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La scoperta del proprio corpo : un obbligo per tutte le donne

di Lo Staff di Macrolibrarsi.it 2 anni fa


La scoperta del proprio corpo : un obbligo per tutte le donne

Testo tratto liberamente da un articolo di Simona Oberhammer

Al giorno d'oggi le donne hanno un pessimo rapporto con il proprio corpo, e soprattutto con la parte che le rappresenta di più: gli organi femminili.

I motivi sono vari e molteplici:

  • a differenza degli organi maschili, gli organi femminili non sono visibili. Le donne possono vedere solo il proprio seno, per vedere la vulva le donne si devono armare di uno specchio, mentre ovaie, tube, utero e vagina restano invisibili, celati all'interno del corpo femminile.
  • proprio per questo stesso motivo, le donne fanno fatica a conoscere i propri organi femminili.
    Purtroppo la conoscenza del corpo femminile passa quasi esclusivamente attraverso i testi di anatomia e di scienza, testi sistematici e razionali. Questa forma di conoscenza è adatta agli uomini, che sono abituati a seguire la ferrea logica, ma non alle donne, che si affidano più a intuizioni e a emozioni. Infatti le donne non vogliono semplicemente sapere a cosa servono i propri organi femminili, li vogliono anche sentire, e comprendere.
  • per millenni la donna è stata vista un uomo mancato, incompleto, i cui organi genitali anziché essere rivolti verso l'esterno erano rivolti verso l'interno. Fino al 16-17 secolo gli organi genitali femminili non avevano un proprio nome, ma venivano considerati l'equivalente di quelli maschili: così le ovaie non erano altro i testicoli della donna, l'utero era visto come uno scroto rovesciato, e la vagina era un pene invertito. Come si può constatare, la donna non aveva un'anatomia propria, aveva la stessa anatomia dell'uomo ma al contrario. E ciò permise lo sviluppo di una contrapposizione uomo perfetto - donna imperfetta

Questi diversi fattori, ancor oggi presenti nel retaggio quotidiano, fanno sì che le donne abbiano una percezione vaga e confusa del proprio corpo.

Ma questo costituisce un serio problema: ovaie e tube, utero, vulva e vagina costituiscono frammenti importanti della geografia femminile. E' attraverso tali organi che si espande l'energia femminile, è attraverso tali organi che è possibile prender confidenza con la propria femminilità.

E al tempo stesso, non conoscere la geografia femminile significa ignorare una parte del proprio corpo, che si ribella alla nostra assenza.

Infatti il ciclo spesso è accompagnato da fitte e crampi, vagina e vulva si infiammano, utero e ovaio si riempiono di cisti e noduli. Sono tutti vari modi in cui la femminilità insita nelle donne richiede attenzione.

Per questo motivo tutte le donne dovrebbero andare alla scoperta della propria geografia intima, comprese quelle che alcuni organi non li hanno più.

Prendiamo ad esempio coloro a cui è stato amputato un braccio: spesso hanno la sensazione di averlo ancora, perché il vuoto che si è venuto a creare è un vuoto fisico, ma non energetico. E quindi il braccio "mancante" continua ad esserci, anche se non nella sua forma completa, e ad emanare energia. E allo stesso modo un seno o un utero mancante continuano ad emanare la loro energia femminile.

Una donna è sempre una donna,
completa e perfetta nella sua essenza femminile.

Questo testo è stato ispirato dal sito di Simona Oberhammer, naturopata e ideatrice della Via Femminile. Se vuoi saperne di più visita il sito

http://www.simonaoberhammer.com/


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