800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza Clienti — Lun/ven 9:00-18:00

Una connessione reale - Estratto da "La Comunicazione Mente-Pancia"

di Emeran Mayer 1 mese fa


Una connessione reale - Estratto da "La Comunicazione Mente-Pancia"

Leggi in anteprima un estratto del libro di Emeran Mayer e scopri come queste due parti del corpo siano interdipendenti l'una dall'altra

Nelle pagine che seguono esamineremo le ultime scoperte scientifiche relative al sistema di comunicazione mente-pancia. Se riuscirò nel mio intento, alla fine del libro considererai te stesso e il mondo intorno a te in maniera completamente nuova.

Indice dei contenuti:

Come la mente comunica con l'intestino

Immagina di essere in autostrada, e che l'automobilista dietro di te acceleri all'improvviso sfrecciando nel traffico, sterzi davanti alla tua vettura e poi freni di colpo. Tu freni a tua volta per non investirlo, invadendo la corsia accanto. Poi lo vedi ridere. I tuoi muscoli del collo cominciano a tendersi, la mascella si irrigidisce, le labbra si serrano, la fronte si corruga.

Dal sedile del passeggero, tua moglie nota immediatamente l'espressione furibonda che hai assunto. Oppure, ricorda un'occasione in cui eri depresso. Avevi i lineamenti tirati, gli occhi bassi, e la gente intorno a te se ne accorgeva.

Riconoscere le emozioni sul viso di altri ci viene naturale. Questa abilità trascende le barriere linguistiche, razziali, culturali e perfino della specie, perché siamo in grado di capire se un cane è infuriato o un gatto spaventato. La natura ha programmato gli esseri umani a distinguere facilmente diverse emozioni e a reagire di conseguenza. Esse sono così evidenti perché il cervello invia un chiaro schema di segnali ai tanti piccoli muscoli del viso, il che significa che ogni emozione ha una corrispondente espressione facciale, e le persone vicino a te possono identificarla in un batter d'occhio. Ognuno di noi è un libro aperto.

Tuttavia, siamo letteralmente ciechi alle manifestazioni intestinali di queste emozioni.

Quando sei furioso a causa del traffico, il tuo cervello, proprio come fa con i muscoli facciali, trasmette una serie di segnali all'apparato digerente, che ha anch'esso una reazione intensa.

Mentre fumavi di rabbia maledicendo l'automobilista che ti aveva tagliato la strada, il tuo stomaco era soggetto a violente contrazioni che aumentavano la sua produzione di acido e rallentavano la digestione delle uova strapazzate mangiate a colazione. Nel frattempo, l'intestino si contraeva emettendo muco e altri succhi gastrici.

Uno schema simile ha luogo quando sei ansioso o turbato. Quando sei depresso, i movimenti intestinali sono quasi assenti. In realtà, oggi sappiamo che il tuo intestino riflette ogni emozione che nasce nel cervello.

L'attività di questi circuiti cerebrali influisce anche su altri organi, creando una reazione coordinata a ogni emozione che provi. Quando sei stressato, per esempio, le tue pulsazioni aumentano, e i muscoli del collo e delle spalle si irrigidiscono, mentre quando sei rilassato avviene il contrario.

Ma il cervello è legato all'intestino come a nessun altro organo, con vincoli di gran lunga più forti e congeniti. Poiché abbiamo sempre avvertito le emozioni nell'intestino, la nostra lingua è ricca di espressioni che rispecchiano questo fatto. Ogni volta che hai un'esperienza sconvolgente senti un nodo allo stomaco, mentre i responsabili dei tuoi stati di agitazione sono i circuiti emotivi del cervello. Le emozioni, il cervello e l'intestino sono connessi in modo unico.

Se una persona che soffre di reazioni somatiche atipiche si sottopone a un'endoscopia, e questa non rivela qualcosa di più serio, come un'infiammazione intestinale o un tumore, spesso i medici non danno importanza ai sintomi del soggetto. Frustrati per la loro incapacità di fornire un rimedio efficace, tendono a raccomandare diete speciali, probiotici o pillole per riportare alla normalità abitudini intestinali anomale, senza affrontare la vera causa della reazione.

Se un maggior numero di medici e persone comuni si rendesse conto che l'intestino è in realtà un teatro in cui viene rappresentato il dramma delle emozioni, probabilmente quel dramma diventerebbe meno doloroso per i pazienti.

