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Mangia - Estratto dal libro "Vivi (Wellth)" di Jason Wachob

di Jason Wachob 1 mese fa


Mangia - Estratto dal libro "Vivi (Wellth)" di Jason Wachob

Leggi in anteprima il capitolo 1 del libro "Vivi (Wellth)" di Jason Wachob

Uno dei primi e più elementari aspetti del potenziamento della wellth deriva dal modo di nutrire il corpo. Sembra che tutti vogliano sapere qual è la “dieta” perfetta per avere un aspetto fantastico. Molti pensano che questo significhi mangiare solo cibi biologici, vegetali, crudi, a basso contenuto di grassi o di carboidrati.

Ma come si fa per sapere quale piano dietetico si addice esattamente al caso vostro? Esiste una dieta adatta a tutti, che sia in grado di portarvi allo stato di wellth?

In fatto di diete, io le ho provate tutte. Ogni libro sull’argomento promette benefici quali il dimagrimento, un aumento dell’energia, una pelle radiosa, un miglioramento della sessualità e un aumento della produttività e della capacità di concentrazione; ma io credo che questi approcci passepartout siano sbagliati. Ciò nonostante, ritengo che esistano alcune verità universali.

Sono alto 201 cm e peso 99 kg. Una distorsione di terzo grado alla caviglia destra, subita 25 anni fa, ancora oggi non mi consente di posare il tallone a terra. Adoro giocare a basket ma ho sempre odiato correre. Ai tempi del college, riuscivo ad arrivare con i gomiti fin sopra il canestro e a schiacciare con molta facilità, ma oggi non è più così. Adoro i cavolini di Bruxelles, ma odio i funghi. Stranamente, sono allergico al sedano.

Ognuno di noi, senza eccezioni, possiede talenti, fisime, simpatie e antipatie personali. Questo vi può sembrare ovvio, ma talvolta sembra che chi è nell’industria della salute e delle diete alimentari la pensi diversamente.

Non mi riferisco solo al sistema dell’assistenza sanitaria e al fatto che i medici trattino i sintomi anziché i pazienti. Penso piuttosto a come si concepiscono la dieta e l’esercizio fisico quotidiano. Com’è possibile che una particolare dieta o ginnastica sia adatta a tutti? Come può una dieta essere la stessa sia per un uomo di 41 anni alto 201 cm che pesa 99 kg e pratica quindici minuti di yoga alcune volte alla settimana, sia per una donna di 22 anni alta 1,57 m che pesa 46 kg e corre 24 km al giorno? Come si può essere tutti vegani o seguire tutti la dieta paleo? Com’è possibile per chicchessia credere che il suo programma per la salute sia appropriato per chiunque?

In realtà, ciò che fa bene a me potrebbe essere terribile per voi. Io ho un amore sviscerato per il caffè e sono felicissimo che contenga antiossidanti che potrebbero combattere il cancro. Ma al mio collaboratore ne basta anche solo un sorso per procurargli un penoso reflusso acido. Lui non fa altro che bere tè verde. Mia moglie ama correre presto, all’alba. Io odio correre in qualunque momento della giornata. La sola idea di vestirmi per andare a correre scatena una risposta di stress nel mio organismo.

Essere veramente wellthy significa trovare la propria ricetta personale: scoprire che cosa fa bene, che cosa fa sentire bene, che cosa si ama davvero. Si tratta di un processo di scoperta infinito. Esistono alcuni tipi di dieta e di esercizio fisico adatti in taluni periodi della vita, ma non in altri. Non solo dobbiamo trovare l’approccio adatto a noi, ma dobbiamo anche imparare ad adattarlo ai nostri bisogni, o a cambiarlo completamente nel corso della vita.

Sono stato un patito della palestra per gran parte dei miei 20 anni fino all’inizio dei 30: sollevavo pesi e mi allenavo ogni giorno alla macchina ellittica. Alla soglia dei 35 anni, dopo aver guarito la mia colonna vertebrale grazie all’enorme contributo dello yoga, facevo yoga ogni mattina e non praticavo niente altro. Verso la fine dei 30 anni, e ora che ne ho 40, ho apportato altre modifiche. Adesso faccio 15 minuti di yoga a casa per alcuni giorni alla settimana, sollevo pesi due volte alla settimana per 25 minuti e medito quotidianamente per 20 minuti.

Per quanta passione possa investire l’esperto di dieta paleo Chris Kresser nel proporre la sua dieta, ci insegna anche che i nostri corpi hanno bisogno di diete e alimenti diversi in base alle varie fasi di vita. Essere onnivori può essere fantastico a 20 anni, ma a 25 potremmo voler diventare vegetariani. A 30, potremmo scoprire che essere vegani è proprio ciò che ci ha detto di fare il medico. A 40, potremmo provare la dieta paleo; e a 45, si potrebbe tornare a essere onnivori.

