "

Ogni individuo presenta un angolo di apertura più o meno grande per accogliere i fasci di onde astratte che gli vengono inviate.

LEGGE DELLA SPIAGGIA DI ASCOLTO: "I risultati ottenuti sono proporzionali tanto alla potenza dell'emittente, quanto alla ricettività del ricevente. "

Ovviamente, ho puntualizzato il termine storica perché ritengo che da quando si è iniziato a conoscere alcuni aspetti di Fisica Quantistica, si possono trovare anche spiegazioni al funzionamento della Radionica che erano completamente sconosciute ai primi operatori.

Indice dei contenuti:

Legge di Risonanza

Credo che possiamo prendere in esame, più che l'effetto della risonanza. uno degli aspetti più sconvolgenti ed affascinanti della Fisica Quantistica, ovvero l'entanglement. Vediamo brevemente di cosa si tratta.

In poche parole, che cosa si intende per entanglement?

Secondo l'astrofisico Massimo Teodorani, è il termine inglese usato in maniera standard dai fisici quantistici che tradotto alla lettera, in italiano, significa "intreccio". Il termine è abbastanza azzeccato perché denota uno stato prettamente fisico di legame indissolubile tra due particelle elementari - come ad esempio due elettroni o due fotoni - che hanno interagito almeno una volta. Il legame è di natura quantistica e significa che entrambe le particelle si comportano come un tutt'uno.

Prendiamo un acceleratore di particelle e facciamo in modo che questo crei, a partire da una singola particella, una coppia di elementi entangled, ad esempio un elettrone e la sua corrispondente anti-particella, il positrone (oppure due fotoni polarizzati). Queste due sottoparticelle saranno legate strettamente tra loro, entangled appunto, perché, derivando dalla stessa identica sorgente devono avere delle proprietà complementari; ad esempio, devono ruotare in direzioni opposte.

Secondo la teoria quantistica, pur lasciando che le due particelle si allontanino tra loro chilometri e chilometri, nel preciso istante in cui si effettua una misura sulla prima particella avremmo istantaneamente informazioni anche sull'altra particella lontanissima. Per essere precisi, misurando la particella A inevitabilmente la sua funzione d'onda collassa in un singolo valore possibile, quello da noi misurato.

Quello che sconcertava Einstein era che, secondo la teoria quantistica, istantaneamente anche la funzione d'onda della seconda particella (che nessuno ha misurato e prosegue liberamente) dovrebbe collassare, così che entrambe iniziano a comportarsi come particelle...

Questo significherebbe che, facendo passare la particella B per una doppia fenditura come nell'esperimento di Young non avremmo alcuna interferenza.

Come può essere che una particella B, a distanza anche di anni luce dalla sua controparte A, venga modificata nella sua essenza quando si misura A? E come può avvenire tutto questo istantaneamente, senza nemmeno il tempo che una qualche informazione possa correre alla velocità della luce da A verso B per informarla dell'avvenuta misurazione?

Conclusione di Einstein: la teoria quantistica è incompleta, ha una falla nelle fondamenta.

Passarono ben ventinove anni senza alcuna risposta concreta a questa domanda, quando nel 1964 John Stuart Bell tirò fuori, da questo paradosso, una formula che permetteva di iniziare a pensare ad alcuni esperimenti che potessero verificare o meno chi avesse ragione, tra Einstein e la comunità scientifica pro-teoria quantistica.

Era sufficiente controllare se venivano rispettate alcune disuguaglianze (le "disuguaglianze di Bell" appunto); in caso affermativo, Einstein avrebbe avuto ragione, in caso contrario, ancora una volta sarebbe stata confermata la contro-intuitiva azione istantanea a distanza postulata dalla fisica quantistica. Gli esperimenti erano comunque troppo complessi da mettere in pratica per l'epoca. Il primo che riuscì ad ottenere risultati accettabili fu Alain pect, che riuscì a creare due fotoni entangled, spedirli in direzioni diverse ed effettuare una misurazione sul primo osservando le modifiche sulla seconda particella, a tredici metri di distanza.

Le disuguaglianze di Bell erano negate: veniva confermato che la misura di una particella modificava istantaneamente la sua controparte entangled.

Einstein aveva torto.

Gli esperimenti sono proseguiti fino ad oggi; nel 2008, un gruppo di ricercatori dell'Università di Ginevra ha lanciato due fotoni entangled dall'università fino a due paesi vicini, attraverso un tunnel quantistico in fibre ottiche che non interferiva con le singole particelle.

Dopo un viaggio di quasi 18 chilometri, sono state calcolate le disuguaglianze di Bell e dimostrato con ancor maggiore sicurezza che Einstein si sbagliava. I due fotoni cambiavano stato simultaneamente, quindi se si ponesse una doppia fenditura in ognuna delle due città, alla misurazione del primo fotone anche il secondo smetterebbe istantaneamente di creare le forme di interferenza, perché strettamente correlato con il primo.

Questo fenomeno quantistico è ufficialmente confermato solo nel caso del mondo microscopico.

In realtà, modelli teorici recenti molto sofisticati accoppiati ad uno studio attento del cervello, come ad esempio quello di neurodinamica quantistica" proposto dal matematico Roger Penrose e dall'anestesiologo Stuart Hameroff. prevedono che i microtubuli che costituiscono l'ossatura dei neuroni cerebrali funzionino su tutta la massa cerebrale in uno stato di "entanglement orchestrato tra loro, proprio quello che genera un atto di coscienza.

