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Il legame con il passato - Estratto da "Le Cure Disintossicanti di una Volta"

di Valentina Beggio 6 mesi fa


Il legame con il passato - Estratto da "Le Cure Disintossicanti di una Volta"

Leggi in anteprima l'introduzione del libro di Valentina Beggio e scopri come depurare il corpo attraverso i metodi naturali utilizzati da secoli

Pillole, cerotti, barrette, bevande... La pubblicità, Internet, gli amici ci dicono che possiamo scegliere e disintossicare il nostro organismo stressato e ormai divenuto poco efficiente.

Ogni prodotto risolverà "finalmente e definitivamente" qualsiasi problema e noi rinasceremo, come l'Araba fenice dalle ceneri, con un organismo efficiente, giovane, capace di affrontare le sfide quotidiane.

Ma siamo proprio sicuri che aggiungere qualcosa porti al cambiamento, al rinnovamento?

Indice dei contenuti:

Nani e giganti

Non sarebbe meglio togliere, modificare, rivedere e andare a cercare che cosa proponevano i giganti, sulle cui spalle stiamo comodamente seduti noi nani, che pensiamo di aver fatto molti passi in avanti, però accorriamo ai mercatini "km 0" preferendoli ai grandi centri commerciali?

Quei mercatini ci riportano indietro, ci fanno sentire la solidità delle spalle dei giganti su cui siamo seduti, ci danno sicurezza, ci fidiamo dei prodotti che espongono. E quei giganti sono i nostri nonni e le nostre nonne, capaci di allevare 4, 6 o 8 figli senza bisogno del pediatra.

Questo libro offre una panoramica della validità di molte cose del nostro passato, prossimo e remoto: non tutte, certo, ma tante sì. E diviso in cinque parti: la prima prende in considerazione vecchi, se non antichi, interventi di disintossicazione, ricostituzione, rinnovamento dell'organismo nel suo complesso che si possono attuare tutto l'anno; le altre quattro considerano le varie stagioni e le loro offerte da utilizzare per disintossicare il corpo, ma anche lo spirito.

Nella prima parte troverete metodi e prodotti che avete a disposizione tutto l'anno per disintossicarvi quotidianamente o in qualche particolare periodo, quando ne sentite il bisogno. Tutti i giorni potete consumare olio extravergine di oliva, limoni, mele, miele, yogurt e si può fare la doccia o il bagno. Ma c'è modo e modo di fare il bagno, e periodicamente potete avvertire la necessità di depurarvi con una cura di limoni. Potete anche decidere di coltivare i limoni, se la zona in cui vivete lo consente.

La seconda sezione è dedicata alla primavera, periodo in cui è il corpo stesso a chiedere qualcosa che lo depuri, lo disintossichi, e allora accontentatelo con l'antico tarassaco e la cicoria selvatica, ma non scordate che anche la casa va "disintossicata", e non semplicemente pulita. Inoltre è bene considerare come e quanto dormite, per approfittare dei benefici del sonno, e iniziare a godere del sole, che tutti aspettano in primavera e che va considerato come un amico a cui chiedere benessere per il corpo e la mente.

La terza parte raccoglie suggerimenti utili per affrontare al meglio il periodo estivo. D'estate fa caldo, ovviamente, e il corpo chiede liquidi: ma quali? E gli orti si prodigano per fornire una tavolozza di prodotti coloratissimi, che mettono appetito solo a guardarli. Arrivano le vacanze, d'estate, e la voglia di avere un bel colorito sano, dorato, che si può favorire anche a tavola. Non solo, sopraggiunge anche la voglia di muoversi, di camminare, di andare in bicicletta. Il caldo può essere eccessivo e va un po' tenuto a bada, ma non eliminato: qui trovate i modi per "sopravvivere".

C'è poi la sezione dedicata all'autunno. Da secoli si segue la cura dell'uva, che ripulisce il corpo, così come lo ripulisce l'aceto di vino, che è facile imparare a fare in casa. Per disintossicare il corpo è bene coltivare la voglia di muovervi che avete provato d'estate e guardare al sole come a un amico, ora delicato e gentile ma sempre benefico. E poi una considerazione adatta all'autunno, stagione riflessiva.

Oggi definiamo "olistica" una cura che considera un organismo, un essere vivente come una unità e non come un insieme di "pezzi". Ma non è una novità. Si tramandano infatti da secoli, di padre/madre in figlio/figlia, ritmi di vita e modi di guardare ciò che ci sta intorno che portano benefici all'intero organismo: corpo, mente e anima (per chi ci crede). Ecco allora alcuni suggerimenti su che cosa cambiare nel nostro modo di vivere senza fare la rivoluzione, ma guardando dolcemente al passato.

