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Il segreto è dentro di voi - Estratto da "L'Intelligenza Segreta del Corpo"

di Rachel Carlton Abrams 4 mesi fa


Il segreto è dentro di voi - Estratto da "L'Intelligenza Segreta del Corpo"

Leggi in anteprima l'introduzione del libro di Rachel Carlton Abrams e scopri come interpretare i tuoi sintomi e attivare le tue proprietà di autoguarigione

Da oltre ventanni sono un medico di base e ascolto le mie pazienti mentre parlano dei loro disagi, della loro sofferenza. Almeno tre su quattro lamentano gli stessi sintomi: un campionario di disturbi che sembrano affliggere le donne di tutto il mondo.

Indice dei contenuti:

Ascoltare i messaggi del corpo

Sono stanche, non dormono bene, hanno perso il desiderio sessuale. Sono tormentate da qualche dolore cronico: mal di testa, mal di schiena, dolori pelvici. O, ancora, soffrono di depressione o ansia o entrambe. Spesso lamentano allergie, malattie autoimmuni o altri sintomi di un corpo che aggredisce se stesso.

Per anni mi sono chiesta perché così tante donne presentassero questi sintomi. Poteva trattarsi di una semplice coincidenza? Oppure erano collegati e si poteva trovare un'unica terapia?

Come medico di medicina integrata, ho trovato il tempo per ascoltare le mie pazienti e andare oltre i sintomi lamentati. Con ognuna di loro fisso un appuntamento di un'ora, perché possa espormi tutte le sue preoccupazioni e raccontarmi di lei. E, una paziente dopo l'altra, emergono le stesse difficoltà: sono donne divise tra famiglia, lavoro e amici, che si sentono sopraffatte dai molti ruoli e responsabilità, dai tanti impegni, gratificanti quanto faticosi.

Sono «superdonne» che rispondono alle aspettative sociali in maniera impeccabile ma sentono prosciugarsi le loro energie, a qualsiasi età e in qualsiasi fase della vita. Si destreggiano nella complessità del loro mondo, ma non comprendono a fondo lo strumento più importante a loro disposizione: il corpo.

Molti miei colleghi riscontrano un'analoga presenza di questi sintomi, la cui frequenza è tale da indurmi a considerarli non come un insieme accidentale di manifestazioni, ma come una vera e propria «malattia»: l'esaurimento fisico cronico.

L'esaurimento fisico cronico deriva innanzitutto dall'attuale stile di vita e dalla perdita di contatto con l'intelligenza del corpo. Molte donne - pazienti, amiche e parenti - hanno imparato a considerare dolori e disagi (anche molto intensi) come normali, senza rendersi conto che il loro corpo le supplica di essere ascoltato e di correre ai ripari, non solo per scongiurare un malanno più grave, ma anche per promuovere il proprio benessere e la propria vitalità; per vivere meglio nel corpo e nello spirito.

Ho imparato a considerare l'intelligenza del corpo - che potremmo chiamare il quoziente corporeo, QC - come un'unità di misura fondamentale della salute.

Nonostante abbia molti pazienti maschi, ho voluto concentrarmi sulle donne e sulla loro speciale relazione con il corpo. Tuttavia i principi e le tecniche che permettono di sfruttare l'intelligenza del corpo sono validi per tutti: se sei un uomo o una persona transgender che legge questo libro per sé o per qualcuno che ama, benvenuto!

Dopo aver lavorato per sette anni in una grande clinica, dove visitavo un paziente ogni quarto d'ora, ho deciso di aprire un centro di medicina integrata. Volevo avere il tempo di ascoltare i pazienti, ma avevo anche qualche timore. Avevo figli piccoli e mi spaventava un impegno troppo gravoso. Inoltre sospettavo che i colleghi non avrebbero visto di buon occhio il mio avvicinamento alla medicina integrata, un approccio che affianca le tradizioni orientali e antiche agli strumenti della medicina occidentale.

Negli ultimi anni molte ricerche hanno chiarito quali terapie complementari funzionano e quali no, ma all'epoca era una grande novità. Così rimandavo la decisione, sentendomi sempre più frustrata dalla mia incapacità di offrire alle pazienti le cure di cui avevano bisogno. Ho iniziato a soffrire di torcicollo, per la prima volta dopo il tirocinio, e di emicrania per la prima volta in vita mia.

