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Il vuoto - Estratto da "Lo Spirito della Fisica"

di Riccardo Telesca, Carlotta Brucco 4 mesi fa


Il vuoto - Estratto da "Lo Spirito della Fisica"

Leggi in anteprima l'introduzione al libro di Carlotta Brucco e Riccardo Telesca e scopri come fisica e spiritualità possono parlare la stessa lingua

La vita di solito può riserbare strane esperienze, momenti di tranquillità e alcune situazioni che sono di difficile spiegazione. Ognuno si trova come uno smemorato alle prese con una situazione difficile e alquanto enigmatica, la vita. A causa di questo enigma, il pensiero, in qualità di componente nota e più visibile, tende a divenire la base per tutto ciò che si fa. Nella vita, apparentemente, sembra l'unica bussola che si può usare per rispondere alle sfide quotidiane, alle esigenze personali e alle tematiche di chi sceglie.

Difatti all'interno del pensiero sembra esserci un'opportunità unica, quella di poter decidere in che direzione andare e come essere. Paradossalmente, però, spesso è quasi impossibile porre fine al pensare. Il pensiero, da potente strumento, diventa totale padrone di sé. Molte tecniche antiche mostrano come i comportamenti delle persone sono racchiudibili in schemi esistenti da sempre, che sono legati proprio alle forme pensiero (tarocchi, l'enneagramma).

Queste sono tutte testimonianze di come il comportamento umano sia conosciuto dall'antichità. Il pensiero sembra costituire le fondamenta della vita di tutte le persone, senza il quale è difficile andare avanti. Questa condizione lo ha reso troppo importante, ponendolo in luoghi che vanno oltre la sua possibilità espressiva. Il pensiero è la principale fonte di ciò che determina il nostro agire nel mondo, esso è per sua natura duale. Difatti, ogni pensiero ha naturalmente un suo opposto o funzione contraria, che viene automaticamente creata nell'istante in cui nasce un pensiero stesso. Questo meccanismo ha un riscontro anche nella fisica dei campi, dove il gioco delle onde funziona come uno specchio.

Dunque il pensiero in azione è quella parte interna che viene comunemente chiamata personalità, ego e così via. Il me è la causa del dolore, della sofferenza e di molte problematiche interne inerenti alla natura di chi è ognuno.

Questo, tuttavia, è uno strumento ed in quanto tale diventa distruttivo soltanto quando sfocia in zone che non gli competono. Nell'attuale momento di evoluzione le scoperte della fisica iniziano a vedere il loro specchio reciproco nelle tradizioni spirituali. Questo perché sono state sempre e sostanzialmente la medesima cosa, ma attualmente sono in grado di guardarsi allo specchio. La compressione di carica che nasce dal meccanismo che genera la gravità, consente la grande unificazione della fisica ma anche una piacevole stretta di mano con le culture spirituali del pianeta.

Ovviamente bisogna fare un piccolo sforzo correttivo per smussare gli spigoli apparentemente distanti, ma entrambe ne escono migliorate. Entrambe, comunque, derivano da un semplice concetto: l'osservazione della dinamica che sottende i principi della vita. La fisica nel tempo ha fatto passi avanti, le notizie su nuove prove scientifiche a favore dei processi quantistici stanno portando un cambio di paradigma mentale su come crediamo sia fatto il mondo.

L'interpretazione casuale dei fenomeni fisici riferiti all'interpretazione di Copenaghen è ampiamente superata da fatti sperimentali. La risoluzione di alcuni paradossi come le traiettorie dei fotoni, dimostrano sempre più la non casualità dei fenomeni quantistici a favore di una funzione reale che guida le traiettorie delle particelle.

In sintesi: c'è un'organizzazione precisa che sottende l'universo. Un Etere superfluido sta prepotentemente venendo alla ribalta come soluzione a tutti i paradossi scientifici. Il Vuoto Superfluido rappresenta così il "Mezzo" che consente di diffondere ovunque e istantaneamente l'informazione di correlazione che dà vita ai fenomeni di entanglement quantistico.

I fenomeni della meccanica dei quanti sono, quindi, matematicamente ricavabili dalle equazioni che descrivono il moto vorticoso in un superfluido. La caratteristica fondamentale di questo vuoto è l'accelerazione e si è elaborata una teoria nuova chiamata Vetri di Spin che, nella sua forma matematica, cela un meccanismo di auto-organizzazione dell'Universo basato sul modello neurale di John Hopfield.

Questo meccanismo attribuisce al vuoto la sua natura intelligente a causa della sua capacità di auto-organizzarsi... così, ogni "azione" e "reazione" del vuoto è il frutto complesso di tutto ciò che è accaduto ad esso in passato, e costituisce una "ottimizzazione", in termini di ordine ed energia, delle precedenti "reazioni".

Quindi la fisica nel suo avanzare sta dicendo e dimostrando teorie appartenenti alle scritture tradizionali tramandate dall'antichità. La mente è il tessuto stesso della realtà creata e plasmata dalla non forma. L'incontro con Carlotta Brucco ha dato vita ad un esclusivo esperimento: trovare fino a che punto la fisica e la tradizione spirituale possano andare d'accordo. Da questo esperimento nasce il progetto che andremo a leggere. Ora lascio spazio a Carlotta nella sua presentazione.

