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Un'antica disciplina psicologica - Estratto da "Enneagramma e Chakra"

di Maurizio Cusani, Roberta Mori 4 mesi fa


Un'antica disciplina psicologica - Estratto da "Enneagramma e Chakra"

Leggi in anteprima le prime pagine del libro di Maurizio Cusani e Roberta Mori e scopri come riequilibrare i chakra attraverso questa disciplina

La parola enneagramma deriva dal greco "ennea", nove, e "gramma", punto; è un diagramma circolare all'interno del quale è inscritto un triangolo equilatero e dove si incrociano diverse linee rette.

Indice dei contenuti:

Che cos'è l'Enneagramma

L'enneagramma è una disciplina psicologica antichissima che prevede la possibilità di individuare 9 tipologie umane, dette Basi, ognuna delle quali presenta particolari punti sia di forza sia di debolezza. Queste Basi sono rappresentate da 9 punti disposti sulla circonferenza dell'enneagramma e alla stessa distanza uno dall'altro.

Ognuna delle Basi umane, dette anche tipi, è dotata strutturalmente di certe potenzialità naturali che poi, a seconda del libero arbitrio, le opportunità della vita o il destino si potranno rendere manifeste. Non è importante appartenere a una determinata Base piuttosto che a un'altra, ciò che conta è esprimere al meglio la propria Base.

Inoltre, ogni Base subisce l'influenza delle due Basi adiacenti, chiamate Ali, quella alla sua destra e quella alla sua sinistra (per esempio la Base 5 ha come Ali le Basi 4 e 6), e delle Basi con cui è in relazione mediante connessioni chiamate Frecce (per esempio, la base 5 ha connessioni Frecce con le Basi 7 e 8).

Il dialogo dinamico che si viene a creare fra ogni gruppo di 5 Basi, cioè quella di riferimento, le sue due connessioni Ali e le sue due connessioni Frecce, costituisce una "configurazione" che fa dell'essere umano un individuo unico, in perpetuo movimento.

Ogni individuo infatti assume proprie caratteristiche dei diversi percorsi (connessioni ali e connessioni frecce) a seconda delle esperienze della sua vita, delle sue crisi, delle sue motivazioni, delle sue energie e dei suoi successi; tuttavia è sempre possibile individuare la sua fonte o Base tipologica che, inevitabilmente, lo condiziona in tutti i suoi comportamenti. Mentre la configurazione è in continuo movimento, la Base dell'individuo rimane sempre la stessa per tutta la vita.

La genesi della propria Base affonda le radici nelle componenti ereditarie della vita intrauterina e nei primissimi 2-3 anni (età edipica) di vita vissuti in seno alla famiglia, comunque al massimo entro i 5-6 anni. La nostra Base è una scelta inevitabile, dettata dalle circostanze fortuite che da bambini ci siamo trovati a vivere. Non abbiamo dunque nessuna responsabilità sul fatto di essere una Base piuttosto che un'altra.

Ogni Base ha inoltre un "talento", il suo punto di forza, ciò in cui riesce meglio, un "vizio capitale", che rappresenta quella componente negativa, spesso inconsapevole, della persona in oggetto, e una "tana del lupo", ovvero un luogo, una condizione o una situazione che va evitata assolutamente.

I tre centri

Nell'ambito dell'enneagramma è possibile individuare tre centri particolari: quello dell'istinto (o azione), dell'emozione (o sentimento) e del pensiero (testa).

Ciò significa che ogni Base reagisce agli stimoli, esterni o interni che siano, privilegiando il pensiero, l'emozione oppure l'istinto.

Reagire con il pensiero significa dare più importanza a ciò che si pensa. Reagire con il sentimento significa privilegiare ciò che si sente. Reagire con l'istinto significa concentrarsi su ciò che si fa.

Alla triade dell'istinto appartengono le Basi 8, 9, e 1: l'8 propende al fare in eccesso, l'I in difetto, cioè operando un ipercontrollo sull'azione, il 9 blocca l'azione.

Alla triade dell'emozione appartengono le Basi 2, 3 e 4. Il 2 presta eccessiva attenzione al sentire degli altri, il 4 al proprio. Il 3 invece blocca tutto ciò che è sentimento.

Alla triade del pensiero appartengono le basi 5, 6 e 7. Il 5 pensa troppo e fa poco, il 7 pensa troppo poco e fa troppo, il 6 blocca il pensiero.

Quindi, il triangolo costituito dalle Basi 3-6-9 rappresenta le tre Basi bloccanti rispettivamente dell'emozione, del pensiero e dell'istinto, mentre l'esagramma irregolare costituito dalle Basi 1-2-4-5-7-8 evidenzia modi anomali nell'uso di queste tre componenti.

Le origini dell'enneagramma

Le origini dell'enneagramma sono molto antiche. Richiami a questa tecnica sono rintracciabili nello zodiaco dei sumeri, nei testi sacri degli antichi indù, i Veda, nella Magna Grecia, negli studi degli allievi di Pitagora, che a loro volta avevano avuto maestri egizi e babilonesi.

Anche negli scritti di Aristotele si ritrovano elementi riferiti all'enneagramma, come i talenti e i vizi. Inoltre, Platone già scriveva dell'importanza di poter resistere alle passioni, sia positive che negative, con lo stesso animo e con lo stesso equilibrio, per garantire la salute di ogni cittadino.

Più avanti, Evagrio Pontico, uno dei principali interpreti dell'etica dei primi secoli del Cristianesimo, in alcuni suoi scritti assocerà i vizi capitali agli atteggiamenti occorrenti per sconfiggerli, citando vizi corrispondenti sostanzialmente ad almeno otto dei nove descritti nell'enneagramma moderno.