Inizialmente ho pensato che le cefalee fossero causate dal torcicollo e ho provato con la fisioterapia. Sono riuscita ad alleviare il torcicollo, ma non il mal di testa. Per quello c'è voluto un bravo collega osteopata che mi aveva in cura per il torcicollo, e che mi ha sussurrato all'orecchio: «Sai, e interessante che ti venga il mal di testa solo nei giorni feriali, e non quando sei a casa con i bambini».

Ho iniziato a capire che il mio corpo cercava di dirmi qualcosa d'importante. Dopo molte riflessioni sono giunta alla difficile conclusione che, se volevo guarire, dovevo lasciare il lavoro: la situazione in cui mi trovavo mi prosciugava e mi faceva sentire esausta e depressa. Il mio corpo mi stava parlando.

Alla fine, nonostante la paura, ho deciso di ascoltarlo e ho dato le dimissioni. Benché i termini contrattuali mi imponessero di lavorare per altri sei mesi, le emicranie sono scomparse subito. L'intelligenza del corpo mi aveva aiutata - anzi, mi aveva costretta! - a passare alla necessaria fase successiva del mio percorso di guarigione.

Oggi pratico la medicina integrata in un ambulatorio privato. Anziché sottrarmi energie, il lavoro mi appaga, mi sfida e mi ispira. Se arrivo in ambulatorio di malumore ne esco serena, grazie ai miei fantastici colleghi e ai pazienti che vedo guarire.

Spesso tendiamo a medicalizzare e a zittire con i farmaci i segnali che il corpo ci invia per mostrarci la rotta verso la salute, messaggi importanti di cui possiamo fare tesoro per ricercare il benessere. Aiuto i pazienti ad ascoltare il proprio corpo, e insieme andiamo alla ricerca delle cause profonde dei sintomi, per prevenire l'insorgere di disturbi più gravi e promuovere la salute e il benessere.

Lo strumento diagnostico più efficace

Lo strumento diagnostico più efficace di cui dispongo in ambulatorio è l'intelligenza del corpo delle donne. Dico sempre che il miglior esame clinico sono le nostre sensazioni e le nostre reazioni. Quando le pazienti prestano attenzione a questo intuito naturale, i risultati possono essere davvero straordinari.

È stato così per Sofia, una ventiseienne vivace, minuta, con i riccioli biondi. Sofia è arrivata nel mio ambulatorio con la sua adorabile bambina. Ridevano insieme e giocavano con le costruzioni sul pavimento della sala d'aspetto: l'amore che le legava era palese. Sofia e suo marito si erano conosciuti poco dopo i ventanni ed erano impazienti di formare una famiglia. Sofia amava il giardinaggio e la cucina. La sua grande passione era promuovere la salute e il benessere della sua casa. Mi sono stupita quando, chiedendole cosa la portasse da me, ha risposto: «Ho molta paura che non riuscirò ad avere altri figli».

All'inizio non capivo: a soli ventisei anni non c'era motivo di nutrire questo timore. Ma poi ha soggiunto: «Faccio un sogno ricorrente in cui un serpente mi morde alla testa e al collo, e ho il terrore di essere molto malata». Ho grande rispetto per il potere dei sogni e dell'inconscio, ma sinceramente non sapevo come interpretare quel timore e quel presentimento.

Sofia si sentiva stanchissima, troppo persino per la madre indaffarata di una bambina piccola. Soffriva anche di vari dolori, quindi ho prescritto una serie di esami del sangue che hanno rivelato una bassa funzionalità della tiroide e un eccesso di calcio nel sangue.

Dopo ulteriori indagini cliniche e un imaging cerebrale abbiamo scoperto che Sofia presentava una neoplasia endocrina multipla, una sindrome causata da una serie di tumori in vari organi del sistema endocrino. Aveva un tumore all'ipofisi, nel cervello, e un altro nelle paratiroidi, che si trovano nel collo: proprio come aveva indicato il suo sogno. E quei tumori l'avevano resa sterile.

