800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza Clienti — Lun/ven 9:00-18:00

Parti armoniche di un tutto - Estratte da "Le Tre Religioni Monoteiste Secondo la Kabbalah"

di Shazarahel 9 mesi fa


Parti armoniche di un tutto - Estratte da "Le Tre Religioni Monoteiste Secondo la Kabbalah"

Leggi in anteprima le prime pagine del libro di Shazarahel e scopri dove si incontrano Cristianesimo, Ebraismo e Islam nelle indicazioni della cabala

Questo libro amplia ed approfondisce il te ma trattato in un paragrafo del mio libro Reinventare il mondo.

Tentativo di applicazione del paradigma quanto-kabbalistico alla società e vuole essere un omaggio alle tre grandi Religioni abramitiche che hanno dato vita a grandi, fertili e fiorenti civiltà.

Indice dei contenuti:

Qual è la verità?

In un momento storico in cui l'Occidente si oppone in maniera sempre più sistematica alla religione in quanto tale e in un clima diffuso di dilagante islamofobia, diventa un imperativo morale riscoprire i tesori di saggezza contenuti in queste tradizioni ultramillenarie che hanno ispirato le nostre culture e prodotto gloriose opere d'arte ed innumerevoli capolavori architettonici e letterali.

Riuscire a vedere questi tre sentieri come le parti di un armonico tutto, come le molteplici espressioni della medesima sapienza divina, significa acquisire la capacità di vedere un mondo a colori mediante le infinite mescolanze di tre colori primari: un occhio che possiede la facoltà di vedere a colori è un occhio provvisto di tre tipi di coni sensibili ai tre colori primari additivi, dalle cui mescolanze si ottiene tutta la gamma di colori e sfumature.

Premetto che i vari argomenti di cui parleremo in questo libro non sono stati volutamente trattati secondo un approccio accademico. Questo libro non vuole essere l'ennesimo studio comparato delle religioni, né ha alcuna pretesa di farsi trattato storico né antologia di differenze e somiglianze delle varie tradizioni religiose.

Chiunque volesse approfondire questo tipo di argomenti avrà la possibilità di trovare una quantità incalcolabile di dati all'interno di vari testi di studio che esauriranno le lacune contenute in questo libro.

Per scelta non uso il linguaggio accademico e per diverse ragioni: trovo che i testi accademici siano indispensabili fonti di informazioni tuttavia scritti in un linguaggio comprensibile ai soli addetti ai lavori e che siano spesso terribilmente pesanti e noiosi.

Ed io invece vorrei che i messaggi dei miei libri fossero accessibili e raggiungano quante più persone possibile. La mia intenzione, inoltre, non è quella di fare una trattazione delle varie correnti religiose in seno ad Ebraismo, Cristianesimo e Islamismo, ma di rileggere queste grandi tradizioni alla luce di un unico Archetipo comune che soggiace a ciascuna di esse.

Che senso ha questa associazione? A cosa serve paragonare queste realtà molteplici ed eterogenee ad un Archetipo comune? Serve a vedere le singole realtà esistenti, spesso in conflitto le une contro le altre, come parti di un armonico Tutto: ogni realtà umana è un pensiero della Mente divina che si manifesta nel mondo materiale e l'espressione di un particolare Attributo della Sua Sapienza, rivelandoci come ogni sua singola parte svolga un ruolo fondamentale ed insostituibile in rapporto all'insieme.

Per molti anni mi sono posta un'infinità di domande sul perchè nell'esistenza di tante religioni che spesso si contraddicono a vicenda e negano l'un l'altra: che senso ha l'esistenza di tante religioni? Se D' è Uno e la verità è una, perché D' stesso non ci ha dato più semplicemente una sola religione alla quale, pur rimanendo diversi, potremmo tutti aderire senza conflitti?

La storia umana e costellata di guerre di religione e di atrocità oerpetrate in nome di D': se D' è davvero il medesimo autore di queste religioni, non avrebbe potuto renderci le cose un po' più semplici?

Sebbene lo studio comparato delle religioni mostri che molti sono i punti che esse hanno in comune, è tuttavia innegabile che l'adesione di fede ad una di esse di per sé escluda tutte le altre: ogni religione, infatti, si regge sulla certezza di possedere in modo esclusivo la sola ed unica Verità. Le religioni sono tutte esclusiviste e negano l'esistenza le une delle altre.

Se accordiamo una certa origine divina ad ognuna di esse, abbiamo un bel da fare a metterne d'accordo le divergenze: chi ha ragione, dal momento che esse si escludono a vicenda? Tutte le religioni guardano il mondo da un solo e unilaterale punto di vista, ossia il proprio. Tutte si propongono come le sole custodi dell'unica Verità.

Quale Verità?

E cos'è la Verità?

