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So di non sapere - Estratto da "Il Mistero del Dolore"

di Douglas Nelson 7 mesi fa


So di non sapere - Estratto da "Il Mistero del Dolore"

Leggi in anteprima la prefazione del libro di Douglas Nelson e scopri cos'è realmente il dolore per trovare il modo di superarlo in maniera definitiva

Curo pazienti che soffrono di dolore muscolo-scheletrico dal 1977. Dal momento che il mio lavoro consiste nell'affrontare la sofferenza, dovrei per prima cosa sapere cos'è davvero il dolore.

Non so esattamente quando ho avuto questa illuminazione, ma a un certo punto ho capito che in realtà non sapevo davvero cosa fosse il dolore, perché si manifestasse e come andasse curato in modo efficace.

Mi concentravo sul trattamento di varie patologie come lombalgia, emicrania, fascite plantare (infiammazione del tessuto connettivo della pianta del piede) ecc., senza avere una comprensione profonda dei meccanismi del dolore che stavano dietro ai sintomi. Inutile dire che questa consapevolezza ha rappresentato per me un bagno di umiltà.

Il denominatore comune di tutti quelli che si rivolgevano a me era il dolore, eppure le mie conoscenze sulla materia si basavano su ciò che mi era stato insegnato anni prima. Molto di quello che vedevo e sentivo dai miei pazienti non aveva senso esaminandolo sulla base di ciò che conoscevo a quei tempi sul dolore. Dal momento che i pazienti mi parlavano con franchezza e i loro racconti sembravano veritieri, non riuscivo a trovare una spiegazione.

La mia nuova ricerca alla scoperta del mistero del dolore era entusiasmante, e aprì nuovi orizzonti nella mia vita professionale. Non c'è da stupirsi che questo viaggio abbia fatto modificare le mie convinzioni: il primo passo per imparare è riconoscere quanto poco sappiamo.

Affrontare approfonditamente una qualsiasi materia porta spesso a risultati sorprendenti, e questo è uno degli aspetti più gratificanti della ricerca della conoscenza. Forse ciò che mi ha stupito di più è stato vedere come la mia comprensione del dolore abbia cambiato il modo di svolgere la mia professione. Non avrei mai pensato che lo studio del dolore potesse avere applicazioni cliniche così vaste. Quella che era nata come una curiosità intellettuale si è trasformata in qualcosa di estremamente pratico.

Più cose scopro sul dolore, maggiori sono i misteri che vengono svelati. Per ogni risposta che trovo, sorgono nuove domande. Nonostante tutte le questioni ancora senza soluzione, le applicazioni cliniche continuano a evolvere e migliorare. E una gratificazione continua. La mia speranza, scrivendo questo libro, è di condividere con voi i risultati di questa ricerca e di aumentare la vostra comprensione del mistero del dolore, che dovrebbe avere degli effetti pratici immediati sulla vostra vita personale e professionale.

Nel corso della stesura mi sono dovuto continuamente districare tra due estremi potenzialmente dannosi: complessità e ipersemplificazione. La stampa generalista ci ha abituati a una serie di libri che presentano un approccio molto semplicistico al dolore o che offrono un metodo specifico per alleviarlo. Ci sono moltissimi esempi di titoli come Eliminare ogni tipo di dolore conosciuto in quattro facili mosse. Se esistono così tante soluzioni a portata di mano, perché triboliamo ancora?

Stanco di questo tipo di approccio, per comprendere il dolore più approfonditamente mi sono rivolto all'odierna letteratura scientifica. Le mie scoperte sono state molto più interessanti di quanto avessi potuto immaginare. La ricerca sul dolore è una delle frontiere più affascinanti della scienza ed è una storia in continuo divenire.

Bisogna riconoscere, però, che la letteratura accademica non è immediatamente fruibile dalla popolazione comune. Molti scienziati sono immersi nei loro studi specifici ma non sono in grado di parlarci davvero delle loro ricerche. Non è il loro lavoro, del resto.

