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Prefazione del libro "L'esoterismo Cristiano nell'Apocalisse" di R. Steiner

di Rudolf Steiner 3 anni fa


Prefazione del libro "L'esoterismo Cristiano nell'Apocalisse" di R. Steiner

Pietro Archiati presenta il libro "L'esoterismo Cristiano nell'Apocalisse" di R. Steiner

In queste conferenze sull'Apocalisse Rudolf Steiner sintetizza l'essenza del cristianesimo nella frase rivolta dal Cristo risorto all'apostolo Tommaso: «Beati coloro che non vedono e tuttavia credono».

Il vedere di cui si parla qui è l'antico legame che univa l'uomo al mondo spirituale, la chiaroveggenza atavica istintiva.

Lo spirito del Sole si è fatto uomo sulla Terra proprio allo scopo di porre fine a quella chiaroveggenza che era stata donata da Dio, e creare i presupposti per una nuova «veggenza» futura grazie alla quale l'uomo dovrà diventare sempre più corresponsabile dell'evoluzione della Terra e dell'umanità.

Di solito la parola greca «pistis» viene tradotta con fede, ma questa traduzione può risultare fuorviarne dato che nella nostra lingua il termine si riferisce più alla conoscenza che all'azione. Con pistis, però, si intende più la volontà che la conoscenza: questa parola esprime una produzione attiva piuttosto che un'osservazione passiva.

La frase di Cristo a Tommaso significa: in futuro la felicità e l'intima realizzazione dell'uomo consisteranno nella sua fede, cioè nella sua fiducia sempre maggiore nelle forze creatrici insite in lui. Per l'uomo d'oggi la fede di cui si parla qui significa essenzialmente la fiducia nel pensare.

Il pensare sostituisce il «vedere» e permette all'uomo di diventare sempre più attivo e creativo nel suo spirito. Il Verbo cosmico si è fatto carne, è divenuto percepibile in tutte le cose del mondo per lasciare che sia l'attività spirituale dell'uomo a formare i concetti in base alla percezione.

Il pensare a cui ci si riferisce qui è un'attività in tutto e per tutto, un atto di volontà, una intuitiva realizzazione dell'Io dotata di presenza di spirito.

Nelle considerazioni di Rudolf Steiner il vangelo cristiano, la «buona novella», appare come il compimento di tutte le profezie dell'antichità.

L'antica iniziazione consisteva nell'esperienza della chiamata dell'uomo a penetrare nella realtà dello spirito, non solo dopo la morte, ma anche in vita. La morte e la risurrezione dello spirito del Sole permettono a ogni uomo di diventare un iniziato nel corso della sua esistenza terrena.

Ognuno di noi può morire in qualsiasi momento all'inconsistenza del mondo materiale e risorgere nella realtà dello spirito.

Come il vangelo realizza l'antica iniziazione, così l'Apocalisse è la profezia di un'iniziazione futura, nella quale si distinguono tre stadi evolutivi del pensare.

Nella sua scienza dello spirito Rudolf Steiner li chiama gli stadi dell'immaginazione, dell'ispirazione e dell'intuizione, mentre nell'Apocalisse lo stadio dell'immaginazione viene rappresentato dai sette sigilli, quello dell'ispirazione dalle sette trombe e quello dell'intuizione dalle sette coppe dell'ira versate sulla Terra.

A livello spirituale i sigilli corrispondono alla percezione nella misura in cui ogni percezione rappresenta una sigillatura, un occultamento dell'essere. Ogni concetto formatosi grazie al pensare equivale a un'asportazione del sigillo, a una rivelazione della sostanza.

L'ascolto della voce degli angeli con le trombe corrisponde all'arte di mettere in relazione i concetti, di combinarli nel discorso. In quella situazione vengono prodotte connessioni spirituali, l'orecchio spirituale percepisce sempre più distintamente la musica delle sfere e il nesso cosmico.

Il terzo stadio, quello più elevato, è il riconoscimento dell'essere in ambito sovrasensibile, la distinzione degli spiriti, il divenire una cosa sola dello spirito con lo spirito.

L'Apocalisse prende sul serio la libertà umana: se tutto dovesse prima o poi finire «bene» per forza, la libertà umana non comporterebbe nessuna differenza, sarebbe come se non fosse mai esistita.

L'abisso della bestia, la possibilità di perdersi per aver omesso l'esercizio della libertà, non ha lo scopo di scoraggiare l'uomo, bensì di incoraggiarlo a porre liberamente mano alla propria evoluzione di giorno in giorno.

Questo ci permette di capire come mai nell'Apocalisse sia il bene ad avere l'ultima parola: è la descrizione della nuova Gerusalemme, della nuova Terra, come luogo di un'evoluzione infinita della coscienza umana.

Pietro Archiati
Autunno 2007

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Rudolf Steiner

Rudolf Steiner nasce nel 1861 a Kraljevic (allora Impero Austro-Ungarico, oggi Croazia). Figlio di un capostazione austriaco, già all'età di sette anni al comune principio di realtà associa percezioni e visioni di realtà ultra mondane: "distinguevo cioè esseri e cose 'che si vedono' ed...
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