L'entanglementviene usato con successo nella crittografia quantistica, per scambiarsi la chiave segreta, sfruttando la comunicazione istantanea non intercettabi-le di fotoni polarizzati, ottenendo ottimi risultati.

Fisici teorici come Brian Josephson, fisici sperimentali come Robert Jahn, e psicologi sperimentali come Dean Radin e Roger Nelson, ritengono che i cosiddetti "poteri telepatici" e i casi di "coscienza collettiva", non solo siano eventi reali, ma anche che essi rappresentino uno stato di entanglement tra le coscienze di due o più persone separate, che riescono così a comunicare in maniera istantanea in base ad un meccanismo fisico simile alla risonanza.

Diversi studi sono stati effettuati e si stanno eseguendo sui gemelli.

Riporto una breve parte dell'articolo di Cleve Backster, ricercatore e insegnante del California Institute for Human Science, pubblicato su Nexus n° 56.

In occasione di un convegno a Houston, conobbi un ricercatore dentale della Texas University School of Dentistry, il quale aveva approntato un metodo per raccogliere i globuli bianchi dalla bocca di un donatore. Iniziai a lavorare sui globuli bianchi e a videoregistrare gli esperimenti su uno schermo doppio, con la lettura del grafico inserita sul fondo di uno schermo che illustrava le attività del donatore. Scoprimmo che un individuo poteva trovarsi a dieci isolati di distanza, o persino lontano venti miglia, e continuavamo ad avere reazioni. Questo dimostra che il collegamento tra i globuli avviene anche a distanza e quindi rimane tra loro un filo conduttore.

In sintesi, Ventanglement è una proprietà teoricamente e sperimentalmente dimostrata delle particelle elementari, ma alcuni indizi piuttosto recenti fanno ritenere che esso si realizzi in una forma speciale anche nella scala biologica, nella scala psichica e nella scala cosmologica.

Ritorniamo al primo postulato e al termine "testimone". Per coloro che non lo sapessero, in Radiestesia e in Radionica il testimone è descritto come segue:

Viene definito "testimone o testimonio", un corpo o un oggetto che rappresenti quello che ricerchiamo (se si tratta di una ricerca) o studiamo (se si tratta di fare dei test o delle verifiche), e quindi che emetta la stessa radianza.

Spieghiamo in parole più semplici con un esempio: si deve cercare un cane scomparso, per poterlo cercare ho bisogno di qualcosa che rappresenti la sua radianza e si chiede al proprietario cosa può avere:

  • una fotografia;
  • del pelo (potrebbe essere rimasto su un cuscino);
  • il cuscino sul quale dormiva.

Ognuno di questi rappresenta un testimonio, sul quale il radioestesista può lavorare. Il testimonio è quasi sempre indispensabile in operazioni radioestetiche, perché è utilissimo quando è possibile servirsene: esso ha la proprietà di emettere l'identica bioenergia della sostanza che vogliamo intercettare.

Può essere un pezzo di metallo con caratteristiche simili a quello che si cerca, una fotografia, uno scritto, un oggetto della persona sulla quale svolgiamo la nostra indagine, ecc.

I testimoni non hanno tutti le stesse caratteristiche, ve ne possono essere di forti, deboli o molto deboli.

1- Testimoni forti

I testimoni forti sono quelli che fanno parte dell'oggetto, animale, persona o pianta sulla quale si deve operare:

  • Se si tratta di persone: capelli, sangue, saliva, orina, unghie, pelle.
  • Se si tratta di animali: pelo, sangue, saliva, orina, unghie.
  • Se si tratta di vegetali: foglie, corteccia, fiori, frutti.
  • Se si tratta di minerali: altri minerali uguali.

2- Testimoni deboli

I testimoni deboli sono quelli che rappresentano l'oggetto, animale, persona o pianta sulla quale si deve operare:

  • Se si tratta di persone: fotografie, firma, nome e data di nascita.
  • Se si tratta di animali: fotografie, nome e data di nascita.
  • Se si tratta di vegetali: fotografie.
  • Se si tratta di luoghi: mappe, planimetrie di abitazioni, carte topografiche, aerofotogrammetrie.

Comprendendo quanto spiegato su entanglement e "testimone", possiamo provare a pensare che qualunque azione eseguita sul testimone venga per effetto di entanglement ad avere un effetto anche sulla persona, animale o pianta a cui il testimone appartiene. E quindi attenzione, l'azione che noi eseguiamo sul testimone avviene localmente, e non esiste nessun invio a distanza, perché testimone e soggetto sono sempre collegati a qualunque distanza essi siano.

 

Tratto dal libro:

Radionica Grafica e Tridimensionale

Tiziano Guerzoni

Lo scopo principale di questo manuale è quello di far comprendere l'utilità della Radionica per tutti i settori della vita, in particolare come aiuto per la nostra salute, per quella dei nostri animali, per l'ambiente, ma anche per tanti altri aspetti, come la ricerca di un buon livello di energia, per il lavoro, etc.

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Tiziano Guerzoni è nato a Modena e risiede a Castelfranco Emilia (MO). Lavora come Geometra libero professionista, da anni si occupa di Architettura Bioecologica, è docente INBAR (Istituto Nazionale di Bioarchitettura) e diplomato Consulente Tecnico dell'Ambiente. Insegna Domoterapia e...
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