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L'origine della vita - Estratto da "Invecchiare senza Ammalarsi"

di Renato Ravaglia 2 mesi fa


L'origine della vita - Estratto da "Invecchiare senza Ammalarsi"

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Su Wikipedia alla voce «origine della vita» si legge:

Nelle scienze naturali l'origine della vita viene ricondotta alla teoria dell'abiogenesi (dal greco a-bio-genesis, «origini non biologiche»), che studia come la vita sia comparsa e si sia sviluppata sulla Terra e, ipoteticamente, in altri luoghi dell'universo conosciuto, a partire dal Big Bang (datato 13,7 miliardi di anni fa) fino ai giorni nostri. L'origine della vita sulla Terra è databile entro un periodo compreso tra i 4,4 miliardi di anni fa, quando l'acqua allo stato liquido comparve sulla superficie terrestre, e i 2,7 miliardi di anni fa, quando la prima incontrovertibile evidenza della vita si è verificata dagli isotopi stabili e biomarcatori molecolari che mostrano l'attività di fotosintesi. Il concetto di «origine della vita» è stato trattato fin dall'antichità nell'ambito di diverse religioni e nella filosofia e si è sviluppato in modelli scientifici spesso in contrasto con quanto letteralmente affermato nei testi sacri delle religioni; per questo l'origine della vita è diventata un tema di dibattito tra scienza e fede. Dal punto di vista scientifico, la spiegazione dell'origine della vita parte dal presupposto fondamentale che le prime forme viventi si originarono da materiale non vivente, attraverso reazioni che, attualmente, non sono più in atto sul nostro pianeta.

Indice dei contenuti:

E se la vita fosse sempre esistita?

Quest'ultima è una affermazione comoda; è come dire che poiché non lo posso spiegare e non lo posso replicare in laboratorio - se non partendo comunque da una particella vivente - allora dico che queste reazioni sono terminate, o non sono più in atto.

Poi si dice che tutto partì dal Big Bang dove degli elementi, comparsi dal nulla si sarebbero espansi costituendo lo spazio-tempo che è quello che costituisce oggi il nostro universo.

Il tema è molto affascinante ed è importante porsi delle domande, a cui ognuno può dare delle risposte. A me piace pensare che non esista un'origine assoluta della vita e che, in modo potenziale, essa sia sempre esistita e che ogni forma o essere la contenga.

Come si può spiegare scientificamente un'evoluzione della vita diversificatasi nei millenni in tanti organismi, ognuno con una sua specificità, ma in perfetta armonia ed equilibrio con il tutto, e tutti insieme costituenti «Gaia», il globo terrestre fluttuante nell'universo. Io credo che anche nel più piccolo elemento sia racchiuso il progetto di tutta l'evoluzione.

Aldilà della vita, la paura della morte

Parto da questi pochi cenni sulla nascita dell'universo per arrivare a concepire l'esistenza della vita e dell'uomo e il suo significato perché reputo indispensabile per l'equilibrio psicofisico aggrapparsi a, o perlomeno crearsi una tesi. Che ci si rifaccia alla meccanica quantistica e fisica oppure a una religione o a una filosofia.

In tutte le ere l'uomo ha cercato di colmare questo vuoto dandosi delle spiegazioni, ma soprattutto ha cercato di capire l'origine della propria esistenza, il suo significato, e il cosa c'è dopo la morte.

Mi capita di sentire dei giovani che dichiarano di non credere nell'aldilà, di essere atei. Spesso queste affermazioni sono più di facciata che di sostanza, dettate dal fatto che finché siamo giovani la morte come concetto non ci appartiene e ci crediamo quasi immortali.

Gli anni passano, i segni sul nostro corpo cominciano a essere evidenti e se abbiamo passato i nostri anni senza costruire un minimo di filosofia o di religione entriamo in crisi e la paura, anche se inconsapevolmente, comincia a far breccia.

Ci sarà capitato di assistere alla morte di un nostro caro, di toccare e vedere con mano che la vita finisce, spesso anche con sofferenza; purtroppo la civiltà attuale ci toglie anche la visione della morte, la gente muore in ospedale, i bambini ne sono tenuti all'oscuro e così la morte, che è un momento di passaggio e non il termine della vita, viene occultata.

San Francesco diceva: «Laudato sii mi signore per nostra sora morte corporale da la quale nullo homo po scappare».

Quando ne diventiamo consapevoli, perché la morte ci è passata accanto o per esserne stati testimoni, al più piccolo segno di malattia ci preoccupiamo e agitiamo, tanto da non dormire più la notte. Facciamo decine di visite, analisi del sangue, controlli di ogni tipo, cominciamo ad assumere farmaci per il più piccolo disturbo. Se il medico ci dice che abbiamo bisogno di un'indagine più approfondita allora precipitiamo nel panico.

Dobbiamo assolutamente evitare di trovarci in questa situazione. L'unico modo per sfuggire a tutto questo è prepararsi al nostro trapasso: ci costruiremo le nostre teorie, abbracceremo una religione, non esiste una regola o un dio uguali per tutti, il concetto che governerà la nostra vita e il suo significato sarà sempre unico e personale.

L'importante per vivere a lungo è di crearci delle certezze, di non puntare tutto su questa vita perché il giorno in cui dovremo lasciarla quello che avremo costruito resterà qui e, se sarà difficile separarsene, la sofferenza sarà grande, ma soffriremo anche al solo pensiero che ciò un giorno avverrà. La sofferenza è come un tarlo che poco per volta scava la sua galleria fino a consumarci completamente.

