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A proposito di erboristeria - Estratto dal libro "Rhodiola"

di Jean-François Astier 11 mesi fa


A proposito di erboristeria - Estratto dal libro "Rhodiola"

Leggi in anteprima le prime pagine del libro di Jean-François Astier e scopri le caratteristiche benefiche di questa pianta ricca di principi salutari

Le giovani generazioni che desiderano intraprendere la professione di erborista si trovano di fronte a un aspetto disorientante: perché nel 1945, dopo la liberazione della Francia dall'occupazione tedesca, il mestiere dell'erborista non è stato riabilitato?

Non si tratta di un mestiere pericoloso, vergognoso o degradante, tantomeno di un mestiere immorale e che va in senso opposto all'evoluzione della società!

Il fenomeno di demonizzazione degli erboristi non è nuovo e un giorno diverrà persino un perfetto oggetto di studio per gli storici.

Da sempre nella nostra civiltà greco-romana è esistita una distinzione tra chi raccoglie le piante e chi le consiglia, tra la gente semplice e gli eruditi. Gli erboristi hanno sempre rivendicato l'uso semplice delle piante.

Purtroppo, hanno vissuto senza sosta conflitti con persone che pretendevano di detenere un sapere maggiore del loro. Quella degli erboristi era una medicina popolare che utilizzava i semplici per curare la gente in campagna. E questo, statene certi, non piaceva ai medici.

Altri concorrenti degli erboristi: gli speziali. Antenati dei farmacisti, possedevano una bottega e avevano un'attività ben avviata. In genere a rifornire gli speziali di materie prime erano gli erboristi. All'epoca l'erborista era presente soprattutto nei mercati, accanto al popolo.

Nel corso degli anni, ha però dovuto far fronte sempre alla stessa difficoltà: la mancanza di riconoscimento professionale.

Durante la Rivoluzione francese, gli speziali hanno cominciato a rivendicare lo status di farmacisti. Approfittando di quest'apertura, gli erboristi sono riusciti a farsi prestare ascolto dalle istituzioni dell'epoca e dal mondo politico. Anche l'erboristeria ha ottenuto uno statuto!

Tuttavia, in cambio di questo riconoscimento, i futuri erboristi venivano sottoposti a un controllo da parte del sistema accademico. All'epoca il diploma di erborista era infatti conferito dalle accademie di farmacia.

Purtroppo questo diploma, ancorché riconosciuto, limitava notevolmente le conoscenze degli erboristi a un sapere teorico anziché pratico. La formazione impartita era, per certi aspetti, un po' all'acqua di rose.

Questo ha di certo avuto come conseguenza la perdita di numerose conoscenze soprattutto pratiche.

Negli anni che hanno fatto seguito alla Rivoluzione francese, hanno visto la luce alcune strutture professionalizzanti, quali le scuole di erboristeria e i sindacati. Nella stessa direzione si sono mossi altri paesi come Belgio, Italia, Germania e Inghilterra.

Nonostante questo riconoscimento, però, gli erboristi vivevano regolarmente dei conflitti con il mondo medico e con i farmacisti.

Si immischiavano persino i droghieri... per non parlare dei controlli che le forze dell'ordine svolgevano sulla qualità dei prodotti presenti nelle erboristerie. Ci si è persino spinti ad accusare certi erboristi di avvelenare, cosa che all'epoca è valsa loro la ghigliottina!

Nel 1941, per risolvere questo divario e privilegiare il nascente monopolio farmaceutico, il Governo ha semplicemente soppresso il mestiere di erborista. Diciamolo chiaro e tondo, ha compiuto questa scelta per semplici ragioni di concorrenza, privilegiando cosi il fruttuoso mercato del farmaco.

A rincarare la dose, è stato inventato il principio del monopolio farmaceutico.

Ma al giorno d'oggi la questione della concorrenza è ancora attuale? Autorizzando gli integratori alimentari, l'Europa la rimette inevitabilmente in moto. Ben lungi dall'essere negativa, la concorrenza è una cosa buona, perché porta alla competizione e al desiderio di dare il meglio.

Del resto, la competizione fa progredire. Attenzione però che le regole siano eque per tutti e rispettose degli altri. In questo caso, la competizione è buona.

