Trasforma i blocchi della tua vita in ali per la tua libertà
La Redazione di Macrolibrarsi
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Come smettere di subire le aspettative degli altri, superare la paura del giudizio e riscoprire cosa desideri davvero attraverso le provocazioni di Igor Sibaldi
Sei davvero sicuro di sapere cosa vuoi veramente? È una domanda che può apparire banale, ma che nasconde una verità scomoda: secondo lo scrittore e filologo Igor Sibaldi (qui trovi la sua bio e i suoi libri), la maggior parte di noi non ne ha la minima idea.
Trascorriamo l'esistenza convinti di inseguire i nostri desideri, quando in realtà stiamo solo "cedendo". Cediamo alle pressioni della pubblicità, alle aspettative della famiglia o alla pigrizia di fare ciò che abbiamo sempre fatto.
Succede perché, come lui stesso ha spiegato, in un webinar gratuito organizzato da Macrolibrarsi, e che puoi rivedere qui, in occasione dell'uscita del suo ultimo libro Vuoi? Esercizi per ottenere molto più di quello che ti aspetti, viviamo immersi in continui "sforzi di volontà" che, paradossalmente, ci bloccano invece di liberarci.
In questo panorama di passività mascherata da attivismo, Igor Sibaldi ci invita a fare una scelta coraggiosa: smettere di subire la vita e imparare di nuovo a volere davvero, riscoprendo la libertà come sapere cosa si vuole.
Non stai volendo, stai solo cedendo (la tragedia dell’armadio)
C’è un’enorme differenza tra desiderare qualcosa e accettarla passivamente.
Sibaldi spiega questo concetto con un esempio quotidiano: la tragedia dell'armadio.
Molti si svegliano ogni mattina davanti a un mobile che non hanno mai "voluto", ma che hanno semplicemente accettato perché era funzionale o economico.
Questo atteggiamento (conseguenza dell’aver ceduto) dimezza letteralmente i nostri orizzonti. Quando ci circondiamo di cose che non amiamo, il nostro cervello si difende "spegnendo" la vista: la nostra mente si restringe, perché l'inconscio si rifiuta di guardare ciò che non gli appartiene.
La vera libertà, invece, ha a che fare con l'amore. Non a caso, la parola "libertà" deriva dalla stessa radice linguistica dei termini inglesi e tedeschi per indicare l'amore (love e liebe). Essere liberi significa scoprire cosa ci piace.
Al contrario, la parola "amare" (dal latino) significa originariamente "tenere stretto", possedere. Spesso, quando diciamo "ti amo", stiamo imponendo un controllo: "Da questo momento in poi sei mio". Il vero volere, invece, lascia liberi.
Riassume l'autore che:
«La libertà non è un diritto concesso, è la capacità di volere ciò che ci piace».

L'inganno dello "sforzo di volontà"
Fin dall'infanzia, ci insegnano che lo "sforzo di volontà" è una virtù.
Sibaldi ribalta questa convinzione con una critica sferzante alla scuola tradizionale: spesso il sistema scolastico ci insegna a volere ciò che non vogliamo. Così facendo, però, ci abituiamo a ignorare i nostri impulsi per soddisfare quelli altrui.
Da adulti questo inganno continua con il mito della felicità performativa, dell’autostima forzata e del pensiero positivo a tutti i costi. Da questa frizione nasce il nostro malumore, che viene vissuto dalla società come un difetto da eliminare subito con distrazioni o, peggio, farmaci.
Sibaldi, però, ci invita a guardare le cose sotto un'altra luce:
«Il malumore non è un nemico, ma un messaggero (un "angelo") che bussa alla porta per farci una domanda fondamentale: "Cosa ti manca, esattamente, in questo momento?"».
Quel senso di vuoto o di noia ci dice che la nostra vita attuale è diventata troppo stretta per il nostro potenziale. Il vero "volere" non richiede sforzo o fatica: è un'illuminazione immediata che scatta quando capiamo che ciò che siamo oggi non ci basta più.
