Macrolibrarsi.it
800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza Clienti — Lun/ven 9:00-18:00

Strategie antinvecchiamento - Parte 3

  2 anni fa



Restare in forma a lungo e superare malattie croniche-degenerative e autoimmuni: con approcci terapeutici innovativi e i consigli della dott.ssa Fiamma Ferraro - L’articolo è tratto da Scienza e Conoscenza Gold 6

Il ruolo del cortisone-cortisolo

Tra i vari ormoni il cortisone/cortisolo (cortisone naturale) presenta alcune singolarità. Mentre infatti quasi tutti gli ormoni diminuiscono con lʼetà, la produzione di cortisolo tende invece ad aumentare con lʼinvecchiamento.

Il cortisolo pur avendo, in quantità normale, importanti funzioni (anti-infiammatorie e altre) è rilasciato dalle ghiandole surrenali in quantità elevata nel sangue in situazioni di stress, anche per preparare lʼorganismo alla reazione di lotta o fuga. Se si guardano le reazioni provocate, mi sembra quasi che si possa arrivare alla conclusione che questo ormone, se presente in eccesso, sia una sorta di retaggio dellʼuomo preistorico del quale abbiamo ancora la costituzione fisica (costituzione che ha bisogno di centinaia di migliaia di anni per evolversi e adattarsi ai cambiamenti delle situazioni di vita e ambientali), mentre nelle attuali moderne circostanze esercita una funzione spesso più dannosa che utile.

Abbiamo detto che il cortisolo viene prodotto in abbondanza in situazioni di stress ma ‒ ed è questa la domanda importante ‒ di quale tipo di stress si tratta?

Per i nostri antenati preistorici lo stress era causato soprattutto dalla percezione di situazioni di pericolo (rumori che denotavano il possibile avvicinarsi di nemici o di animali feroci o simili) in cui sarebbe stato necessario impegnare al massimo la propria forza fisica per lottare o fuggire a gambe levate al fine di salvarsi la vita.

Lo stress dellʼuomo moderno è invece in genere causato da situazioni ben diverse (esame scolastico-universitario, colloquio con il capo per chiedere un aumento o evitare un licenziamento e simili, arrabbiature con vicini o automobilisti ecc.). In queste circostanze avremmo bisogno non certo di prepararci a delle straordinarie prestazioni fisiche ma semmai a delle buone prestazioni intellettuali.

Cosa ci offre invece la nostra costituzione da uomini paleolitici? Non appena percepiamo lʼansia e lo stress lʼorganismo ci mette a disposizione, anche tramite lʼaumento di cortisolo, delle reazioni che sarebbero utili se dovessimo affrontare un leone ma che sono dannose se dobbiamo affrontare un capo/esaminatore, mantenendo la calma e la capacità di ragionare nel migliore dei modi.

E quindi il sangue affluisce verso i muscoli per renderli più forti, è più propenso a coagularsi perché così, se riportiamo una ferita in combattimento, non moriamo subito dissanguati; la respirazione diventa più rapida per consentirci di eliminare tutta lʼanidride carbonica che produrremo durante il movimento (ne parlerò più a fondo nel capitolo dedicato alla respirazione), il metabolismo e il sistema immunitario si bloccano (infatti il cortisone in campo medico è utilizzato in caso di malattie autoimmuni per attenuare le reazioni immunitarie) perché, più che a digerire la bistecca mangiata a pranzo o a combattere il raffreddore che si sta covando, occorre dedicare tutte le energie a combattere o scappare per sopravvivere nei prossimi istanti.

Tutte queste reazioni di stress, salvavita se dovessimo affrontare prestazioni fisiche, sono invece non solo inutili ma controproducenti se la prestazione fisica non si verifica, perché lo stress è provocato da situazioni in cui servono semmai delle prestazioni intellettuali. Se queste reazioni di stress e ansia, con rilascio inopportuno di cortisolo, si ripetono molto spesso (e quando si arriva alla vecchiaia è inevitabile che si siano appunto ripetute tantissime volte) le conseguenze negative sullʼorganismo sono inevitabili.

Sullʼargomento sono stati effettuati molti studi, nei quali si mette in rilievo il ruolo che, a quanto pare, i livelli più elevati del normale di cortisolo svolgono in tutta una serie di malattie: dallʼAIDS alla sclerosi multipla fino allʼAlzheimer (vedi i riferimenti).

