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Lo yoga dell'aria - Estratto da "Acro Fly Yoga e Vayu Yoga"

di Mahatma Kaur (Paola Caterina del Monaco) 6 mesi fa


Lo yoga dell'aria - Estratto da "Acro Fly Yoga e Vayu Yoga"

Leggi in anteprima un capitolo estratto dal libro di Mahatma Kaur e scopri in cosa consiste questa pratica dello yoga legata all'elemento dell'aria

In confronto a una vita intera dedicata alla pratica dello yoga classico e allo studio dei suoi testi, insegno lo yoga aereo da poco tempo.

L'esperienza di leggerezza fisica e spirituale che questa pratica determinò nel mio animo fin dalle primissime esperienze, fece scaturire una breve frase nella mia mente:

Come i santi, gli artisti e gli innamorati, voliamo. Senza macchine e senza ali: forte è il nostro ardore. Voliamo: solo un morbido drappo ci avvolge.

Mi piace ripetere qui questa frase, come se fosse una breve poesia, perché è vera e a ogni volo si conferma.

Indice dei contenuti:

Yoga in sospensione

L'AcroFlyYoga è una pratica cinestetica completa che si svolge sospesa in aria. E in grado di sviluppare molti benefici fisici e anche un nuovo spazio mentale. Viene praticata in tutto il mondo con nomi diversi, ed è stata molto bene accolta nell'ambito dell'acrobatica aerea soprattutto da danzatori, acrobati e circensi nel cui grembo culturale e tecnico nasce.

Richiede due ancoraggi di sicurezza al soffitto a cui si fissa una fascia di tessuto (per lo più di un nylon ben resistente) molto lunga e piegata a metà così da poter fissare, tramite un moschettone, un capo a un ancoraggio e uno all'altro. È uno sport e un'arte acrobatica che per vari motivi si fonde con lo yoga, perché in parte ne deriva.

La pratica yoga ci offre da millenni tecniche mirate a uscire dal labirinto della mente, ad acquietare il costante cicaleccio dei pensieri - yoga china vritti nirodha (yoga è cessazione dell'interferenza del mentale) - quella frequenza disturbante e sempre attiva dietro alla quale attende di essere conosciuto l'Atman, la Coscienza, la nostra vera natura.

Questo è il pensiero di Patanjali (il riordinatore della pratica yoga) e di tutta la filosofia Sankhya su cui i suoi Yoga Sutra si fondano.

Il brusio del mentale, indaffarato a tutelare e arricchire l'ego meccanico della nostra struttura corporea, scende come un sipario a celare il nostro spirito. Di tanto in tanto lo percepiamo come una presenza che osserva e ci consiglia da dietro le quinte, nei momenti più gravi.

La natura meccanicistica, ossia Prakriti, è il nostro corpo più denso e la nostra mente grossolana che si ribella al saggio consiglio dello spirito e, avida, procede con i suoi sistemi di desiderio e avversione. Sempre preoccupata di perdere e desiderosa di ottenere, sacrifica la grandezza gioiosa dello spirito che resta dietro ai fondali. Mai nel momento presente: Prakriti mal si troverà con il suo ottuso sistema che la lascia sempre insoddisfatta, mancante di qualcosa che è rimasto nel passato, timorosa o trepidante per qualcosa che è ancora nel futuro.

L'AcroFlyYoga, con i suoi esercizi prodotti in sospensione, badando a un equilibrio totalmente instabile, richiede costante presenza nel qui e ora. Tanto quanto qualsiasi altro tipo di yoga pretende la nostra lucida aderenza all'attimo attuale, più di qualsiasi altro tipo di yoga riesce nell'intento di far tacere la mente in Prakriti al ristante.

Varie combinazioni di posizioni yoga (asana) vengono prodotte in sospensione e in presenza di oscillazione. Anche la minima oscillazione, non evidente all'occhio dell'osservatore, determina un'attenzione molto forte necessaria per governare le lievi o ampie modificazioni di un equilibrio dinamico particolarmente suscettibile a seconda degli spostamenti del baricentro.

Se, una volta impostata, la posizione sul tappetino ci consente anche per pochi attimi di vagare col pensiero a situazioni che tornano a inquinare il nostro spazio mentale, la posizione impostata sul drappo è sempre da confermare e precisare. La macchina Prakriti resta impegnata per tutta la durata della pratica in questo costante lavoro di attenzione. Finalmente il sipario si solleva: la Coscienza può risplendere in tutta la sua gioia indisturbata.

L'oscillazione in sospensione richiede un diverso tipo di controllo dell'equilibrio e, nei momenti di inversione (che si producono in condizione di modificata compressione), facilita l'allineamento. La condizione del tutto inesplorata determina una nuova produzione di sinapsi necessarie a indagare spazi e direzioni che il corpo fisico scopre per la prima volta.

Il sistema nervoso si rinnova e si rilassa pur nella presenza. Si conquista la condizione di simpaticotonia (ricercata da tutti i tipi di yoga) in maniera più rapida e grazie al costante impegno delle zone ipotalamiche del cervello e del cervelletto attivate per controllare costantemente l'equilibrio. Invertendo la posizione del corpo mentre è sospeso in aria non solo si forniscono molti benefici fisici (come la decompressione spinale), ma si consente un'espansione della mente creando fiducia, superando, con le nuove capacità acquisite, la paura e consentendo un cambiamento della percezione fisica, della consapevolezza della propriocezione.