Esercizio pratico: interroga il tuo malumore
Quando ti senti di cattivo umore, non cercare di scacciarlo. Siediti e chiediti: “Cosa manca adesso alla mia vita per farmi cambiare stato d’animo?”.
Scrivi le risposte di getto, senza giudicarti. La verità ti aiuterà a trasformare il lamento in un'azione concreta.
Gli "altri" non esistono (il parlamento interiore)
Uno dei blocchi più potenti all'autenticità è la paura del giudizio degli "altri".
Sibaldi smantella questa paura attraverso il concetto del parlamento interiore: nella nostra mente abita «una folla di opinioni abbiamo assorbito da professori, media e genitori. Ogni volta che abbiamo un’intuizione profonda, questo parlamento vota contro e noi la liquidiamo dicendo: "È solo un’impressione"».
Ma Sibaldi va oltre: gli "altri", intesi come massa uniforme, non esistono. È un’invenzione.
Non si possono sommare persone uniche tra loro, così come non si possono sommare una mela e una banana senza privarle della loro identità.
Liberarsi dal giudizio altrui significa smettere di cercare l'approvazione di una massa invisibile e iniziare a riconoscere la nostra unicità.
Esercizio pratico: le 24 ore di solitudine
Prova a passare ventiquattro ore consecutive in isolamento totale, spegnendo il telefono e staccandoti da internet.
Senza le distrazioni dei social, sarai costretto a guardarti dentro e a ritrovare i tuoi desideri più autentici, smettendo di smussare i tuoi angoli per incastrarti nella vita degli altri.

La bellezza che cambia la vita
La bellezza non è un semplice piacere estetico, ma un potente acceleratore dei nostri desideri. Spesso, però, di fronte alla bellezza scappiamo perché ci spaventa la sua intensità.
Sibaldi suggerisce una semplice tecnica per smettere di scappare: fermati davanti a qualcosa di bello (un quadro, un panorama, un volto) per più di dieci secondi.
In quel breve lasso di tempo, avviene un conto alla rovescia psicologico: torni indietro nel tempo, fino a raggiungere uno stato di purezza infantile.
In quel momento, la tua mente si apre a un potenziale infinito e si attiva una specie di "gravidanza interiore" che, nei mesi successivi, darà alla luce nuovi progetti, idee o cambiamenti radicali.
La fortuna è una manopola chiamata "incertezza"
C’è un legame preciso tra la fortuna e la nostra capacità di accettare l’ignoto. All'origine della parola "fortuna", infatti, c'è la radice di "forse".
Immagina la fortuna come una manopola della radio: se cerchi solo certezze assolute, azzeri il volume della fortuna.
Per attirarla, devi alzare il volume dell'incertezza, accettando il "non so". Eravamo campioni in questo da bambini, quando imparare a camminare significava accettare il rischio di cadere.
La fortuna non è un caso, è la disponibilità a lasciare che accada qualcosa che va oltre i nostri piani.
«Vuoi più fortuna? Alza il volume dell'incertezza e permetti all'imponderabile di entrare»
Questo è l’invito che Sibaldi fa al pubblico che sta seguendo il webinar.
Conclusione: il coraggio del tradimento
Il vero volere si attiva solo quando smettiamo di essere "contenti” (una parola che Sibaldi associa all'essere "contenuti", cioè chiusi in una scatola di abitudini).
Desiderare davvero richiede il coraggio di "tradire" le aspettative degli altri e l'immagine che hanno di noi. Solo chi è pronto a questo tradimento può uscire dalla scatola.
Nel simbolo cinese del volere, la mente e il cuore guardano nella stessa direzione. Quando questi due elementi si allineano, smettiamo di subire e iniziamo a creare il nostro futuro.
Fai un piccolo test adesso: prima di riprendere la tua giornata, concediti cinque minuti di silenzio assoluto, senza schermi. Chiediti con onestà: "Cosa mi manca in questo preciso momento per essere davvero me stesso?".
La risposta è il tuo primo passo verso la libertà.
Per approfondire questi concetti, scopri il libro di Igor Sibaldi: