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Allergia al glutine non significa sempre Celiachia; è possibile?

di Stephen Wangen 2 anni fa


Allergia al glutine non significa sempre Celiachia; è possibile?

L'importanza di diagnosticare correttamente e per tempo la celiachia

Essere celiaci non significa semplicemente essere allergici al glutine. Vi sono moltissime persone allergiche al glutine ma non celiache. Esser celiaci significa essere soggetti ad atrofia villosa intestinale.

Cosa significa? Ce lo spiega il dott. Wangen nel suo libro "Più sani senza grano".

Nelle persone affette da celiachia, mangiare glutine porta a danni molto specifici nei villi dell'intestino tenue. I villi sono estensioni a forma di dita della superficie della pa­rete intestinale, così piccoli da poter essere osservati uni­camente grazie al microscopio. Per quanto minuscoli essi siano, i villi sono importanti per la nostra salute poiché insieme costituiscono una porzione molto estesa della su­perficie dell'intestino tenue. Nelle persone affette da celiachia, i villi sono erosi o atrofiz­zati. Questa patologia è chiamata atrofia villosa. E la stessa differenza che c'è tra il tenere la propria mano aperta con le dita tese e averla chiusa a pugno. Le vostre dita tese rap­presentano i villi sani. Le nocche del pugno rappresentano invece i villi atrofizzati. E facile notare che quando le dita sono distese, la superficie della mano è maggiore di quan­do esse sono piegate. Se i nostri villi sono atrofizzati, allora la superficie del nostro intestino tenue diventa molto più ridotta di quanto dovrebbe essere. Questo in altri termini vuol dire che il nostro organismo non può assorbire molto bene le sostanze nutritive, il che può portare a quella varie­tà di disturbi causati dal malassorbimento che sono stati elencati nel capitolo precedente. La cosa più importante da sapere riguardo a tutto questo è che la celiachia è definita dall'atrofia villosa. Se una persona non ha l'atrofìa villosa, allora non è affetta da celiachia.

Per questo motivo la celiachia è molto pericolosa, ed è importante diagnosticarla in tempo, nonostante la grande varietà di sintomi. Ricevere una diagnosi di celiachia, spesso significa che i propri villi sono già danneggiati. E' possibile che essi si riprendano e il nostro intestino tenue torni in salute, ma spesso ciò non avviene, come per esempio nel caso di individui anziani.

Non solo, i villi danneggiati impediscono un corretto assorbimento delle sostanze nutritive che può portare a casi di anemia, osteoporosi, dermatiti ecc. Questi ultimi vengono diagnosticati facilmente, ma non viene riconosciuta la loro vera causa (cioè la celiachia) e quindi tali malattie non giungeranno mai a una completa guarigione. Tanto che si parla di diverse forme di celiachia: tipica, atipica, silente, latente...

E' altresì molto importante fare attenzione allo stato di salute dei nostri villi, soprattutto nel caso di parenti celiaci: infatti la predisposizione a questa malattia è ereditaria. I figli di genitori celiaci corrono un rischio stimato intorno al 10%, di manifestare a loro volta intolleranza al glutine.

Non solo, la celiachia, di per sé, non influisce in alcun modo sulla fertilità e non comporta rischi specifici in gravidanza. Tuttavia l'intolleranza al glutine non diagnosticata è un vero pericolo per le donne incinte. Il malassorbimento di sostanze nutritive nel periodo preconcezionale e durante i 9 mesi può provocare pericolose carenze di calcio, ferro e folati, con un aumento del rischio di malformazioni a carico del tubo neurale, problemi nello sviluppo scheletrico del nascituro e anemia. I figli di donne celiache che assumono glutine in gravidanza corrono un rischio aumentato di nascita pretermine. L'unica modo per annullare la presenza di anticorpi anomali nel sangue consiste nell'eliminare ogni traccia di glutine dalla dieta a partire da almeno sei mesi prima del concepimento.

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Il Dottore Stephen Wangen è uno dei maggiori esperti statunitensi nel campo dell'intolleranza al glutine, ed è fondatore dell'IBS Treatment Center (Centro per la Terapia della Sindrome da Intestino Irritabile).
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