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Un genio non compreso - Estratto da "Le Piastre di Tesla e di Kolzov"

di Daniele F. Cavallo, Arcangelo Miranda 4 mesi fa


Un genio non compreso - Estratto da "Le Piastre di Tesla e di Kolzov"

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Specialmente in passato, quando la scienza non aveva le risposte disponibili che abbiamo oggi, le scoperte nascevano da una intuizione. Inizialmente si cercava di spiegarle scientificamente, magari con bizzarre teorie che poi, col passare del tempo, venivano via via affinate fino ad arrivare alla spiegazione corretta, magari anni dopo.

La pila di Volta è uno esempio perfetto di tale fenomeno: allora dell'elettricità si sapeva poco o niente e solo negli anni successivi si capì come davvero funzionava; nel frattempo le spiegazioni spaziavano dal tecnicismo all'intervento divino.

Un aspetto poco conosciuto relativo alla mente umana è che essa soffre della seguente peculiarità: in assenza di dati la spiegazione di un fenomeno viene inventata.

Mentre nella terza parte di questo libro può essere abbastanza semplice sia spiegare che comprendere il funzionamento delle Piastre di Kolzov, molto più difficile è arrivare ad una conclusione scientifica sul funzionamento delle Piastre di Tesla.

Infatti se fondamentalmente è vero il fatto che, in assenza di dati, la spiegazione cerchiamo di inventarcela, la cosa si fa più complicata quando, prima ancora, c'è il problema che la terminologia che usava Tesla appare oggi come impropria e quasi assurda in quanto ai suoi tempi (Tesla: 1856-1943) egli era così avanti che ancora la scienza non contemplava, e forse non contempla ancora oggi, parti della sua ricerca e studi.

Ad esempio Tesla utilizzava il termine etere che a volte anche noi usiamo nel linguaggio comune, ma che non è contemplato dalla scienza; infatti esso è un concetto che proviene dagli antichi quale la parte più alta, pura e luminosa dello spazio, oltre il limite dell'atmosfera terrestre che, verso la fine dell'800, cominciò ad assumere una collocazione scientifica quando venne battezzato come Etere cosmico, sostanza ipotetica, estremamente rarefatta e imponderabile, presente in ogni parte dell'universo.

È chiaro che anche verso gli inizi del '900 questo mix di informazioni era tale che oggi farebbe ridere i polli. Lo stesso Tesla dichiarava che tutto viene da una sostanza primaria detta etere luminifero.

Ed è anche un dato di fatto che, mentre era normale che ogni scienziato facesse evolvere il libro della fisica sviluppando e collegandosi alle scoperte precedenti e sottoponendosi al giudizio collegiale dei colleghi per ottenere un consenso, Tesla operava in modo assolutamente differente: andava avanti a intuizioni e, quando si procede in questo modo, non c'è neanche il tempo di elaborare delle spiegazioni se la scienza non è ancora pronta a riceverle.

Prima di costruire castelli in aria, magari raffinatissimi dal punto di vista della formalizzazione matematica, Tesla desiderava esplorare la realtà spingendo ai massimi livelli le sue sperimentazioni; compiva infatti un test dopo l'altro per vedere come effettivamente la natura rispondeva alle sue stimolazioni e prendeva nota di tutti i risultati (e non solo di quelli che gli facevano comodo per comprovare le sue teorie).

Questo metodo, completamente sperimentale (ricordiamoci che Tesla era un ingegnere e non un fisico, la sua natura era fattiva e non teorica), lo portava a sondare la natura in profondità registrando minuziosamente le fenomenologie riscontrate, incluse le anomalie che le accompagnavano.

Mentre alcuni suoi colleghi ignoravano deliberatamente le anomalie e cercavano di farle sparire dai loro calcoli, Tesla ne prendeva nota e cercava di elaborare su di esse delle nuove congetture. E il consenso a cui ambivano gli altri colleghi mirava esclusivamente a perpetuare il sapere del tempo: la teoria della relatività di Einstein, per quanto in sé nuovissima, doveva in qualche modo agganciarsi alla precedente meccanica classica per stabilirne un logico continuum evolutivo.

Sull'esistenza dell'etere, pertanto, nacquero diatribe scientifiche già con l'esperimento di Michelson-Morley del 1887 che aveva portato al risultato che l'etere non esisteva, ma solo perché esso si basava su presupposti che con l'eventuale presenza dell'etere nulla avevano a che fare: era come dire che a seguito del fatto che l'acqua è fredda il latte è scaduto solo perché quest'ultimo contiene una parte di acqua. Invece le conclusioni dei due scienziati sono la conferma di quella peculiarità mentale a cui accennavamo prima ossia che in mancanza di dati, la risposta viene inventata.

