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La Via Occulta - Estratto da "Magia Applicata - Aspetti dell'Occultismo"

di Dion Fortune 10 mesi fa


La Via Occulta - Estratto da "Magia Applicata - Aspetti dell'Occultismo"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Dion Fortune e scopri insieme a lei i principi della magia e dell'occultismo

In principio, quando incominciai a studiarla, la Scienza Occulta era assai riservata e reticente.

Le diverse società aperte esistenti allora, o erano puramente esoteriche ed elementari, oppure erano veri e propri specchietti per le allodole, cosicché era difficile orientarsi nella ricerca di un insegnamento concreto e, a meno di non essere medium, si restava tagliati fuori da ogni sapere.

Ora la situazione è mutata, in una certa misura, ma resta il problema di sapere se tanti e quali vogliono l'insegnamento dell'occulto oppure no.

Indice dei contenuti:

Applicazioni pratiche dell'Occultismo

Siamo così abituati a pensare che per avere qualche nozione pratica di occultismo uno debba estraniarsi dal mondo, da rendere impossibile per la stragrande maggioranza seguire quella strada. Ciò significa che tanta gente che avrebbe potuto trarre beneficio da questo insegnamento non ha potuto accostarsi a questi studi. Io penso che ciò sia un peccato.

Quando iniziai, era decisamente difficile. Più ci penso, più mi convinco che il lavoro dell'esperto è una cosa e il risultato generale dell'insegnamento un'altra. Infatti, gli esercizi eseguiti dal ginnasta allenato sono decisamente superiori alle normali possibilità dell'uomo comune; tuttavia gli stessi esercizi che servono ad allenare il ginnasta, non così intensi, servono a mantenere sano e forte chi li pratica regolarmente.

Io penso che accada la stessa cosa con l'occultismo: chi vuol diventare un esperto e compiere le grandi gesta della Magia, diverrà l'equivalente del ginnasta, ma ciò comporta un allenamento assai intenso e faticoso. Io ritengo che il primo frutto di questo lavoro sia di rendere disponibili gli insegnamenti per quelle persone che non possono abbandonare tutto, quelli il cui Karma li lega alla vita quotidiana.

E' interessante notare che nell'epoca in cui ebbe inizio in occidente la rinascita dell'occultismo, circa nel 1875, ebbero inizio tre movimenti: l'Occultismo, il Movimento spiritistico, e la Scienza Cristiana, che ebbe per frutto il Nuovo Pensiero.

Sono tre strade distinte che trattano le forze occulte. L'occultista basa il proprio lavoro sulla tradizione e in genere si serve del cerimoniale. Lo spiritista si avvicina sullo stesso terreno, ma non ha tradizioni e basa il proprio lavoro sulla sperimentazione. Lo Scienziato Cristiano non ha tradizioni né prove, ma basa il proprio lavoro sulle potenze della mente. Spiritismo e Scienza Cristiana sono procedimenti empirici. Chi studia il movimento dei guaritori della Scienza Cristiana scopre che possiede un metodo eccellente, ma raramente chi lo pratica riesce a spiegarlo. L'Occultismo è la base scientifica di tutti questi movimenti e può spiegare il fenomeno dei diversi modi della pratica e dell'esperienza. Proprio in questo sta il suo valore.

La Scienza Cristiana e il Nuovo Pensiero danno frutti apprezzabili, ma non offrono alcuna spiegazione che sia accettabile per chi pensa con il proprio cervello; ciò nonostante i risultati li danno. Conseguentemente, trovate quelle basi e non disprezzate i risultati. Io affermo che nelle dottrine esoteriche troviamo una spiegazione di tanti fatti della vita da rendere più ricco chiunque li scopra.

La vita sarebbe una cosa ben diversa se avessimo un indizio sui suoi scopi. Senza di questo, siamo come foglie al vento, ignoriamo dove siamo e dove andiamo; siamo ciechi e brancoliamo senza la certezza di non finire in un precipizio. Invece, se accettiamo le dottrine esoteriche, ci ritroviamo ad essere parte di un grande tutto. Scorgiamo il nostro posto nella Natura, scopriamo da dove veniamo e dove siamo diretti; scorgiamo la relazione che ci lega al Cosmo e la vita intera si dischiuderà ai nostri occhi.

