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Scienza e Conoscienza N.35 - Anteprima - Cibo e Salute

di Eugenio Luigi Iorio 6 anni fa


Scienza e Conoscienza N.35  - Anteprima - Cibo e Salute

Il ruolo dello stress ossidativo

Lo stress ossidativo è una condizione patologica provocata dall’azione lesiva, sulle cellule e sui tessuti del nostro organismo, di quantità abnormemente elevate di specie chimiche ossidanti, principalmente – ma non esclusivamente – riconducibili ai radicali liberi.

Esso viene a determinarsi perché la produzione di tali agenti è aumentata e/o perché la fisiologica capacità di difesa nei loro confronti, ad opera dei sistemi antiossidanti, è ridotta. Lo stress ossidativo, comunque generato, non è una “malattia” nel senso tradizionale del termine, ma l’effetto della rottura di un equilibrio biochimico e, come tale, può influenzare, spesso in maniera subdola, l’insorgenza e/o il decorso di un gran numero di condizioni morbose o patologie di base.

Ovviamente, non essendo una “malattia”, esso non da luogo a un proprio quadro clinico ma si nasconde dietro ai sintomi e ai segni della patologia di base e può venire alla luce solo se il clinico, sospettandone l’esistenza, sottopone il soggetto che ne soffre a specifici esami di laboratorio.

Bilancio ossidativo e alimentazione

La qualità e la quantità dei nutrienti ingeriti – in funzione, ovviamente, di fattori genetici, immunologici e psico-neuroendocrini, dello stile di vita (attività fisica, abitudini viziose etc.), di concomitanti patologie in atto e dell’assunzione di eventuali farmaci – costituiscono potenti fattori in grado di condizionare – positivamente o negativamente – il bilancio ossidativo del nostro organismo.

Scaffale con frutta e verdura, alimenti anti ossidantiQuando si parla di qualità degli alimenti ci si riferisce, generalmente, al contenuto in antiossidanti dei nutrienti. È universalmente accettato, infatti, che una dieta adeguatamente ricca di alimenti di origine vegetale (frutta, verdura, ortaggi, legumi), preferibilmente integrali o scarsamente raffinati, di stagione, freschi e minimamente “manipolati” o trasformati, dovrebbe contribuire, attraverso l’apporto di vitamine (A, C, E), sostanze simil vitaminiche (polifenoli, bioflavonoidi, etc.) e sali minerali (selenio, zinco, magnesio), a mantenere il nostro patrimonio di antiossidanti a livelli sufficientemente adeguati alle mutevoli esigenze metaboliche.

La questione, tuttavia, è per certi versi ancora aperta, in quanto i propugnatori dell’uso di integratori fanno notare che, fatti salvi alcuni alimenti “biologici”, i comuni vegetali avrebbero un più basso contenuto in micronutrienti antiossidanti, per tutta una serie di ragioni legate in vario modo al processo di industrializzazione (piogge acide, inquinamento dei terreni, depauperamento e desertificazione del suolo, uso sconsiderato di pesticidi, dilatazione dei tempi tra il “campo” ed il “piatto”, processi di conservazione, stoccaggio, trasformazione, e confezionamento, modalità di cottura, aumentata incidenza di fenomeni di intolleranza e di allergia alimentare, etc.).

Scaffale con oli d'oliva, alimentazione e ossidantiIn alcuni casi, poi, la negligenza o il dolo, portano sulle nostre tavole non solo alimenti depauperati di principi antiossidanti ma anche, addirittura, cibi contenenti agenti potenzialmente pro-ossidanti. Il caso più eclatante è quello degli oli extravergini di oliva, spesso ancora commercializzati o serviti al tavolo in contenitore di vetro trasparente, dove la combinazione di radiazioni e ossigeno atmosferico crea le condizioni ideali per la generazione di perossidi altamente tossici a partire dagli acidi grassi polinsaturi che si vorrebbe ingerire proprio a difesa dei radicali liberi.

In realtà, questi aspetti critici oggi potrebbero essere superati, almeno in parte, con l’ausilio di alcune tecniche analitiche. Infatti, qualsiasi vegetale, prima di essere assunto, potrebbe essere testato per la sua attività antiossidante per verificare che questa sia congrua con il fabbisogno di ciascun individuo.

Eugenio Luigi Iorio, MD, PhD
Osservatorio Internazionale dello Stress Ossidativo

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Eugenio Luigi Iorio è medico chirurgo, dottore di ricerca in Scienze Biochimiche, specialista in Biochimica e Chimica Clinica, è presidente dell'Osservatorio internazionale dello Stress Ossidativo e dell'Università Popolare Medicina degli Stili di Vita - Lifestyle Medicine.
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