Quasi il 15 per cento della popolazione degli Stati Uniti soffre di una serie di reazioni somatiche aberranti, incluse sindrome dell'intestino irritabile, stitichezza cronica, cattiva digestione e pirosi funzionale, che rientrano tutte nella categoria dei disturbi cerebro-intestinali. I sintomi vanno da senso di nausea, borborigmi e gonfiore fino al dolore insopportabile. Strano a dirsi, la maggior parte delle persone affette da reazioni somatiche anomale non sospetta minimamente che simili problemi intestinali riflettono stati emotivi.

Ancor più sorprendente è il fatto che non lo sospettano nemmeno i medici.

L'uomo che non riusciva a smettere di vomitare

Dei tanti pazienti che ho avuto nella mia lunga carriera di gastroenterologo, Bill spicca nella mia memoria più di ogni altro. Era un giovane di venticinque anni in buona salute quando venne nel mio ufficio insieme alla madre cinquantaduenne. Con mia sorpresa, fu la donna a iniziare la conversazione: "Spero proprio che lei possa aiutare Bill. E la nostra ultima risorsa. Siamo disperati".

Nei precedenti otto anni egli aveva trascorso innumerevoli ore in vari reparti di pronto soccorso in preda ad atroci dolori di stomaco e a vomito inarrestabile. Nei periodi particolarmente difficili, era costretto a correre in ospedale più volte alla settimana. In quelle occasioni, di solito i medici gli prescrivevano analgesici e sedativi, ma nessuno di loro aveva la più pallida idea di cosa ci fosse di sbagliato in lui. Peggio ancora, alcuni lo classificavano come un farmacodipendente, perché nulla negli esami diagnostici che eseguivano spiegava la gravità dei suoi sintomi.

Bill si era anche rivolto a vari specialisti di malattie gastrointestinali, che avevano condotto approfonditi accertamenti, ma senza trovare una sola causa della sua infelice condizione. Il dolore e il vomito costanti lo avevano costretto a lasciare il college per tornare a vivere con i preoccupati genitori.

Frustrata dall'incapacità dei medici di formulare una diagnosi accurata la madre, una donna d'affari, aveva cominciato a cercare risposte online. "Penso che abbia tutti i sintomi della sindrome del vomito ciclico", mi disse.

In quanto medico di Bill, volli verificare personalmente.

Come avviene spesso nel caso dei disturbi cerebro-intestinali, sono state avanzate molte strane teorie per spiegare la particolare gamma di sintomi che caratterizzano la sindrome del vomito ciclico. Tuttavia, grazie a decenni di ricerche condotte dalla mia squadra con vari altri gruppi di studio all'UCLA, ritenevo che la spiegazione più plausibile fosse un'eccessiva reazione somatica causata da una risposta iperattiva allo stress nel cervello.

Nei pazienti con questa sindrome, di solito gli attacchi sono provocati da eventi stressanti. Un'ampia serie di stimoli apparentemente non collegati, inclusi esercizio fisico stancante, mestruazioni, esposizione ad alte quote o semplicemente prolungata tensione psicologica, possono causare uno squilibrio sufficiente a generare un attacco.

Quando il cervello (non necessariamente quello cosciente) percepisce una simile minaccia segnala all'ipotalamo, un'importante area cerebrale che coordina tutte le nostre funzioni vitali, di attivare una cruciale molecola chiamata fattore di rilascio della corticotropina, o FRC per brevità, che funziona come un interruttore generale, attivando nel cervello (e nel corpo) la modalità di risposta di stress.

Le persone affette da questo disordine possono non presentare alcuna manifestazione per mesi o addirittura anni anche se il loro sistema FRC è sempre attivo, ma quando sperimentano uno stress supplementare, viene innescata una ricorrenza dei sintomi.

Quando i livelli di FRC diventano abbastanza elevati, la molecola attiva la modalità di risposta di stress in ogni organo e cellula del corpo, incluso l'intestino. In una serie di importanti esperimenti su animali, la mia collega dell'UCLA Yvette Tache, una degli esperti mondiali delle interazioni cerebro-intestinali indotte dallo stress, ha rivelato i tanti cambiamenti che questo fattore provoca nel nostro organismo.

Nel cervello, alti livelli di FRC aumentano l'ansia e rendono le persone più sensibili a varie sensazioni, inclusi i segnali dell'intestino, che vengono sperimentati come acuti dolori addominali. Lo stomaco rallenta la sua attività e può perfino rovesciarsi per vuotare il suo contenuto verso l'alto. La parete intestinale diventa più permeabile, il colon secerne una maggiore quantità di acqua e muco, e il volume del sangue che fluisce attraverso le pareti dello stomaco e dell'intestino aumenta.