Fino al XIX secolo si riteneva che tutti i fenomeni fisici erano solo il risultato di interazioni tra particelle e forze che avvenivano nel campo da gioco dello spazio e del tempo; verso la fine dell'800 si inserì il concetto di etere quale sostanza elastica idonea alla propagazione delle radiazioni elettromagnetiche; e quando nel 1887 i due scienziati si proposero di verificare l'esistenza dell'etere, lo fecero tenendo conto dello stato dell'arte della scienza di quel periodo ossia che, se l'etere davvero fosse esistito, doveva essere perturbato dal movimento dei corpi immersi in esso.

Tale assunto li portò a fare il seguente esperimento: sparare un raggio di luce sulla linea del movimento della Terra verso un un obiettivo posto alla stessa distanza e vedere il tempo impiegato per colmare la distanza.

Se l'etere fosse esistito il raggio di luce, lanciato in direzione del movimento della terra, avrebbe dovuto subire un lieve ritardo a causa del suo flusso, proprio come un nuotatore fa maggior fatica nuotando contro corrente.

Si sarebbe trattato di una piccola differenza in quanto, fatta la velocità della luce esattamente di 300.000 km al secondo e la velocità della terra nella sua orbita attorno al sole di circa 32 km al secondo, un raggio di luce lanciato contro il flusso dell'etere avrebbe dovuto viaggiare alla velocità di 299.968 km al secondo, mentre un raggio di luce diretto con il flusso di etere avrebbe dovuto lanciarsi alla velocità di 300.032 km al secondo.

Pensare a priori che l'etere dovesse essere perturbato dal movimento dei corpi in esso immerso era sì in linea con la conoscenza del tempo, ma magari improprio rispetto ad un fenomeno di cui non si conosceva ancora nulla.

Sta di fatto che l'esperimento dimostrò solo l'indipendenza della velocità della luce dalla direzione di propagazione; peraltro il risultato, interpretato come prova dell'inesistenza dell'etere, fu utile a Einstein perché ebbe l'intuizione che il moto della Terra non aveva alcun effetto sulla velocità della luce.

Tale intuizione gli aprì le porte alle varie fasi della Teoria della relatività e lo portò a postulare nuovamente il concetto (in realtà tre concetti) di etere, come si rileva dalla sua famosa conferenza di Leida (Olanda) del 1920 in cui, tra l'altro, affermò: Secondo la teoria della relatività generale uno spazio senza etere è inconcepibile; in esso infatti non solo sarebbe impossibile la propagazione della luce, ma neanche vi sarebbe alcuna possibilità di esistenza per misuratori e orologi e dunque verrebbe a mancare ogni distanza spazio-temporale nel senso della fisica.

Ho fatto tutto questo excursus per dire che, indipendentemente dai termini, Tesla aveva capito e realizzato qualcosa, ma che se ci mettiamo a discutere su terminologia usata, datata 150 anni fa, non andiamo da nessuna parte; ad esempio ciò che noi oggi chiamiamo energia vitale o prana lui la chiamava energia cosmica, termine che noi oggi utilizziamo per i Raggi X e i Raggi Gamma provenienti dal cosmo.

Anche per questo motivo le parole di Tesla non possono essere prese alla lettera, proprio e anche in virtù dei salti intuitivi che continuamente faceva. Sparare su un individuo e le sue ricerche cavillando sulla veridicità della parola etere per smontarne la credibilità o per insinuare dubbi non aiuta la comprensione delle sue intuizioni.

D'altronde Nikola Tesla non può essere definito un truffatore o uno scappato di casa, neanche lontanamente: i suoi brevetti ufficialmente riconosciuti sono 272 sparsi in 25 paesi, oltre alle scoperte che egli fece in collaborazione con i militari che non fu possibile brevettare (arriviamo forse a 700 progetti).

Anche oggi, se tu volessi registrare il brevetto del teletrasporto, non sarebbe possibile in quanto gli uffici brevetti, per invenzioni rilevanti per la sicurezza nazionale, sono obbligati a riferirne all'esercito e, credo di ricordare per quanto riguarda i paese appartenenti al Patto Atlantico, anche alla NATO.

Tesla ha inventato la corrente alternata, il sistema di energia elettrica su cui si basa il mondo al posto dell'errata applicazione che Thomas Edison faceva della corrente continua; ha inventato il motore di potenza a corrente alternata, le lampade al neon, l'elicottero, la radio e il perossido di magnesio come sostanza per la pulizia dell'intestino.

