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Sono la nonna di Gioele, un bambino vegano

di Luciana Baroni 1 anno fa


Sono la nonna di Gioele, un bambino vegano

Antonio Monaco intervista Luciana Baroni

La dottoressa Luciana Baroni è un medico nutrizionista che ha messo a punto il Piatto Veg) cioè le linee guida italiane per una corretta alimentazione a base vegetale. Come nonna, ha potuto vederne i benefici per suo nipote.

Quali sono le differenze culturali presenti quando hai educato le tue figlie e ora che sei nonna?

La principale differenza è che quando siamo diventati vegetariani, più o meno 20 anni fa, le mie figlie avevano circa 10 anni e quindi non hanno adottato dalla nascita questo stile alimentare.

Ora le cose sono differenti. Non solo perché in famiglia siamo tutti vegani o quasi-vegani, ma perché le conoscenze in questo campo della nutrizione sono ormai ampiamente fruibili da tutti. Chiunque segua raccomandazioni alimentari corrette può infatti realizzare una dieta vegan equilibrata, cioè in grado di fornire tutti i nutrienti e l'energia necessari. E questo può essere fatto per qualunque fase della vita.

L'importante è non fidarsi di santoni che cavalcano la naturalità per i propri interessi personali, ma fidarsi di chi fornisce consigli avendo in mente come prima cosa la salute, dei vegani e di tutti i vegetariani.

I genitori di Gioele, tuo nipote, erano convinti dall'inizio di farlo crescere vegano? Per questo ti hanno consultata?

Sì, soprattutto la mamma si è mostrata sin dall'inizio della gravidanza molto sensibile all'argomento e attenta alla propria dieta.

Da subito ha avuto un approccio rilassato all'allattamento, che avviene a richiesta ancora oggi che Gioele ha quasi un anno di vita. Ha mostrato una ammirevole abilità nella preparazione dei cibi, delle pappe e poi dei pasti, e francamente se l'è cavata benissimo utilizzando i miei consigli.

Durante la gravidanza, che consigli hai dato alla mamma di Gioele?

Durante la gravidanza sono richieste maggiori assunzioni di tutti i nutrienti, che avvengono senza difficoltà grazie al parallelo incremento del fabbisogno energetico. È importante mangiare molto non solo per sostenere la crescita del feto ma anche per creare quei depositi di energia che saranno successivamente in grado di sostenere anche la produzione di latte.

La mamma ha inoltre seguito tutte le raccomandazioni particolari per la gravidanza, soprattutto in relazione all'assunzione di vitamina D, gli omega-3 e in particolare il DHA, previste anche per la popolazione generale, e quelle sull'assunzione di vitamina B12, previste per tutti i vegetariani.

E durante l'allattamento? Ci sono particolari attenzioni che dovrebbe seguire una mamma vegana, o il suo latte ha già tutti i nutrienti necessari per l'alimentazione del suo piccolo?

Il latte di una mamma vegana che assuma energia a sufficienza a partire da una varietà di cibi vegetali, con l'attenzione nei confronti delle assunzioni di DHA previste per la gravidanza e allattamento (che possono essere ricavati da integratori da fonte algale), e delle assunzioni di vitamina B12, contiene tutti i nutrienti necessari al piccolo.

L'unica eccezione è la vitamina D, che va data al lattante al seno nella quantità di 400 UI al giorno a prescindere dal tipo di dieta.

A che età è stato svezzato Gioele? Quali cibi sono stati introdotti nella sua dieta, e con che gradualità?

Gioele sta velocemente procedendo nello svezzamento, inteso come inserimento di tutti i cibi diversi dal latte materno, che sta ancora mantenendo, a richiesta, nella propria dieta. La sua mamma è stata abile e competente nel creare pappe gustose, che peraltro Gioele ha accettato solo per poche settimane, a base di cereali, legumi, verdura, olio e frutta secca, inseriti in successione ogni 2-3 giorni.

Attualmente Gioele ha quasi un anno e mostra di apprezzare qualunque cibo vegetale gli venga offerto, anche se ha una evidente predilezione per il pane, che sgranocchia in pezzettoni tutte le volte che gli viene dato. Tuttavia gradisce anche pezzi di verdura cotta e cruda e pezzi di frutta, che è in grado di portarsi da solo alla bocca, mentre per cereali, legumi e frutta secca macinata deve ancora essere imboccato.

La vitamina B12 sembra lo spauracchio di ogni vegano: eppure bastano degli integratori vegani per soddisfare il fabbisogno. Quanta ne assume Gioele? Sotto quale forma? E le altre possibili carenze?

Da quando non è più in allattamento esclusivo, Gioele assume vitamina B12 in gocce, da fonte batterica, in dosi di 1 mcg due volte al giorno. Oltre a questa assume il DHA e, come accennato, come tutti i bambini allattati al seno e qualunque sia la dieta della madre, assume vitamina D.

Quando tuo nipote andrà al nido quale alimentazione seguirà? Cosa succederà quando si troverà a relazionarsi con i coetanei, in un ambiente diverso da quello familiare?

Il piccolo non va ancora all'asilo, ma quando questo accadrà verrà sicuramente richiesto un menu vegano.

lo sono convinta, come altri miei colleghi che hanno a cuore la salute di tutti i bambini, che un menu vegano dovrebbe essere offerto a scuola a tutti i bambini. Di fatto, il cibo che si riceve a scuola rappresenta solo una parte di quanto i nostri figli e nipoti mangiano ogni giorno, e dunque da solo non  sarebbe  comunque in grado di influenzare la scelta alimentare finale dei genitori. Ma potrebbe contribuire a ridurre la quantità di cibi animali, con tutti i rischi per la salute che sono connessi e riconosciuti, nella dieta di tutti i bambini.