Abbiamo approntato una terapia mirata, aiutandola ad affrontare il duro colpo emotivo rappresentato da quella notizia. Il lato positivo per Sofia è che, grazie all'intelligenza del corpo, la malattia è stata diagnosticata molto presto, prima che i tumori potessero mettere in pericolo la sua vita. In seguito lo stesso problema è stato riscontrato in suo padre e anch'egli è guarito.

Sofia non ha potuto avere altri figli, ma ha salvato la sua vita e quella di suo padre. Durante la terapia non le è mai venuto meno quell'istinto infallibile che ha aiutato noi medici a fornirle le cure migliori. Una volta guarita, Sofia ha aperto un asilo nido nella propria casa, dedicandosi all'attività che più amava: prendersi cura dei bambini. Con attenti controlli di follow-up, il cancro non è più tornato.

Tutti possiamo imparare a sfruttare l'intelligenza del corpo. Questo libro non vi dirà di «fare di meno», perché la maggior parte delle mie pazienti non vuole fare di meno. Amano la famiglia, il lavoro e la vita, e non vogliono sacrificare niente. Sono convinta che il segreto della salute non consista nel negarci ciò che ci piace o nel ricercare un fantomatico equilibrio, né tantomeno nell'aggiungere altre voci alla lista delle cose da fare, che sia attenersi a una dieta specifica o seguire un programma di attività fisica: la verità è che il corpo di ogni donna è unico e ha bisogno di cose diverse.

Non presenterò una ricetta valida per tutti, ma illustrerò i principi e le pratiche che possono aiutarvi a vivere meglio. Vi insegnerò ad ascoltare il corpo, a svilupparne l'intelligenza per scoprire un modo nuovo di essere e capirsi. È una ricetta per il benessere, semplice e infinitamente versatile.

Come medico, moglie e madre di tre figli, mi sento chiedere in continuazione: «Come fai a far tutto e a restare in salute?» Tanto per cominciare la mia salute non è perfetta: mi ammalo anch'io, come chiunque. Il dolore al collo si ripresenta quando sono stressata o quando non faccio abbastanza esercizio fisico. Sono molto grata di avere con me in ambulatorio un chiropratico e un agopunturista bravissimi. Soffro di emicranie in corrispondenza del ciclo mestruale e tendo all'iperglicemia per motivi ormonali e genetici (per non parlare dei cereali e dei biscotti di cui mi abbuffavo da ragazza).

A volte mi affatico troppo e per compensare bevo molto caffè, con il risultato di sentirmi irritabile e ancora più stanca. Ma l'intelligenza del corpo mi protegge e mi aiuta a guarire. La mia vita, come quella di tutti, cambia di giorno in giorno, di settimana in settimana, di anno in anno. Non ho mai trovato utile l'idea di raggiungere un equilibrio statico.

Come tutte le donne, anch'io mi sforzo di trovare il tempo per stare con i miei cari senza sottrarlo al lavoro, all'esercizio fisico, al riposo e al relax. Ciascuno di noi deve rispondere a esigenze diverse, talvolta contrastanti, ma la saggezza del nostro organismo può aiutarci a ritrovare il benessere in ogni circostanza.

Calcolate il vostro QC

Nel corso degli anni ho notato che molte pazienti quarantenni dimostrano e si sentono ventanni di più, al contrario, molte sessantenni dimostrano e si sentono quarantanni. Da quando osservo le pazienti attraverso la lente dell'intelligenza del corpo, ho iniziato a capirne le ragioni. Le donne che appaiono e si sentono più giovani sono quelle più reattive ai messaggi del loro organismo: riescono a leggerne segnali e sintomi e percepiscono con chiarezza di cosa hanno bisogno di volta in volta. Ma soprattutto mettono in pratica ciò che imparano.

Per esempio, quando lavoravo al pronto soccorso per cento ore alla settimana ed ero incinta di due gemelle, non avevo tempo né di mangiare né di andare in bagno: paradossalmente, quel sistema non faceva nulla per tutelare la salute dei medici che erano lì per curare gli altri.

Non c'è da stupirsi che sia andata in travaglio prematuro e sia stata costretta a letto per quasi tre mesi: il mio corpo ha deciso di reclamare il riposo che gli avevo negato. Ogni settimana di quei tre mesi, io e mio marito festeggiavamo le tappe dello sviluppo dei feti: il completamento del sistema nervoso, la maturità dei polmoni eccetera.

