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Avere un'ampia visione - Estratto dal libro "I 9 Segreti della Meditazione"

di Samprasad Vinod 5 mesi fa


Avere un'ampia visione - Estratto dal libro "I 9 Segreti della Meditazione"

Leggi in anteprima l'inizio del primo capitolo del libro di Samprasad Vinod e scopri come riuscire a realizzarti pienamente attraverso la meditazione

Anni fa, un mio caro amico venne a trovarmi nel mio studio medico. Ero preoccupato per lui perché sembrava depresso. Durante la nostra conversazione, mi disse che aveva subito una grave perdita nella sua attività e si sentiva frustrato. Dopo una lunga discussione, lo portai in terrazza e gli chiesi di sdraiarsi a terra e guardare il cielo azzurro sulla sua testa.

«Lasciati andare e rilassati» gli dissi. Dopo qualche minuto di rilassamento, ripresi: «Prova a osservare la tua vita dall'alto, come se ti trovassi in cielo. Lentamente, torna al tuo problema attuale, osservandolo da una prospettiva più ampia: non ti sembra di essere un po' troppo preoccupato? Il tuo problema sembra più grande, perché lo stai guardando dal livello in cui si trova. Se sali sopra il problema e lo guardi di nuovo da una prospettiva più alta e più ampia, non ti sembrerà più così grave come ti appare adesso. Una prospettiva più ampia ti aiuterà anche a capirlo meglio».

Dopo un altro tentativo, il mio amico comprese l'utilità di questa tecnica e continuò a praticarla a casa. Qualche settimana dopo, mi chiamò per farmi sapere che si sentiva meglio e che stava lentamente uscendo dalla depressione. Era riuscito a mantenere la calma e a osservare i suoi problemi come parte di un quadro più ampio.

Insieme alle altre misure che aveva adottato per affrontare i problemi di lavoro, si era servito regolarmente di quest'approccio per mantenere il proprio equilibrio interiore. A poco a poco, i problemi si risolsero, il mio amico riguadagnò credito con la banca e, alla fine, gli affari andarono bene. Francamente, sapevo che la tecnica avrebbe funzionato. Era solo questione di sincerità, impegno e di voler utilizzare il metodo in modo corretto. Perciò, non fu una sorpresa per me.

Avevo usato con successo lo stesso metodo in precedenza con molti miei pazienti che soffrivano di problemi psicologici e psicosomatici. Il metodo funziona perché aiuta le persone a capire l'effettiva gravità di un dato problema nel contesto delle realtà più grandi della vita. Inoltre, aiuta ad avere una migliore prospettiva e a decidere che cosa fare per risolvere eventuali problemi di salute.

Ampliare fin dall'inizio la propria prospettiva sulla meditazione è consigliato a chi medita regolarmente, ai principianti o a coloro che sono interessati soltanto a saperne di più sull'argomento. E per adottare una prospettiva più ampia, bisogna prestare attenzione ai principi fondamentali.

Prima di iniziare la pratica e di intraprendere questa strada, occorre fare chiarezza sui concetti di base della meditazione e sulle relative teorie filosofiche. Dedicare un po' di tempo a dare una 'rinfrescata' a questi temi è utile anche a coloro che stanno già praticando.

Se facciamo quest'esercizio subito, ne godremo gli effetti a lungo, perché ci aiuterà a migliorare la qualità della pratica. Con una prospettiva più ampia, sappiamo come impiegare la conoscenza e la comprensione della meditazione nel più. vasto contesto della vita in genere e delle nostre vite in particolare. Se, per qualche motivo, non abbiamo fatto quest'esercizio prima, dobbiamo farlo adesso.

Non è mai troppo tardi per impegnarsi in qualcosa di valido e di importante per noi stessi. Un difetto di comprensione della meditazione può ritardare notevolmente i nostri progressi nella pratica.

Integrare la meditazione nella quotidianità può essere molto difficile. Ma dovremmo farlo: una pratica sporadica e a breve termine vale ben poco, perché non potrà mai regalarci benefici spirituali di vasta portata. Integrare la meditazione nelle nostre vite è in realtà il principio chiave che sta dietro il processo di apprendimento, indipendentemente dalla forma di meditazione che si decide di praticare.

Una meditazione con un'ampia base di partenza porta ampiezza di visione. E con una visione ampia, possiamo distinguere le tecniche buone da quelle cattive. Il che ci impedisce di farci trascinare da sedicenti guru o sette religiose. Una visione ristretta dà luogo a problemi simili e fa più male che bene.

Ecco perché, fin dall'inizio del nostro percorso, dobbiamo prendere precauzioni e tenerci alla larga da pericoli del genere. La conoscenza di un contesto meditativo più ampio ci aiuta in tal senso, perché, se dovesse capitarci di imbatterci in problemi di questo tipo, saremo in grado di gestirli.

