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Arriva l'inverno

di Maria Pia Fanciulli 6 mesi fa


Arriva l'inverno

I consigli dell’Almanacco del buon vivere

Arriva il Natale a scaldare il periodo più freddo dell’anno. E se fuori gela, poco importa, le feste palpitano e accendono l’allegria. Insieme alle luminarie giunge anche il “Generale inverno”, salutato in casa dall’abete addobbato. Perché i giorni sono quelli del Solstizio, quando il tempo rallenta il suo ritmo, scandito da piacevoli serate al caldo del caminetto. In giardino, nell’orto e sul balcone mani indaffarate pensano già alla primavera. E se in cucina tutto è pronto per portare in tavola i sapori della tradizione, si guarda anche già avanti. Spuntano le prime violette, nuovi progetti sono i semi sulla terra accogliente, che li vedrà fiorire.

Indice dei contenuti:

Da un antico Almanacco. Barbanera nel 1886

I venti periodici, nella loro piena forza, spirano in lotta per l’entrare della stagione invernale. Le piogge si fanno più spesse e qualche volta violente. Alle prime ore del giorno, e allo scoccare della notte, il fresco è sensibile.

TRA IL DIRE E IL FARE

Tempo da... Santi! Che i Santi, oltre a proteggerci, avessero in passato anche il ruolo di “bollettini” meteo, non è a tutti noto. Nella stagione invernale, in attesa dei giorni della merla, 29, 30 e 31 gennaio, che tradizione vuole portino il freddo più intenso dell’anno, un altro segnale meteo ce lo dà san Paolo. Quello di san Paolo è infatti uno dei giorni cosiddetti oroscopici, ovvero legati alla previsione del tempo. E il Santo è detto “dei Segni” proprio per la sua capacità di dare indicazioni, segni, appunto, sul tempo dei mesi a venire. “Delle calende non me ne curo, purché a san Paolo non faccia scuro” dice un proverbio a sottolineare il fatto che se il 25 gennaio piove l’annata sarà piovosa, se invece è una bella giornata, avremo un anno di buon tempo. Il fiore: viola la temeraria Spunta nel cuore dell’inverno, quando gli altri fiori sono ancora sotto la coltre della terra. Piccole e profumate, di viole mammole i Greci si cingevano il capo contro l’ubriachezza. I Romani le friggevano con fettine di arancio e limone. Simboleggiano onestà, pudore e innocenza. La parola: armonia Rendiamo la casa un’oasi di pace. Basta un bel campanello dal suono leggero, da lasciare in un punto ben visibile. Ogni volta che qualcuno suona dolcemente il “campanello della pace”, tutti si fermano e fanno tre respiri sorridendo. Servirà a condividere i momenti sereni ma anche ad allontanare eventuali tensioni. 

SOSTENIBILI SI DIVENTA

Pacciamare. Ma quali foglie? Le foglie cadute in autunno sono la più utile “coperta” per orto e giardino. Senza dimenticare che la pacciamatura è utile anche come concimazione, oltre che come protezione. Importante sapere che le foglie hanno caratteristiche diverse.

Se si vuole una pacciamatura per contenere la crescita d’erba, le migliori sono quelle di conifere e faggio: in natura, sotto le loro chiome difficilmente cresce erba. Se invece si vuole un letto “caldo” per gli ortaggi, sono adatti il carpino, che apporta anche calcio, l’acero e la quercia. Difficili da utilizzare quelle di magnolia, agrumi e lauro ceraso: si decompongono troppo lentamente. 

BUONE PRATICHE IN CASA

C’è campo e campo! Abbiamo mai pensato a tutte le onde elettromagnetiche emanate dagli apparecchi che ci teniamo in casa? Sono certo utili, ci fanno risparmiar tempo, ma per fortuna hanno un raggio d’azione molto ridotto! Abituiamoci allora a guardare poco la tv – leggiamo, piuttosto – e a tenerci ad almeno 3 m dallo schermo: carica l’aria di ioni positivi ed emette ultrasuoni e radiazioni, massime a 1 m, che aumentano molto dietro l’apparecchio.

