800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza Clienti — Lun/ven 9:00-18:00

Perché e come si manifesta - Estratto da "Gestire lo Stress"

di Agnese Mariotti 3 mesi fa


Perché e come si manifesta - Estratto da "Gestire lo Stress"

Leggi il primo capitolo del libro di Agnese Mariotti e scopri come riconoscere lo stress e imparare a gestirlo per evitare che comprometta tutta la tua vita

Un'indagine realizzata da EuroDap, l'associazione europea per il disturbo da attacchi di panico, e riportata da alcuni giornali e siti internet ha rivelato che 9 Italiani su 10 soffrono di stress.

Indice dei contenuti:

Quanto siamo stressati

Per il 50% dei 1000 intervistati si tratta di stress di livello elevato che provoca stanchezza, insonnia, difficoltà di digestione, tensione muscolare e che quindi influisce in modo significativo sulle attività quotidiane lavorative e sociali, diminuendo il rendimento e le possibilità di svago e di recupero.

Per il 40% il livello di stress è addirittura eccessivo e pertanto provoca serie difficoltà nello svolgere le normali occupazioni e aumenta fortemente il rischio di malattie cardiovascolari e nervose.

Solo il 10% degli intervistati, invece, non è stressato: queste persone riescono ad affrontare situazioni "diffìcili" senza lasciarsi sopraffare emotivamente, gestiscono lo stress, lo superano e riescono a mantenere una buona salute psico-fìsica.

Ma che cosa significa essere stressati? Come si può capire quanto una persona è stressata e quali rischi corre per la propria salute? E soprattutto, si può imparare a gestire lo stress migliorando quindi la qualità di vita?

L'ultima domanda, quella cruciale, merita una risposta immediata. Prima di capire che cosa succede nel nostro organismo quando ci confrontiamo con situazioni "diffìcili" che possono debilitarci fisicamente e mentalmente, abbiamo bisogno di sapere se c'è una via d'uscita al nostro stress: possiamo sperare di non esserne più dominati e di recuperare serenità e gusto per la vita?

La risposta è confortante: sì, si può controllare lo stress e anzi trasformarlo da esperienza potenzialmente dannosa per la nostra salute a esperienza positiva e fortificante.

Esistono infatti varie tecniche di gestione dello stress che possono essere imparate in modo autodidattico. Nei casi più gravi, quando cioè lo stress è intenso e cronico e ha ripercussioni pericolose sulla salute, occorrerà naturalmente rivolgersi a un terapeuta.

Sono stressata. Testimonianze

Tiziana:

"Sono stanca, il mal di testa mi attanaglia da una settimana, cerco di massaggiarmi le spalle, prima una poi l'altra per rilasciare la tensione, ma sento i muscoli sciogliersi solo per un momento e si riforma subito quel nodo stretto che me li attorciglia.

Al mattino il mio primo pensiero è che anche oggi dovrò trascinarmi al lavoro per tutta la giornata, arrancare nel progetto su cui sto lavorando con uno sforzo enorme per restare concentrata dieci minuti, scrivere due righe, spedire un'email, raccogliere le idee per fare quella telefonata. Mi metto con impegno, comincio a lavorare, ma non riesco a pensare, ho difficoltà nei ragionamenti più semplici, non riesco a prendere le decisioni più banali. Non riesco nemmeno ad ascoltare i miei colleghi, perdo il filo delle conversazioni, le scadenze mi spaventano, mi spaventa il carico di lavoro che dovrò presto sobbarcarmi per recuperare tutto questo tempo perso e non so come potrò affrontarlo.

Sono nervosa al punto che quando finalmente mi corico la sera mi ritrovo nel buio con gli occhi sbarrati, respiro in modo irregolare, a volte il cuore accelera per qualche secondo e lo sento rimbombare nel petto. A volte mi si chiude lo stomaco e anche se ho mangiato poco perché ultimamente fatico a digerire, me lo sento bruciare.

Sono cosi stanca che non ho nemmeno la forza di uscire con i miei amici, la sera e il fine settimana non riesco a muovermi dal divano e neanche dormo perché ho troppo male alla testa e non c'è analgesico che mi dia sollievo.