Livelli troppo elevati di cortisolo possono, a quanto va emergendo, gettare scompiglio nel sistema immunitario e provocare gravi danni alla salute. Secondo alcuni ricercatori (vedi riferimenti), numerose malattie poco comprese e difficili da contrastare sono collegate con eccessi di cortisolo e per combatterle occorre quindi ridurre questo eccesso.

Secondo questi ricercatori sarebbe bene tenere sotto controllo, con test periodici, i livelli di cortisolo. Lʼora migliore per misurarli è alla mattina appena alzati, a stomaco vuoto.

Che fare allora per evitare lʼeccesso non fisiologico di cortisolo?

Ovviamente la prima considerazione è che sarebbe bene, con varie tecniche di meditazione, rilassamento ecc., intervenire subito, alla radice, moderando e attenuando le reazioni di ansia e stress, e quindi anche la produzione di cortisolo. Uno degli strumenti più importanti a questo fine è quello del controllo della respirazione (di cui parlo a lungo nel mio già citato libro Attacco allʼAsma… e non solo e su cui tornerò nel capitolo dedicato alla respirazione).

Tuttavia, in particolare nelle persone anziane in cui lʼeccesso di cortisolo e i danni da questo causati sono spesso considerevoli, alcuni ricercatori hanno ottenuto dei successi con preparati che intervengono direttamente sul cortisolo, diminuendone la produzione e rallentando lʼinvecchiamento.

Quali sono questi preparati? Intanto vi è da dire che la materia prima dalla quale è prodotto il cortisolo è il colesterolo, e quindi la diminuzione del colesterolo fa in parte spesso diminuire anche il cortisolo. Vi sono inoltre varie sostanze, come lʼormone DHEA (diidroepiandrostenedione), il ketoconazolo, la tianeptina e altre, che provocano questo effetto.

Inoltre, una sostanza che produce una spiccata diminuzione del cortisolo è la procaina HCL.

In passato la compagnia Altachem Pharma negli Stati Uniti aveva condotto sperimentazioni per mettere in commercio per questo scopo (e per la cura dellʼAlzheimer) il preparato Anticort ma dopo le prime due fasi di sperimentazione, che pure avevano dato risultati favorevoli, aveva lasciato perdere, forse perché la procaina HCL è una sostanza non brevettabile, da tempo in uso in una varietà di preparati tra cui il più famoso, anche se ormai considerato come “antico” è il Gerovital, della professoressa romena Ana Aslan.

Il Gerovital

I più anziani forse ricorderanno la sensazione che tanti anni fa aveva suscitato questo preparato, forse il primo a essere lanciato e propagandato come “ringiovanente” (mi dicono i genitori che un tempo cʼerano delle comitive di anziani che si recavano in Romania per le cure con la professoressa Aslan), poi caduto in desuetudine, forse perché si pensava che fossero state trovate terapie più efficaci.

Recentemente tuttavia il Gerovital sta tornando “di moda” e mi sembra che si tratti di un preparato anti-invecchiamento che merita un certo interesse. Vorrei pertanto soffermarmi un poʼsui suoi meccanismi e sui suoi effetti.

Ma vediamo innanzitutto: chi era la dottoressa Aslan?

Ana Aslan, morta all’età di oltre 90 anni portati molto bene, è stata fondatrice e direttrice dellʼIstituto di Stato per la ricerca e per la medicina geriatrica a Bucarest, in Romania, un tempo famoso. Ha dedicato il suo talento di scienziata alla ricerca dei motivi del decadimento delle cellule, del processo comunemente definito “invecchiamento cellulare” arrivando, con parecchie decine di anni di studi e di ricerche, a scoprire il preparato definito “Gerovital H3” (GH3).

La sostanza principale del Gerovital è appunto la procaina, che ha un effetto metabolico, enzimatico e antidistrofico sul processo delle cellule e conseguentemente sulle malattie del sistema nervoso centrale e su quello cardiovascolare.

Le scoperte della Aslan hanno origine dalla scoperta del “cloridrato di procaina” da parte di un biochimico austriaco, il dottor Alfred Einhorn, che nel 1905 sintetizzò e combinò con successo, dando alla combinazione il nome appunto di “procaina”, due sostanze che si trovano naturalmente nel corpo umano: lʼacido para-aminobenzoico (PABA ‒ un tipo di vitamina B), e il dietilaminoetanolo (DEAE).