Fin da bambina ho cercato il cuore, l'essenza del cammino spirituale, perché ho sempre pensato che gli esseri umani pur essendo diversi tra loro, dovessero funzionare nel profondo tutti allo stesso modo. Siamo inoltre accomunati da un unico desiderio: nessuno desidera soffrire, ognuno vuole essere felice.

Ho sempre sentito che la nostra fioritura è la libertà dalla sofferenza e che i tantissimi metodi proposti dalle diverse culture spirituali per realizzare questo, dovessero usare le stesse chiavi. Da quando avevo quindici anni ho chiesto a centinaia di maestri di ogni tradizione quale fosse il segreto della felicità o meglio della liberazione dalla sofferenza e i metodi per realizzarla.

Tutti mi hanno risposto allo stesso modo.

Ho praticato e praticato, giorno e notte, usando le chiavi ricevute dai maestri, e negli anni tutta la mia passione per la ricerca della felicità unita a tanta azione e determinazione, ha dato meravigliosi frutti. Ho potuto fare esperienza di ciò che mi era stato insegnato. Infatti, non basta parlare di amore per amare, come non è sufficiente voler far cessare il flusso dei pensieri per riuscirci veramente. La pratica, l'esperienza, la realizzazione, fanno la differenza. E dopo tanti anni mi sento di poter dire che le chiavi preziose che mi sono state offerte erano quelle giuste; quegli insegnamenti hanno funzionato!

Negli ultimi anni poi, leggendo per caso qualcosa sulla fisica quantistica, sono rimasta sorpresa di come anche la scienza, o una parte di essa, fosse giunta alle stesse conclusioni dei maestri di saggezza.

Non conosco bene la fisica, nemmeno lontanamente, ma mi sarebbe piaciuto comunque saperne di più, soprattutto mi sarebbe tanto piaciuto che un esperto rispondesse a tutte le mie domande per vedere se veramente la fisica, o anche solo una certa branca di essa, avesse trovato le stesse chiavi di tutte le tradizioni spirituali.

Il mio desiderio è stato esaudito senza che io facessi apparentemente nulla affinché si realizzasse, nel senso che un giorno Riccardo, che non conoscevo fino a quel momento, mi scrisse se avessi acconsentito ad un'intervista per il suo bellissimo blog di fisica quantistica. Visto poi l'interesse delle persone per quell'articolo, abbiamo pensato di continuare a scrivere in quella stessa forma di dialogo usata nel post e vedere a cosa ci avrebbe portato.

E scrivendo proprio come due amici che cercano di capirsi a fondo ha preso forma passo passo questo libro.

La fisica e la spiritualità dicono la stessa cosa; questo porta nel cuore un senso di pace perché diventa chiaro per tutti il cammino da seguire: siamo in viaggio per imparare ad amare e a risplendere fino ad essere una cosa sola con il tutto.

Vorrei che i miei 4 figli un giorno leggessero questo libro, perché lo considero veramente utile per vivere qui oggi e per esistere nell'universo sempre. E come lo desidero per loro, lo desidero anche per voi: vorrei che ognuno di voi credesse che la libertà dalla sofferenza è possibile.

Ho imparato negli anni che esiste un linguaggio che comunica facilmente con la parte più profonda di noi senza che la mente interferisca più di tanto: è il linguaggio simbolico, che può avere libera espressione nelle storie. Vorrei raccontarvene una parlando direttamente alla vostra anima, per farle assaporare un istante di libertà.

Il Creatore compose una musica celestiale e la diede al bambino che dormiva sotto l'albero. Sapeva infatti che solo orecchie semplici avrebbero potuto udirla. Il bambino sognò il Creatore cantar per lui la splendida melodia che sentì subito scorrere nel suo sangue ricolmandolo di una bellissima intensissima luce che aveva il sapore di una grande tenerezza. Quando si svegliò si guardò allo specchio e non si riconobbe più; al posto del volto che conosceva vi era un sole che irradiava amore e al posto della sua voce un meraviglioso canto. Poiché il sole gli piaceva molto accettò che il suo volto non fosse altro che quella splendida luce ed era felice che ogni volta che apriva bocca usciva un suono incantevole; da quel giorno giocò ad essere semplicemente un sole amorevole senza volto che cantava la bellezza di tutto ciò che esiste.

Quando andava in giro le persone non erano interessate al fatto che non avesse volto ma al fatto che come lo guardavano si sentissero amate e anch 'esse radiose. E il suo canto poi sapeva aprire il cuore di ognuno. Il bambino portava luce e tenerezza a tutti quelli che volgevano il proprio sguardo su di lui e nel giro di poco tempo un gran numero di persone si sentì più serena e amorevole verso il prossimo.

