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Un fedele compagno di viaggio - Estratto da "Mi Presento, Sono il Cane"

di Pierluigi Raffo 6 mesi fa


Un fedele compagno di viaggio - Estratto da "Mi Presento, Sono il Cane"

Leggi il primo capitolo del libro di Pierluigi Raffo e ascolta la storia del migliore amico dell'uomo raccontata da lui stesso attraverso gesti e comportamenti

Lo scopo che questo libro si propone, da cui la scelta del titolo, non è tanto quello di dare una spiegazione definitiva e completa su chi è il cane, cosa peraltro impossibile dato il nostro attuale livello di conoscenza etologica di questa specie e data la complessità e la difficoltà di arrivare a una conoscenza esaustiva quando si tratta di descrivere le caratteristiche di una specie vivente (qualunque essa sia).

Piuttosto, si sarà raggiunto un ragguardevole traguardo se si riuscirà a fare in modo che, incentivando la nostra conoscenza e la nostra curiosità su noi stessi oltreché su questa specie, sia proprio il cane, attraverso la propria storia, i propri comportamenti e i propri segnali comunicativi, a spiegarci chi è, come e perché ci ha affiancato e ci affianca da oramai numerosi millenni e, soprattutto, come potrà continuare a farlo per un altrettanto lungo periodo.

Soprattutto, come questo potrà essere possibile seguendo delle coordinate di benessere, di rispetto reciproco e di serena convivenza.

Indice dei contenuti:

Mi presento, sono il cane

Tuttavia un simile ambizioso traguardo non sarà mai raggiungibile se non saremo in grado, prima di tutto, di scardinare tanto i semplici stereotipi che sono legati alla cultura popolare quanto i numerosi pregiudizi che hanno caratterizzato e che ancora caratterizzano il nostro modo di considerare questa specie.

Tali semplificazioni conducono troppo spesso a tramandare una visione semplicistica del cane, a volte basata su schemi performativi che portano a considerare questa specie (e la varietà delle sue razze) come una pura creazione dell'essere umano, adatta solo per svolgere attività utili alla nostra specie, altre volte a basare la convivenza e la gestione delle dinamiche di relazione su un approccio antropomorfico, che attribuisce ai cani modelli comportamentali tipici dell'essere umano e spesso alieni da quelle che sono le sue reali caratteristiche.

Non si può negare che per migliaia di anni la convivenza sia avvenuta senza il corretto supporto di strumenti interpretativi per valutare, conoscere e capire il cane in quanto soggetto pensante e in relazione.

Il cane in una società che cambia

Per migliaia di anni il cane (così come anche tutte le altre specie che abbiamo addomesticato) è stato visto prevalentemente come uno "strumento" utile ad appagare dei bisogni dell'uomo: dalla caccia alla guardia, fino alla custodia e alla conduzione delle greggi; questo ha purtroppo abituato la nostra specie, quella di esseri umani, a "utilizzare" il cane in base alle nostre necessità.

Oggi che viviamo in una società altamente urbanizzata e antropocentrica (accentrata tutta sui bisogni dell'essere umano), ci troviamo, ahimè, ad affrontare nuove problematiche legate non solo alla mutazione degli ambienti di vita e di inserimento dei cani, ma anche al cambiamento delle nostre esigenze e dei nostri ritmi quotidiani.

Le stesse strutture familiari hanno subito dei notevoli cambiamenti e questo ci ha messo davanti nuove problematiche culturali e relazionali, questioni che vedono coinvolti a pieno titolo anche i nostri amici a quattro zampe.

Se prima ci sembrava sufficiente conoscere e governare il cane con semplici strumenti gestionali o attraverso una selezione delle nascite basata sulle sue naturali capacità di svolgere attività a noi utili, oggi ci rendiamo conto che molti degli strumenti precedentemente utilizzati non soddisfano più i nostri bisogni e, per fortuna, nel rivalutare l'uso di tali strumenti abbiamo spostato i nostri orizzonti conoscitivi verso una maggiore attenzione al benessere animale e ai bisogni del cane.