Nel caso di Bill, poche domande essenziali sui suoi sintomi mi avrebbero aiutato a formulare una diagnosi. Gli chiesi se tra un attacco e l'altro di vomito vi fossero manifestazioni di qualche tipo, ed egli rispose negativamente. Domandai a lui e a sua madre se vi fosse una storia familiare di emicrania, un disturbo cronico geneticamente associato alla sindrome del vomito clinico. E in effetti, sia la madre che la nonna ne soffrivano.

"Che genere di sintomi sperimenti nel periodo immediatamente prima di un attacco?", chiesi. Bill mi disse che un attacco acuto era di solito preceduto da circa quindici minuti di forte ansia, sudorazione, mani fredde e batticuore, tutti segni di una reazione da stress nel suo corpo. Inoltre, questi sintomi lo svegliavano molto presto al mattino, un'altra caratteristica identifìcativa della sindrome (probabilmente dovuta all'aumento diurno dell'attività del nostro sistema centrale dello stress). Una doccia calda o una pillola di Tavor potevano prevenire gli attacchi, ma per lo più non erano d'aiuto. "Una volta che il vomito comincia, e non riesco a fermarlo, devo correre al pronto soccorso".

"E qui cosa avviene?", domandai. Il giovane rispose che i medici gli somministravano con riluttanza antidolorifici con effetto narcotico che di solito lo facevano addormentare subito, e un'ora dopo si svegliava senza più sintomi. I tanti esami diagnostici a cui si era sottoposto, incluse endoscopie e tomografìe computerizzate dell'addome, non avevano rivelato anomalie che potessero spiegare i suoi sintomi, e una scansione cerebrale aveva escluso tumori al cervello.

La diagnosi fatta dalla madre di Bill attraverso internet era effettivamente corretta: suo figlio soffriva di sindrome del vomito ciclico. La cosa triste era che nonostante i ripetuti insuccessi dei medici, formularne una valida in realtà era semplice, e la donna, senza alcuna preparazione specifica, ci era riuscita navigando online.

Non è necessario soffrire degli estenuanti sintomi di questa sindrome per sperimentare la limitata conoscenza che molti medici hanno delle reazioni somatiche anomale e la conseguente mancanza di terapie efficaci. Negli Stati Uniti, quasi 3 persone su 20 sono affette da sintomi o sindromi causati da problemi dovuti a interazioni cerebro-intestinali alterate, incluse sindrome dell'intestino irritabile, pirosi funzionale e dispepsia funzionale.

Tuttavia, anche coloro che non soffrono di sgradevoli reazioni somatiche dovrebbero sapere che esse possono manifestarsi anche in assenza di tali disturbi.

La sindrome del vomito ciclico è uno dei più impressionanti esempi di reazioni somatiche aberranti, ma non l'unico. Le interazioni cerebro-intestinali alterate possono avere considerevoli effetti su chiunque.

Il piccolo cervello nell'intestino

Immagina di essere a pranzo con un amico. Il cameriere ti ha appena servito una bistecca poco cotta, e tu ne stai pregustando la squisitezza. Ecco un breve resoconto di cosa accade dal momento in cui metti in bocca il primo pezzo di carne, anche se forse preferiresti non farne argomento di conversazione durante il pasto.

Ancora prima che cominci a masticare e inghiottire il cibo, il tuo stomaco si riempie di acido cloridrico concentrato che non ha nulla da invidiare a quello contenuto nelle batterie. Quando riceve i bocconi parzialmente masticati, lo stomaco li tritura con forza tale da scomporli in minuscole particelle.

Nel frattempo, la cistifellea e il pancreas stanno preparando l'intestino tenue a fare il suo lavoro, iniettando bile per aiutarlo a digerire i grassi e una varietà di enzimi digestivi. Quando lo stomaco gli consegna le particelle di carne, gli enzimi e la bile le scompongono in nutrienti che l'intestino può assorbire e trasferire al resto del corpo.

Mentre la digestione prosegue, i muscoli delle pareti intestinali eseguono un chiaro schema di contrazioni chiamato peristalsi che spinge il cibo verso il basso e attraverso l'apparato digerente. La forza, la durata e la direzione della peristalsi dipendono da ciò che hai ingerito, assicurando, per esempio, che l'intestino abbia più tempo per assimilare i grassi e i carboidrati complessi, e meno per una bevanda zuccherina.