Quindi Tesla scopriva delle cose e le chiamava con i termini che erano allora disponibili, solo per dare agli altri un'idea di cosa volesse dire, vista la mancanza di ricerca accademica su quelle cose.

Ancora oggi la scienza non è riuscita a misurare l'energia vitale, seppure è ovvio che tra un corpo vivo ed un corpo morto c'è una differenza energetica: quell'energia che ci tiene in vita è chiamata Prana e non è misurabile con le apparecchiature scientifiche perché è un tipo di energia approssimabile ad una delle quattro forze fondamentali (elettromagnetismo, gravità, forza nucleare forte e forza nucleare debole) ossia alla forza nucleare debole.

Anch'io voglio lanciarmi in un'opinione pindarica affermando che la forza nucleare debole, quella che rende un sistema vitale VIVO, si degrada nella misura in cui una delle quattro va fuori equilibrio e ne prende il posto a livello energetico. Infatti quello che nel settore bioenergetico viene descritto come corpo-eterico è proprio l'alveo in cui si raccolgono le forme-pensiero, blocchi energetici di traumi ascrivibili proprio all'ambito dell'elettromagnetismo; infatti più sono le forme-pensiero, minore è l'afflusso di energia vitale.

Conseguentemente tutte le pratiche bionergetiche tendono alla pulizia del campo-eterico al fine di ripristinare il flusso di energia vitale ma, come spesso dico, anche se queste cose non possono ancora essere classificate come scientifiche, comunque funzionano.

Allo stesso modo, più avanti passerò (tenterò) a spiegare come funzionano le Piastre di Tesla, ma non per il fatto che io sia convinto di queste spiegazioni scientifiche (delle quali sono davvero convinto), ma perché ho fatto qualcosa di estremamente semplice: ho dato una Piastra di Tesla da indossare a persone con fastidiosi problemi di salute che vivono in campagna dove nessuno sa cosa sia la bioenergia, né di cosa mi interesso, ma dove si consumano abbondanti quantità di affettati, bistecche alla fiorentina, formaggi, vino e dolci; ebbene, in tutti i casi la Piastra ha risolto il problema in poche ore (almeno la fase acuta) portando grande sollievo alla persona. Idem per gli animali: non riesco proprio a suggestionarli e si riprendono troppo velocemente dai malanni.

Posso certamente chiedere scusa se il mio tentativo di spiegare il funzionamento delle Piastre potrebbe scostarsi dalla realtà scientifica di oggi o di domani, magari ci faremo una errata corrige, ma tutti i miei errori non invalidano in nessun modo il funzionamento delle Piastre di Tesla che, a dispetto di come ne spiegherò il funzionamento, continueranno indefesse a funzionare.

Infine una cosa da tenere presente è che, al pari di qualsiasi farmaco, una percentuale seppur bassa della popolazione potrebbe non rispondere agli effetti di questo genere di dispositivo.

Ed ora un inciso: il concetto di energia, non so per quale motivo, è entrato nel campo della spiritualità come il veganesimo e gli alieni, ma l'energia è un prodotto dello spirito, non è lo spirito; lo spirito è il creatore delle cose che non possiede massa, energia, lunghezza d'onda, posizione nello spazio e non è soggetto al tempo, ma crea e usa queste cose per effettuare una manifestazione.

Ma è meglio che lasciamo questo ambito se no di cose da criticare ne avrei parecchie, specie per il fatto che l'argomento energia è andato a finire in mano a pseudomaestri spirituali gonfi d'ego che procurano danni alle persone o a persone molto spirituali che hanno diffamato a mezzo stampa le Piastre di Tesla distribuite da Gruppo Indivisibile, cioè l'azienda proprietaria della IO SONO edizioni che pubblica questo libro.

Le Piastre di Tesla e di Kolzov

Due moderni rimedi di bioenergia

Arcangelo Miranda, Daniele F. Cavallo

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Daniele F. Cavallo

Daniele E. Cavallo è un autentico ricercatore della vera natura della realtà e dell'essenza più profonda dell'uomo: la conoscenza acquisita nel corso degli anni gli ha fatto intuire che esiste un filo rosso che collega ogni ambito della vita umana, sconosciuto a chi naviga sulla superficie, ma...
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Arcangelo Miranda

Nato nel 1964, Arcangelo Miranda ha sviluppato i suoi interessi per oltre venti anni nel settore dell’alta tecnologia; in possesso di più titoli di studio in campi diversi tra loro e di profonde conoscenze nel settore scientifico, unitamente alla necessità di esprimere il suo sentire ed alla...
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