In una società prevalentemente rurale e agricola, come quella diffusa in epoca preindustriale, si potevano trattare con più superficialità gli aspetti gestionali legati alla conoscenza etologica e al benessere, perché gli ambienti e gli stili di vita della nostra specie permettevano ai cani maggiori autonomie sociali, maggiori relazioni con conspecifici e non, maggiore libertà di emettere dei comportamenti perfettamente adattativi e in linea con Istogramma specie-specifico.

Questo, in una società urbana e antropocentrica caratterizzata da stili di vita e dinamiche che prescindono dalla presenza animale e anzi nella maggior parte dei casi la escludono, non sembra più possibile. A oggi non riusciamo più ad accettare e tante volte neanche a comprendere quelli che sono comportamenti assolutamente normali dei nostri cani.

Alla base di problematiche gestionali e di relazione stanno alcuni processi di mutazione che hanno caratterizzato la nostra società in particolar modo a partire dal secondo dopoguerra, ma che hanno le loro origini in epoche precedenti. È infatti già a partire dal Rinascimento, con le nuove teorie scientifiche che stanno alla base delle numerose innovazioni tecniche e tecnologiche dei secoli successivi e, più in generale, delle grandi scoperte della scienza contemporanea, che è iniziato un processo di affrancamento dalla dipendenza dell'uomo da altre specie animali, dipendenza che ha caratterizzato la nostra specie fin dalle più lontane epoche.

È stato in quel periodo che hanno avuto origine per la prima volta, in autori quali Cartesio, Bacone e altri, teorie di dominio dell'uomo sulle altre specie animali e sulla terra in generale o teorie suH"'animale macchina", che hanno successivamente caratterizzato in maniera pervasiva il nostro rapporto con l'alterità animale.

Non si può infatti negare come l'innesto di tali nuove concezioni del mondo e della natura con la cultura cristiana dominante in quell'epoca (cultura che affermava la netta distinzione tra l'uomo, dotato da Dio di un'anima immortale, e le altre specie viventi, create per soddisfare i nostri bisogni) abbia successivamente definito e caratterizzato tutto il nostro modo di approcciarci alla natura e allo sfruttamento delle sue risorse.

Due processi in particolare hanno caratterizzato lo sviluppo della nostra attuale società e hanno definito il nostro progressivo allontanamento dalle altre specie animali: quello di "urbanizzazione" del territorio e quello di "inurbamento" delle popolazioni.

Per urbanizzazione si intende quel processo attraverso cui, dalla concentrazione urbana si transita alla diffusione dell'insediamento e delle funzioni urbane sul territorio, con la formazione di una rete di città gerarchicamente ordinata e tale da distribuire capillarmente i servizi.

Per inurbamento si intende invece il movimento di afflusso degli abitanti della campagna verso la città, soprattutto come fatto economico e sociale, connesso con l'urbanesimo."

Il naturale risultato di questi processi, avvenuti secondo una direttrice antropocentrica, è stato quello di un progressivo allontanamento della presenza animale dai contesti di vita umani, con un decadimento della frequentazione con le altre specie che da sempre hanno condiviso con l'uomo luoghi e ambienti di vita.

Conseguenze di questo lungo processo di cambiamento sono state la modificazione del territorio a scapito delle altre specie animali, le quali hanno visto diminuire sensibilmente il loro ambiente di vita naturale e dunque la possibilità di soddisfare i bisogni etologici (con conseguenze anche pesanti sul loro benessere), e il nostro rapporto quotidiano di frequentazione con esseri diversi da noi (e dunque la nostra capacità di soddisfare i loro bisogni e la nostra comprensione dei loro comportamenti).

Le altre specie animali hanno assunto vieppiù un ruolo subalterno alla nostra società, sempre più considerate o come un problema da allontanare o come risorse da gestire in maniera completamente strumentale e solo in base alla loro possibilità di soddisfare un qualche nostro bisogno o tornaconto.

Tornando dunque al rapporto con i cani possiamo facilmente renderci conto di come tutte queste dinamiche possano aver pesantemente influito sulla nostra convivenza.

