Come leggere la data di scadenza degli alimenti senza sprecare
Laura Serpilli
Content writer e copywriter
Sai qual è la differenza fra "da consumarsi entro" e "da consumare preferibilmente entro"? Scopri cosa cambia, quali regole seguire e come evitare di sprecare cibo quando può ancora essere buono
Prendi uno yogurt dal frigorifero e guardi la data di scandenza sul coperchio: era ieri. Devi buttarlo? Per rispondere, leggi la dicitura che accompagna la data. "Da consumare entro" indica una scadenza da rispettare. "Da consumarsi preferibilmente entro" indica invece fino a quando il prodotto mantiene le sue qualità: superare quel termine non significa doverlo buttare.
Confondere le due indicazioni può portarci a sprecare alimenti ancora buoni oppure a mangiare prodotti che andrebbero scartati. Uno studio della Commissione europea del 2018 ha stimato che fino al 10% dello spreco alimentare nell’UE fosse collegato alle date sulle etichette. Io faccio così: prima di decidere se buttare un alimento, controllo la dicitura accanto alla data.
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Scadenza e termine minimo di conservazione: qual è la differenza?

Il Regolamento UE 1169/2011 distingue la data di scadenza dal termine minimo di conservazione, abbreviato in TMC. Ecco che cosa significano e come comportarsi nei due casi.
"Da consumare entro": riguarda la sicurezza
Questa dicitura, che puoi trovare anche nella forma "da consumarsi entro", si usa per alimenti molto deperibili, come molti prodotti a base di carne e pesce freschi, latte fresco pastorizzato e pasta fresca ripiena.
Consuma il prodotto entro la data indicata e conservalo come richiesto sulla confezione. Dopo la scadenza non mangiarlo, anche se l’aspetto e l’odore sembrano normali: la presenza di batteri pericolosi non è sempre riconoscibile con i sensi.
La data vale se hai rispettato le condizioni di conservazione. Un alimento lasciato troppo a lungo fuori dal frigorifero può diventare rischioso anche prima. Scarta inoltre i prodotti con confezioni danneggiate o segni di alterazione, senza aspettare la scadenza.
"Da consumarsi preferibilmente entro": riguarda la qualità
Il TMC indica fino a quando un alimento conserva le sue proprietà specifiche, se conservato correttamente. Sulle confezioni puoi leggere "da consumarsi preferibilmente entro" oppure "da consumarsi preferibilmente entro fine", quando sono indicati il mese o l’anno.
Dopo il TMC puoi ancora consumare il prodotto se è stato conservato bene, la confezione è integra e non ci sono segni di alterazione. Potrebbe essere meno croccante o avere meno aroma, senza che sia necessariamente da buttare. È il caso, per esempio, di molti biscotti, della pasta secca e del caffè.
La differenza pratica è questa: con la scadenza rispetti il termine; con il TMC controlli il prodotto prima di decidere. Per capire quale indicazione vale, leggi sempre l’etichetta della confezione che hai davanti.
TMC: che cosa controllare