Questo però fa sì che spesso le persone trovino questi studi complicati e poco attinenti alla vita quotidiana. La scienza è certamente complessa, ma offre un ampio ventaglio di possibilità per alleviare i nostri dolori, specialmente quelli cronici. Se voi o qualcuna delle persone che amate soffrite di dolori cronici, la mia speranza è quella di mostrarvi le ultime scoperte scientifiche in materia e indicarvi alcune strategie possibile per affrontarli, sulla base di una nuova e più profonda consapevolezza.

In questo libro non ho parlato dell'utilizzo dei farmaci per la gestione del dolore. Si tratta di un'omissione volontaria: esistono moltissimi validi testi che trattano dell'argomento nei quali il lettore potrà trovare facilmente informazioni valide e affidabili.

Il mistero del dolore. Perché questo titolo? Malcolm Gladwell, uno dei miei autori preferiti, ha scritto un bellissimo articolo sulla differenza tra un puzzle e un mistero. Per completare un puzzle basta solo trovare il tassello mancante. La difficoltà deriva dal fatto di non avere qualcosa di necessario. In un mistero ciò che serve è una comprensione più profonda, magari solo una diversa interpretazione, degli elementi già a disposizione. Come dice il proverbio, "se cerchi un ago in un pagliaio non ti serve aggiungere altra paglia".

Il dolore è molto più simile a un mistero che a un puzzle. Per anni ho lavorato sulla base del vecchio modello di dolore che avevo imparato in precedenza, limitandomi a ignorare gli aspetti che erano in conflitto con quel punto di vista. Solo quando ho iniziato a mettere in discussione la struttura della mia conoscenza la fallacia delle mie convinzioni è diventata palese.

Secondo il vecchio modello, il dolore cronico e quello acuto ricadevano fondamentalmente nello stesso schema. Il dolore era un messaggero che ci avvertiva di un potenziale danno, e l'intensità del dolore era proporzionale alla gravità della patologia che lo provocava. La nuova scienza mostra che, nel caso di dolore cronico, il problema è il messaggero. Inoltre il dolore cronico può essere del tutto non lineare; un dolore debilitante può presentarsi senza una fonte evidente, mentre patologie molto serie possono non essere accompagnate da alcuna sofferenza.

Vista la natura del dolore, non c'è da stupirsi di quanto l'argomento possa essere confuso e complesso. Il dolore può manifestarsi in modo molto semplice (come quando si ritrae la mano da un oggetto appuntito) o in modo molto complesso come nel disturbo post-traumatico da stress (DPTS) o nella sindrome dell'arto fantasma. Più aumenta la complessità, maggiori sono i rischi di interpretare i dati in modo errato e scegliere un approccio sbagliato. Purtroppo questo peggiora grandemente la già difficile situazione di chi patisce questa sofferenza.

Il vecchio modello considerava inoltre il dolore come una risposta a un danno, da cui ne consegue che la persona che avverte il dolore ha fatto qualcosa per provocare la sofferenza. Se le emozioni influenzano il dolore, allora forse la sua fonte sono principalmente i sentimenti negativi. In poche parole, si soffre a causa del modo in cui si pensa e s'interpreta il mondo. Da un punto di vista puramente fisico, se il movimento provoca dolore allora bisognerebbe evitare di muoversi.

Questo tipo di considerazioni è comprensibile, ma sbagliato e potenzialmente molto pericoloso. Deriva da un'interpretazione errata della fisiologia del dolore sulla base di modelli antiquati e non più validi. Come possiamo superarli e passare a una nuova interpretazione? Un'esplorazione approfondita dell'attuale scienza del dolore potrà esserci d'aiuto nel corso di questo passaggio.

Durante questa transizione è importante non prendere nulla come un assoluto - ossia sostituire un modello rigido e vecchio con uno nuovo ma altrettanto immutabile. La comprensione è un processo in evoluzione, che va avanti a strati.

Esplorando insieme il mistero del dolore scoprirete che la fisiologia del dolore nel corpo umano è straordinariamente complessa. Sebbene si potrebbe pensare che dal punto di vista fisico si tratti di un processo piuttosto lineare, in realtà non è così. Segnali corretti possono essere ingigantiti in modo sproporzionato. Oppure ne possono essere inviati di non corretti. I recettori nervosi si scambiano i compiti e reagiscono in maniera eccessiva.