Ambienti di vita completamente modificati e alieni a quella che è stata la naturale evoluzione di questa specie (e anche alla selezione delle razze che è stata fatta nei secoli dall'uomo), ritmi di vita completamente modificati e tarati su una società in cui la presenza animale ha un ruolo del tutto marginale, mancanza di conoscenza delle caratteristiche etologiche di specie, approccio all'interazione incentrato prevalentemente sulla gestione e sul controllo influenzano pesantemente non solo la nostra relazione con questa specie, ma anche le sue possibilità di appagare i propri bisogni e di raggiungere una condizione di benessere.

In particolar modo, la mancanza di conoscenza conduce al non comprendere bensì all'interpretare e porta ahimè all'insorgenza di numerose problematiche relazionali legate a contraddizioni comunicative. Inoltre l'abitudine a gestire l'altro porta ad aumentare gli stati di disagio del cane, che non riesce più a vivere serenamente non solo la relazione con l'uomo e il suo ambiente di vita, ma nemmeno la relazione con altri cani, gatti, cavalli, pecore e qualsiasi altro animale.

Infatti salta subito all'occhio l'assurdità di quanto si vede quotidianamente in città: cani che tirano al guinzaglio, cani iper-reattivi a tutti gli stimoli, cani che non vogliono uscire di casa, cani che scappano continuamente dai giardini e, non ultimo per importanza, cani che litigano tra loro senza saper minimamente gestire dinamiche di interazione specie-specifica.

Gli errori dell'uomo

Ma com'è possibile che il cane sia un animale così competitivo, litigioso e, in generale, problematico da gestire?

Dando un occhio a quanto succede in natura, subito comprendiamo che se i cani che vivono allo stato selvatico o semi-selvatico o se il lupo, che è il loro "cugino" più prossimo, si fossero comportati così come vediamo comportarsi i nostri animali di casa, in assenza di veterinari sul territorio sicuramente non sarebbero sopravvissuti sino a oggi!

Non si dà forse il caso che tutti i conflitti che vediamo fra i nostri amici a quattro zampe siano espressione di incauta gestione, interferenza dell'uomo nella comunicazione cane-cane, errori dovuti alla "selezione delle razze scelta dall'uomo", scelte sbagliate di gestione da parte dell'essere umano nell'accompagnare nelle esperienze evolutive il proprio cucciolo o il proprio cane adulto?

Se fossimo una specie più umile, probabilmente non avremmo bisogno di doverci formare e informare, perché saremmo più attenti a tanti cambiamenti che ci circondano e al fatto che molti di questi vedono coinvolti a pieno titolo anche i nostri amici a quattro zampe.

Per capire quali sono i nostri errori basterebbe iniziare a voler realmente vedere l'altro, "il cane", come un soggetto in relazione che ha bisogno di essere capito.

Ma per capirlo dobbiamo avere dei giusti strumenti conoscitivi, come sapere chi è, qual è stato il suo percorso evolutivo, qual è il suo eto-gramma, quali sono i suoi bisogni e poi capire e conoscere la sua biografia, intendendo il suo reale vissuto, non solo come esperienze di socializzazione e conoscenza ma anche come contesto ambientale di vita.

Ecco perché, per dare un vero valore alla relazione uomo-cane, si deve partire dalla storia comparata del cane e dell'uomo, ossia dal processo di domesticazione. Questo ci permetterà di avere un'idea più chiara sulla presenza del cane e sul motivo che ci ha spinti a condividere la nostra vita con questa splendida specie animale.

 

Tratto dal libro:

Mi Presento, Sono il Cane

Manuale pratico per comunicare, conoscersi, capirsi, amarsi

Pierluigi Raffo

Mi presento sono il cane nasce dall’ esigenza di dare informazioni oggettive per intraprendere un percorso di vita con un cane, sia esso di razza o meticcio, cucciolo o adulto. Imparando a capire e a comunicare con il cane, sarà dunque possibile instaurare, attraverso dinamiche di reciproco rispetto, una corretta relazione e una serena convivenza.

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Pierluigi Raffo è Laureato a Pisa in Tecniche di Allevamento del Cane di Razza ed Educazione Cinofila. Detiene due master e due corsi di perfezionamento in educazione e relazione uomo-animale. Con l’Associazione Arcadia Onlus inizia un percorso che porterà al raggiungimento...
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