Per un prodotto ancora chiuso, procedi in questo ordine.
Controlla la conservazione. Doveva stare in frigorifero? È rimasto al fresco e all’asciutto, come richiesto? Se sai che è stato conservato male, non consumarlo. Se hai dubbi, soprattutto per alimenti refrigerati, evita l’assaggio e chiedi indicazioni al produttore.
Guarda la confezione. Deve essere integra, senza perdite, rigonfiamenti o sigilli rotti. Scarta una scatoletta gonfia o un vasetto che ha perso il sottovuoto, senza assaggiarne il contenuto.
Controlla l’alimento. Muffe, insetti, odore rancido o cambiamenti insoliti di colore e consistenza sono motivi per scartarlo. Confrontalo con le sue caratteristiche normali: lo yogurt, per esempio, ha già un odore acidulo.
Se i controlli sono favorevoli, per alimenti pronti da mangiare come biscotti e cereali puoi fare un piccolo assaggio per valutarne il gusto. Un biscotto soltanto meno croccante può ancora essere mangiato. Non assaggiare alimenti sospetti o prodotti che richiedono cottura per decidere se siano sicuri.
Questi controlli servono a evitare lo scarto automatico dei prodotti con TMC. Non vanno consumati oltre la data gli alimenti con la dicitura "da consumare entro".
Quali alimenti si possono consumare dopo il TMC?
Non c’è un'indicazione valida per tutti: la durata dipende dal prodotto, dalla confezione e da come lo hai conservato. Quindi non è automatico che un prodotto possa essere consumato dopo una settimana o un mese. Usa queste indicazioni per valutare gli alimenti più comuni.
Pasta secca e riso. Se sono rimasti asciutti e protetti, puoi utilizzarli oltre il TMC dopo aver verificato che non ci siano muffe, umidità o insetti. Preparali con la normale cottura prevista.
Biscotti e cereali da colazione. Puoi consumarli dopo il TMC se ben conservati e senza alterazioni. Una minore croccantezza riguarda la qualità; se ci sono muffe o odore rancido vanno scartati.
Legumi e altre conserve industriali. Il TMC superato, da solo, non impone di buttarli. Controlla che scatole e vasetti siano integri: scarta confezioni gonfie, con perdite, chiusure compromesse o ammaccature profonde sulle giunture. Se all’apertura noti anomalie, non assaggiare. Le conserve fatte in casa richiedono anche procedure di preparazione corrette: un aspetto normale non basta a escludere il rischio di botulino.
Surgelati. Se sono rimasti sempre alla temperatura richiesta, normalmente -18 °C o inferiore, puoi consumarli dopo il TMC, anche se gusto e consistenza possono peggiorare. Le zone secche dovute alle bruciature da freddo sono un difetto di qualità. Se invece sospetti che il prodotto si sia scongelato e non sai per quanto tempo sia rimasto al caldo, scartalo. Segui sempre le istruzioni di cottura.
Latte UHT. Se è ancora chiuso, conservato come indicato e con confezione integra, il superamento del TMC non richiede di buttarlo in automatico. Controlla il latte all’apertura: se presenta odore o aspetto anomali, non consumarlo. Una volta aperto, va in frigorifero e va consumato nel tempo indicato dal produttore.
Burro. Sul burro la dicitura "da consumarsi preferibilmente entro" indica un TMC. Se lo hai conservato come richiesto, puoi valutarlo anche dopo quel termine. Buittalo se ci sono muffe, odore rancido o altre alterazioni.
Yogurt e uova: due dubbi frequenti
Lo yogurt ha sempre una settimana in più?
No. L’acidità e la fermentazione contribuiscono alla conservazione dello yogurt, ma non lo rendono automaticamente ancora buono dopo sei o sette giorni dalla data di scadenza.
Se trovi "da consumare entro", rispetta la scadenza. Se trovi un TMC, puoi consumarlo anche dopo quel termine quando è rimasto chiuso, sempre refrigerato come indicato e senza alterazioni. Buttalo se il sigillo è rotto, la confezione è gonfia oppure noti muffe o un odore diverso da quello abituale. Una volta aperto, segui le istruzioni per il consumo dopo l’apertura.
Il test dell’acqua dice se un uovo è sicuro?
No: il galleggiamento dipende dalla camera d’aria interna, che aumenta con il tempo. Un uovo che affonda può comunque contenere Salmonella. Il test, quindi, non è affidabile.
Quella che chiamiamo spesso data di scadenza delle uova è in realtà un TMC. Tuttavia, le uova richiedono una cautela specifica: l’EFSA segnala che prolungarne la conservazione aumenta il rischio legato alla Salmonella.
Dopo l’acquisto vanno conservate in frigo, all’interno del loro cartone e vanno consumate entro il termine indicato. Se la scadenza è già passata, vanno buttate. Per preparazioni senza cottura usa uova o ovoprodotti pastorizzati.
Dopo l’apertura, guarda anche le istruzioni

La data stampata si riferisce alla confezione ancora chiusa. Una bevanda vegetale o un cartone di latte UHT aperti hanno tempi di consumo diversi e molto più brevi.
Segui l’indicazione "dopo l’apertura conservare in frigorifero e consumare entro…" (ad esempio entro 3 giorni) e non consumare il prodotto dopo tale periodo di tempo; una volta aperto, la data di scadenza non vale più.
Se il prodotto ha anche una data di scadenza, e apri la confezione in prossimità di tale data, rispetta il limite che arriva prima. Scrivere sulla confezione il giorno in cui l’hai aperta ti aiuta a ricordarlo.
Come organizzarsi per buttare meno
Metti davanti gli alimenti da usare prima e controlla frigorifero e dispensa prima di fare la spesa. Se non riuscirai a consumare un prodotto con scadenza, puoi congelarlo mentre è ancora entro la data, purché sia adatto al congelamento e sia stato conservato correttamente. Segui l’etichetta e annota la data di congelamento.
Il congelamento non elimina tutti i microrganismi: dopo lo scongelamento alcuni possono tornare a moltiplicarsi. Segui le istruzioni per scongelare, preferibilmente in frigorifero per i prodotti deperibili, e non ricongelarli una volta scongelati.
Quando hai un dubbio, parti da tre domande: quale dicitura leggo, come ho conservato il prodotto e la confezione è ancora chiusa? Con la scadenza, consuma entro la data. Con il TMC, verifica conservazione, confezione e alimento: se i controlli sono favorevoli, puoi ancora utilizzarlo.
E tu controlli sempre l’etichetta prima di buttare qualcosa? Raccontaci nei commenti qual è l’alimento che ti capita più spesso di dimenticare in dispensa!
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