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Mago ed esorcista - Estratto da "La Scienza dei Sigilli del Re Salomone"

di Joseph Kefir 5 mesi fa


Mago ed esorcista - Estratto da "La Scienza dei Sigilli del Re Salomone"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Joseph Kefir e scopri i segreti nascosti nei sigilli e nelle opere di uno dei re più famosi della storia

Secondo la narrazione biblica, Salomone (Shlomo) fu il terzo Re d'Israele, successore e figlio del Re Davide. Gli anni del suo regno, datato dal 970 al 930 a.C. circa, sono considerati un'epoca ideale per quella zona del mondo, senza guerre tra i popoli.

Salomone era noto per le sue conoscenze in medicina, tecnologia e agricoltura, oltre che per i suoi poteri legati alla magia occulta. Da sempre considerato "Saggio tra i Saggi", si narra che sapesse parlare il linguaggio delle piante e degli animali e che abbia portato l'acqua dall'India con la sola forza del pensiero, per irrigare i campi delle sue terre.

In un'era in cui "si volge lo sguardo verso le stelle" navigando nello spazio con sorprendenti risultati nel campo della tecnologia, della scienza e della medicina, oggi come allora ci si domanda da dove provenga la forza di creare, inventare e sviluppare. Da dove nasce il potere di costruire o di distruggere, di essere in sintonia con le forze della natura o di andare contro di essa?

I segreti di Re Salomone sono contenuti in tre libri attribuiti al sovrano, giunti fino a noi.

Il primo libro "La Chiave di Salomone" (Clavicula Salomonis), probabilmente il più celebre fra i testi di Magia Rituale, ha da sempre suscitato timore e reverenza per la potenza delle sue formule. Ne esistono alcune copie manoscritte, sepolte nelle grandi biblioteche di Londra, Parigi ed altre città. Il più antico di questi testi, nella sua traduzione in greco, risale al dodicesimo o al tredicesimo secolo: è conservato nel British Museum, ma non è ammesso alla pubblica consultazione.

Secondo la "Clavicula Salomonis" non esiste praticamente cosa che non si possa ottenere attraverso l'uso appropriato dei Sigilli. Oltre ad agire come difesa contro entità negative, conferiscono qualità "magiche":

"Ovunque tu vada se li avrai con te sarai completamente sicuro per tutta la vita; sarai gradito a tutti, dominerai il fuoco e l'acqua. Ogni cosa creata avrà terrore dei Nomi incisi su di essi, e ti obbedirà".

Nel suo libro "Antichità Giudaiche" del I secolo d.C, lo storico Giuseppe Flavio fa riferimento a un libro di incantesimi attribuito al Re Salomone:

Libro VIII: 42-49. "La prudenza e la saggezza che Dio aveva dato a Salomone erano così grandi che sorpassavano gli uomini antichi; anche gli Egiziani dei quali si dice che, per intelligenza, sorpassassero tutti gli uomini, paragonati a lui, non si distanziavano dì poco, ma apparivano lontanissimi dalla prudenza del Re.

Egli sorpassava in saggezza ed eccelleva su quanti nel suo tempo, tra gli Ebrei, avevano reputazione di grande abilità, e dei quali non tralascerò i nomi; erano: Athano, Aiman, Chalkeo e Dardan, figli di Emaon.

Compose pure millecinquecento libri di odi e canti, e tremila libri di parabole e similitudini, poiché compose parabole per ogni genere di piante, dall 'issopo al cedro, e allo stesso modo per gli uccelli e per ogni genere di creature terrestri, per quelle che nuotano e per quelle che volano. Non c'era nessuna forma naturale che non conoscesse o che non sottomettesse ad accurato esame; egli le studiò tutte in modo filosofico, e manifestò completa conoscenza delle varie proprietà.

Dio gli concesse la conoscenza dell'arte da usare contro i demoni a sollievo e vantaggio degli uomini; compose formule magiche per curare le infermità e lasciò varie forme di esorcismi con i quali scacciare definitivamente i demoni da coloro che ne sono posseduti.

E questo genere di terapia ha molto potere anche ai nostri giorni: io ho visto un certo Eleazaro, mio connazionale, il quale in presenza di Vespasiano, dei suoi figli, dei tribuni e di quantità di soldati, liberava i posseduti dai demoni; e le modalità della terapia erano queste: avvicinava al naso dell'indemoniato un anello che aveva sotto il suo Sigillo una delle radici prescritte da Salomone; e nell 'atto che l'uomo fiutava, espelleva il demonio dalle sue narici, e subito, quando l'uomo cadeva, egli, parlando in nome di Salomone e, recitando formule magiche da lui composte, scongiurava il demonio di non ritornare mai più.

Volendo poi persuadere gli astanti e mostrare loro che aveva tale potere, Eleazaro pose lì vicino una tazza o un catino pieno d'acqua e ordinò al demonio che, uscendo dall 'uomo, lo rovesciasse, facendo così vedere agli spettatori di avere lasciato l'uomo. Il fatto dimostrò chiaramente la sagacia e la saggezza di Salomone, per la quale siamo stati indotti a parlare di queste cose, affinché tutti possano conoscere la grandezza della sua natura, quanto Dio lo favorì, e affinché nessuno, sotto il sole, ignori lo straordinario potere di ogni genere che il Re aveva".

