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Il potere quantico della Mente

  2 anni fa


Il potere quantico della Mente

Andare oltre alla barriera sensoriale per accedere al potere della mente - Estratto da Scienza e Conoscenza n. 49

Da sempre si crede che le dinamiche insite nel pensiero umano possano essere spiegate esclusivamente dalle varie discipline specialistiche che si dedicano all’analisi e alla conoscenza dei suoi processi e delle sue attività specifiche.

Ma seppure le attuali scienze cognitive – neurofisiologia, neuroscienze, psicologia, intelligenza artificiale, linguistica cognitiva e filosofia della mente – hanno fatto passi da gigante, ancora molto buio regna in merito all’enorme potenziale mentale, trasformativo e agente, racchiuso all’interno di ogni individualità.

In noi risiede un potere straordinario che va oltre la barriera del nostro corpo fisico, che si spinge nella complessità della nostra essenza profonda, laddove la materia cede il posto a quella che può essere definita non materia.

Ma in che senso tutto questo?
Da dove parte e da dove proviene questo straordinario potere insito in ogni essere umano?

Dall’energia vibrante, di cui tutti siamo composti e di cui è composto tutto il reale che ci circonda. Dal pensiero. Da qualcosa che non si coglie nella sua materialità, ma che ci permette di strutturare, in virtù della sua carica, la realtà a nostra immagine e somiglianza.

Andare oltre la materia

Noi esseri umani siamo abituati a rapportarci alla realtà e al mondo circostante con l’occhio della pura materialità, in quanto la civiltà dei consumi ha abolito la percezione e la decodifica cosciente di ogni tipo di sapere sottile, per concentrarsi esclusivamente su ciò che si può vedere e toccare. Così, il più delle volte, non siamo consapevoli degli scambi energetici che avvengono tra noi e il mondo esterno.

La nostra attenzione, rivolta alla concretezza delle cose, ci fa perdere di vista l’esistenza di altre informazioni.

Anche la scienza ci guarda e ci studia come enti singoli, sciolti dal nostro contesto di vita e di appartenenza.

Separazione, dualità, è tutt’ora il modus operandi che orienta la ricerca e lo studio dell’uomo, in quanto le nostre straordinarie potenzialità sono sempre state colte e ridotte in un assurdo meccanicismo. Tutto è contenuto in noi e noi non siamo separati dal mondo fisico che ci circonda, ma siamo inseriti in un’unità spazio-temporale, in un campo energetico organizzato che “inventa” la materia.

La Mente: Quanti di luce, vibrazione incarnata, energia in continuo movimento

Ci sono verità grandissime che sono state intuite secoli or sono a livello popolare, religioso e filosofico e che solo adesso, nell’epoca attuale, trovano dimostrazione in ambito scientifico.

Dobbiamo infatti alle scoperte della biologia molecolare e della fisica moderna la messa in luce di ciò che prima risultava pura utopia: la parte più minuscola dell’unità biologica, la cellula, che costituisce la materia vivente, è composta da molecole, a loro volta costituite da atomi anch’essi formati da particelle ancora più piccole, ossia i protoni, i neutroni e gli elettroni. Questi ultimi, poi, sono divisibili in particelle ancora più minuscole, fino ad arrivare alle parti più infinitesimali della materia vivente, ossia “complessi pacchetti energetici” scoperti e denominati dal grande fisico Max Planck “quanti” o semplicemente, come li definirà Albert Einstein “fotoni”, ossia luce, energia radiante, la cui caratteristica è quella di possedere simultaneamente una duplice natura, sia corpuscolare che ondulatoria.

Nella profondità delle nostra carne, del nostro corpo denso noi siamo Energia. Energia che in un movimento armonioso si lega con l’energia presente nel campo gravitazionale in cui siamo inseriti.

E allo stesso modo in cui il nostro corpo fisico è pura energia nella sua essenza profonda, anche l’ambiente e tutto ciò che ci circonda lo è in egual misura, seppur in modalità e stratificazioni differenti. Energia stratificata che nel suo moto ondulare ha abbassato le proprie frequenze vibratorie per dare manifestazione al concreto, al reale, a ciò che si palesa dinanzi ai nostri occhi.

E in virtù di questa analogia di fondo, chiare dovrebbero apparirci le dinamiche che avvengono tra le nostre frequenze personali e quelle dell’ambiente esterno.

Partendo da tale presupposto, spostando il nostro sguardo dal solito modo di vedere e di percepire la realtà e la composizione stessa della materia, vediamo che un nuovo scenario si configura.

Noi siamo molto di più di ciò che crediamo.
Siamo luce, vibrazione incarnata, energia in eterno movimento che si scambia informazioni al di là dello spazio e del tempo e che si lega con quella che sulla strada tocca.

Siamo della stessa sostanza dei nostri pensieri

Non percepiamo la realtà attraverso i soli apparati sensoriali come la scienza ci ha sempre fatto credere, ma ci sintonizziamo profondamente a livello vibratorio con tutto il creato, con gli altri e con la realtà, sentendola profondamente attraverso meccanismi vibrazionali sottili che sfuggono alla logica e all’evidenza.

I nostri apparati sensoriali sono specializzati nella captazione di determinate frequenze esterne e trasformano in impulsi neurali le sole frequenze vibratorie che riescono a cogliere.

Ecco perché molto ci sfugge, ecco perché a volte ci capita di trovarci di fronte a manifestazioni che le scienze ufficiali non riescono tutt’ora a spiegare e che vengono etichettate come “fenomeni PSI” e relegati nell’ambito di quelle discipline che ancora non trovano dimostrazione a livello empirico.

Eppure, se ancora molta confusione regna in merito e ancora determinate dinamiche non vengono spiegate nella loro componente concreta dai modelli accademici, innegabile è la presenza di un’energia di fondo che ci anima e che ci rende un tutto interagente con la realtà esterna a livello profondo.

Siamo della stessa sostanza di cui sono fatti i pensieri.
Siamo della stessa composizione vibrazionale di tutto il creato, pur percependo al contrario la realtà fisica come concreta ed effettiva.

Articolo tratto da Scienza e Conoscenza n. 49 – Il campo quantico della Mente

Articolo pubblicato per gentile concessione della rivista Scienza e Conoscenza
http://www.scienzaeconoscenza.it/

Articolo tratto da Scienza e Conoscenza - N. 49

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