Rimangono comunque delle concrete domande da porsi riguardo al mestiere dell'erborista:

  • che cos'è un erborista?
  • che cosa offre l'erborista?
  • a cosa serve l'erborista?
  • è un mestiere che porta un valore aggiunto?
  • è un mestiere pericoloso?
  • è un mestiere per incompetenti?

È ora che i nostri governi europei ci riflettano sopra.

Oggi il nostro sistema sanitario è malato! Per salvarlo ci siamo resi conto, un po' tardi, che anziché lottare contro la malattia in primo luogo, sarebbe opportuno intraprendere una politica di mantenimento della salute, una politica di sostegno del benessere.

Oggi in Francia le istituzioni sono però sfortunatamente molto lontane da questa presa di coscienza. Il sistema sanitario è basato sulla lotta contro la malattia, condotta energicamente da due figure principali, due pilastri del mondo medico: colui che diagnostica, il medico, e colui che vende, il farmacista.

Al sistema si aggiungono tantissimi satelliti che rientrano tra le professioni paramediche, come chinesiologi, odontotecnici ecc.. tu interventisti nella logica della lotta contro la malattie. Esiste tuttavia un altro modo di affrontare le cose: l'approccio naturopatico.

Quest'ultimo consiste nell'affermare che l'organismo è dotato di un'intelligenza propria, chiamata vitalismo. E sufficiente seguire con buon senso e chiarezza la logica del vitalismo per mantene in buona salute ed evitare l'insorgere della malattie.

L'erborista risponde perfettamente a questo approccio grazie a due grandi doti: quella umana, per poter dare consigli di benessere e di salute, e quella di botanico, conoscitore delle piante. Ciò fa di lui un professionista che conosce alla perfezione le piante, le loro proprietà, il loro modo di rispondere a un bisogno in un approccio di prevenzione e mantenimento della salute. È questa la nuova missione dell'erborista!

Oggi voler vietare l'erboristeria è una sfida. La popolazione desidera inevitabilmente prendersi cura della propria salute e della propria vitalità; prevenire anziché curare non è più un discorso utopistico.

È ora di restituire gli onori all'erboristeria e di permettere a ognuno di riappropriarsi liberamente della propria salute. È ora di di aiutare chiunque lo desideri a mantenere il proprio equilibrio comprendendo in che modo le piante possono costituire degli alleati quotidiani per la nostra vitalità e il nostro benessere.

Come erborista vi parlerò in tutta onestà di una pianta, affinché possiate conquistarla, farla vostra in termini di conoscenza e di uso, affinché si integri nella vostra quotidianità.

Se oggi dovessi dare una definizione di erborista, direi che si tratta di una persona presente per consigliarvi. Ma attenzione, non a caso! L'erborista non vi dirà mai di sostituire un farmaco con una pianta, perché una pianta non sostituisce e non sostituirà mai un farmaco.

L'erborista è lì per consigliarvi piante "per la salute" e non piante "farmacologiche". Ha a cuore la vostra vitalità, ma non si farà carico della vostra malattia; è questa la differenza con il farmacista ed è anche la vera differenza tra una pianta con qualità farmacologiche e una pianta medicinale.

L'erborista garantisce il sapere tradizionale delle piante medicinali, si occupa quotidianamente della vostra vitalità, è un uomo o una donna al vostro ascolto, al vostro servizio.

E allora, a quando la prossima generazione?

Tratto dal libro:

Rhodiola

Il più potente rimedio antistress

Jean-François Astier

Originaria della Siberia, la rhodiola (Rhodiola rosea) ha l’incredibile capacità di aumentare la resistenza fisica ed eliminare lo stress, potenziando nel contempo il sistema immunitario e portando sollievo in caso di ansia e depressione.

Per di più, poiché aumenta le funzioni metaboliche, è d’aiuto in caso di sovrappeso, perché contribuisce a sciogliere i grassi.

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Jean-François Astier

Naturopata ed erborista, Jean-François Astier dirige la Scuola francese di erboristeria, istituita per diffondere l’insegnamento scientifico dell’erboristeria tradizionale. È fondatore dell’azienda di prodotti fitoterapici Natura Mundi ed è redattore delle riviste Plantes & Santé,...
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