Ecco cosa può dare la scienza esoterica: una vastissima, profonda applicazione pratica dell'occultismo. Questa è la mia esperienza con molti scienziati esoterici: essi ne fanno una specie di studio intellettuale, ma non lo applicano ai problemi pratici; sono più o meno impegnati in un lavoro di ricerca, nello studi di sistemi di simboli, la Cabala, ecc., ma, fatta eccezione per la divinazione, per loro questi studi non hanno applicazione pratica.

Queste divinazioni sono nel complesso molto equivoche, e tendono a demoralizzare la prospettiva individuale della vita. Se a qualcuno deve accadere qualcosa di bene o di male fra breve, a che serve dirglielo prima? Però possono trovare la spiegazione delle cose in una interpretazione della vita. Quando studiamo gli insegnamenti esoterici dell'evoluzione, scorgiamo una panoramica tremenda che si schiude davanti a noi. Ovvio che il credo della reincarnazione è implicito nell'occultismo, come quello nella trasmissione del pensiero.

Proprio in questo abbiamo, a mio parere, uno degli insegnamenti più illuminanti che si possano dare ai problemi della vita. Cosa può mai fare un essere in una vita per guadagnarsi il paradiso o l'inferno per l'eternità? Nessun dubbio che l'insegnamento della reincarnazione sia più ragionevole: uscire di scena e rientrare, uscirne ancora per una successiva reincarnazione e fare ulteriori esperienze. Ecco, secondo me, un meraviglioso concetto dell'esistenza: che dietro di noi si allunghi una lunga catena di incarnazioni. Noi non le ricordiamo perché la catena della memoria è spezzata, ma esse sono lì e la Divina Favilla è in noi il nocciolo attorno al quale l'esperienza ha costruito un tutto che forma il carattere e le capacità di ciascuno.

Questo concetto ci offre una profonda filosofia della vita. Se le fortune della vita procedono alla cieca, allora sì che siamo veramente miseri! Ma se vediamo che il vasto profilo delle esperienze spirituali che la vita ci offre è deciso dalla nostra stessa anima, allora incominciamo a comprendere come dobbiamo prendere le cose.

Poi sorge un'altra questione: la grande dottrina esoterica dei piani invisibili dell'esistenza. Questi insegnamenti ci dicono che quanto vedono o toccano i cinque sensi non costituisce il tutto dell'esistenza. Possiamo averne conferma usando il microscopio, ma l'occultista va oltre e afferma che c'è anche tutto un dominio della mente e dello spirito che non scorgiamo con i nostri sensi fisici. Qui vivono le grandi Forze che attivano la vita e le sue circostanze. In esse possiamo trovare la chiave delle condizioni di vita sul piano fisico, chiave che non si ritrova altrove.

I frutti del Karma

Uomini come Coué manipolano queste forze invisibili con successo. Se comprendiamo queste condizioni possiamo essere liberi, e allora possiamo lavorare con esse e manipolarle anche noi. Ma ci riusciremo soltanto entro limiti ben definiti. La Scienza Cristiana non pone limiti, ma se osserviamo i risultati che si ottengono allora scopriamo che i limiti ci sono. Ci sono certe cose nelle quali è saggio non interferire. L'occultista non tenta di dominare la Natura, ma tenta di entrare in armonia con queste grandi Forze Cosmiche, lavora con esse.

Un esempio illustrativo potete averlo osservando le chiatte che, sul Tamigi, partono quando la marea cambia; si avvantaggiano della conoscenza delle maree e il fiume fa il resto. Noi, nella vita, dovremmo avere le stesse conoscenze e la stessa saggezza; dovremmo comprendere le leggi naturali dell'invisibile. Sono leggi naturali e in esse non c'è nulla di pauroso. Se le comprendessimo, renderemmo la vita assai diversa. Certo che ci sono condizioni che bisognerebbe accettare, cioè i frutti del Karma, ma non vorrei che pensaste al Karma nella crudezza con la quale talvolta viene dipinto: non è questione di occhio per occhio, né se derubate una persona in questa vita, quella stessa persona vi deruberà nella vita futura.