L'inquisizione del 1559 proibì "La Clavicula Salomonis", in cui si descriveva l'uso dei Sigilli, come opera pericolosa. Il loro utilizzo fu celato per secoli. Il libro inizia con l'avvertimento a non diffonderne il contenuto a coloro che sono indegni. Vi sono poi elencate le influenze dei pianeti sui riti propiziatori, con le ore e i giorni migliori per compiere le opere di magia. Seguono le istruzioni per la preparazione dei paramenti da utilizzare durante le cerimonie (tunica, calzari, corona) e del "cerchio magico", indispensabile per difendersi dalle forze del male durante le evocazioni.

A seconda delle richieste, l'operatore fabbricherà i diversi Sigilli, in grado di incutere terrore ai demoni convincendoli ad obbedire. "La Clavicula'" riporta formule che permettono di portare alla luce tesori nascosti, separare gli amanti, annientare i nemici, conquistare l'amore, fare carriera, compiere incantesimi, volare, rendersi invisibili e conoscere segreti nascosti.

Il secondo testo attribuito a Re Salomone è il "Lemegetori", o "Chiave Minore di Salomone".

Nella prefazione si racconta che il sovrano avesse usato le sue formule per imprigionare i demoni in un'anfora di rame, che poi aveva buttato a mare; ma alcuni Babilonesi trovarono l'anfora: convinti che contenesse un tesoro, l'aprirono e misero così i demoni in libertà. Narra la leggenda che da qui derivi il mito del vaso di Pandora.

Del "Lemegetori" esistono alcuni manoscritti conservati a Parigi e a Londra. La "Chiave Minore di Salomone" contiene dettagliate descrizioni dei demoni e dei rituali necessari per evocarli e costringerli a eseguire gli ordini dell'operatore, che nel testo viene chiamato "esorcista". Vengono date istruzioni precise circa i simboli, le procedure rituali da eseguire, le azioni necessarie per impedire che le forze del male prendano il sopravvento, i preparativi che precedono la loro evocazione e il modo in cui costruire gli strumenti necessari per l'esecuzione dei rituali.

Nel terzo libro, il "Testamento di Salomone", con testo in greco, risalente al I-III secolo d.C, si narra la storia di un giovane che lavorava alla costruzione del Santuario di Gerusalemme: ogni notte veniva visitato da un demone che lo derubava del suo sangue, della sua paga e del suo cibo. Salomone chiese aiuto all'Eterno perché gli desse la forza di contrastare le influenze negative e fu l'arcangelo Michael a consegnargli "l'anello magico" a cinque punte che aveva il potere di comandare le forze del bene e del male. Il Re esercitò il suo straordinario potere sui demoni per costringerli a costruire il tempio di Gerusalemme, compiendo scavi di notte senza bisogno di luci o di attrezzature.

A questo proposito esistono antiche miniere sulle rive del Mar Rosso, i cui cunicoli non recano segni di torce o di fuliggine: la leggenda dice che fu in queste miniere che Salomone mandò a lavorare i demoni. La costruzione fu considerata una delle sette meraviglie del mondo sia per l'impianto architettonico che per la ricchezza dei materiali impiegati per decorarlo: legno di cedro, argento, oro e pietre preziose usati in grande quantità.

Salomone usò la forza conferitagli dall'anello per aiutare e proteggere gli altri, ma anche per aumentare il proprio potere. II procedimento consisteva nel chiamare un demone, interrogarlo sul suo nome e sulle sue funzioni, e ottenere da lui la parola con la quale poteva essere dominato.

Nel suo testamento, Salomone si rivolge al figlio Roboamo con le seguenti raccomandazioni:

"Dunque in questi pentacoli egli troverà i grandi e santissimi Nomi di Dio, da Lui stesso incisi sulle Tavole di Mose. Questi, io Salomone li ho appresi grazie a un angelo. E li ho raccolti e conservati per il bene di tutta l'umanità e per la difesa del corpo e dell 'anima contro gli spiriti malefici. Amato mio figlio, ti ordino di non celare questa Scienza, ma di farne parte i meritevoli, sempre sotto stretta osservanza a non profanare ciò che è divino. Ma non dovrai divulgare queste cose fra gli ignoranti, perché ciò sarebbe biasimevole come gettare perle ai porci: al contrario, la Sapienza da un saggio deve essere tramandata soltanto a un altro saggio, in modo che il Tesoro dei Tesori non cada mai nell'oblio".

Il potere dei Sigilli di Salomone è noto agli Ebrei da migliaia di anni, ma sia i Cristiani che i Musulmani credevano nella forza dei suoi Sigilli, al punto che alcune loro immagini si trovano in molte decorazioni murali di Chiese e Moschee o su amuleti portafortuna in pietra o metallo.

La Scienza dei Sigilli del Re Salomone

Le chiavi di accesso a 44 antichi segreti di saggezza

Joseph Kefir

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Joseph Kefir, nato a Gerusalenirne da una famiglia di kabbalisti, nella sua pratica quotidiana di terapeuta utilizza i codici mistici di re Salomone, fondati sui testi della Kabbalah. Fin da bambino Joseph ha avuto come lingua madre il linguaggio della nonna Rachel Mizrahi Kaya, celebre...
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