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Un vero e proprio mondo - Estratto da "L'Intestino Intelligente"

di Giuseppe Cocca 2 mesi fa


Un vero e proprio mondo - Estratto da "L'Intestino Intelligente"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Giuseppe Cocca e scopri tutto ciò che c'è da sapere su un organo fondamentale per il funzionamento del nostro corpo

Quando parliamo di "microbiota umano", dal greco micrós (piccolo) e bios (vita), intendiamo l'insieme di tutti quei microrganismi che vivono in sintonia con il corpo umano. Si potrebbe dire che il microbiota sia "una microvita" che ci accompagna e ci aiuta sin dalla nascita.

Indice dei contenuti:

Microbiota, questo sconosciuto

Il microbiota è composto da un numero di batteri di gran lunga superiore al numero delle stesse cellule umane. Per quanto si possa definire "micro", va detto che secondo alcune ricerche si parla di 10 trilioni di cellule umane contro 100 trilioni di cellule batteriche localizzate principalmente nell'apparato digerente e nel colon, con 4 milioni di tipi diversi di batteri.

Il peso stesso dei batteri intestinali è notevole: secondo alcuni studi, in una persona di 70 chili, il loro peso equivale a 1 chilo e mezzo. Perciò, su con la vita! La prossima volta che salirai sulla bilancia dopo le vacanze di Pasqua e rimpiangerai di aver mangiato troppa cioccolata, ricordati di togliere sempre quel chilo e mezzo di batteri dal conteggio del peso.

In passato il microbiota veniva chiamato con il termine più generico di flora batterica intestinale perché i batteri, ancora sconosciuti, erano considerati alla stregua di piante, da qui il concetto di "flora" intestinale. Come le piante, anche i batteri infatti si distinguono per habitat, alimentazione o grado di velenosità.

Le funzioni del microbiota

Queste due comunità di esseri viventi, l'organismo pluricellulare, ovvero il nostro corpo, e i colonizzatori (microbioti) hanno iniziato a convivere e a trovare regole per ottenere vantaggi reciproci.

L'organismo pluricellulare procura una casa e del cibo; il microbiota ricambia producendo per esempio la vitamina K, fondamentale per la corretta coagulazione del sangue, e la vitamina B12, fondamentale per la formazione dei globuli rossi.

Se ben formato, il microbiota oltre a fornire questi utili nutrimenti, impedisce la crescita di microrganismi non funzionali per noi: mediante i suoi enzimi elimina quello che non riusciamo a sminuzzare e a digerire. Interviene nel metabolismo degli acidi biliari, garantisce integrità alla mucosa intestinale, demolisce i veleni e mantiene in buona forma il sistema immunitario.

Per la precisione, il rapporto tra microbiota e sistema immunitario è ben più stretto di così: i due sono praticamente coinquilini, visto che gran parte del nostro sistema immunitario (circa l'80 per cento) è situato proprio nell'intestino.

E non potrebbe essere altrimenti visto che è qui che si trova la più alta concentrazione di batteri (e funghi e lieviti e virus e altri organismi unicellulari) e che il sistema immunitario ha il compito fondamentale di tenere a bada ed eliminare tutto ciò che può rappresentare un pericolo per l'organismo.

L'intestino è il secondo cervello del nostro corpo

Un'altra scoperta ancora più stupefacente ci dice che questi innumerevoli e microscopici esseri sono dotati di un'intelligenza straordinaria. Il dottor Anthony Bassler, professore di gastroenterologia a New York, ha scoperto infatti che i batteri comunicano tra loro attraverso sostanze chimiche con due modalità: un linguaggio comune a tutti i batteri chiamato Al 2, e un altro linguaggio caratteristico per ogni specie, Al 1.

Grazie a questa lingua chimica ogni specie batterica ha la capacità di connettersi, contarsi, conoscere quante sono le altre specie, connettersi a esse e coordinare il proprio comportamento. I microrganismi sono esseri sociali: collaborano tra loro e cooperano per il benessere comune. Inoltre è stato scoperto che questa capacità di comunicazione consente ai batteri microbiotici d'influenzare notevolmente le nostre scelte e le nostre reazioni.