Indice dei contenuti:

Comprendere le leggi della natura

Per ampliare la propria visione della meditazione bisogna prima fare amicizia con la natura. In tal senso, la natura può essere la nostra migliore amica, filosofa e guida se sappiamo come rapportarci con lei. Quel che dobbiamo fare è tenere gli occhi aperti è iniziare a guardarci intorno. A poco a poco svilupperemo un legame, diventeremo più meditativi e comprenderemo l'importanza del ruolo svolto dalla natura nelle nostre vite.

È sorprendente vedere come funziona la natura nel quadro immacolato delle sue leggi eternamente incorruttibili, infallibili e inconfutabili, che governano la nostra esistenza individuale e tutto ciò che ci circonda. Imparando da queste leggi e rispettandole, arriviamo a capire quanto hanno da offrirci. I segreti della natura ci si rivelano, a condizione che noi collaboriamo con le sue leggi.

Una volta che sappiamo come imparare dalla natura, possiamo capire che cosa s'intende veramente con 'apprendimento continuo'. Un apprendimento continuo ci aiuta a maturare una migliore comprensione delle realtà fondamentali della vita fisica. Mentre impariamo dalla natura, impariamo molto anche su noi stessi, perché noi siamo parte integrante della vasta esistenza cosmica. La meditazione ci aiuta ad apprezzare questa verità.

Stando a stretto contatto con la natura, lentamente impariamo a diventare più aperti. Quest'apertura, insieme con i nostri sforzi nella giusta direzione, porta un grande miglioramento qualitativo nella nostra pratica meditativa quotidiana.

La legge di interdipendenza

A quanto pare, il funzionamento dell'universo è governato da un disegno intelligente, che agisce in conformità con la 'legge di interdipendenza. Ogni singola parte dell'esistenza è progettata in modo da essere di aiuto a un'altra parte, e la parte che riceve tale aiuto lo ricambierà quando sarà il suo turno.

Perché questo modello funzioni senza problemi, le creature che si aiutano a vicenda dipendono l'una dall'altra per tale aiuto. Per esempio, le piante emettono ossigeno - di cui non hanno bisogno per la loro sopravvivenza - e in cambio assorbono anidride carbonica, di cui invece hanno bisogno. Le piante si sbarazzano di qualcosa che non è essenziale per loro, ma che è vitale per Fa sopravvivenza umana. Allo stesso modo, gli esseri umani emettono anidride carbonica, che a loro non serve per sopravvivere, ma che è essenziale per le piante.

L'affascinante verità di fondo è che è più facile rinunciare a qualcosa che non si vuole che a qualcosa che si vuole terribilmente. Le verdure avariate, il cibo scaduto, gli escrementi fecali eccetera sono prodotti di scarto dannosi e del tutto inutili per gli esseri umani. Ciò che è dannoso, velenoso e addirittura letale per l'uomo è cibo altamente nutriente, vitale, prezioso per le piante.

Il segreto che si cela dietro questo meraviglioso disegno è che le piante e gli esseri umani si aiutano a vicenda a sopravvivere e a crescere, in modo che l'aiuto reciproco non sia un impegno gravoso per nessuno. In maniera simile, il meditatore dovrebbe rendersi conto che ricevere aiuto dagli altri e dare aiuto agli altri è una caratteristica intrinseca della natura. Perciò, non dovrebbe sentirsi diffidente quando riceve aiuto altrui né arrogante quando è lui a offrirlo.

Dopo una pratica regolare di meditazione, si comincia a conoscere meglio se stessi. Di solito, dopo aver conosciuto se stesso, il meditatore vuole condividere la sua conoscenza della meditazione con gli altri. Nel condividere, non dovrebbe mai lasciare che il suo ego si insuperbisca. In verità, non c'è alcun motivo per essere egoisti circa la condivisione, perché chi condivide trae a sua volta beneficio dalla condivisione stessa.

Attraverso questa condivisione, si crea dentro se stessi uno spazio, che viene riempito con nuove conoscenze. Inoltre, si può condividere solo ciò che è già noto per esperienza personale. Ciò che già sappiamo sulla meditazione in un certo senso non ci serve più. Ciò che condividiamo con gli altri è qualcosa di cui non abbiamo più bisogno per noi, perciò quel che stiamo facendo è in linea con la legge della natura. Se rinunciate a qualcosa che a voi non serve, non ce alcun motivo per sentirvi orgogliosi di quel qualcosa. L'orgoglio di qualunque tipo può compromettere la qualità della pratica meditativa.

Quindi, l'aiuto reciproco è una legge di natura. È più saggio non combattere contro questa legge, ma cooperare di buon grado con essa. È dunque nel nostro interesse maturare un atteggiamento di sincera disponibilità verso gli altri e le altre creature.

Indipendenza e interdipendenza

È affascinante constatare come la legge di indipendenza e quella di interdipendenza coesistano in maniera armoniosa. A prima vista, sono agli antipodi, in realtà si completano a vicenda. Grazie alla legge di indipendenza, ogni creatura è dotata di libero arbitrio nel prendere le proprie decisioni, ma, nel farlo, deve rimanere entro i confini della legge di interdipendenza.