Ora che arriva il freddo e riscaldiamo il letto con la termocoperta, stacchiamo la spina prima di andare a dormire. Oltretutto un termosifone troppo vicino può provocare campi magnetici che disturbano il sonno. Insomma, limitiamo il numero degli elettrodomestici e non facciamone funzionare molti insieme. Meglio tenerli spenti… Ma stacchiamo la spina!

L’AGENDA DELLE BUONE PRATICHE CON LA LUNA

Nell’orto, nel giardino, sul balcone. È vero, con la natura che rallenta il suo ritmo, anche l’orto non ci appare così generoso e ricco di verdure e ortaggi come in altre stagioni. Anche se a ben guardare ci si accorgerà come in realtà si tratta di una fase di “fermo” soltanto apparente. A parte infatti le tante varietà di cavoli e di verdure da taglio che il freddo porta con sé, il momento è ideale per dedicarsi alla sistemazione dell’attrezzatura, alla programmazione delle semine e alla predisposizione delle nuove colture.

Ci sono anche però le raccolte da fare, tuttora generose di cavoli, porri, valerianella, verze in Luna crescente per il consumo fresco, in calante per la conservazione. Sempre in crescente invece seminare in semenzaio cavolfiori, cavolo broccolo, rucola. In giardino è il momento di seminare in semenzaio azalee, begonie, primule, tuberose e bulbi a fioritura primaverile. Seminare piselli odorosi, viole, violacciocche, zinnie. Mettere a dimora e/o trapiantare alberi, arbusti e rampicanti a foglia caduca e rosai a radice nuda.

Piantare anche i bulbi dei gladioli e preparare il terreno per avere le fragole in mezzo ai fiori. In Luna calante mettere a dimora in piena terra o in vasi capienti sul balcone i bulbilli di aglio e di cipolla invernale e seminare in semenzaio lattuga, radicchio estivo, ravanello, sedano, valerianella. In giardino lavorare superficialmente il terreno aggiungendo concimi organici.

Eliminare i rami morti, spezzati e inclinati di alberi e arbusti spoglianti. Nel cestino dell’inverno Ortaggi: aglio, cardi, carote, catalogna, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, cavolo broccolo, cavolo cappuccio, cavolo verza, cicorie, cime di rapa, cipolle, finocchi, indivie, lattughe, porri, radicchi rossi, rape, sedano, spinaci, valerianella. Frutta: arance tarocco, cachi, cedri, limoni, pompelmi, mandarini, clementine, mele Golden e Deliziose, kiwi, pompelmi. Aromi: rosmarino e salvia.

NELLA DISPENSA: CONFETTURA di corbezzoli

I bei frutti rosso fuoco punteggiano alberi e arbusti che si trovano un po’ ovunque, pianura, collina o montagna. Con una particolarità: compaiono sulla pianta insieme ai fiori in inverno. Buona poi la confettura.

Si lavano i corbezzoli e si mettono in pentola coperti di acqua fredda. Si fa bollire a fuoco medio per 15-20 minuti, fino a far assorbire quasi tutta l’acqua. Con un colino si passa poi la polpa schiacciando con un cucchiaio. Si pesa il passato e si mette in pentola con zucchero di canna – meno di 1/3 del peso della polpa – e il succo di 1/2 limone. Fatta bollire a fuoco vivace mescolando per una decina di minuti, la confettura è pronta.


Maria Pia Fanciulli

Giornalista, è coordinatrice dell’Almanacco Barbanera.Responsabile di redazione delle rubricha firma Barbanera, segue oltre alla collaborazione con testate di varia periodicità della carta stampata anche appuntamenti radiofonici e televisivi, tra cui una finestra settimanale...
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