Al termine del riposo forzato ho avuto la fortuna di partorire due gemelle sane e felici (2,7 e 2,9 chilogrammi!) e tutte e tre abbiamo tratto beneficio da quel periodo di riposo, che probabilmente ci ha salvate da un parto prematuro. Se ne è avvantaggiato anche l'altro figlio, che aveva quattro anni e ha potuto trascorrere molto più tempo con me.

Perché è necessario ascoltare il corpo

Chiedo sempre alle pazienti di portare con sé alla prima visita i farmaci e gli integratori che assumono: così posso assicurarmi che nessuna di quelle sostanze sia dannosa o controindicata e che non ci siano interazioni pericolose. Le pazienti arrivano nel mio studio con borse piene di farmaci, vitamine e prodotti naturali. Alcune di loro assumono cinquanta integratori diversi, altre venticinque farmaci con prescrizione. Non so quale delle due vie mi spaventi di più, quello che è certo è che entrambe ci rendono sordi ai messaggi del corpo.

Se prendete un farmaco o un integratore che vi dà energia, come fate a sapere quando siete stanche? Se assumete continuamente ibuprofene per il torcicollo, come fate a sapere se è causato da una postura scorretta davanti al computer? Una paziente mi ha raccontato che il suo medico le aveva prescritto l'omeprazolo per il reflusso gastroesofageo dicendole che assumendo il farmaco poteva bere tranquillamente il caffè al mattino e il vino alla sera.

C'è qualcosa di profondamente sbagliato in questo modo di ragionare. Ovviamente è giusto voler alleviare i sintomi, ma non a costo di far aggravare la malattia.

Sono molto felice che esistano i farmaci, quand'è necessario usarli, e gli integratori, quando funzionano davvero (e spesso con meno effetti collaterali dei farmaci); ma se per sentirvi bene dovete ingurgitare manciate di pillole, vuol dire che vi siete perse per strada qualcosa e che c'è un problema di fondo irrisolto.

L'intelligenza del corpo vi fornisce le basi per giudicare se una certa vitamina o un antidepressivo vi aiuta o meno e spesso le mie pazienti riescono a ridurre l'uso delle sostanze chimiche imparando a percepire le reazioni del corpo e ad agire di conseguenza. Abbassare la pressione sanguigna facendo respiri profondi o praticando la meditazione ha meno effetti collaterali di qualsiasi pillola.

Solo andando alle cause profonde dei sintomi si ottiene una guarigione vera e duratura, e non solo un sollievo. È un risanamento che coinvolge tutto il corpo. Ho molte pazienti il cui colesterolo è calato anche di cento punti, o che hanno fermato il diabete, curato il mal di schiena cronico o fatto sparire le vampate della menopausa, semplicemente prestando attenzione alle esigenze del corpo e modificando i comportamenti quotidiani.

Nessuno meglio di voi può sapere di cosa ha bisogno il vostro organismo. Neppure il medico. La pratica della medicina si basa sulla ricerca scientifica, che ci dice cosa fa ammalare la persona «media» e quali terapie possono aiutarla a guarire. E la «media» negli ultimi cinquantanni è certamente sbilanciata in favore dei maschi bianchi. Ma anche negli studi condotti sulle donne i risultati «medi» possono non riflettere la vostra situazione particolare. Ciascuna di voi è geneticamente unica, e uniche sono le vostre esperienze, che - oggi lo sappiamo - influenzano moltissimo l'espressione dei geni.

Non siamo più nell'epoca della medicina «a taglia unica». Abbiamo sequenziato il genoma umano da più di dieci anni, e ora siamo in grado di misurare l'incredibile varietà della fisiologia umana. Quando una paziente mi dice di essere «sensibile» a qualcosa, le credo ciecamente. I farmaci non agiscono allo stesso modo su tutti.

Anche voi conoscerete qualcuno che riesce a bere un caffè subito prima di andare a letto senza soffrire di insonnia, giusto? Altri, come me, non possono assumere caffeina dopo mezzogiorno senza restare svegli fino alle due di notte! Questo perché, per motivi genetici, alcune persone metabolizzano la caffeina in modo più rapido e altre più lentamente. Potremmo anche sottoporci al test genetico per scoprire come metabolizziamo la caffeina, ma una persona che sa attingere all'intelligenza del corpo sa benissimo se può ordinare il caffè dopo cena o se è meglio scegliere un decaffeinato!

