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Ayahuasca: la liana degli spiriti

di Elsa Nityama Masetti 2 anni fa


Ayahuasca: la liana degli spiriti

È il senso del sacro che cura, anche attraverso una pianta, un seme, un fiore

Ogni pianta, ogni chicco che è seme e frutto ha, come ogni creatura vivente, il suo daimon, un tramite tra l’umano – il senziente – e il divino.

Potremmo pensarlo, meglio intuirlo, come la “voce interiore”, essenziale, del vero.

Questo nel caso della creatura umana, come diceva Socrate, e anche delle piante, con il loro spirito.

Da alcune di esse – molte sono di certo quelle a noi sconosciute – non si ricava forse spirito?

Ogni daimon nel porsi al servizio esplica una particolare vocazione, unito alla stessa fonte con gli altri, il cui scopo è guidare verso la salute e la conoscenza profonda, autentica.

Il daimon della pianta dunque può accompagnare l’uomo e la donna all’incontro con il loro stesso terreno essenziale: voce, visione, sentire profondo.

Esso è in modi e a livelli diversi fonte di guarigione globale, dal corpo allo spirito, esso stesso è spirito che si differenzia in varie funzioni.

Anche cucinando del riso integrale e poi nutrendosene si può entrare in contatto con il suo aspetto sottile.

Ci vuole una sorta di ascolto cerimoniale, rispetto e una reverente masticazione per entrare in contatto con il mistero avvolto del chicco.

Lo stesso può accadere con un frutto, con un vegetale, con la sua polpa, il succo, la qualità essenziale.

Esso non solo nutre. Ha, di fatto, un modo tutto suo di parlare al corpo, di renderlo più o meno spesso, più sensibile.

Lo stesso può accadere con l’essenza di un fiore, di una pianta aromatica.

Il suo inebriante profumo, in condizioni di apertura e disponibilità d’animo, può metterci in contatto con altri mondi, renderci disponibili e vulnerabili alla chiarezza e all’intuizione.

L’Ayahuasca

Nel caso dell’ayahuasca, chiamata non a caso la liana degli spiriti, si parla di pianta sacra, e spirito madre è uno dei nomi dati al suo principio attivo, reso fruibile con una preparazione specifica.

Molti studi antropologici nonché botanici, hanno messo in luce quanto sia stato diffuso l’uso di sostanze psicoattive, anche presso civiltà molto avanzate, in tutti i continenti.

L’ayahuasca rappresenta una delle piante che hanno mantenuto nel tempo la loro funzione ampia che vede l’integrarsi di religiosità rituale, medicina e risoluzione di dinamiche sociali conflittuali.

Originaria di luoghi che si addossano alla foresta amazzonica, il termine psicoattivo le si confà solo nella nostra visione meccanicista.

Nell’esperienza con l’ayahuasca sono in molti a testimoniare che la visione non è considerata come “psichica” ma relativa al corpo per intero, termine che chi cura (il curandero) usa per definire il campo delle sue cure.

Questo per dire che là dove è usata come medicina popolare e sciamanica non esiste la dualità corpo-mente o spiritomateria tipica del pensiero scientifico d’Occidente. Esiste, e qui mi rifaccio al contenuto del libro L’Ayahuasca.

La liana degli spiriti, un’entità globale e integrata, il “corpo”, che riunisce nella sua natura un’unica dimensione energetico-spirituale, inclusiva di livelli più o meno sottili.

Il lavoro di cura si esercita su tutto l’asse corpo fisico-spirito.

Un problema considerato come psichico, secondo la visione occidentale, può essere trattato da uno sciamano agendo sul corpo fisico, con impacchi, bagni di piante, unzioni e, viceversa, una lesione organica può richiedere il focus sul corpo sottile con canti, preghiere, meditazioni.

Un eccellente disintossicante

Una delle capacità dell’ayahuasca è quella di disintossicare in modo profondo a partire dal livello fisiologico fino a quello ancestrale.

Che cosa significa? Che spazio è mai quello ancestrale?

Quello a cui lo spirito della pianta permette di risalire attraverso le generazioni, i lignaggi, e le molte vite, sollecitando la risoluzione di traumi, anche molto antichi.

La sua forza di connessione con entità e informazioni che popolano quel vasto mondo delle potenzialità, prima che giungano di nuovo alla piena manifestazione, la rendono anche uno strumento diagnostico, in grado di rivelare il campo originario della malattia.

In qualità di disintossicante, inoltre, ha effetti terapeutici, ormai largamente studiati a livello clinico, sulle tossicodipendenze da stupefacenti, anche i più pesanti.

Allo stesso modo lavora su svariate forme di dipendenza che a un occhio specializzato potrebbero sembrare psicologiche sebbene coinvolgano sempre anche aspetti ben più profondi e meno sospetti del corpo olistico, inteso come unità.

La purificazione e l’effetto detossinante utilizza peraltro gli stessi canali organici del virechana ayurvedico, uno dei trattamenti pancharkarma più profondi e radicali.

Le modalità di pulizia – soprattutto le prime volte – sono purgative e avvengono attraverso il vomito, la diarrea e il sudore.

Per questo, come per altre forme di disintossicazione profonda, è richiesta una dieta di avvicinamento che approssimi al meglio un diverso stato organico e di coscienza.

L’ayahuasca si pone quindi come uno dei possibili catalizzatori e amplificatori di uno stato di coscienza altro nel quale l’attitudine dualistica della mente cessa, permettendo l’atterraggio in uno stato espanso dove, in modo del tutto naturale, emerge il lato meno visibile – spirituale – della realtà.

C’è forse altra strada alla guarigione che non passi attraverso il riunire ciò che nell’illusione appare come separato?

La liana degli spiriti: botanica e farmacologia

La bevanda ayahuasca utilizzata nelle moderne sperimentazioni medico-terapeutiche è ottenuta per decozione dei fusti legnosi della liana.

Essa appartiene alla famiglia delle Malpichiaceae ed è denominata Banisteriopsis caapi, a questa sono aggiunte le foglie dell’arbusto Psichotria viridis (Rubiaceae).

Articolo tratto da Vivi Consapevole 40

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Ricercatrice ad ampio spettro, ama definirsi un educatore CorpoMenteSpirito. LS in scienze dell’educazione (educazione-formazione degli adulti) è poi professionista iscritta a Sicool n°18 come counselor/operatore olistico: professione esercitata ai sensi della legge 4/2013. Esperta in...
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