Il primo sufi che delineò nel XIII secolo un percorso psicologico chiaro, fondato su nove punti finalizzati alla costruzione dell'equilibrio e della salute della persona fu Nasir al-din Tusi, scienziato e filosofo persiano, che fondendo l'insegnamento platonico delle virtù con quello aristotelico, elaborò un sistema in cui i disordini psicofisici erano generati da nove squilibri quantitativi e qualitativi.

Poco tempo dopo, il grande sufi Al Ghazali, sulla scia della tradizione islamica, creò una struttura curativa in ambito spirituale, ricorrendo agli strumenti dell'enneagramma. In Occidente, i primi segni del sacro ennagono li troviamo in terra cattolica tramite il maiorchino Raimondo Rullo, ma questo filone si estinse poco dopo il XVIII secolo, con qualche seguito, ormai spurio, tra i martinisti francesi.

Bisogna aspettare l'avvento di un grande genio, il filosofo e mistico armeno, Georges Ivanovic Gurdjieff (1877-1949), per ritrovare l'enneagramma in Occidente, più precisamente nella Parigi degli anni '20. Egli riprende l'interesse di un pubblico colto nei confronti dell'enneagramma.

Ancora rimane oscuro come e dove Gurdjieff, abbia appreso la tecnica dell'enneagramma. Quello che si sa proviene dagli scritti del suo allievo e poi rivale Ouspensky (che morì prima del suo maestro), dai cui scritti si deduce che la fonte dell'epoca in materia di enneagramma fossero alcune comunità di sufi Naqsabandi dell'Asia centrale.

Si perdono nuovamente le tracce dell'enneagramma fino a quando lo psicoterapeuta sudamericano Oscar Ichazo, tra il 1969 e il 1970, nel deserto di una località cilena, riunì circa 50 persone a cui confidò il segreto dell'enneagramma che, rivelò, gli era stato trasmesso da una piccola cerchia di saggi (Sarmoung o Sarmuoni) simili, per nome e comportamenti, a quelli che lo avevano affidato a Gurdjieff.

Tra i 50 uditori, che avevano l'obbligo di mantenere il segreto su quanto loro insegnato, era presente il medico e psicoterapeuta Claudio Naranjo, c'erano poi diversi personaggi già impegnati in ambito psicologico nelle università californiane e gesuiti.

Il segreto però non fu mantenuto, infatti già nel 1984 uscì, ufficialmente, il primo libro sull'enneagramma ad opera di alcuni allievi della scuola gesuitica. Da allora non si contano gli autori che lo hanno usato e studiato.

All'interno dello stesso enneagramma, detto "delle personalità", esistono molte scuole diverse, ma tutte si rifanno all'insegnamento di Ichazo.

Il test rivelatore

Il test che segue è utile per individuare la propria base, resta però da precisare che si può ottenere con certezza il riconoscimento della propria tipologia solo attraverso un lavoro sia personale che di gruppo. Il test è diviso in due parti: le 8 frasi e i 9 totem animali.

La prima parte del test si compone di 8 frasi a cui si potrà rispondere con un "Sì" o con un "No". Occorre leggere ad alta voce le 8 frasi con calma, rilassati, lontano da ogni disturbo. Ogni frase va ripetuta 3 - voltando bene il suono delle parole. Nel dare la risposta non bisogna pensare a ciò che ritenete sia il meglio, o a ciò che secondo voi dovrebbe essere, ma dovete semplicemente rispondere seguendo ciò che sinceramente sentite dentro il vostro cuore.

Per esempio, se la frase fosse: "Il mio colore preferito è il blu", non e importante la simbologia del blu o se il blu è il colore che indossate più volentieri, o se ritenete che il blu sia un colore più o meno adatto alla vostra carnagione o al vostro lavoro, rispondete semplicemente se il blu è il vostro colore preferito o no, se ve lo sentite dentro, indipendentemente da qualsiasi considerazione pratica.

Il test funziona ad esclusione: non appena avrete risposto "Sì" a una frase nella quale vi riconoscete completamente, dovrete interrompere il test, anche se in seguito, potrebbero esserci frasi a cui aderite altrettanto completamente. In caso di risposta affermativa, l'adesione alla frase deve essere completa, incondizionata.

Se rispondete "No" a tutte la frasi, resterà sempre la possibilità dell'ultima frase sulla quale ricade la scelta, ma solo per esclusione.

Il test va fatto una sola volta ed è sensibile alla identificazione della vostra base al 70-80%. Comunque, indipendentemente dal risultato, si passa alla seconda fase, quella dei 9 totem animali.

 

Tratto dal libro:

Enneagramma e Chakra

Maurizio Cusani, Roberta Mori

Altrettanto attraverso l’Enneagramma dinamico possiamo conoscere il nostro stato d’animo, i nostri talenti, i nostri vizi e le nostre paure profonde, e come possiamo stare meglio. Ogni tipologia presenta peculiari alterazioni dei propri chakra. Scopo di questo libro è quello di illustrare quali, quanto e come sono alterati rispetto alla propria tipologia e come equilibrarli con diverse metodiche naturopatiche

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Maurizio Cusani medico oculista milanese, ha pubblicato diversi libri di saggistica su psicosomatica, simbologia e enneagramma, materie che insegna presso l'Istituto Riza. Studioso di sufismo, è stato allievo di Laleh Bakthiar e di Gabriele Mandel. 
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Roberta Mori, nata a La Spezia, vive in provincia di Verona. Laureata in Economia e Commercio, è diplomata in naturopatia presso l'Istituto Riza di Milano. Attualmente frequenta la Facoltà di Teologia.
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