E anche se esistesse una sola verità, qualcuno potrebbe sondarne mai la sua natura? E se l'unica verità fosse invece multiforme, una sola verità dai molteplici aspetti? D'altra parte il tentativo ricorrente di dare vita ad una sorta di Religione universale, che sia risultato e sintesi di tutte le religioni esistenti, si è verificato sino ad oggi un vero fallimento.

Ma anche la risposta spicciola che tutte le religioni hanno un'origine umana non era sufficiente a colmare il baratro di domande che queste contraddizioni suscitavano in me. In effetti il fatto di considerare le religioni come creazioni del pensiero umano, dal mio punto di vista, non toglie nulla alla loro presunta origine divina: tutto ciò che è umano è un riflesso del mondo superiore da cui trae origine.

La prima risposta, sebbene semplice ed elementare, la ottenni contemplando la natura: nel creato esistono infinite specie di creature e, all'interno di ogni specie, vi è a sua volta un'infinita varietà di differenze: ad esempio, nella categoria dei vegetali esistono i fiori, gli alberi, i frutti...ma quanti tipi dì fiori esistono? Quanti tipi di alberi? Quanti tipi di frutti? Anche nella specie umana esiste un'infinita varietà di etnie, popoli, culture, lingue e...religioni!!

Così come esistono tante etnie, popoli, lingue e culture diverse, esistono anche religioni diverse, proprio come tanti tipi di fiori nello stesso prato. Sì, dai verdi prati ho imparato che fiori ce ne sono tanti, diversi, dai diversi colori e diversi profumi. E se questa diversità e contraddizione non avesse già origine nella natura stessa di D' dalle quale sia i fiori che le religioni provengono?

Questa conclusione può apparire molto semplicistica e correbbe irritare i fedeli delle diverse religioni.

Si potrebbe credere che tento di fare un minestrone di tutto, sullo stile della moda new-age. No. Le mie domande erano assolute, ed era per me estremamente necessario trovare risposte intelligenti per poter aderire con totale convinzione ad una religione piuttosto che ad un'altra.

Sebbene la constatazione di questa contradditorietà mi mettesse seriamente alla prova, contemplando le leggi della natura ho capito che il meccanismo esclusivista interno ad ogni religione è necessario alla sua stessa sopravvivenza ed equivale, su scala microscopica, al medesimo meccanismo che regola la formazione delle strutture subatomiche, delle cellule, di tutta la materia: anche le cellule si aggregano per affinità e specie, l'identità specifica di ogni cellula la distingue dalle altre, e questa identità le permette di aggregarsi a cellule simili per comporre insieme ad esse un determinato Tessuto ed organo.

Se la diversità non fosse evidente, le cellule si confonderebbero le une con le altre generando un caos che impedirebbe la formazione anche solo di un organismo a struttura semplice. Il processo di differenziazione cellulare è alla base della vita e della formazione di ogni organismo avente.

Allo stesso modo l'intransigenza dottrinale propria di ogni religione viene considerata una sorta di autodifesa o di autodelimitazione necessaria a custodire la propria identità e specificità, cioè il proprio DNA spirituale.

Le religioni constano di una loro natura specifica ben precisa e senza questa pretesa di assolutezza si confonderebbero l'una con l'altra autodistruggendosi reciprocamente o annullandosi nell'indifferenziato amorfo.

Dobbiamo dunque ritenere essenziale ed inevitabile il fatto che ogni religione pretenda di essere l'esclusiva depositaria della Verità?

E come evitare di cadere nel fondamentalismo e nell'intolleranza verso il credo altrui, dal momento in cui consideriamo questi sentimenti di esclusivismo come naturali ed inevitabili?

Sebbene le leggi fisiche che governano la materia abbiano apportato interessanti spunti alla mia ricerca, le risposte più feconde ai miei quesiti le ho ricevute solamente dallo studio della Kabbalàh.

E la vera chiave di lettura di questa apparente contraddizione la ricevetti durante la mia prima visita alla città santa di Gerusalemme, di cui parlerò nel prossimo capitolo.

Approvazione e disapprovazione

La prima cosa che i miei fratelli ebrei religiosi mi chiedono appena pubblico un libro è: "Hai l'haskamàh (ossia l'approvazione) di qualche rabbino?". Il mio primo libro, DNA ebraico, Genetica e Kabbalàh, è introdotto dalle haskamòt di tre grandi e famosi rabbini.

I rabbini sono solitamente persone molto impegnate, hanno poco tempo e riuscire ad ottenere che qualcuno di loro trovi gualche ritaglio di tempo per leggere un libro e scriverne l'approvazione, è un'impresa spesso a dir poco ciclopica. Per ottenere quelle tre preziose haskamòt, dovetti rincorrere diversi rabbini e ritardare la pubblicazione del mio libro di mesi e mesi... per poi scoprire alla fine che c'era sempre un qualche rabbino per cui uno dei tre rabbini in questione non era abbastanza Kasher.