Si rivivono gli stati propri all'età prenatale portando ulteriore benessere e senso di pace: il cuore pulsa di energia gioiosa. La pratica conduce inoltre a un maggiore senso di fiducia. Tutto ciò pone in grado di esplorare una ritrovata libertà e di risvegliare quel bambino interiore che è in noi. Ma andiamo per gradi e prima di tutto acquisiamo i modelli posturali yoga base (asana).

Yoga e asana

Non potremmo praticare yoga aereo senza aver prima conosciuto lo yoga sul tappetino, sarebbe come voler mettere il tetto prima di aver costruito la casa. Quindi pazientemente affrontiamo il tirocinio che ci porta ad acquisire le asana a terra.

Possiamo suddividere le asana sotto otto categorie di modelli posturali:

  1. Inversioni
  2. Flessioni laterali
  3. Flessioni
  4. Estensioni
  5. Torsioni
  6. Asana di equilibrio
  7. Asana meditative (asana sedute)
  8. Asana di rilassamento

Tutti i modelli posturali hanno la capacità di rendere migliore, ossia equilibrato e poi potenziato, lo scorrimento delle energie vitali lungo le nadi, ossia lungo i percorsi di scorrimento pranico.

Pranayama

Lo yoga non è solo asana. Gli otto tipi di modello posturale non sono che un aspetto della pratica, uno dei tanti strumenti applicati dallo yoga per poter attingere a un nuovo stato di coscienza laddove le vritti cessano e l'Atman riprende di diritto la guida del nostro essere.

Altri aspetti dello yoga, già enunciati negli Yoga Sutra di Patanjali, sono il controllo del respiro detto pranayama, e i vari livelli di controllo della mente, come dharana, dhyana e samadhi (sviluppati nello yoga aereo nella sessione che chiamiamo Vayu Yoga), oltre ai prerequisiti morali da sviluppare di Yama e Niyama.

Yama è ciò che moralmente è bene non fare (nonviolenza, astensione dalla menzogna, onestà, astensione dalla vita sessuale, astensione dall'essere avidi: ahimsa, satya, asteya, bramacharya, asparigraha) e Niyama è ciò che è sempre buona norma fare (purificazione, accontentarsi, austerità nello studio della disciplina, osservazione e conoscenza di se stessi, abbandono alla volontà divina (saucha, santosha, tapas, svadhyaya, ishvarapranidhana).

Il pranayama è la capacità di governare le vie di scorrimento energetico. Si esegue tramite il prana respiratorio ma non è la respirazione.

Il prana è stato definito la somma delle energie cosmiche e per gli esseri viventi la somma delle energie vitali.

André Van Lysebeth (uno dei pionieri dello yoga in Occidente), volendone dare una definizione scientifica più accettabile al modo di sentire occidentale, lo considerò prossimo alla particella ionizzata, carica cioè di un elettrone in più rispetto alla sua normale struttura atomica.

Quell'elettrone in più, facilmente cedibile poiché esterno alla struttura coesa dell'atomo, viene captato nel flusso dell'aria inspirata dai recettori nervosi che sono presenti nell'essere umano presso le conche turbinate.

Flussi di elettroni si dipartono quindi dai turbinati, scindendosi dall'aria che prosegue il suo viaggio verso gli alveoli polmonari dove darà luogo ai noti scambi gassosi della respirazione polmonare. Il flusso pranico invece procederà attraverso le sue nadi o meridiani, vie di scorrimento bioelettrico che rende l'organismo umano tanto simile a un circuito stampato.

Ogni meridiano, secondo la dinamica dei cinque elementi della Medicina Tradizionale Cinese, controlla un organo di base e un organo escretore, le loro funzioni e anche aspetti dello psichismo umano, secondo lo schema che segue:

ELEMENTOLEGNOFUOCOTERRAMETALLOACQUA
ORGANIfegatocuoremilza, stomacopolmonireni, vescica
PSICHISMOrabbiagioiariflessionetristezzapaura
TESSUTOnervivasi sanguignimuscolimucosemidollo
SUONOgridorisacantopiantogemito

Praticando lo yoga aereo, non sarà probabilmente possibile sempre applicare vere e proprie tecniche di pranayama, ma sarà comunque da osservare una respirazione diaframmatica più consapevole possibile mentre l'asana eseguita andrà a rendere ottimale lo scorrimento pranico lungo il meridiano a cui il percorso viene esteso, un vero e proprio stretching dei meridiani attraverso il quale l'impulso bioelettrico rende più costante ed equilibrato il suo fluire.

Acro Fly Yoga e Vayu Yoga

Lo yoga aereo

Mahatma Kaur (Paola Caterina del Monaco)

Asana praticate in sospensione e in presenza di oscillazione. Invertendo la posizione del corpo, mentre è sospeso in aria, non solo si forniscono molti benefici fisici (come la decompressione spinale), ma si consente...

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Mahatma Kaur, è il nome spirituale ricevuto nel 1985 dall'autrice Paola Caterina del Monaco. Nata a Milano ha coltivato fin dall'adolescenza lo studio delle discipline orientali seguendo, sia in Oriente che in Occidente, gli insegnamenti di illustri Maestri di Hatha, Kriya, Kundalini...
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