Nello stesso tempo, parti delle pareti intestinali si contraggono per dirigere il cibo in fase di digestione verso la mucosa dell'intestino tenue, dove vengono assorbite le sostanze nutritive. Nell'intestino crasso, potenti onde di contrazione muovono il contenuto avanti e indietro per consentire all'organo di estrarre e assimilare il 90 per cento dell'acqua. Poi, un'altra energica onda contrattile lo guida verso il retto, rendendo urgente l'evacuazione.

Tra un pasto e l'altro, una diversa onda di pressione — il complesso motorio migrante - agisce come la governante del tuo intestino, eliminando tutto ciò che lo stomaco non è riuscito a sciogliere o scomporre in pezzi abbastanza piccoli, come medicinali insoluti e noccioline non masticate. Questa onda viaggia lentamente dall'esofago al retto ogni novanta minuti, generando una pressione sufficiente a rompere una noce del Brasile e trascinando i microbi indesiderabili dall'intestino tenue al colon.

A differenza del riflesso peristaltico, l'onda-governante opera solo quando non è rimasto cibo da digerire nel tratto Gì — mentre dormi, per esempio — e si interrompe appena cominci a fare colazione.

L'intestino è in grado di coordinare tutto questo e altro senza alcun aiuto da parte del cervello o del midollo spinale, e non sono i muscoli che compongono la sua parete a sapere come farlo. Piuttosto, il controllo della digestione costituisce in larga misura il lavoro del sistema nervoso enterico (SNE), una straordinaria rete di 50 milioni di cellule nervose avvolta intorno all'intestino dall'esofago al retto.

Pur essendo più piccolo della sua controparte da 1,4 kg situata nella testa, in fatto di digestione questo "secondo cervello" è geniale.

Michael Gershon, eminente anatomista e biologo cellulare del Centro medico della Columbia University, pioniere nello studio del ruolo del sistema serotoninico intestinale e autore del best seller Il secondo cervello, ama mostrare un videoclip che rivela la capacità del sistema nervoso enterico di agire indipendentemente. Nelle immagini si vede una sezione di intestino di una cavia immersa in un fluido nella quale una pallina di plastica viene spinta da un'estremità all'altra senza che vi sia alcuna connessione con il cervello.

Con ogni probabilità, l'intestino umano può operare in maniera altrettanto autosufficiente.

È straordinario come tutte queste complesse funzioni digestive siano coordinate autonomamente da circuiti innati - collegamenti anatomici tra milioni di cellule nervose — all'interno del sistema nervoso enterico, e che tale compito venga espletato con poco aiuto da parte del cervello o del resto del sistema nervoso centrale, purché non vi siano inconvenienti.

D'altro canto, il cervello emotivo può scombussolare ognuna di queste funzioni apparentemente automatiche. Se a tavola la conversazione prende una piega sbagliata e cominci a litigare con il tuo amico, la meravigliosa attività tritacarne del tuo stomaco viene interrotta per essere sostituita da contrazioni spastiche che non consentono più il corretto svuotamento dell'organo. Metà della saporita bistecca che hai mangiato rimarrà in esso senza essere ulteriormente digerita.

Molto tempo dopo aver lasciato il ristorante, gli spasmi continueranno anche mentre giaci sveglio nel letto. Poiché nello stomaco c'è ancora del cibo, le contrazioni del ciclo digestivo notturno non avranno luogo, e ciò impedirà la normale pulizia dell'intestino.

Nei pazienti come Bill, che hanno un asse cerebro-intestinale iperattivo, stimoli fisiologici emotivi o associati a stress che non nuocerebbero molto a un individuo sano finiscono per prevalere, inibendo la peristalsi nello stomaco e perfino invertendola, e creando nello stesso tempo contrazioni spastiche nel colon.

È come se i valori di riferimento del sistema di controllo del cervello fossero stati manomessi, causando frequenti falsi allarmi, con conseguenze devastanti per il benessere del corpo.

La Comunicazione Mente-Pancia

Come la conversazione nascosta nel nostro corpo influenza scelte, umore e stato di salute

Emeran Mayer

Il nostro corpo è un computer intelligente, la mente comunica con l'intestino e viceversa. Unendo i più recenti studi di neuroscienze e le ultime scoperte sul microbiota umano, Il dottor Mayer dimostra in modo conclusivo...

€ 14,90 € 12,67 -15,00%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda


Il dottor Emeran Mayer studia da quarant’anni le interazioni tra corpo e cervello, con particolare attenzione al legame mente-pancia. È direttore esecutivo dell’Oppenheimer Center for Stress and Resilience e co-direttore del Digestive Diseases Research Center presso la...
Leggi di più...

Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su Una connessione reale - Estratto da "La Comunicazione Mente-Pancia"

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. - Nimaia e Tecnichemiste