E, infine, l'ultima parte è dedicata all'inverno. Non consideratelo come un vecchio avaro dallo sguardo gelido: è un attempato signore gentile e premuroso, che ama la natura anche quando il cielo è grigio e le notti sono lunghe, che offre il conforto di una tavola con tanti amici, che ci insegna come riscaldarci, che esce di casa per la sua passeggiata anche se c'è un tappeto di neve, che ci offre una tazza di cioccolata calda spiegandoci che il cioccolato disintossica corpo e mente, che ci racconta un'antica leggenda sul vischio e sul perché lo si appende sulla porta la notte dell'ultimo dell'anno.

Chi ha detto che l'inverno è una brutta stagione? Qualcuno che non sa che l'inverno comincia in dicembre ma termina il 21 marzo!

Con l'aiuto della Luna

I contadini, ma anche gli operai, gli artigiani, gli studenti, i commercianti e i cosiddetti "padroni", si alzavano presto, all'alba o poco dopo. Bevevano acqua, molto spesso acqua e limone per lavarsi la bocca, poi un caffè e un po' di pane o un pezzetto di torta avanzati dalla sera prima e andavano a lavorare: a piedi, in bicicletta, con i mezzi pubblici, con l'automobile chi ce l'aveva.

Ma quella prima colazione, uguale a quella degli antichi Romani, non bastava per arrivare a mezzogiorno, per cui si portavano da casa, nelle borracce e nei tascapane, la merenda, che di solito era molto sostanziosa: pane e salame o pancetta, caffè o mezzo bicchiere di vino o birra, una fetta di torta, frutta fresca, formaggio, secondo i gusti. Questa merenda completava la colazione, che diventava dunque un vero e proprio pasto.

A mezzogiorno chi poteva tornava a casa e pranzava con la famiglia: un primo di pasta o riso, un secondo leggero con molta verdura perché si tornava a lavorare e non bisognava appesantirsi, frutta o una fetta di dolce. Se c'era tempo, si riposava un poco: giusto un breve pisolino. Poi si tornava al lavoro e qualcuno spezzava il pomeriggio con una merenda veloce e leggera, perché il corpo non chiedeva più molto. Chi non poteva tornare a casa si portava il pranzo da casa o andava in una trattoria vicina.

Alla sera una cena leggera e digeribile, scegliendo fra minestra, caffelatte con 2-3 biscotti, frutta fresca, verdura, un gelato d'estate. Durante la cena la famiglia parlava, ciascuno raccontava la propria giornata, i problemi e le soddisfazioni, si discuteva assieme e dopo, ma solo dopo, si ascoltava la radio o si guardava la TV tutti insieme, si leggeva, si studiava e si andava a letto presto, "con le galline", si diceva.

Se qualcuno stava poco bene, prima di chiamare il dottore ci pensavano la mamma o la nonna e se i rimedi proprio non funzionavano, solo allora, si ricorreva alla "scienza".

E mentre gli uomini erano al lavoro, le donne rifacevano i letti mettendo coperte e lenzuola sulla finestra anche d'inverno, pulivano e spolveravano usando aceto, bicarbonato, ammoniaca..., facevano il bucato con il sapone, a mano o in lavatrice con il sapone a scaglie, andavano a fare la spesa, cucinavano e badavano all'orto se vivevano in campagna. Tutte o quasi sapevano cucire e lavorare a maglia o all'uncinetto, perciò gli abiti e la biancheria, i maglioni e le coperte venivano fatti in casa.

Anche oggi moltissimi si alzano all'alba o poco dopo per andare al lavoro o a scuola, ma pochi sono quelli che vanno a piedi o in bici, anche se si tratta di percorsi di 2-3 chilometri, e pochi sono quelli che a tavola parlano con i familiari perché la TV e il cellulare hanno preso il sopravvento. Inoltre la cena è diventata il pasto più sostanzioso e la colazione il più povero.

E così molti sono in sovrappeso o obesi e il dialogo è stato sostituito da monologhi: si parla con un oggetto, il cellulare, e non con le persone; si ascolta un oggetto, la TV, e non chi ti sta accanto.

Un'antica, eccellente regola dice: "Fai colazione come un principe, pranza come un borghese e cena come un mendicante". In questo modo il cibo darà l'energia necessaria al motore e il corpo assorbirà e utilizzerà il nutrimento senza immagazzinarlo in sgradevoli depositi di grasso.

 

Tratto dal libro:

Le Cure Disintossicanti di una Volta

Valentina Beggio

Che si tratti delle cure più conosciute, come quella del limone o dell'uva, di bagni disintossicanti al bicarbonato, dell'utilizzo di ingredienti comuni e poco costosi come l'aceto, o ancora del recupero di aspetti positivi dello stile di vita di un tempo, in questo volume troverete tutti i segreti per mantenere il benessere attingendo a saperi antichi.

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