Abbiamo in noi una saggezza innata che può dirci con precisione che effetto ci fanno i farmaci che assumiamo, il cibo che mangiamo, il lavoro che facciamo, le relazioni che stringiamo. Neanche un medico straordinario - e ce ne sono tanti - in dieci minuti di visita può comprendere (o aiutarvi a comprendere) a fondo cosa dovete fare per star bene.

Potrà diagnosticare disturbi frequenti come le infezioni delle vie urinarie o una caviglia slogata, ma dieci minuti non bastano per aiutarvi ad apportare cambiamenti profondi e risolutivi. Essendo i medici sempre più indaffarati, è importante che siate voi a sapere cosa vi fa stare bene e male e di cosa avete bisogno.

Nel mio ambulatorio collaboro con un naturopata, un chiropratico, un agopunturista, uno psicologo e altri professionisti. Nutro un profondo rispetto per queste diverse tradizioni mediche e so che aiutano i pazienti in modo complementare alla medicina moderna. Spesso assistono i pazienti per i quali le cure mediche sono pericolose o inefficaci. Ma nemmeno questi professionisti possono sapere meglio di voi cosa succede nel vostro corpo. Non dovete mai delegare a nessun altro la responsabilità della vostra salute.

Quando vi chiedono di assumere un farmaco o un integratore, prestate ascolto al corpo e chiedetevi se quella sostanza migliora la vostra salute in modo percepibile o misurabile. Se permettete all'intuito di avere voce in capitolo nelle vostre decisioni, potrete evitare di assumere sostanze inutili, se non nocive.

Prenderci cura di noi stessi e del nostro pianeta

Gli esseri umani hanno sempre avuto una conoscenza profonda del proprio corpo e delle sue esigenze. Senza di essa non avremmo potuto sopravvivere ed evolverci. Oggi, però, viviamo in una società profondamente alienata rispetto alle esigenze fisiche più basilari. Possiamo restare seduti davanti al computer per un'intera giornata senza parlare o muoverci. Raramente coltiviamo o raccogliamo la frutta e gli ortaggi di cui ci nutriamo; con la diffusione dei surgelati e del take away non siamo più tenuti neanche a cucinare.

Possiamo prendere una pillola che ci aiuti a restare svegli per tutta la notte e un'altra per dormire di giorno, se lo vogliamo o se il lavoro ce lo richiede. In sostanza possiamo sopravvivere anche senza prestare ascolto alle esigenze del nostro organismo. L'80 per cento delle malattie nelle società sviluppate, tra cui cardiopatie, colesterolo alto, diabete e molti tumori, è provocato dallo stile di vita.

Il rifiuto di ascoltare l'intelligenza del corpo ci fa ammalare, come società e come individui. Al contrario, quando rispettiamo noi stessi e le nostre esigenze ne traggono beneficio le nostre famiglie, le aziende in cui lavoriamo e persino il nostro pianeta.

Iniziando ad ascoltare la voce del vostro corpo, che vi parla da quando siete nate, e a capirne la «lingua», scoprirete il segreto della felicità e del benessere. I dubbi si scioglieranno. Mangiare diventerà un piacere, perché saprete cosa vi serve davvero.

Troverete nuova energia e ispirazione perché vi muovete, mangiate e riposate quando il corpo ve lo chiede. Svilupperete il sesto senso che permette di circondarsi di persone che ci influenzano positivamente, e l'intelligenza del corpo sarà per voi un talismano. Vi ammalerete più di rado, perché presterete ascolto ai primi sintomi. Se volete gioia, vitalità e longevità, tendete l'orecchio e ascoltate il vostro corpo.

L'Intelligenza Segreta del Corpo

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Rachel Carlton Abrams

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Rachel Carlton Abrams ha studiato a Stanford e si è laureata in Medicina alla University of California- Berkeley. Da oltre vent'anni si occupa di medicina olistica e di terapie alternative. È coautrice di diversi bestseller che hanno venduto centinaia di migliaia di copie.
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