Le teorie di Darwin

Come è avvenuta la comparsa dell'uomo? Che sia comparso attraverso la creazione da parte di un dio oppure la discesa di esseri provenienti da altri mondi o la comparsa nel mare di un primo essere unicellulare sviluppatosi in verme d'acqua e poi, - attraverso fasi successive, nel corso di milioni di anni - nella forma umana attuale, l'uomo contiene comunque i segni dell'evoluzione, come se fosse avvenuta nel mare, con diversi foglietti embrionali che hanno scandito la sua metamorfosi la quale, per il suo adattamento, continua ancora oggi.

Il 24 novembre 1859 Darwin spiegò la sua teoria secondo cui «gruppi» di organismi di una specie si evolvono gradualmente nel tempo attraverso il processo di selezione naturale oppure per modificazioni a essi favorevoli.

Darwin pensava che le modificazioni fossero casuali, l'errore della natura che si afferma in competizione con i suoi simili e si trasmette ai discendenti colonizzando tutta la specie.

Senza tornare alla teoria del creazionismo, per cui tutto è fatto da Dio ed è immutabile, le modificazioni fanno parte di un potenziale che è presente in ogni essere vivente. Questo processo, che ha un senso biologico, non avviene però per errore, ma è continuo, involontario e inarrestabile, e fa parte di una delle leggi ferree della natura.

È di fronte a uno stato di stress che l'organismo sviluppa le sue modifiche fisiche, preordinate secondo un codice evolutivo che possiamo controllare solo in minima parte e attraverso metodologie specifiche. Questo processo si sviluppa autonomamente con la modifica del nostro DNA, anche attraverso quegli eventi della vita che noi chiamiamo «malattia»

I foglietti embrionali testimoni dell'evoluzione

I foglietti embrionali sono parti del nostro organismo che hanno scandito le nostre trasformazioni, che ci hanno tra-c nettato dal mare alla terraferma; è il caso dell'organo anale il cui tessuto è costituito da due foglietti embrionali, oppure dell'esofago, anch'esso costituito da due foglietti embrionali, che pur essendo parte dello stesso organo sono costituiti da due tessuti differenti perché creatisi in momenti successivi nel corso dell'evoluzione.

Tutte le fasi evolutive del genere umano, sviluppatesi nel corso di milioni di anni, dal primo elemento unicellulare fino alla complessa struttura che ci costituisce, si ripetono per ogni essere umano nella prima fase della vita: è un periodo che dura solo nove mesi, ma in questi nove mesi si ripete il processo di milioni di anni. Immersi nel liquido amniotico dell'utero materno, la cui composizione è simile all'acqua del mare, nel nostro essere si formano gli stessi foglietti embrionali che hanno scandito le diverse fasi evolutive.

Quando il nostro corpo è completo di tutti i suoi organi usciamo dall'acqua e nasciamo a una nuova vita, approdiamo alla terra passando attraverso un tunnel oltre il quale c'è la luce. Similmente, nel corso di questa vita costruita nel ventre di Madre Terra, quando il nostro essere avrà compiuto il suo scopo, passando attraverso un tunnel oltre il quale c'è la luce, approderemo a una nuova dimensione.

Lo spirito, o l'energia che ci anima, sarà soggetto alla stessa legge fisica della materia che non può distruggersi, ma solo trasformarsi, e poiché il nostro spirito è una manifestazione dello spirito universale manterrà la sua individualità e molteplicità. Rifacendomi alla teologia cristiana, «uno e trino».

L'acqua di mare ha una composizione simile a quella del sangue e, opportunamente diluita, può essere iniettata nel circolo sanguigno, tant'è che nella prima guerra mondiale in Francia in caso di mancanza di plasma era utilizzata come sostitutivo per le trasfusioni. Oggi viene venduta come rigenerante cellulare, come plasma del dottor Quinton, in formato iniettabile oppure bevibile.

Un santo indiano diceva che questo mondo è pura illusione, è il mondo dei nomi e delle forme, se togliamo il nome e la forma tutto si riconduce a un solo elemento.

Tutta la materia è fatta di atomi e, contrariamente alla nostra percezione, la materia di cui siamo fatti e che ci circonda è composta da una quantità di spazio vuoto, pari a un milione di milioni di volte lo spazio occupato dalla materia stessa.

La storia del ventiduenne australiano Ben Mc Mahon ha dell'incredibile. Finito in coma in seguito a un terribile incidente d'auto, dopo due settimane si è risvegliato e ha iniziato a parlare fluentemente in cinese mandarino.

I medici non hanno saputo spiegarne le ragioni: è vero infatti che Ben da piccolo a scuola ne aveva studiato le basi, ma non era mai stato in grado di parlarlo. Ha sfruttato questa dote trasferendosi a Shanghai per studiare economia all'università. Il fatto strano è che al suo risveglio Ben aveva dimenticato l'inglese, di cui si è riappropriato nei giorni seguenti con difficoltà.

Come vedete il mondo dell'incoscienza è pieno di opportunità ed è densamente popolato: la nostra mente può approdarvi e persino trovarvi un «insegnante» che ci regala la conoscenza di una nuova lingua.

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Renato Ravaglia si interessa da sempre di cure naturali e medicina alternativa. Da anni gestisce una delle più importanti erboristerie del Piemonte.
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