Un'introduzione all'arte della libertà, della gioia e del risveglio.
Eric Baret apre le porte allo yoga dello shivaismo tantrico del kasmir.
Leggendo questo testo ti troverai di fronte a conversazioni che portano alla risoluzione (delle domande) senza concettualizzazione. Il libro mira direttamente all'essenziale, al nucleo della riflessione sullo yoga, insegna che lo yoga è senza forma e invita a renderci disponibili al momento presente, liberamente, mai in uno sforzo dettato dall'egoismo.
Si tratta di un approccio straordinario al corpo e al respiro, ben lontano dal volontarismo del corpo conosciuto in Occidente come "yoga"; qui, gli asana e i pranayama diventano creatività, il vuoto più concreto.
Cosa s'intende per yoga kashmiro?
In India, lo yoga è spesso inteso secondo i sutra di Patanjali.
Considerato alla base dell'arte dello yoga, questo testo ne rappresenta solo una frazione, che codifica il raja-yoga in modo maestoso.
Lo yoga di Patanjali si basa sull'idea di un essere separato che, attraverso un'ascesi altamente strutturata, sarà in grado di trovare uno stato di libertà. È una libertà individuale, kaivalya, come dice l'ultimo sutra.
Lo Shivaismo del Kashmir non riconosce il concetto di anima individuale.
Lo yoga del Kashmir nasce dal presentimento che tutta la percezione non trova la sua realtà se non nel silenzio. Invece di cercare di affinare la percezione per raggiungere il silenzio, questo yoga è in linea con l'approccio tantrico, che è l'opposto: non andiamo da nessuna parte, lasciamo che la percezione e il pensiero si rivelino completamente.
Ciò che viene dal silenzio non può essere altro che silenzio
Senza usare il corpo o la psiche per raggiungere questa libertà, lasciamo che risuonino di ciò che sono. In questo modo, ogni percezione riconduce al silenzio. Lo yoga del Kashmir è un'arte di dissoluzione, non uno yoga di acquisizione.
Nello yoga classico, alcuni movimenti del corpo, gli âsana, e alcuni gesti codificati, i mudrâ, sono usati per risvegliare l'energia. Si pensa che questa energia risvegliata rilasci alcuni chakra di risonanza e che, quando questi sono sufficientemente purificati, si acceda a una camera di risonanza più alta, che è la comprensione.
Questo approccio progressivo e dualistico è fonte di confusione. Con l'emergere di una corrente vitale alla base di tutte le situazioni, l'idea di un attore indipendente come fonte di ricerca scomparirà.
La strada da percorrere è quella di riconoscere questo movimento e permettergli di prendere forma: passività dell'intenzione, ardore dello sguardo.
Lo yoga kashmiro stimola il corpo a scoprire libertà, senza peso né sostanza. Se è vero ciò che dicono gli shâstras: in un corpo sensibile, una psiche senza dinamismo, l'energia ritroverà il suo corso naturale, che è un movimento verso l'alto.
Per risvegliare l'energia non è necessario alcuno sforzo, essa torna organicamente a essere quello che è: un presentimento di questa verità. Spontaneamente, l'energia si muove in questo spazio e si riassorbe nel cuore. Questo è lo yoga senza yogi, senza personalità.
Dialoghi sullo yoga è un testo di fondamentale importanza per chiunque desideri approcciarsi allo yoga riuscendo a coglierne la vera essenza di arte e non di strumento.