Insomma, mangiare vegano a scuola svolgerebbe una preziosa funzione di riequilibrio.

Si dice che i nonni tendano a "viziare" i nipotini. Come ti comporti con Gioele? Ti capita di dargli da mangiare, e se sì cosa?

Essere nonna è un'esperienza di una bellezza indescrivibile, ma questo non vuol dire che il nostro piacere debba necessariamente realizzarsi rovinando i piccoli. I bambini hanno bisogno di amore e di contatto fisico: quello che amiamo di più fare è sicuramente giocare assieme.

Gioele ormai è in grado di mangiare qualunque cosa gli venga offerta: quindi se lo desidera può mangiare con noi, ovviamente selezionando i cibi sulla base dell'opportuna consistenza. Altrimenti, se ci fa capire che non vuole mangiare non insistiamo, mangerà più tardi oppure si prenderà una "sbronza" di latte della sua mamma.

Quali sono i suoi cibi preferiti?

Mangia volentieri tutto quanto, adora la pasta, i cereali in chicco e i legumi, ma direi che i suoi preferiti sono i cibi che può portarsi alla bocca in pezzettoni, come pane, frutta e verdura.

Tutti i bambini fanno i capricci sul cibo, vegani e non: cosa fare se il nostro piccolo vuole un dolcetto o una caramella? Cosa è bene tenere sempre a portata di mano in dispensa?

La cosa fondamentale è prendere la cosa per quello che è, cioè niente più di un capriccio, che andrà assecondato o meno a seconda del contesto. Direi che la frutta secca (mele, uvetta ecc.) può essere un'ottima alternativa ai dolcetti.

Per le caramelle, invece, se i genitori non ne acquistano, come raccomandabile, può essere che voglia assaggiarle, ma probabilmente ne rimarrà disgustato.

Ti è mai capitato di dover "battagliare" con gli altri nonni, con i vicini di casa, i conoscenti o altri parenti circa la scelta vegana applicata a Gioele?

Non mi è mai capitato, perché sfido chiunque a sostenere che Gioele non sia ben nutrito: a 11 mesi pesa 11 kg, e questo dimostra in modo incontrovertibile che la sua dieta vegana è in grado di fornirgli tutto ciò che gli serve per crescere.

RETE FAMIGLIA VEG
Contro i falsi allarmi e tutti i pregiudizi

Sempre più spesso la stampa diffonde allarmi che per lo più si rivelano falsi.

È come se ci fosse una sorta di attesa sociale, tesa a smascherare le carenze, gli effetti collaterali, le conseguenze nefaste di un'alimentazione vegana nei bambini. Eppure bastano pediatri competenti per prescrivere eventuali integratori. Mentre sono molto più gravi e numerosi i casi di cattiva nutrizione di bambini onnivori: lanciamo l'allarme su quelli.

Per affrontare ogni problematica legata all'alimentazione vegetale e venire incontro ai dubbi o alle preoccupazioni di chiunque ne sia interessata recentemente è nata la Rete Famiglia Veg, formata da medici e nutrizionisti esperti in nutrizione pediatrica a base vegetale, che hanno messo a punto alcune considerazioni chiarificatrici.

  1. La vitamina B12: la sua carenza non ha a che vedere con l'alimentazione vegan in sé, ma solo con la mancata integrazione di tale vitamina, che si trova facilmente in commercio e deriva da sintesi batterica, così come avviene in natura. Questa vitamina infatti non è prodotta né dalle piante né dagli animali, ma dai batteri che contaminano il terreno e le acque.
    Tutti gli onnivori di fatto assumono la vitamina B12 dagli integratori, infatti la maggior parte degli integratori di B12 prodotti nel mondo è utilizzata nei mangimi degli animali d'allevamento.
  2. Si leggono così tante affermazioni errate sulla stampa...
    tra le più infondate e francamente assurde: i vegani soffrirebbero di carenza di acido folico? La risposta è "no". Una dieta basata sui vegetali è ben più ricca di acido folico di una basata sui cibi animali. Carenza di ferro? Di nuovo: "no". Un'alimentazione 100% vegetale è ricca di ferro. La dieta vegan necessita di particolari attenzioni? Assolutamente "no": è molto più facile ottenere una dieta sana 100% vegetale piuttosto che una dieta sana basata sui cibi animali (anzi, è impossibile che una dieta che comprenda ogni giorno varie porzioni di cibi animali sia sana). Certificato medico per avere il menu vegan a scuola? Definitivamente "no". Anzi, sia ben chiaro: il Ministero ha emesso una nota per redarguire i Comuni che lo richiedono, specificando che non hanno diritto di farlo.
  3. Allarmismo per le supposte difficoltà di un paio di bambini vegani (che forse nemmeno erano vegani) di fronte a un terzo di bambini italiani sovrappeso che sono tutti dei potenziali "futuri malati"? Questo sì dovrebbe destare allarme.

Da tempo ormai l'American Academy of Pediatrics sostiene (e continua a ribadire) che le diete vegetariane, comprese le vegane, che possono essere ben pianificate con facilità (con maggior facilità di quelle onnivore, a dire il vero) non solo sono affidabili, ma danno anche dei vantaggi in termini di salute. Una posizione del tutto analoga a quella dell'Academy of Nutrition and Dietetics.

Articolo tratto da Vegan Italy - n.13

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Luciana Baroni è medico chirurgo, specialista in Geriatria, Gerontologia e Neurologia. Ha lavorato per molti anni in centri universitari di ricerca nel campo dello studio e della prevenzione dell'arteriosclerosi. Dirigente medico presso l'Ospedale Villa Salus di Venezia-Mestre, si occupa...
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