Non è così semplice; è che qualcosa nella vostra natura deve essere realizzata e mutata affinché possiate ritrovarvi in armonia. Sino a quando quel particolare fattore rimarrà nella vostra natura, causerà inevitabilmente, nella vostra vita, quella specie di guai. Errori intenzionali, misfatti deliberati, si scontano effettivamente nelle vite future. Potete evitare di pagarne il fio in questa vita (tutti abbiamo visto i malvagi prosperare come un bosco rigoglioso), ma gli effetti si perpetuano e vi vengono addebitati, e a tempo debito dovrete pagare.

Questo pagamento avviene sempre in valori spirituali; imparerete che dovete effettuare alcuni adattamenti, e quando li avrete effettuati la pressione si attenuerà e sarete liberi. Così, un passo alla volta, acquisterete carattere ed equilibrio. Ci guadagniamo la libertà imparando le lezioni che la vita ci impone; se rifiutiamo, esse diventano sempre più drastiche. Quando si giunge ad un certo grado di sviluppo, diventiamo più sensibili e abbiamo maggior forza spirituale, e i nostri problemi divengono più acuti. L'anima può aver deciso di procedere speditamente, e ci fa piovere tutto il Karma necessario in forma concentrata. Sembra che tutti i guai debbano piovere su quest'anima, ma attraverso un'incarnazione di tribolazioni l'anima si purifica, e l'incarnazione successiva si dischiuderà esente da queste condizioni.

Un'incarnazione singola non basta a fornirci un indizio, ma ci lascia con un senso di ingiustizia. Se vedessimo tutte le nostre vite passate spiegate davanti a noi, le cose ci apparirebbero diversamente. Dovremmo sempre considerare le cose alla luce di tre vite. Nello spazio di tre vite possiamo raggiungere i nostri scopi. Le condizioni della vita futura le stabiliamo ora, anche se attualmente dobbiamo prendere, tutto o in parte, il Karma lasciato dalla nostra precedente incarnazione. Alcuni dicono: "Una vita sola è già un fardello troppo pesante." Ma c'è un altro modo di considerare quel fardello: se dividiamo tutte le nostre tribolazioni per gli evi eterni delle nostre vite, la proporzione muta. Sull'anima scende un senso immenso di liberazione quando comprende che l'Io continua, che questa incarnazione è soltanto un incidente nella sua lunga carriera.

Non si può dare a nessuno quella liberazione spiegandogli semplicemente le cose logiche, ma poi sopraggiunge la coscienza improvvisa di qualcosa che è accaduto in precedenza, e ciò causa una grande alterazione dei valori della vita.

Ancora una volta, se esaminiamo i problemi della nostra esistenza possiamo scoprire che può essere perché ci affrettiamo e sviluppiamo in fretta e allora diciamo: "E' la condizione materiale che ci "affligge, perciò ci è necessaria e dobbiamo imparare la lezione che scaturisce da essa." Tentiamo di interpretare il significato spirituale di questa esperienza, sviluppiamo le nostre anime meditandola. Quando l'anima ha acquisito questa qualità o impara la lezione che deve imparare, allora il peso del karma ci viene tolto. Se lottiamo contro le nostre condizioni non le mutiamo sino a quando non conquistiamo la libertà. Crediamo che saremmo felici se solo alcune condizioni mutassero, e invece no, perché le condizioni sono in noi stessi, e se mutassero ne scaturirebbero altre simili.

Quando lavoravo in una clinica per malattie nervose, fatti del genere accadevano di continuo: la stessa specie di guai si manifestava ripetutamente nella medesima esistenza. C'era una donna che era stata aggredita da balordi tre o quattro volte nella sua vita. Sono cose che non accadono a tutti in una vita normale, ma capita anche che una poveretta sia ripetutamente preda di bruti e che sia trattata crudelmente, prima dal padre, poi dal marito, e magari sul lavoro. Insomma, troviamo forme particolari di tribolazioni che ricorrono continuamente nell'esistenza di certe persone e deve esserci qualcosa che determina questa ricorrenza.