Questa sicuramente è stata la mia esperienza. Verso i 25 anni seguivo una dieta a basso contenuto di carboidrati e zuccheri durante la settimana, mentre il fine settimana mangiavo e bevevo tutto ciò che volevo (bevevo decisamente troppo!). Verso i 35, quando ho cominciato a fare yoga seriamente, mi sentivo meglio se mangiavo vegetariano, sebbene di tanto in tanto mi nutrissi di carne. La mia digestione migliorava quando evitavo il glutine. Poi, alla soglia dei 40, sono passato alla dieta paleo e ho iniziato a mangiare molte verdure cotte, carne di manzo allevato al pascolo, salmone selvaggio e nessun alimento crudo (nel tentativo di eliminare un parassita da cui ero affetto). Negli ultimi mesi ho nuovamente ripreso a mangiare principalmente verdure (cotte o crude) e a non consumare più molta carne rossa. Ho aggiunto una varietà di cereali e occasionalmente il glutine.

Ho scoperto che non è più necessario oppormi all’idea di andare di tanto in tanto da Roberta a mangiare la migliore pizza di Brooklyn. Il piacere non va sottovalutato. Inoltre mi bevo uno o due Margarita (o anche tre: ce n’è una versione al succo di carota, che adoro) ogni volta che pranzo al ristorante messicano. Talvolta tutti abbiamo bisogno di una ciambella dolce. Probabilmente non è una buona idea mangiarne una al giorno, ma di tanto in tanto un po’ di golosità non può farvi male.

La vita dovrebbe essere divertente. Avere una dieta ossessiva può essere stressante e può provocare ortoressia, una malsana ossessione nei confronti del mangiar sano. Quindi, cercate di trovare un equilibrio nella dieta da seguire, oltre che nella vostra vita.

Qualcuno deve farsi avanti per dire che la risposta non consiste in un’altra pillola. La risposta è mangiare spinaci.
Bill Maher

E tenete a mente che le diete e i corpi cambiano, perciò è importante restare in ascolto e modificare la dieta ogni volta che sentite che c’è qualcosa che non va, per esempio la presenza di problemi digestivi, la mancanza di energia, l’aumento di peso o di noia e l’assenza di piacere nel mangiare. Non cadete vittime di quell’ortodossia della salute che non vi concede alcun margine di sperimentazione. Sintonizzatevi su ciò che vi fa sentire bene. Siate aperti al cambiamento. Il nostro organismo è in continua evoluzione, e così dev’essere anche per i nostri approcci al benessere.

Tuttavia, ritengo che i miei amici medici sarebbero tutti d’accordo nell’affermare che gli alimenti lavorati non sono ideali. Io cerco di non demonizzare alcuna particolare azienda alimentare, ma non ho problemi nel demonizzare lo zucchero. Alcuni studi arrivano ad affermare che lo zucchero crea più dipendenza della cocaina. Dimenticavo: in più ci rende grassi e malati.

C’è un fantastico film documentario intitolato Fed Up. It’s time to get real about food, che prende in esame alcune scomode verità sullo zucchero. Per esempio, lo sapevate che l’80 per cento dei 600.000 prodotti venduti nei negozi alimentari ha un’aggiunta di zucchero? O che una tipica bottiglia di bibita gassata contiene 16 cucchiaini da tè di zucchero proveniente da sciroppo di mais ad alto contenuto in fruttosio? Avete mai notato che sulle etichette alimentari compare la scritta «dose giornaliera raccomandata» indicata proprio accanto all’elenco di calorie, grassi e proteine? E che tuttavia non è indicata la percentuale raccomandata di zuccheri, sebbene al momento se ne stia discutendo alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense.

Non ti puoi aspettare di avere una vita vivace se nutri la tua coscienza con le merendine Twinkie.
Kris Carr, attivista del benessere e documentarista

Non siete ancora convinti dei danni provocati dallo zucchero? Allora dovreste guardare l’eccellente documento video andato in onda nel programma 60 Minutes3 di aprile del 2012, intitolato Cancer Loves Sugar (Il cancro ama lo zucchero). Lì si spiega che alcune delle istituzioni più rispettate di questo Paese hanno scoperto che lo zucchero può causare malattie croniche quali cardiopatie, obesità e cancro.

Esistono così tanti e diversi punti di vista sul cibo che una normale visita nel negozio di alimentari può trasformarsi rapidamente in uno sketch comico della serie TV Portlandia. In presenza di etichette che riportano diciture quali: «Basso contenuto di grassi», «Non contiene OGM», «Chilometro Zero», «Biologico», «Naturale », «Selvaggio», «Allevato con mangime a base di erba», «Allevato a terra», «Senza glutine» e «Privo di prodotti caseari» (potrei continuare all’infinito), il solo fatto di comprare qualcosa per cena può rappresentare un’impresa impossibile. Tuttavia, alcuni suggerimenti possono facilitarvi il compito.