Da un certo punto di vista è come quando una folla perde il controllo. Alla fine tutti si ritrovano a urlare, ma nessuno sa esattamente perché. La sensibilità e la complessità del sistema nervoso possono deviare dal percorso prestabilito e il risultato finale è che il corpo soffre.

Il dolore implica anche numerosi modi per cui l'approccio psicologico della persona in oggetto può influenzare l'esperienza. Al di là del livello fisico, le influenze sociali e culturali hanno un impatto enorme sull'esperienza del dolore. La maniera in cui questa viene interpretata dal cervello e dalla psiche può ridurre o amplificare la sofferenza. Sono molti i fattori in grado di influenzare, per un verso o per l'altro, il modo in cui si prova dolore.

Se c'è una lezione che queste pagine possono impartire, è la seguente: più profondamente si comprende come funziona il dolore, maggiore è il potere di esercitare un'influenza su di esso. Non si può agire su un qualcosa che non si conosce. Per avere questa comprensione è fondamentale capire che spesso il dolore è la somma di una serie di fattori:

Fattore 1 + fattore 2 + fattore 3 + fattore 4 = D (dolore)

Modificando i fattori contenuti nella parte sinistra dell'equazione cambierà il risultato a destra (il dolore). Se volete cambiare solo la soluzione (il lato destro dell'equazione dove la D sta per Dolore) senza modificare nulla nella parte sinistra vi aspetta un'esperienza lunga e frustrante.

Eppure questo è proprio quello che molti pazienti vogliono dai loro terapisti - vogliono solo che il dolore passi senza apportare cambiamenti al loro comportamento o al loro stile di vita (parte sinistra dell'equazione). Purtroppo la medicina è stata ben lieta di accontentarli. Che dipenda dalle convinzioni personali dei medici o dai pazienti che insistono per avere risposte facili, il risultato finale è lo stesso.

E' necessario sostanzialmente passare a un modo di considerare e affrontare il dolore che sia diverso e più collaborativo.

Questo libro mostra anche come il dolore abbia una natura elusiva quando si tratta di effettuare una diagnosi.

Purtroppo il dolore non può essere visualizzato tramite la tecnologia di acquisizione delle immagini e questo presenta grandi sfide a tutti i soggetti coinvolti nel suo studio. Con una risonanza magnetica (RM) è possibile osservare patologie discali, ma queste potrebbero non avere nulla a che fare con il dolore avvertito da un paziente. Una radiografia può mostrare la presenza di artrite, ma il dolore percepito non è necessariamente collegato in modo inequivocabile.

Quel che ci rimane è semplicemente il resoconto che il paziente fa della sua sofferenza. Spesso i pazienti pensano che i medici non credano alle loro parole, e dunque si mortificano. I medici, dal canto loro, mettono in dubbio i racconti dei pazienti, non sapendo se credere a loro o alle immagini diagnostiche e alle analisi di laboratorio.

Nella storia della medicina, per molti anni, se la patologia non era visibile il dolore veniva attribuito a cause psicologiche o al concetto di beneficio secondario (ossia al fatto che il paziente traesse qualche tipo di vantaggio dall'essere - o essere considerato - malato). Questo ha portato a un rapporto di ostilità e sfiducia tra medico e paziente.

Se soffrite di dolori cronici spero di fornirvi una conoscenza approfondita della fisiologia del dolore e di mostrarvi possibili strategie per affrontarlo sulla base delle nuove scoperte scientifiche.

Se siete amici o parenti di qualcuno che soffre, questo libro può aiutarvi ad avere una conoscenza più accurata del dolore e a essere quindi più empatici nel sostenere i vostri cari.

Il Mistero del Dolore

Conoscerlo per superarlo

Douglas Nelson

Un libro pieno di spunti interessanti sia per gli operatori sanitari che per i non addetti ai lavori. Un’opera che spinge il lettore a una riflessione profonda e a una visione del dolore che va al di là dei semplici sensi....

€ 19,50 € 16,58 -15,00%

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Douglas Nelson

Douglas Nelson è un terapista del massaggio che opera dal 1977 nell’Illinois. Oltre alla sua clinica con numerosi medici, il suo istituto di formazione (NMT Midwest) ha organizzato centinaia di seminari di Precision Neuromuscular Therapy (Terapia neuromuscolare di precisione) rivolti...
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