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Atteggiamenti - Il Potere Creativo dell'immaginazione - Libro di Neville Goddard

di Neville Goddard 4 anni fa


Atteggiamenti - Il Potere Creativo dell'immaginazione - Libro di Neville Goddard

Le Cose mentali sono semplicemente reali;
Nessuno conosce il domicilio di ciò che è definito
il Corporeo: è nella Fallacia,
e la sua Esistenza è un’impostura.
Dov’è l’Esistenza lontana dal cuore o dal pensiero?
Dov’è se non nella mente di un pazzo?
Blake

La memoria, per quanto difettosa, si addice alla richiesta di identità. Se ci ricordiamo di un altro come lo abbiamo conosciuto lo ricreiamo in quell’immagine, e il passato sarà ravvisato nel presente.
L’immaginare crea realtà. Se esistono possibilità di miglioramento dovremmo ricostruire l’immagine che abbiamo di lui apportando nuovi contenuti; visualizziamolo come vorremmo che fosse, piuttosto che fargli sopportare il fardello del ricordo che abbiamo di lui.

«Tutto ciò a cui possiamo credere è un’immagine di verità».

La storia che segue è raccontata da uno che crede che l’immaginare crei realtà e che, agendo in base a questa convinzione, ha cambiato il proprio atteggiamento nei confronti di uno sconosciuto, testimoniando questo cambiamento di realtà.

« Più di vent’anni fa, quando ero un “ingenuo” contadino trasferitosi da poco a Boston per andare a scuola, un “mendicante” mi chiese del denaro per mangiare. Sebbene i soldi di cui disponevo fossero pietosamente insufficienti a soddisfare i miei stessi bisogni, gli diedi quel che avevo in tasca.
Poche ore dopo lo stesso uomo, a quel punto barcollante dall’alcool, mi fermò di nuovo chiedendomi del denaro. Ero così arrabbiato per via del fatto che i soldi che riuscivo a mala pena a permettermi fossero stati usati in quel modo che feci a me stesso la promessa solenne che non avrei mai più dato ascolto alla supplica di un mendicante.

Nel corso degli anni riuscii a mantenere la promessa, sebbene ogni volta che respingessi qualcuno la mia coscienza mi punzecchiasse.
Mi sentii talmente in colpa al punto di sviluppare un dolore acuto nello stomaco; ciononostante non riuscii a rilassarmi.

All’inizio di quest’anno un uomo mi fermò mentre portavo a spasso il cane, chiedendomi del denaro per mangiare. Tenendo fede alla mia promessa lo respinsi.

Quando accettò il mio rifiuto i suoi modi si dimostrarono gentili. Ammirò perfino il mio cane, e raccontò di una famiglia nello stato di New York che allevava cocker spaniel.
Questa volta la mia coscienza mi trafisse davvero!

Quando l’uomo se ne andò per la sua strada mi decisi a rifare la scena nel modo in cui desideravo fosse accaduta, pertanto mi fermai in quel punto della strada, chiusi gli occhi solo per pochi istanti e recitai la scena diversamente.

Nella mia immaginazione feci in modo che lo stesso uomo mi avvicinasse, solo che questa volta iniziò la conversazione ammirando il mio cane.
Dopo che ebbe parlato un attimo, gli feci dire: “Non mi piace doverglielo chiedere, ma ho veramente bisogno di qualcosa da mangiare. Domani inizierò un lavoro, ma sono stato disoccupato e stasera ho fame”.
A quel punto cercai nella mia tasca immaginaria, tirai fuori una banconota immaginaria da cinque dollari e la diedi volentieri a quell’uomo.

Questo gesto immaginario dissolse immediatamente il senso di colpa e il dolore.

Grazie al vostro insegnamento so che le azioni immaginarie sono realtà, così sapevo di poter concedere a chiunque ciò che chiedeva e, prestando fede all’azione immaginaria, sapevo di poter acconsentire che la sua realtà si manifestasse.

Quattro mesi dopo, mentre portavo nuovamente a spasso il mio cane, lo stesso uomo mi si avvicinò e incominciò la conversazione ammirando il cane.
“Ma che bel cane”, disse. “Giovanotto, non credo che lei si ricordi di me, ma un po’ di tempo fa le chiesi del denaro, e molto gentilmente lei disse “no”. Dico “gentilmente” perché se me lo avesse dato starei ancora chiedendo l’elemosina. Invece, trovai lavoro quella stessa mattina; ora sono indipendente e provo di nuovo un certo amor proprio”.

Mi resi conto che il suo lavoro era una realtà quando lo immaginai quella notte di circa quattro mesi prima, ma non nego di aver provato immensa soddisfazione nel far apparire l’uomo in carne ed ossa per conformarsi alla situazione!».

F.B.


«Non possiedo né argento né oro,
ma quello che ho te lo do»
At 3,6

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Neville Goddard è stato uno dei più carismatici e sorprendenti pionieri della corrente di pensiero comunemente conosciuta come New Thought. Incarna la più avanzata spiritualità americana: un innovatore, un anticonformista che osò vivere seguendo la luce delle proprie idee. Nato alle...
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