Restate sul semplice. Cercate di evitare quanto più possibile il glutine, lo zucchero e gli alimenti lavorati. Se un prodotto è contenuto in una scatola, e se ha un’etichetta, cercate di non abituarvi ad acquistarlo. Evitare i cibi lavorati all’inizio può sembrare quasi impossibile, ma dopo qualche settimana diventa più facile.

Mark Hyman, autore ed esperto di benessere, afferma: «Comprate cose fatte da Dio, non cose fatte dall’uomo». Mangiate cibo vero. Comprate merci esposte prevalentemente lungo il perimetro del negozio di alimentari e comprate verdura e frutta fresca.

Se acquistate carni rosse, assicuratevi che provengano da animali allevati al pascolo o almeno da bestiame a cui non sono stati somministrati antibiotici e ormoni. E se comprate del pesce, assicuratevi che sia selvatico.

Le diete vanno e vengono

Il business delle diete è mostruoso. Oggi esiste una dieta quasi per tutto: ipolipidica, a basso contenuto di carboidrati, senza glutine, senza zucchero. Ma anche se le diete vanno e vengono, uno stile di vita resta con voi per sempre. Per quanto mi riguarda, ho intenzione di salire sul ring con il mio prossimo libro, intitolato Eat Mostly Vegetables (Mangiate soprattutto verdure). La bellezza di questo libro è che il titolo riassume completamente i contenuti dell’opera. Ho la sensazione che nessuno me lo pubblicherà.

Mangiate cibo vero. Con moderazione. Soprattutto vegetali.
Michael Pollan, In difesa del cibo

In realtà non credo tanto alle diete di per sé, quanto piuttosto alle linee guida alimentari in genere. Scelgo invece di essere consapevole: quello è il mio stile di vita in fatto di alimenti.

Voglio sapere da dove viene il mio cibo. Voglio sapere se è stato irrorato di sostanze chimiche o se ha subìto la somministrazione di antibiotici. Voglio sapere se contiene glutine e zuccheri aggiunti. Voglio sapere se è stato lavorato. Inoltre, sebbene sia un’esigenza ambiziosa, vorrei anche sapere se le persone che l’hanno colto, raccolto e prodotto sono state adeguatamente retribuite.

Voglio sapere tutte queste cose. Certo, qualche volta è impossibile scoprire simili informazioni, specialmente quando si pranza al ristorante. Perciò, quando non conosco tutti i dati, sono consapevole di stare facendo una scelta. Talvolta scelgo di mangiare ciambelle piene di zuccheri e di glutine lavorate industrialmente, semplicemente perché hanno un sapore delizioso. E a volte provo una gioia pura, sebbene effimera, nel gustare una di quelle deliziose ciambelle. Ma quando faccio davvero quella scelta, voglio essere io ad aver preso la decisione. E voglio sentirmi a posto per averla fatta.

Questo magico, meraviglioso cibo che c’è nel nostro piatto, questo sostentamento che assimiliamo ha una sua storia da raccontare. Lascia una sua impronta. Lascia un’eredità. Ma mangiare con incauto abbandono, senza coscienza, senza conoscenza… gente, questo non è normale.
Joel Salatin, Folks, this ain’t normal: a farmer’s advice for happier hens, healthier people, and a better world

Può succedere che una stessa persona possa apprezzare cibi bio e cibi spazzatura. E questo può sembrare contraddittorio, ma io non lo credo. Le persone non sono macchine, quindi possiamo essere incoerenti. Umani? Assolutamente sì.

Come riesco a far quadrare il fatto di mangiare una ciambella dolce di tanto in tanto con quello di credere, allo stesso tempo, che lo zucchero faccia malissimo? La parola chiave è equilibrio. Mangiare zucchero dovrebbe rappresentare uno sfizio, non certo un’abitudine. Questi momenti golosi possono certamente far parte del nostro equilibrio finché non diventano abituali, ed è a quel punto che la consapevolezza diventa incoscienza.

Qualsiasi cosa scegliate di mangiare, fatelo con consapevolezza, in modo tale da potervi godere completamente le vostre scelte.

Vivi (Wellth)

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Jason Wachob, ha fondato e dirige la più importante comunità indipendente dedicata alla salute e alla felicità mindbodygreen (che conta 15 milioni di singoli visitatori al mese). È apparso su importanti pubblicazioni quali il New York Times, Etrepreneur, Fast Company e...
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