Voglio solo andar via, aprire gli occhi e trovarmi seduta al sole con un libro in mano che non leggo perché guardo lontano e non penso a niente, nessuno si aspetta niente da me, e so di poter restare così finché mi va, senza essere richiamata all'ordine".

Simone:

"Anche oggi due ore di straordinari, torno a casa e non posso neanche rilassarmi qualche minuto sotto la doccia perché mi si chiede di fare questo e quest'altro, devo sempre essere a disposizione anche per le cose più semplici perché nessuno vuole prendersi l'impegno. Tutti tranquilli a pensare ai fatti loro, tanto ci sono io che sistemerò tutto.

E così al lavoro, tutti in perenne pausa caffè o a raccontarsi cavoiate nei corridoi, tanto poi ci penso io a far quadrare tutto, no a me non scoccia fermarmi due ore più degli altri, io ho una vera vocazione per questo lavoro, è la mia missione dicono, gli scansafatiche.

E cosi a casa sbotto, mi infiammo per ogni parola che sento e che non mi suona bene e mi innervosisco ancora di più. Manco dormo più la notte, una, due ore e poi apro gli occhi, la testa mi scoppia di pensieri e mi sento intrappolato. A volte ho paura che potrei esplodere, prendere la prima cosa che mi capita e schiantarla a terra e poi un'altra, per sfogarmi come se distruggendo oggetti distruggessi quello che mi logora.

E non serve cercare di spiegarsi, mi guardano con compatimento, mi danno del matto, di quello che è sempre arrabbiato, il prepotente, mi dicono che trasformo quisquilie in montagne.

E allora appena posso mi chiudo da solo da qualche parte e, per non pensare, mangio. Mangio e mangio, snack dolci, salati, non mi importa, mi fanno star bene qualche minuto mandandomi gli zuccheri a picco e non smetterei più. Ma poi d'improvviso sento un peso enorme sullo stomaco e mi sento fiacco e pachidermico, avanti così diventerò obeso e allora mi deprimo e mi sento un fallito, incapace di essere all'altezza delle mie ambizioni.

Vorrei che in casa e al lavoro qualcuno riconoscesse quello che faccio, vorrei essere rispettato al punto che si capisca che ho anch'io bisogno dei miei spazi di tranquillità".

Così raccontano Tiziana e Simone. Entrambi sono stressati dal lavoro che è diventato troppo impegnativo e il loro disagio si ripercuote anche nei rapporti sociali e familiari, creando situazioni spiacevoli che non fanno che aumentarlo.

Ma mentre Tiziana ha solo voglia di scappare e di dormire, Simone diventa aggressivo e si trattiene appena dal lanciarsi su cose e persone, un'azione che istintivamente sembra liberatoria perché, come dice lui stesso, è come se "distruggendo oggetti distruggessi quello che mi logora". Si avventa allora sul cibo che lo conforta solo per poco e presto si sente depresso e inutile. Anche Tiziana tende a deprimersi, evita gli amici e passa il tempo libero sola e inerme sul divano.

Entrambi sognano una soluzione, ne hanno ben chiaro l'esito (ritrovare la tranquillità, non sentirsi più agli ordini di qualcuno e in trappola) ma non il procedimento per raggiungerlo. Non sembrano sapere che cosa devono fare per cominciare a sentirsi meglio e finalmente ritornare alle rispettive attività con energia e coraggio.

Le molteplici cause di stress

Un lavoro troppo pressante è solo una delle possibili cause dello stress. Esistono varie situazioni di disagio che, se non risolte, causano stress così come vari fattori individuali legati alle esperienze vissute e alla personalità di ciascuno di noi che possono predisporre allo stress o contribuire a renderlo cronico.

Per esempio lo stress può derivare da situazioni familiari di tensione dovute all'impossibilità o all'incapacità di comunicazione all'interno della famiglia e che quindi creano incomprensioni; da difficoltà economiche e mancanza di lavoro; dalla preoccupazione per lo stato di salute di persone a noi vicine; da importanti cambiamenti di vita inaspettati o sottovalutati.

