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L’alveare non dà solo miele… anzi! [propoli]

  4 anni fa


L’alveare non dà solo miele… anzi! [propoli]

Le api lo utilizzano per la difesa della propria “città”, per chiudere eventuali fessure tra le cellette, ma soprattutto per impedire la diffusione di batteri e virus. Per noi è ormai una sostanza dalle numerose applicazioni: è la propoli.

Durante la stagione invernale molte persone vanno soggette alle cosiddette malattie da raffreddamento, che si manifestano in genere con una serie di sintomi quali mal di gola, infiammazione a carico dei bronchi con tosse secca e talvolta con espettorato, malessere generale, raffreddore e anche febbre. Questi sintomi sono più frequenti nei bambini e nei soggetti con insufficienti difese immunitarie come gli anziani, i diabetici e i convalescenti. Tali infezioni sono spesso causate da batteri, in particolare streptococchi e stafilococchi, o da virus, in particolare dai virus influenzali.

È il momento della propoli

Il rimedio, che viene usato da tempo immemorabile per la sua efficacia, convalidata in tempi recenti da studi scientifici sempre più numerosi, ha dimostrato di possedere interessanti azioni terapeutiche, a patto che risponda a ben precisi criteri qualitativi. In questo senso fondamentale è il contenuto percentuale in principi attivi, che nel caso della propoli consiste nei flavonoidi totali espressi come galangina, potente antiossidante. La soluzione idroalcolica deve avere un contenuto in galangina di almeno 30 mg/ml, mentre l'estratto secco non ne deve contenere meno dell'8%. La letteratura scientifica internazionale indica che la dose giornaliera ottimale di galangina è di 0,8-0,9 mg/kg di peso.

Proprietà antibatteriche e antivirali

È uno dei migliori antibatterici naturali. La sua attività è legata sia ad un'azione diretta sui germi sia allo stimolo che esso esercita sui processi di immunità e quindi sulle capacità di difesa dell'organismo. Studi recenti hanno dimostrato che un estratto secco di propoli con contenuto in galangina al 12% riduce del 40% la capacità dello Staphylococcus aureus di "insinuarsi" e proliferare nelle cellule ospiti: è il meccanismo d'azione che spiega l'attività antibatterica della propoli.
La propoli può anche essere utilizzata assieme agli antibiotici, iniziando la sua assunzione assieme a quella del farmaco e proseguendo poi solo con la propoli per almeno 7-10 giorni dopo la cessazione dell'antibiotico. Lo scopo di questo abbinamento è soprattutto quello di combattere la riduzione delle difese immunitarie causata dagli antibiotici, che è molto spesso la causa delle recidive.

Aumentano le difese immunitarie

La propoli è in grado di aumentare la resistenza dell'organismo contro virus e batteri. E' stato fatto uno studio su 440 bambini di età compresa tra gli 8 e i 10 anni abitanti in regioni con forte inquinamento industriale, che avevano un'elevatissima incidenza di malattie infettive delle prime vie aeree con notevole aumento nel sangue dei livelli di ferritina e di transferrina. Il trattamento con soluzione idroalcolica di propoli ha ridotto significativamente i livelli plasmatici di queste proteine e ha diminuito notevolmente sia l'incidenza sia la gravità delle malattie infettive delle prime vie aeree.

Come nasce la propoli?

Dal mondo vegetale! Si tratta infatti di una sostanza resinosa, che le api raccolgono dalle gemme e dalla corteccia delle piante. Sono poi le api che, una volta raccolta, la elaborano con l'aggiunta di cera, polline ed enzimi prodotti dall'ape stessa. Il colore varia moltissimo dal giallo al rosso, al marrone e al nero. Inoltre i contenuti della propoli cambiano a seconda dei periodi dell'anno e della vegetazione in cui si trovano gli alveari.
Per raccoglierlo, poiché la propoli viene distribuita nei più diversi luoghi dell'alveare, si usa un apposito raschietto. Questo metodo è però un po' artigianale in quanto nella raccolta si nescolano pezzettini di legno, resti di cera e altri materiali. Per l'utilizzo commerciale, gli apicultori hanno via via elaborato metodi più accurati che ne garantiscono la purezza.

Quando e come utilizzare la propoli

° Per ottenere la massima efficacia curativa somministrare la propoli il più precocemente possibile, quindi ai primi segni di malattia, e proseguire con la cura per un periodo non inferiore ai 15 giorni.

° La dose raccomandata per ottenere il miglior effetto terapeutico varia a seconda del soggetto, della malattia di cui soffre, dell'età e della forma farmaceutica di propoli utilizzata. Il dosaggio medio di una soluzione idroalcolica con galangina min. 30 mg/ml. va da 1 a 1,3 gocce pro kg al giorno, diluite in mezzo bicchiere di acqua non gasata, suddivise in tre somministrazioni da assumere lontano dai pasti. Il dosaggio medio di un estratto secco con galangina min. 8% nell'adulto va da 8 a 10 mg/kg/die, suddivisi in due o tre somministrazioni da assumere lontano dai pasti.

 

  • In gocce, è utilizzato per le irritazioni dell'orecchio e per prevenire le infezioni, oltre a evitare il consolidamento del cerume.
  • Con l'inalatore, è utilisssimo per l'idratazione delle mucose e le infezioni del cavo orale.
  • La confezione spray è particolarmente utile nella stagione invernale per prevenire e combattere le irritazioni della gola, come pure per le difese dell'organismo.
  • Per i più piccoli può essere usato puro o disciolto in acqua, ha un sapore dolce. Unito a rosa canina e acerola, che sono ricche di vitamina C, costituisce una fitoterapia preventiva contro le patologie da raffreddamento.
  • Soluzione idroalcolica, ottenuta lasciando macerare la propoli in alcol etilico. Si ottiene una tintura scura, dovuta alla significativa presenza resinocerosa della propoli. Tale mistura è applicabile sia per uso esterno che interno. La presenza dell'alcol favorisce l'esaltazione dei flavonoidi presenti.

Avvertenza

 

Alcuni pazienti riferiscono occasionalmente secchezza della mucosa della bocca e disturbi gastrici di lieve entità, talora associati a diarrea, che peraltro scompaiono prontamente con la sospensione del trattamento. Può anche provocare reazioni allergiche cutanee in soggetti particolarmente predisposti, che regrediscono con la sospensione del trattamento.
Non sono note interazioni con farmaci di sintesi.
La propoli non va usata in gravidanza e durante l'allattamento. Può invece essere usata con sicurezza nel bambino anche in tenera età.

 

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Articolo tratto da L'Altra Medicina N. 14

 

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