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Lo Scambio di semi: un modo per preservare la diversità

di Lo Staff di Macrolibrarsi.it 2 anni fa


Lo Scambio di semi: un modo per preservare la diversità

"Le cultivar locali preservano sapori che sono ad un tempo identità di chi vive i territori, preziosa scoperta per chi li visita e giacimento per chi ne trae ispirazione."
Carlo Petrini

La cultivar è per le piante l'equivalente delle razze animali: come chihuahua, levrieri, cocker, san bernardo e pastori maremmani sono tutti cani (Canis lupus familiaris) pur avendo caratteristiche fisiche e caratteriali molto diverse, così avviene anche tra le piante.

Per esempio nella sola Europa vi sono oltre 200 cultivar di patate, ossia 200 tipi diversi di patate, che si differenziano l'uno dall'altro per dimensioni e aspetto, sapore, produttività e resistenza della pianta.

Tutto ciò rischia di andare perso: oggi i contadini non producono più autonomamente i propri semi ma li acquistano da poche multinazionali che hanno il monopolio dell'industria sementifera, e diffondono poche limitate varietà di cultivar.
A ciò si oppone lo scambio di semi: una pratica che permette la sopravvivenza di quelle varietà (o per essere più precisi di cultivar) antiche, locali o con una diffusione molto limitata, ed a rischio di scomparsa.

Si tratta semplicemente di offrire semi di questa varietà ad altre persone, facilitando la diffusione dei semi.

Perchè scambiare i semi?

Lo scambio di semi permette di risparmiare: autoprodurre i propri semi significa non dover più andare ad acquistare i semi ogni anno. Non solo, se vi servono semi che non avete, potete chiederli al vostro vicino d'orto, offrendogli in cambio i vostri: si tratterà di uno scambio equo, che permetterà ad entrambi di coltivare qualcosa di nuovo a costo... zero!

Inoltre, le piante che avete non rischieranno di soffrire il troppo freddo se vivete in montagna, né il caldo se siete al Sud: semplicemente anno dopo anno avverrà una continua selezione naturale per cui vi ritroverete ad avere nell'orto e nel giardino piante sempre più adatte al territorio in cui vivete. Niente più perdite di raccolto dovute al clima troppo rigido o troppo arido! E niente OGM!

Lo scambio di semi contribuisce anche a contrastare la globalizzazione e le monocolture che si stanno diffondendo in tutto il mondo. Infatti se una monocoltura viene colpita da parassiti o avversità ambientali, vi sono seri problemi: basti pensare ai Kiwi italiani. In Italia, nel corso dell'ultimo secolo si è diffusa un'unica cultivar di kiwi, che però oggi è decimata da un batterio: lo pseudomonas syringae. I danni economici sono rilevanti.
E se ad essere decimato fosse stato il grano, che è alla base della nostra alimentazione quotidiana?

Ma soprattutto lo scambio dei Semi è un mezzo fondamentale per la salvaguardia della diversità.

Prendiamo ad esempio i vini, e per la precisione il Pinot Noir: è uno dei vitigni più difficili da coltivare e la produzione è talmente diversa di anno in anno che si stima offra un'annata buona ogni 5 anni. Eppure è considerato uno dei vitigni più nobili, e pregiati perché offre un vino di altissima qualità. E proprio la sua pregiatezza gli ha permesso di sopravvivere a quelle logiche di mercato che hanno soppresso molti altri vitigni con la sua stessa instabilità, considerati non sufficientemente convenienti.

Ricordiamoci che il mondo è bello perché è vario!

Per questo motivo domenica 12 Gennaio 2014 parteciperemo al Liberoscambio di semi che si terrà al Castello di Sorrivoli, un evento gratuito e autogestito!

Per ulteriori informazioni clicca qui

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