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Acqua e vita

di Daniel Tarozzi 11 mesi fa



Un viaggio in una terra bellissima, la Sardegna, ci ricorda il valore del legame indissolubile tra noi e l’acqua

“L’acqua è fonte di vita”.

“L’acqua è preziosa”.

“In futuro si combatteranno guerre per l’acqua”.

“Su Marte è stata scoperta l’acqua”.

“Sull’acqua ci giochiamo tutto”.

“Il corpo umano è composto in gran parte di acqua”.

Quanto parliamo di acqua, quanto pensiamo di conoscerne il valore e il significato e quanto invece tendiamo a darla per scontata, garantita.

Quando offriamo a qualcuno, amante del buon vino, un bicchiere d’acqua, ci risponde sdegnato: «con l’acqua mi ci lavo solo i denti!». Andiamo in bagno, tiriamo l’acqua, ed ecco che litri e litri di “fonte di vita” se ne vanno in mare in pochi secondi.

L’acqua viene spesso considerata “qualcosa da non valorizzare”.

Per fortuna, nei miei viaggi nell’Italia che Cambia, ho incontrato tantissime esperienze in controtendenza.

Cittadini e comitati che combattono per mantenerla pubblica, campagne contro l’acqua in bottiglia, per la difesa dei fiumi, delle cascate o per impedire cementificazioni folli che poi porteranno a dissesto idrogeologico.

Ma non è di questo che voglio parlarvi oggi…

Indice dei contenuti:

Cambio rotta: destinazione Sardegna

Devio il mio percorso abituale e porto il mio camper in Sardegna, alla ricerca dei “pozzi sacri” e del “culto delle acque”. Seguendo le orme di un romanzo che mi ha colpito nel profondo: “La donna delle sette fonti” di Diego Manca, sono arrivato su quest’isola meravigliosa e ora sono pronto a raccontarvi ciò che ho visto, che ho vissuto.

Prima tappa San Salvatore. Qui, nella cripta di una piccola chiesa visito il primo pozzo. Il custode mi consiglia, anzi mi esorta, ad andare “immediatamente” a visitare le cascate nei pressi di “Siete fuentes”.

Colpito da tanta enfasi, mi dirigo al luogo indicato e preso da un impulso irrazionale, lascio il camper e comincio a scendere il sentiero che s’inoltra nel bosco, di corsa, sempre più veloce.

Una cascata che cambia la vita

Arrivo correndo, scorgo la cascata e mi spoglio. Completamente nudo. È estate, pieno agosto, ma non c’è nessuno.

Vado sotto la cascata, tocco la roccia e vivo il momento più intenso di tutta la mia vita.

Per un attimo il senso del tutto mi diviene chiaro, salvo poi defluire con le gocce d’acqua che ricoprono il mio corpo.

Sento una voce che mi dice “basta” (stavo urlando di gioia, come in estasi). Mi stacco dalla roccia, esco dalla cascata. Mi rivesto e rimango tutto il giorno lì, nei pressi della cascata e intanto arrivano altre persone. E per l’intera giornata non c’è più un solo istante senza turisti o avventori. Se non avessi seguito nell’immediato il consiglio del misterioso gestore non avrei mai vissuto quel momento mistico.

Il giorno dopo visito le Siete Fuentes. Sette fonti, una accanto all’altra. Come i sette chakra, mi spiega Arianna Mendo, che da anni conduce la visita di questi siti alla scoperta di rituali antichi e moderni. Anche questo è un luogo d’incomprensibile bellezza e pace che si insinua nei meandri dei nostri cuori.

E poi il Pozzo di Santa Cristina, uno dei siti archeologici più interessanti che abbia mai visitato, con il primordiale e perfetto pozzo a forma di utero innestato nel suo centro.

Nella maggior parte di questi pozzi, dopo migliaia di anni, l’acqua è ancora presente e centinaia di persone vengono tutt’oggi in questi luoghi a praticare rituali di ogni tipo. All’interno di grandi siti archeologici, o nei sotterranei di piccole chiese scarsamente frequentate, resistono ai secoli queste specie di “porte dimensionali”.

Un altro sito che consiglio di visitare è Su Tempiesu, nel quale ho vissuto un altro momento davvero importante, tanto indimenticabile, quanto privato. Per apprezzare davvero la sacralità di questa sostanza, quindi, bisogna tornare alla Sardegna, incantevole e arcaica isola letteralmente cosparsa di antichi luoghi di potere, purificazione, guarigione.

La tua cura sei tu!

Sei Tu, infatti, che determini la tua guarigione con la tua volontà e il tuo percorso di consapevolezza e di messa in discussione.

Se non scegli di guarire, l’acqua sarda non ti guarisce!

Il processo di assunzione di responsabilità diventa fondamentale in questo percorso e si contrappone al processo di delega che tanto affascina le religioni moderne.

Riparto dalla Sardegna con questa nuova consapevolezza. Solo se rimettiamo l’acqua al centro della nostra esistenza e di quella del pianeta che ci ospita, solo se ci rapportiamo ad essa consapevolmente e con responsabilità, possiamo innestare processi di guarigione interna e di tutela reale della nostra tanto superficialmente amata “fonte di vita”.

Articolo tratto da Vivi Consapevole n. 43


Daniel Tarozzi, direttore Responsabile de Il Cambiamento, giornalista e documentarista. Autore, per Chiarelettere, del libro "Io faccio così - Viaggio in camper alla scoperta dell'Italia che Cambia". Dal 2012 cura un blog sul Fatto Quotidiano.  
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