La procaina si era già dimostrata come un ottimo anestetico locale, in America conosciuto come “novocaina”, usato comunemente negli studi dentistici. A parte il suo impiego come anestetico, la procaina non aveva però sollevato particolare interesse in altri campi finché, nel dopoguerra, la dottoressa Aslan decise di sperimentarla iniettandola nelle giunture di pazienti anziani che soffrivano di dolori artritici. Lʼesperimento ebbe successo, diminuendo i dolori e aumentando la mobilità ma soprattutto, a sorpresa, dimostrò degli effetti inaspettati migliorando sensibilmente sia lo stato fisico che quello mentale dei pazienti.

Ana Aslan organizzò allora un programma per studiare questi “effetti collaterali” della procaina, nella forma da lei stessa elaborata e denominata Gerovital, contenente alcune modifiche dirette a stabilizzarne la molecola, che tendeva a idrolizzarsi rapidamente nel corpo e a essere efficace per un tempo relativamente breve, rendendola assimilabile in quantità maggiori, per prolungare i suoi benefici effetti.

Insieme ai suoi colleghi la dottoressa Aslan aggiunse alla procaina del metabisulfito di potassio e fosfato disodico e ottenne i risultati sperati, mantenendo la sostanza nel corpo per 6/9 ore. Era stato scoperto il GH3!

Gli “effetti collaterali” della nuova formula iniziarono allora a essere conosciuti nel mondo.

Nel 1956 Ana Aslan presentò i risultati delle sue ricerche al Congresso europeo di Gerontologia che si tenne a Karlsruhe, in Germania. Le sue conclusioni incontrarono un diffuso scetticismo, poiché la comunità scientifica internazionale, nonostante le sperimentazioni esposte, era poco propensa a credere che un banale anestetico locale potesse dare un contributo così importante al ringiovanimento cellulare. La dottoressa Ana Aslan, per provare la serietà della sua scoperta si impegnò allora in un programma in doppio cieco su larga scala.

Per due anni furono messe sotto osservazione 15.000 persone di età compresa fra i 38 e i 62 anni in tutta la Romania, con la partecipazione di oltre 400 medici e 154 cliniche. Tra i pazienti che usarono il Gerovital le malattie diminuirono del 40% (misurate in giorni di assenza dal lavoro) spingendo il Governo a sovvenzionare con grandi somme la distribuzione del GH3 fra la popolazione, quale aiuto allʼeconomia lavorativa.

La pressione arteriosa, sia alta che bassa, si normalizzava, migliorava la funzionalità polmonare, aumentava il tono muscolare, aumentava anche il desiderio sessuale, le condizioni artritiche miglioravano, si normalizzavano i livelli di colesterolo ecc. In breve, i tipici effetti dellʼetà che avanza venivano rallentati o fermati nellʼ80% dei partecipanti.

La dottoressa Aslan espose nuovamente, nel 1985, i risultati da lei ottenuti al Congresso europeo “Medizinische Woche” a Baden Baden, e questa volta venne accolta bene.

Nel concludere i lavori della sezione di Gerontologia, il professor Paul Luth osservò:
«Il metodo della dottoressa Aslan costituisce la procedura terapeutica più efficace nel periodo pregeriatrico (dai 45 ai 65) e geriatrico (oltre i 65), nella prevenzione dei problemi e malattie croniche della vecchiaia».

Il testo completo può essere letto su Scienza e Conoscenza Speciale n. 6

Articolo pubblicato per gentile concessione della rivista Scienza e Conoscenza
http://www.scienzaeconoscenza.it/

Clicca qui per andare alla Parte 1 >  Clicca qui per andare alla Parte 2 >

Ti consigliamo...


Scienza e Conoscenza, la scienza che non ti aspetti. Rivista trimestrale illustrata nata nel 2002 dalla volontà dell'allora editore Giorgio Gustavo Rosso (direttore del Gruppo Editoriale Macro) di creare uno strumento di informazione capace di rintracciare le connessioni tra le indagini...
Leggi di più...

Dello stesso editore


Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su Strategie antinvecchiamento - Parte 3

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. - Nimaia e Tecnichemiste