Se consideriamo le nostre esperienze passate, anche noi possiamo scorgere una traccia, magari vaga, di questo fenomeno, e siamo indotti a pensare che nel nostro essere esista un fattore preminente che attinge alle forze invisibili. Il solo modo per fronteggiarlo consiste nel mutare carattere mediante la meditazione, costruendo una forma di pensiero o distruggendo deliberatamente quelle che chiamiamo forme di pensiero capaci di convogliare su di noi quei fatti indesiderabili. Queste sono le applicazioni pratiche dell'Occultismo e non occorre essere esperti per riuscire. In un modo o nell'altro, formiamo pensieri-forma in continuazione. I nostri pensieri non solo influiscono su di noi, ma formano canali di ingresso e attirano le forze corrispondenti che sono nel Cosmo. Se vi circonderete di pensieri di odio attirerete su di voi una sorta di odio cosmico. L'occultista ha un metodo per etichettare queste forze e studia questi fenomeni.

Troviamo un sistema simile sull'Albero Cabalistico della Vita e il credo implicito in esso può essere utilissimo; esso svela i tremendi poteri della mente e i limiti severi nei quali opera, che tanto possono influire. Queste dottrine dovrebbero lievitare sempre di più. La Società Teosofica ha fatto un grosso lavoro in questa direzione, ma ha esercitato un richiamo prevalentemente sugli eterodossi e sui ribelli. E' una grossa perdita, perché questi studi dovrebbero, e potrebbero, essere presentati in modo che non finiscano per estraniare la mente erudita, indispensabile nella scienza pura.

La medicina moderna si converte all'insegnamento occulto. Le cose che disse la Blavatsky e furono derise e disprezzate, adesso diventano materia di medicina pura e si prestano a grandi applicazioni. Dovrebbero essere applicate alla sociologia, all'amministrazione carceraria e delle case di ricovero dove le forme di pensiero imperanti possono reinfettare i ricoverati se non le neutralizziamo. Possiamo considerarne l'applicazione pratica in medicina, della quale possiede, essa sola, la vera chiave.

Se ci occupiamo dell'uomo soltanto come corpo, il risultato è decisamente insoddisfacente, come lo sarebbe se ci occupassimo dell'uomo come spirito soltanto seguendo il concetto ortodosso, che sarebbe altrettanto ingiusto. Autointossicazione e peccato non sono la stessa cosa. L'uomo è quadruplo e come tale va trattato e bisogna capire a che livello è l'origine del male. Le forze vitali del livello spirituale sono la chiave di tutto il problema e queste forze vitali vengono traslate attraverso l'intelletto e la comprensione e condotte ai diversi piani.

Questi sono alcuni degli insegnamenti esoterici, dei quali ognuno può approfittare. Penso che il gran bisogno di segretezza nell'occulto sia tramontato, ma in parte è ancora necessario. Un po' perché una mente di gruppo, o collettiva, è necessaria per alcune forme di occultismo pratico, e questo va conservato e non dissipato come accadrebbe se diventasse proprietà e cognizione comune. Inoltre, è necessario per salvaguardare le persone dal pregiudizio popolare.

Nei suoi libri sul Tibet madame David-Neel ci narra che lassù non c'è alcun segreto sull'insegnamento dei Lama e sulla saggezza interiore. Le cose che restano segrete sono i metodi pratici con i quali istruiscono i loro allievi, e lei stessa, nei suoi libri, rivela molti insegnamenti che sono chiavi importanti per la comprensione di molte dottrine. Non ci sono misteri che circondino gli insegnamenti, ma solo sui metodi pratici con i quali la gente comune potrebbe causare danno. E così comprendiamo che il lavoro pratico dell'occultismo deve essere fatto solo da menti allenate, perché richiede un alto grado di addestramento, ma i principi possono essere di valore inestimabile, e più sono diffusi meglio è.

 

Tratto dal libro:

Magia Applicata - Aspetti dell'Occultismo

Due opere di Dion Fortune in un unico volume

Dion Fortune

Un prezioso volume con due opere di una delle più importanti autrici di magia cerimoniale e di ermetismo. Un vero e proprio cammino nel mondo dell'occulto accompagnati da una grande guida.

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Dion Fortune

Dion Fortune (Violet Mary Firth, 1891-1946), psicanalista freudiana ed esperta di magia, appartenne per qualche anno all’ordine cabbalistico della Golden Dawn per poi fondare il suo gruppo di studi occulti,“The Fraternity of the Inner Light”. Fu forse la prima scrittrice di...
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