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Modulare la biodisponibilità dell'ossigeno con Cellfood®.

di Eugenio Luigi Iorio 5 anni fa


Modulare la biodisponibilità dell'ossigeno con Cellfood®.

Una promettente ed innovativa strategia contro le malattie del nostro tempo.

L'ossigeno è a ragione considerato l'elemento vitale per eccellenza. Dalla sua combinazione con l'idrogeno, estratto dai nutrienti, infatti, le nostre cellule producono l'energia indispensabile per tutte le funzioni biologiche, dal movimento alla riproduzione. Alcuni suoi sottoprodotti, poi, quali i radicali liberi, sono attivamente utilizzati dai globuli bianchi per la difesa contro le infezioni.

Purtroppo, vi è ancora insufficiente consapevolezza in merito al fatto che le malattie oggi gravate dalla più elevata cronicità e mortalità, quali, ad esempio, le patologie cardiovascolari e diverse forme di cancro, e, paradossalmente, gli stessi trattamenti messi in atto per prevenirle o combatterle, sono strettamente associate ad un'alterata capacità, da parte dell'organismo, di utilizzare l'ossigeno.

Quando si parla di ictus cerebrale o di cancro della mammella, i cardiologi puntano il dito sul colesterolo mentre gli oncologi, magari, chiamano in causa l'iperalimentazione.

Ma quanti di essi realizzano che queste due patologie così apparentemente diverse riconoscono nell'alterata biodisponibilità di ossigeno un importante e comune cofattore patogeno?

Quanti cardiologi sono consapevoli che a innescare ed aggravare lo sviluppo di una placca ateromatosa non è tutto il colesterolo, ma solo il colesterolo ossidato dai radicali liberi?

Quanti medici di famiglia mettono a conoscenza i propri assistiti che assumere certe statine può ridurre la sintesi di coenzima Q10, un potente antiossidante, alla cui carenza possono essere ricondotti i classici disturbi muscolari lamentati in seguito all'assunzione di questi ipocolesterolemizzanti?

Quanti oncologi spiegano ai propri pazienti che la tossicità della radioterapia e della chemioterapia è legata all'innesco di uno stress ossidativo iatrogeno?

Quanti di essi ricordano che irradiare una massa tumorale scarsamente ossigenata ha avrà probabilità scarse o nulle di controllare localmente la malattia?

E rimanendo in tema di terapie, quanti ginecologi sono oggi consapevoli che la prescrizione di certi contraccettivi orali è associato ad un elevato rischio di stress ossidativo?

Infine, in tema di medicina preventiva, quando si parla di sport, tutti sottolineano l'importanza di un regolare esercizio fisico nella prevenzione di tante malattie.

Ma quanti medici sportivi mettono in guardia i propri atleti sul rischio legato ad un cattivo uso dell'ossigeno, in occasioni di prestazioni professionali di resistenza, quali le maratone?

CELLFOOD

Formula Everett Storey. Ossigeno per la vita

 

In realtà, è ampiamente dimostrato, che sia una carenza di ossigeno sia un suo brusco rilascio nei tessuti – come si verifica, ad esempio, in seguito ad un fenomeno ischemico di durata tale da non compromettere la sopravvivenza – conducono, complici spesso l'esaltazione del metabolismo basale e di certi processi di detossificazione, ad un aumento abnorme dei livelli di radicali liberi che, se non adeguatamente e tempestivamente rimossi dai sistemi di difesa antiossidante, provocheranno prima o poi una condizione di stress ossidativo. E proprio lo stress ossidativo rappresenta uno dei fattori emergenti di rischio per la salute in questo primo scorcio del III millennio.

Assumere antiossidanti, nel contesto di uno stile di vita salutare (alimentazione equilibrata, esercizio regolare), monitorando specifici parametri biochimici, può essere sicuramente vantaggioso, per prevenire gli effetti indesiderati dei radicali liberi e, quindi, le oltre cento patologie legate allo stress ossidativo (in primis le cardiovascolari, le neurodegenerative, le metaboliche e le neoplastiche).

L'ideale, però, sarebbe quello di mettere le cellule del nostro organismo in condizioni di "maneggiare" l'ossigeno in modo da trarne tutti i possibili benefici, senza correre il rischio dei suoi sopradescritti effetti "collaterali".