Un giorno incontrò un uomo grigio che gli si avvicinò tenendo chiusi gli occhi e iniziò a parlare e parlare e parlare dicendogli che non era giusto risplendere di gioia e amore quando il mondo era pieno di problemi e sofferenza. Lo fece sentire sbagliato. Il bambino vacillò perché fino a quel momento si sentiva felice nell'essere una luce d'amore e sapere che forse non era nel giusto lo fece pensare.

Pensiero dopo pensiero si convinse che l'uomo grigio aveva ragione e che avrebbe dovuto fare quello che fanno tutti gli altri: preoccuparsi per ogni problema proprio e altrui e lottare, faticare, soffrire per cercare di uscire da quella sofferenza con tanta paura di non farcela. Il bambino si guardò allo specchio e rivide il suo volto e tutta la sua storia. La sua voce non sapeva più cantare ma parlava di tutto ciò che non andava bene. Il suo sguardo triste e preoccupato non emanava più luce e il suo cuore non riusciva più ad amare perché il timore aveva preso il posto dell'amore.

Il bambino si era fatto confondere e rapire da tutte quelle parole dell'uomo grigio che erano diventate voci nella sua testa, parole e parole, pensieri e pensieri che lo avevano trascinato nell'oscura spirale della paura.

Il bambino era diventato anche lui un uomo grigio, esattamente come tutti gli altri che lo facevano però sentire nel giusto. Gli uomini avevano il potere di farti sentire nel giusto se ti sentivi come si sentivano tutti loro.

Ora, adulto stimato, dedicava tutto il tempo della sua giornata ad un mestiere che non lo appassionava e spendeva il tempo che gli rimaneva, prima di cadere addormentato la notte, a pensare ansioso ai problemi suoi e del mondo senza però avere l'energia per muovere un solo dito verso la loro risoluzione.

Il bambino ormai rispettato uomo grigio, un giorno, guardandosi allo specchio, si sentì soffocare nel profondo, come se la sua anima non riuscisse più a respirare e si ricordò all'improvviso di quando era stato amorevole sole che cantava gioioso; iniziò a piangere disperato finché pianse tutte le sue lacrime. Gli venne un urlo dal cuore verso quel Creatore che non sentiva più da anni e anni: "Aiutoooo! Vieni da me, ti prego!". E ancora pianse e pianse fino a sentirsi talmente distrutto da sentirsi arreso.

Giaceva lì immobile sul letto senza la forza di muovere nulla, solo... aspettava, come se quell'aspettare fosse ormai tutto ciò che di bello gli rimaneva. Aspettava che il Creatore si facesse vivo e lo attendeva come un bambino attende la mamma che sta per tornare dopo un lungo viaggio.

In quell'attesa si addormentò senza accorgersene sfinito.

Sognò il Creatore cantar per lui una splendida melodia che sentì subito scorrere nel suo sangue ricolmandolo di una bellissima intensissima luce che aveva il sapore di una grande tenerezza. Quando si svegliò si guardò allo specchio e non si riconobbe più; al posto del volto che conosceva vi era un sole che irradiava amore e al posto della sua voce un meraviglioso canto.

Poiché il sole gli piaceva molto accettò che il suo volto non fosse altro che quella splendida luce ed era felice che ogni volta che apriva bocca usciva un suono incantevole; da quel giorno giocò ad essere semplicemente un sole amorevole senza volto che cantava la bellezza di tutto ciò che esiste.

Quando andava in giro le persone non erano interessate al fatto che non avesse volto ma al fatto che come lo guardavano si sentissero amate e anch 'esse radiose. E il suo canto poi sapeva aprire il cuore di ognuno. Portava luce e tenerezza a tutti quelli che volgevano il proprio sguardo su diluì e nel giro di poco tempo un gran numero di persone si sentì più serena e amorevole verso il prossimo.

L'uomo si svegliò di soprassalto e ricordandosi del sogno pianse... perché era solo un sogno.

Si alzò e guardandosi allo specchio vide però che al posto del suo volto vi era un sole che irradiava amore. Esultò di gioia e si accorse che la sua voce era un meraviglioso canto.

Udì forte una voce tenera ma potente rimbombare dentro e fuori di lui:

"Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un 'ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque perii domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena".

Matteo 6,25-34

Tratto dal libro:

Lo Spirito della Fisica

Dialoghi sul momento presente

Riccardo Telesca, Carlotta Brucco

Carlotta Brucco e Riccardo Telesca sono pronti a condurvi nell’abbraccio potente che lega l’infinitamente piccolo con l’infinitamente grande, ciò che sta in basso con ciò che sta in alto, lo yin e lo yang, la terra e il cielo.

Vai alla scheda

Riccardo Telesca, ricercatore indipendente, studioso dei campi di torsione, della compressione di campo, di fisica quantistica, di grande unificazione e dell’unità dell’universo. Ha sperimentato su di sé la maggior parte degli effetti della coerenza di campo sviluppando un modello della...
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Carlotta Brucco, nata nel 1971 è cresciuta sotto la guida dei lama tibetani e altri maestri di diverse tradizioni spirituali, avendo così modo di approfondire lo studio e la pratica di antichi metodi e tecniche di auto-conoscenza. Cogliendo da sempre i principi essenziali su cui si basano le...
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