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Premessa del Libro "Stagioneterapia" scritto da Silvia Carri

di Silvia Carri 3 anni fa


Premessa del Libro "Stagioneterapia" scritto da Silvia Carri

La nostra società occidentale, cosiddetta avanzata, ha raggiunto traguardi impensabili solo cento anni fa: molte malattie sono state debellate, l'età media si è notevolmente allungata, siamo circondati da ogni tipo di comfort eppure quest'epoca è caratterizzata come non mai da sempre maggiori stati depressivi che sono diventati ormai la nuova patologia di massa assieme a stati d'ansia, panico e disturbi alimentari, cause a loro volta di numerose altre patologie degenerative, dal cancro alle malattie cardiocircolatorie o autoimmuni.

Tutte queste situazioni sono accomunate da un fattore base che è l'infelicità e l'insoddisfazione legate al fatto che ci siamo allontanati dalle nostre radici e dalla natura.

Del resto ormai più nessuno si meraviglia del fatto che i nostri figli, cresciuti nelle grandi città, sempre più istruiti e «svegli», ignorino come sia fatta la pianta della fragola o l'albero del melo, che pensino che il latte sia un prodotto industriale come le merendine, nutrano dubbi sull'origine delle uova e non sappiano classificare frutta e verdura in base alle stagioni.

La loro ignoranza è solo frutto di un progressivo sradicamento dalla natura.

Purtroppo non diamo più valore alle piccole cose, quelle davvero importanti.

In passato infatti ogni elemento era considerato sacro, gli individui si sentivano parte integrante di un tutto a cui erano legati da fili sottili e invisibili che come per magia li univano ai misteri del cielo, della terra, dei campi, delle stelle e delle stagioni. Lo stesso cibarsi non era solo introdurre alimenti per far scorta di nutrienti, ma un vero e proprio rito in cui parte del mondo entrava in noi, portando la sua caratteristica energetica.

Le feste più importanti erano legate ai cicli solari per cui solstizi ed equinozi celebravano il ritorno e la partenza del sole, della sua luce e del suo calore; modi di dire e proverbi erano espressione di una sapienza antica tramandata di padre in figlio.

Insomma, nessuno si sentiva solo, separato dagli altri e dal resto del mondo; anzi, il Tutto nelle sue varie espressioni ed elementi era lì, dentro a ogni uomo e a ogni donna, riassunto e condensato nella sua anima. E questo cosmo immenso fatto di stagioni, pianeti, terra, acqua, aria, fuoco, animali, vegetali, minerali proteggeva e guidava continuamente l'uomo attraverso segni, sogni, profezie e intuizioni, dandogli la certezza inequivocabile di appartenere all'universo.

Ecco, noi abbiamo perso tutto questo.

Eppure ogni elemento in noi richiama da vicino questo potente legame: pensiamo solo ai termini utilizzati in anatomia.
Noi tutti nasciamo da «foglietti» embrionali e i nostri organi si formano attraverso un processo di «gemmazione»; siamo dotati di importantissime ghiandole, ovvero piccole «ghiande»; abbiamo un corpo costituito da un «tronco» come gli alberi; ci sosteniamo su due «gambe» simili ai gambi dei fiori; diversi organi come cervello, rene e surrene sono dotati di una «corteccia»; dal midollo spinale si dipartono le «radici» nervose; dentro di noi scorre la «linfa» come nelle piante; i nostri muscoli sono costituiti da «fibre», mentre la circolazione sanguigna e l'«albero» respiratorio si dividono appunto in «rami».

Tutto in noi parla il linguaggio della natura, soprattutto vegetale.

Purtroppo però nelle nostre civiltà di apparente benessere abbiamo smarrito quella dimensione magica e invisibi­le che ci lega al mondo naturale, tutti devoti a una raziona­lità fatta di calcoli, analisi, metodi empirici che, se da una parte ci hanno consentito di raggiungere importanti sco­perte, dall'altra hanno soppiantato quell'aspetto intuitivo e olistico, innato nell'uomo e ancora molto presente nel bam­bino.

Oggi tutto deve essere visibile, logico, prevedibile.

I fili magici sono stati tagliati, le radici sono state estirpate, considerate vecchie e sorpassate. Solo il nuovo ha valore, un nuovo che diventa presto effimero, precario e virtuale, destinato a non lasciare traccia né memoria o insegnamen­to.

Ed è così che ogni individuo si considera libero e com­pletamente indipendente e non responsabile verso tutto ciò che lo circonda. In realtà però è solo un individuo più solo. L'uomo misura di tutte le cose è ora un uomo solo in mez­zo a un deserto.

Cosa possiamo fare dunque per salvarci?

Basta ritrovare l'invisibile dentro di noi, qui e ora.

Questo manuale nasce con l'intento di offrire una nuova terapia, la terapia delle stagioni appunto, un modo antico e dimenti­cato di vivere il perpetuarsi dei ritmi naturali che ci accom­pagnano di anno in anno e che nascondono in sé tutti i se­greti per vivere bene, sani e sereni e in equilibrio costante con i fenomeni naturali e meteorologici.

In particolare que­sto libro può costituire un vademecum per tutti coloro che, vivendo in una grande città o avendo comunque smarrito un contatto con la natura, intendano riscoprire stagione per stagione e mese per mese come ritrovare salute e benessere in maniera semplice e armonica.

Scoprire così quali siano i menù più adatti e i cibi giusti da consumare nei vari momenti dell'anno per assumerne appieno tutta la preziosa carica vitale, soprattutto tenendo presente che viviamo in una cultura alimentare che ci ha abituati a trovare ogni tipo di alimento in ogni periodo dell'anno.

Capire perché certi organi e apparati del nostro corpo soffrano maggiormente in alcune stagioni, trovando così interessanti analogie con il mondo animale e vegetale e con i cicli cosmici.

Individuare infine tutti i rimedi per rendere meno traumatici i passaggi stagionali alleviando e prevenendo così molti dei più comuni disturbi e ritrovando serenamente linea ed energia.

Scoprire quanto possa esserci di aiuto circondarci o prenderci cura delle piante e dei fiori giusti che, con le loro meravigliose vibrazioni intelligenti, ci donano serenità e armonia, in casa e nell'ambiente di lavoro.

Riscoprire infine il valore di certi rituali stagionali perduti che ci permettono di scegliere le attività più giuste in casa e all'aria aperta.

In questo modo possiamo imparare a far risuonare in noi la simbologia delle stagioni in un'esperienza filosofica, psicologica, esistenziale e per certi versi spirituale, scoprendo così un tassello in più della nostra straordinaria e affascinante complessità.

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Silvia Carri

Silvia Carri è naturopata professionista diplomata presso l'Istituto di Medicina Psicosomatica Riza. Maestra Yoga dal 1998, è anche istruttrice di Pilates.
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