Per altri, invece, i rabbini che avevano approvato il libro erano kasher, ma non era kasher il libro in sé o perché vi si trovava ctata una frase di Rav Berg, o perché ad averlo scritto fosse stata una donna. Mi son detta che è una battaglia persa in partenza, oerché tanto alla fine in questo mondo ci sarà sempre qualcuno oer cui non sei mai abbastanza kashèr!

Recentemente, dopo aver visto che persino la monumentale opera di traduzione del Talmùd ad opera del grande Rav Steinsaltz viene considerata non-kashèr da certi haredìm, mi sono chiesta se esista al mondo un solo rabbino che sia considerato kasher indiscriminatamente da tutti gli altri rabbini del mondo.

Ovviamente la mia domanda è ironica. Sono consapevole oel fatto che questa mia opera potrebbe destare parecchie critiche e risultare assai controversa, soprattutto nell'ambito delle ortodossie delle rispettive religioni.

Ho comunque deciso questa volta di rinunciare a spendere un'enorme quantità di tempo nel correr dietro ad altri cento rabbini, imam e preti, in attesa di un'approvazione scritta, anche perché in questo caso specifico la fatica sarebbe triplicata. Mi assumo la responsabilità di quanto ho scritto.

Sono sempre pronta a rivedere le mie posizioni qualora urtassero la sensibilità altrui. Ci tengo in modo particolare a sottolineare che nutro un grande e profondo rispetto per queste tre grandi Religioni e per coloro che le praticano e che non è mia intenzione, in modo assoluto, di denigrare alcuna di esse.

Al contrario, desidero mettere in luce tutta la loro forza e bellezza, sperando di contribuire almeno un pochino a riappacificare tutti i fedeli nell'Altissimo, qualunque sia il loro credo.

Concezione del libro

Questo libro prosegue la medesima impostazione concettuale data al libro Reinventare il mondo. Tentativo di applicazione del paradigma quanto-kabbalistico alla società e non è nient'altro che l'approfondimento di una sua parte: il libro fisico è stato pensato non solo come un testo scritto, ma concepito in una determinata forma grafica, al fine dì dare un supporto visivo al testo che permetta di assimilare in maniera più intuitiva e diretta i complessi concetti che vi sono esposti.

Testo e design costituiscono un'unità narrativa inscindibile, pena impoverimento del messaggio, imponendosi come un nuovo modo di pensare e concepire l'antico veicolo chiamato libro, inteso come veicolo di un particolare messaggio. Il linguaggio verbale non è la sola modalità per comunicare: in questo caso, i messaggi vengono espressi contemporaneamente mediante il linguaggio scritto, le immagini, i simboli e la loro rispettiva collocazione spaziale all'interno dello spazio fisico del foglio.

La veste grafica non è dunque puramente decorativa, ma ha una funzione di accompagnamento visivo al contenuto del testo. Ogni dettaglio è pregno di significato, a cominciare dal nome del font, avenir next ossia "futuro prossimo", un font tondo, essenziale e privo di superflui ghirigori decorativi.

L'intero assetto grafico utilizza tre colori, nero-bianco-grigio, poiché il cuore dell'intera trattazione è suddivisa in tre parti essenziali, costruite a partire dalle tre colonne dell'Albero Sefiròtico: la parte di testo che riguarda ad esempio la colonna destra, Hèssed, è distribuita a destra del foglio ed è associata al colore bianco; la parte che riguarda la colonna sinistra, Gheu-ràh-Dìn, è distribuita spazialmente sul lato sinistro del foglio eo è associata al colore nero; mentre la parte che riguarda la colonna mediana, Tifèret-Rahamìm, è distribuita su due colonne centrali e speculari ed è associata al colore grigio.

Le misure di spazi, tabelle e proporzioni fanno rigorosamente "'ferimento a cifre che hanno profondo significato kabbalistico.

 

Tratto dal libro:

Le Tre Religioni Monoteiste Secondo la Kabbalah

Shazarahel

Si tratta di un approccio completamente nuovo e diverso che tenta di leggere il complesso fenomeno delle diverse religioni alla luce di strutture archetipali estrapolate dalla Kabbalàh ebraica: l'idea centrale è che le religioni non siano tutte uguali, non si equivalgono né siano interscambiabili, ma siano manifestazioni nel tempo e nello spazio della natura della Divinità che è in se stessa una e molteplice.

Vai alla scheda

Shazarahel

Shazarahel è un'artista israeliana d'origine italiana che ha dato vita ad una nuova forma d'arte che coniuga i messaggi più sublimi della Kabbalah ebraica con l'arte. Rahel nasce in Italia nell’anno 1973. Dall’età di 20 anni si immerge nello studio appassionato della Torah e degli...
Leggi di più...

Dello stesso autore


Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su Parti armoniche di un tutto - Estratte da "Le Tre Religioni Monoteiste Secondo la Kabbalah"

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. - Nimaia e Tecnichemiste