E' in questo scenario che si inserisce Cellfood®, integratore alimentare multifunzionale di natura colloidale contenente disciolta in fase disperdente acquosa una miscela complessa di amminoacidi, enzimi ed oligoelementi, in particolare selenio, accuratamente selezionati, ricavati da alghe della specie Lithothamnium calcareum viventi in ecosistemi marini praticamente incontaminati, riuniti tutti nell'ormai leggendaria "formula di Everett-Storey", messa a punto oltre 50 anni fa.

Sulla base delle evidenze scientifiche in vitro, infatti, Cellfood® aumenta la disponibilità di ossigeno in soluzione, esibendo, nel contempo un elevatissimo potere antiossidante (almeno 30 volte superiore rispetto a quello del plasma di un individuo in condizioni ottimali di salute), che si traduce nella capacità di proteggere dall'ossidazione target biologici chiave, quali il DNA (il depositario unico dell'informazione genetica), il glutatione (il più potente antiossidante intracellulare), gli eritrociti (carrier dell'emoglobina e, quindi, dell'ossigeno) e i linfociti (preposti alle difese immunitarie).

In vivo, poi, Cellfood® è in grado di ottimizzare l'utilizzo dell'ossigeno in condizioni sia fisiologiche (es. dopo sforzo nei maratoneti e nei ciclisti professionisti) sia patologiche. Rilevanti, a tal proposito, i favorevoli risultati ottenuti dagli studi controllati eseguiti su donne affette da fibromialgia e nei bambini asmatici. Negli stessi atleti, ma anche negli obesi e nei fumatori, tutti a rischio di stress ossidativo, Cellfood® in maniera apparentemente paradossale può abbassare significativamente la produzione di radicali liberi.

Ecco perché Cellfood® appare come il promettente prototipo di una nuova classe di nutraceutici, i "modulatori fisiologici", ossia agenti potenzialmente in grado di prevenire o rallentare, attraverso una fine regolazione di funzioni biochimiche chiave (es. permeabilità di membrana, trasduzione dei segnali, metabolismo energetico, etc.) la comparsa ovvero influenzare in senso favorevole l'evoluzione di una serie di malattie, spesso a carattere degenerativo e ad andamento cronico, come quelle associate allo stress ossidativo.

La conferma di questo "postulato" è emersa recentemente dai risultati di un recente studio eseguito presso l'Università Vita e Salute San Raffaele di Milano ove si è chiaramente osservato che l'aggiunta della formulazione al mezzo di coltura, si accompagna, in sistema di cellule endoteliali umane, ad un aumento della produzione di energia (in termini di sintesi di ATP), senza alcun segno di sofferenza (in termini di rilascio di lattico-deidrogenasi) ma con un incremento dei livelli di superossidodismutasi, uno dei più potenti enzimi antiossidanti.

Ulteriori studi in vivo, compatibilmente con la natura non "chimica" della formulazione – che è e resta un integratore naturale e non un farmaco di sintesi –dovranno confermare i promettenti risultati degli studi qui citati.

Nell'attesa di queste conferme, l'elevata biodisponibilità dei suoi principi attivi, legata alla sua natura colloidale che, a sua volta, garantisce peculiari proprietà elettro- e idro-dinamiche (in termini di conduttività, potenziale zeta e tensione superficiale), rende fin da ora Cellfood® il candidato ideale, come coadiuvante, nel contesto di uno stile di vita salutare, in tutti i disturbi legati ad un'aumentata produzione di radicali liberi e/o ad una carenza di antiossidanti (da malattie infiammatorie, degenerative, metaboliche o terapie mediche, es. pillola, associate a stress ossidativo).

In tutte queste condizioni, Cellfood® può essere vantaggiosamente associato ad una o più formulazioni della sua linea, sia sistemiche (MSM, SAMe, SILICA, DNA-RNA, MULTIVITAMINE, VITAMINA C, DIET SWITCH) che topica (OXYGEN GEL), che soddisfano ampiamente le linee guida dell'Osservatorio Internazionale dello Stress Ossidativo per la gestione dello stress ossidativo nella pratica clinica.

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Eugenio Luigi Iorio

Eugenio Luigi Iorio è medico chirurgo, dottore di ricerca in Scienze Biochimiche, specialista in Biochimica e Chimica Clinica, è presidente dell'Osservatorio internazionale dello Stress Ossidativo e dell'Università Popolare Medicina degli Stili di Vita - Lifestyle Medicine.
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