Inoltre, esistono cause "interne" di stress che sono legate al carattere e alla sensibilità di ciascuno di noi e influenzano il nostro atteggiamento nei confronti di situazioni potenzialmente stressanti. Tra queste vi sono per esempio la tendenza a non credere nelle proprie possibilità; la tendenza al pessimismo e a preoccuparsi eccessivamente; la rigidità di pensiero che impedisce di accostarsi al punto di vista degli altri per cercare un dialogo e che crea difficoltà nelle relazioni sia all'interno della famiglia sia con amici e conoscenti; la tendenza al perfezionismo che può diventare logorante per la mente e limita la flessibilità e la capacità di adattamento.

In definitiva lo stress ha quindi una componente fisica oggettiva (che è rappresentata cioè da un dato di fatto, da un accadimento, come per esempio la perdita di lavoro) e una psicologica e soggettiva (che corrisponde al modo in cui ogni persona reagisce alla "difficoltà"). Quest'ultima è altamente variabile perché dipende dalla personalità e dalle esperienze di ciascuno. Di conseguenza la stessa situazione "difficile" può essere vissuta in modo diverso da persone diverse e costituire per alcuni un "contrattempo" superabile e per altri un problema vero, fonte di stress.

Questa osservazione non deve assolutamente suggerire conclusioni sbrigative e superficiali che portano a farci sentire colpevoli se affrontiamo male gli ostacoli quotidiani o improvvisi che siano, o a tacciare di debolezza chi è più sensibile allo stress. La storia così come lo stato d'animo del momento sono unici per ciascuno di noi e determinano il modo in cui percepiamo la "difficoltà" e sappiamo reagire.

Il "burnout"

Con il termine "burnout" che significa essenzialmente "bruciarsi" e quindi esaurirsi, si indica in genere lo stress lavorativo, causato da un lavoro troppo intenso. Il burnout è una forma di stress sempre più diffusa negli ambienti professionali competitivi e in quelli che sovraccaricano di lavoro per un'insufficienza di personale.

Chi ne soffre si sente sfinito emotivamente e mentalmente, non prova più nessun entusiasmo per il lavoro che svolge, si sente frustrato, gli pesano i compiti che gli sono assegnati e i colleghi con cui deve interagire quotidianamente, è demotivato e spesso cinico.

Alla base del burnout c'è spesso la realizzazione che l'idea che ci eravamo fatti del nostro lavoro e le aspirazioni che avevamo nutrito non corrispondono alla realtà: il lavoro si rivela diverso da come ce lo aspettavamo e ostile ai nostri progetti e ambizioni.

Questo ci porta paradossalmente a dedicare sempre più tempo al lavoro per cercare di ovviare alle sue limitazioni evitando di interagire con i colleghi che vediamo come concorrenti sleali e non come collaboratori. Il lavoro diventa una specie di ossessione che appiattisce le nostre emozioni, ci porta a trascurare anche la nostra vita sociale e familiare e a isolarci.

Diventiamo una specie di macchina che meccanicamente e ripetitivamente svolge un programma che non viene però adeguatamente aggiornato e non ci avvicina ai risultati che speriamo.

Il burnout può causare depressione e altri seri problemi di salute legati allo stress cronico che vedremo più avanti. L'esistenza del burnout occupazionale è sempre più riconosciuta, tant'è che alcune aziende offrono ai propri impiegati programmi per prevenirlo basati su interventi di vario tipo: dalla distribuzione oculata delle ore e dei compiti di lavoro, alla proposta di attività fisiche e ricreative, a sessioni educative sui metodi di gestione dello stress.

Gestire lo Stress

Agnese Mariotti

Gli effetti dello stress sul nostro corpo sono deleteri e includono tra l’altro dermatiti, malattie cardiovascolari, obesità, diabete, depressione e cancro. Nel linguaggio comune si parla di stress ogni volta che ci si...

€ 9,90 € 8,42 -15,00%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda


Agnese Mariotti è una ricercatrice impegnata da vari anni nella ricerca sul cancro in Italia, negli USA e in Svizzera, si interessa da sempre alla psicosomatica e in particolare agli effetti dello stress sulla salute. Collabora con la rivista United Academics, per la quale scrive articoli...
Leggi di più...

Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su Perché e come si manifesta - Estratto da "Gestire lo Stress"

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. - Nimaia e Tecnichemiste