In particolare, secondo la teoria dell'olobionte (insieme di organismi in simbiosi tra loro), i batteri che formano il nostro microbiota hanno la capacità di produrre sostanze chimiche che inducono nell'uomo comportamenti utili sia al batterio sia al microbiota stesso. I batteri sono circa 10 volte più numerosi delle cellule che costituiscono il corpo umano e possiedono un patrimonio genetico più ricco del nostro, per questo possiamo presumere che molti dei nostri comportamenti, atteggiamenti emotivi e condizionamenti alimentari siano indotti da questi ultimi.

Per molti ricercatori il microbiota influenza direttamente la nostra qualità di vita, i pensieri, le nostre abitudini alimentari, il nostro metabolismo e perfino la scelta del partner! Per questo motivo è importante riflettere sul modo in cui influenziamo il microbiota attraverso l'utilizzo di antibiotici, germicidi, cibi con conservanti, lavaggi troppo frequenti e una cattiva alimentazione.

Inoltre si è scoperto che i batteri (sia simbionti che non) sono in grado di influenzare la mente attraverso sostanze che inviano al Sistema Nervoso Centrale. Quindi si può dire che l'influenza del microbiota nella nostra vita abbia più "peso" di quella che c'immaginavamo, in tutti i sensi.

Nell'intestino ha sede il sistema nervoso enterico formato da cento milioni di neuroni: esso trasmette le proprie sensazioni viscerali proprio tramite la rete di neuroni e permette all'organismo di svolgere la digestione e altre funzioni complesse senza l'intervento diretto del cervello.

Sappiamo che i segnali provenienti da diverse parti del corpo vengono inviati al cervello ed elaborati da sue aree specifiche. Lo stesso vale nella comunicazione tra intestino e cervello, tra la pancia e la testa. Spesso ci sentiamo guidati a compiere scelte di pancia, e le crediamo irrazionali, mentre le scelte di testa ci sembrano ragionevoli e "più giuste": be' sarai sorpreso di scoprire che c'è molta testa anche nell'intestino e che le scelte di pancia non sono poi così insensate.

I segnali dell'intestino possono giungere in diverse zone del cervello e precisamente nelle seguenti: insula (o corteccia insulare), sistema limbico, corteccia prefrontale, amigdala, ippocampo e corteccia cingolata anteriore. Semplificando molto, possiamo attribuire alle aree indicate sopra le seguenti funzioni:

  • insula - senso del sé
  • sistema limbico - elaborazione dei sentimenti
  • corteccia prefrontale - senso dell'etica
  • amigdala - paura
  • ippocampo - memoria
  • corteccia cingolata anteriore - motivazione.

A livello fisico, cervello e intestino sono collegati dal nervo vago: esso parte dal midollo allungato e arriva fino allo stomaco. Cervello e intestino sono posti agli antipodi del corpo umano e hanno anche una collocazione nient'affatto simile. Il primo è isolato e protetto, il secondo è in mezzo alla mischia ed è in grado di dire cose di noi che altrimenti il cervello ignorerebbe. La collaborazione tra questi due organi fondamentali inizia quando siamo neonati e si concentra sulla creazione del nostro mondo emotivo.

Quando abbiamo la pancia piena e digeriamo bene proviamo piacere, quando abbiamo le coliche ci lamentiamo per il dolore. Questo rapporto di base continua evolvendosi negli anni, legando indissolubilmente benessere emotivo e fisico. Uno dei primi studi che riporta gli effetti benefici di una terapia intestinale sul cervello risalgono ad anni recenti (2013) ed è la conferma che se l'intestino sta bene, anche il cervello prospera.

Microbioma

Il patrimonio genetico di tutti gli organismi che compongono il microbiota si chiama microbioma. Infatti l'uomo, così come tutti gli altri organismi pluricellulari, interagisce con l'ambiente non solo in virtù del proprio genoma cellulare, ma anche grazie al ricchissimo genoma del microbiota.

