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Strategie quotidiane per un lattante con reflusso

di Katia Bernuzzi 1 anno fa


Strategie quotidiane per un lattante con reflusso

Affronta il reflusso dei neonati con rimedi naturali e semplici!

Partiamo dai fondamentali. La vita è bella. Non è uno slogan né il titolo di un film. Se tale non ci appare bisogna che lo diventi. Bisogna che ci si mostri per ciò che è davvero.

Un bimbo in fasce è lì per confermarci questo. Per riportarci al senso delle cose. Talvolta senza fatica, talvolta con grande fatica.

Vivere è un impegno. Crescere un’altra vita lo è ancora di più.

Anche questo ci può insegnare o costringere a ricordare un lattante con reflusso.

Per non perdere di vista i fondamentali però bisogna essere lucidi. E per esser lucidi serve che quella roba lì che si chiama reflusso non ci rubi tutte le energie.

Quindi il primo consiglio è: facciamoci aiutare. L’altra metà è sempre fuori casa? I nonni sono lontani? Gli zii al lavoro? Non importa. Qualcuno nel nostro palazzo, nel nostro quartiere, davanti, dietro o sopra la nostra casa che può darci supporto c’è. Esiste. Ve lo assicuro.

«Non vorrei disturbare», quindi, è una scusa che userete solo per attaccare discorso. Non la ripeterete a voi stessi come un mantra per non uscire di casa o non far entrare qualcuno - di fidato ovviamente - che vi dia una mano.

Non ho detto che sia facile. Ma spesso è più difficile superare le barriere mentali che trovare aiuto. Intanto che si prende coraggio, però, da qualche parte il piccolo “reflussante” deve stare. E deve starci in verticale.

Primo sussidio: una fascia porta bebè. On line - potete vederli anche con lo smartphone - ci sono video efficacissimi per spiegarvi come si usa. Per comprarla ci vuole un attimo.

Bene, siccome applicare la cosiddetta terapia posturale significa tenere in braccio il vostro piccolo, la fascia è il primo strumento di “sopravvivenza”. E il marsupio? Va bene anche quello se preferite o vi è più comodo. Ma meglio di una fascia dubito. Comunque, terapia posturale sia.

Anche mentre lo allattate. Se lo allattate. Su questo comunità scientifica e non sembrano essere piuttosto concordi. Sì, è vero ci sono i latti anti reflusso, ma se c’è il vostro è meglio. Non in assoluto. Ma quasi.

Anche mentre il piccolo è attaccato al vostro seno tenetelo il più possibile in verticale, comunque rialzato.

Di notte mentre cadete dal sonno potrebbe essere un po’ di difficile ma anche qui ci sono stratagemmi di varia natura. Procurarsi un nido per la nanna - ovvero un cuscinone da massaggio, magari in pula di farro in grado di termoregolarsi - potrebbe essere una soluzione. Lo mettete sul letto o sul divano, gli date la forma che più si addice alla vostra comodità e fate in modo di stare sdraiati entrambi sollevati di almeno trenta gradi. La fatica sarà alzarvi per il ruttino, ma almeno mentre allattate vi riposate.

Il nido potrebbe risultare utile anche per la nanna del vostro piccolo perché, essendo modificabile a piacimento e consentendo di applicare l’inclinazione più adatta al vostro reflussante, si può trasformare in un buon sussidio diurno e notturno. Se invece il materasso della culla inclinato di trenta gradi - come suggeriscono i pediatri - è sufficiente a far dormire al vostro piccolo sonni tranquilli, tanto meglio.

Un buon corso di massaggio, con ostetriche o operatrici del settore, può rappresentare un ulteriore tassello da considerare per il miglioramento della qualità della vostra vita. Che il corso sia fuori casa o a domicilio, poco cambia. Avrete l’imperdibile occasione di imparare a rilassare con le vostre mani la piccola creatura che vi è stata donata.

Sia per le coliche gassose dello stomaco che per quelle della pancia ci sono tecniche collaudate e piuttosto efficaci. Spesso il reflusso è il risultato di bolle d’aria che, se non si esauriscono a livello gastrico poi passano nell’intestino e disturbano il pancino del vostro bebè. Tanto vale, insomma, sapere dove mettere le mani e sapere come metterle.

Queste strategie, unite al consulto di un osteopata pediatrico, sono in grado di migliorare la vostra quotidianità con il nuovo nato.

Nei casi più complessi potrà esservi suggerito dal medico di procedere ad una ecografia addominale o alla somministrazione di farmaci. Fermatevi un attimo e pensateci, documentatevi. L’importante è che sia una scelta consapevole.

E poi non dimenticate che potete avere a che fare con il bambino più impegnativo di questo mondo, ma se voi siete in splendida forma la vostra capacità di resilienza sarà tale da rendervi davvero autonomi. Bisogna solo caricarsi di energia. Come? Ne parleremo molto presto.

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