È interessante notare come, da un lato, due opposti quali indipendenza e interdipendenza collaborino in armonia reciproca, mentre, dall'altro, agiscano l'uno contro l'altro. Eppure c'è un sottile equilibrio tra le due. La legge di interdipendenza si applica allo stesso modo a tutte le creature e a tutti gli esseri viventi, dal minuscolo verme che striscia sotto i nostri piedi, agli arbusti coltivati con cura in un giardino, agli alberi di un bosco. È applicabile a tutte le creature, selvatiche e addomesticate.

Osservando la grande simbiosi che esiste fra indipendenza e interdipendenza, possiamo imparare una lezione importante. È vero che siamo in grado di proteggere e preservare la nostra personale indipendenza di scelta, ma nel farlo dobbiamo accettare che altri facciano lo stesso e rispettare anche la loro indipendenza.

La minaccia dell'avidità umana

Benché l'interdipendenza sia una legge ineluttabile della natura, a quanto sembra noi esseri umani non siamo disposti né ad accettarla né a rispettarla. Siamo diventati così avidi, così egoisti, che trattiamo Madre Natura come se fosse una nostra proprietà, e continuiamo a escogitare mezzi e sistemi sempre nuovi per sfruttarla di continuo.

Bramiamo tutto ciò che viene prodotto in natura. La nostra avidità non ha limiti. Non siamo soddisfatti del terreno che abbiamo a disposizione e seguitiamo a scavare tutto ciò che sta sotto terra. Vogliamo estrarre tutto il petrolio dalle riserve sotterranee. Vogliamo scavare tutti i minerali, il materiale inorganico, e i metalli. Dagli oceani prendiamo il pesce, aragoste, perle - qualunque cosa su cui riusciamo a mettere le mani. Ce ne infischiamo del rapido disboscamento delle foreste.

Spogliamo completamente gli alberi: vogliamo i loro fiori, i loro frutti, le foglie, i tronchi, persino le loro radici. Prosciughiamo gli animali del loro latte senza lasciarne nemmeno un po' per i loro cuccioli, cui è in realtà destinato. Vogliamo mangiare le loro uova e la loro carne. Li priviamo della pelle, ne estraiamo i denti, e usiamo le loro ossa e la loro pelliccia.

La nostra avidità cresce di giorno in giorno in misura esponenziale. Abbiamo apparentemente perso il senso dell'equilibrio e i nostri pensieri e azioni hanno smarrito la via. Siamo preoccupati solo del benessere degli esseri umani, a scapito del benessere e della sopravvivenza del resto del pianeta e delle sue creature. E stiamo facendo ciò nel più totale spregio della legge fondamentale di interdipendenza. Stiamo prendendo tutto dalla natura, ma senza darle nulla in cambio.

Furbescamente dimentichiamo che, così come noi abbiamo bisogno di diverse cose dalla natura, la natura ha bisogno di ricevere in cambio certe cose da noi. Siamo tenuti a prenderci buona cura della natura e garantire anche il suo benessere. L'avidità è pericolosa per noi. È come se ci scavassimo da soli la fossa, pronti per una morte prematura. L'avidità tende a perpetuarsi attraverso gli eccessi, gli stravizi. Gli eccessi consumano la nostra preziosa energia vitale e alla fine ci impoveriscono. Con il risultato che diventiamo schiavi dei nostri sensi. In seguito a questa schiavitù che ci autoinfliggiamo, sfruttiamo noi stessi e soffriamo.

Il modo migliore per prenderci cura della natura è quello di mantenere i nostri bisogni e desideri entro limiti ragionevoli. Prima di tutto, dobbiamo decidere che cosa è davvero ragionevole e che cosa non lo è.

L'indagine, però, dev'essere onesta, e individuare la debole linea di demarcazione tra necessità e avidità. È assolutamente possibile che ciò che appare ragionevole a noi possa apparire del tutto irragionevole ad altri e viceversa. Ma ciò è nell'ordine delle cose. Finché siamo leali e onesti con noi stessi, poco importa se altri approvano o no la nostra scelta.

Un meditatore deve sempre essere a conoscenza della compassionevole provvidenza della natura. Se solo sapessimo nutrire una sincera gratitudine verso la natura, avremmo un sicuro successo anche nella meditazione.

Tratto dal libro:

I 9 Segreti della Meditazione

La via verso la mindfulness, la serenità interiore, la gioia

Samprasad Vinod

Il volume offre un percorso di meditazione e spiega quali sono i 9 segreti per una meditazione efficace e ben riuscita.

È un libro pratico, di facile lettura, che parte dalle nozioni di base della meditazione ed è quindi adatto a tutti.

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Samprasad Vinod insegna yoga e meditazione in tutto il mondo da oltre 36 anni: in India, negli Stati Uniti e in molti Paesi europei.
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