Ciò che sorprende veramente è il confronto tra l'apporto di geni batterici che ci viene fornito dal microbiota (o per meglio dire dal microbioma) con quello fornito dalle cellule che compongono il nostro corpo.

Se immaginiamo il corpo umano come un grande organismo, con il microbiota come organo aggiuntivo, è bizzarro scoprire che il 99 per cento del nostro patrimonio genetico è di origine batterica.

Per questo motivo, possiamo considerarci sempre di più come un superorganismo formato da due genomi, ovvero da due codici genetici:

  • uno ereditato per via verticale direttamente dai nostri genitori;
  • l'altro ereditato in maniera trasversale.

La nascita del microbiota "originario" (trasmissione trasversale)

Sappiamo che le generazioni umane si perpetuano tramite il codice genetico dei genitori, attraverso quella che viene chiamata "trasmissione verticale". Non avviene la stessa cosa nella formazione del microbiota originario, ovvero il primo microbiota che si forma al momento della nostra nascita e che ci accompagna per tutta la vita.

In effetti, lo sviluppo del microbiota originario avviene tramite il contatto con l'ambiente in cui l'organismo nasce e vive nel primo periodo di vita.

Al momento della nascita, il neonato, attraversando il canale vaginale, entra in contatto con i batteri lì presenti e con quelli che si trovano attorno all'orifizio anale, alla pelle del seno della madre e con i batteri che vivono nell'ambiente del parto.

La trasmissione del microbiota avviene con modalità diverse a seconda della specie. Per esempio, uccelli e rettili depongono le uova, non vi è il passaggio del feto nel canale vaginale, il microbiota colonizza i piccoli perché presente nel nido e sulla superficie delle uova stesse.

Per sintetizzare, noi esseri umani acquisiamo il nostro microbiota alla nascita mediante il contatto diretto con la madre, la famiglia, l'ambiente (tana), l'allattamento lo stile alimentare dei genitori, della famiglia o del gruppo sociale cui apparteniamo.

È bene sottolineare che non tutti i "microbioti" (intesi come organi supplementari o come veri e propri organismi con cui viviamo in simbiosi) sono simili. Esistono infatti:

  1. microbioti originari, che sono quelli con cui ci siamo coevoluti;
  2. microbioti di recente acquisizione, con i quali non ci siamo coevoluti e il cui genoma può non essere in sintonia con le nostre esigenze vitali.

In noi umani vi è stata una separazione da quel processo sofisticato che per milioni di anni ci ha legato al nostro microbiota originario, quello con il quale ci siamo coevoluti. Il cambiamento stesso delle modalità del parto ha creato le premesse per la nascita di un microbiota diverso da quello originario, un microbiota non più in sintonia con le nostre esigenze cellulari, un microbiota i cui interessi vitali non coincidono più con i nostri.

Ricordiamo inoltre che quando parliamo di microbiota, parliamo anche di microbioma, ovvero della componente genetica del microbiota stesso. Con la trasmissione trasversale indiretta da contatto, selezionando il microbiota, ne selezioniamo anche il relativo genoma; tuttavia solo il microbioma originario aumenterà in maniera esponenziale la nostra capacità d'interagire con l'ambiente nella forma migliore per favorire la vita e la sopravvivenza.

L'Intestino Intelligente

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Giuseppe Cocca è Medico Chirurgo, diplomato in Omeopatia e Agopuntura, esponente della Natural Hygiene, organizza dal 1990 seminari e gruppi di disintossicazione utilizzando il crudismo, il semidigiuno o il digiuno terapeutico, il tutto associato a tecniche di PNL e Psicologia Energetica....
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vanessa illuminato
Acquisto verificato

Recensoione eccellente

Quanto scritto in questa recensione ,mi ha aperto un mondo.Sono tentata a comprare il libro per saperne di più.

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