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Il farmaco, il malato e il mal-essere - Estratto da "Omeopatia per l'Infanzia"

di Baudouin Caironi 4 mesi fa


Il farmaco, il malato e il mal-essere - Estratto da "Omeopatia per l'Infanzia"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Baudouin Caironi e scopri come affrontare i classici disturbi del tuo bambino con metodi e cure naturali

Qualunque sostanza farmaceutica può sviluppare la sua attività in diversi modi: tale e quale o diluito.

Indice dei contenuti:

L'azione farmacodinamica e omeodinamica di un farmaco

Tale e quale: Si tratta dell'effetto cosiddetto ponderale che, per numerose sostanze, rischia ben presto di diventare tossico. L'effetto ponderale e benefico per il malato viene considerato il principale in farmacologia classica, mentre quello tossico diventa secondario. Un distinguo che sistema un bel po' di persone e soprattutto l'industria farmaceutica... Nella scuola ufficiale allopatica l'impiego di farmaci a dose ponderale non è privo di rischi e richiede da parte del medico che li prescrive una conoscenza (bio) chimica approfondita degli effetti principali e collaterali.

Diluito: La sostanza viene privata della sua tossicità e può acquisire una nuova azione che potrebbe rivelarsi antagonista a quella della sostanza ponderale. Quest'affermazione, che meriterebbe di essere rivista grazie ai nuovi sviluppi scientifici in materia di epigenetica,10 è basata sulla legge di Arndt-Schultz, dagli studi di due eminenti farmacologi tedeschi: Rudolf Arndt (1835-1900) e Hugo Schultz (1853-1932). Un esempio: dei cuori di anguilla isolati e infusi in un liquido al quale si aggiunge aconitina (un forte veleno), reagiscono in maniera diversa secondo la dose utilizzata. A dosi ponderali reagiscono con un rallentamento della frequenza cardiaca (azione diretta e tossica); a basse diluizioni con un'accelerazione (azione opposta) della stessa. L'azione ponderale e l'azione diluita di un farmaco sono dette farmacodinamiche.

Diluito e dinamizzato: La sostanza acquisisce un'azione regolatrice e terapeutica detta omeodinamica (Conan-Mériadec), la quale è presente soltanto se vi è analogia tra i sintomi riferiti dal paziente e i dati sperimentali o patogenetici della sostanza in questione.

Un esempio di questo dualismo biologico è dato dall'Atropa belladonna o semplicemente belladonna, una bacca selvatica simile a una piccola ciliegia nera. Nel Rinascimento le dame instillavano il succo negli occhi per dilatare la pupilla e conferire cosi lucentezza allo sguardo, da cui il nome di belladonna. L'effetto puramente allopatico della pianta intera è soprattutto tossico. Racchiude due principali alcaloidi: l'atropina e la scopolamina.

La dose mortale nell'uomo si ha a partire dai 10 mg, ma dosi di 3 mg hanno già provocato gravi incidenti, soprattutto nei bambini, i quali avevano confuso queste bacche con un frutto commestibile. I trattati di tossicologia ci rivelano i sintomi soggettivi e oggettivi dell'intossicazione da belladonna:

  • dolore pulsante alla testa, con sete;
  • accelerazione del polso (per paralisi del nervo vago, il quale in condizioni normali frena il cuore);
  • violenta agitazione cerebrale, con delirio e allucinazioni;
  • eruzione cutanea scarlattiniforme, chiamata anche rash nel gergo medico;
  • sudorazione profusa;
  • dilatazione delle pupille, con disturbi alla vista e fotofobia. L'effetto tossico dell'Atropa belladonna sulle fibre muscolari dell'iride, che circonda la pupilla, è ampiamente utilizzato in oftalmologia. L'instillazione di atropina provoca infatti una dilatazione della pupilla o midriasi per paralisi dello sfintere dell'iride, il che permette l'esame interno dell'occhio. L'uso scorretto di colliri a base di atropina rischia di provocare congestione locale, come pure un brusco aumento della pressione oculare o glaucoma acuto;
  • secchezza e congestione delle mucose orali (con sete), dello stomaco, dell'intestino e delle vie respiratorie, per paralisi del nervo vago. Osserviamo che l'impiego in medicina classica di estratti secchi o di tintura madre a base di belladonna negli stati congestizi dell'intestino (con crampi) o delle vie respiratorie (con tosse secca o spastica) è semplicemente l'applicazione della legge di similitudine, giacché la belladonna è un veleno sostanzialmente congestizio! La dose ponderale raccomandata dalla farmacologia classica è poco lontana dalla dose tossica o addirittura letale, il che rende delicata la prescrizione di questo rimedio.

Ecco cosa dicono, più o meno, la tossicologia e la terapia classica. Quando la belladonna, diluita e dinamizzata, viene somministrata sufficientemente a lungo a soggetti sani e sensibili, assistiamo alla comparsa di una sintomatologia sperimentale o patogenetica, che arricchisce notevolmente la conoscenza farmacologica del rimedio.

Un soggetto sensibile che sperimenta la belladonna a dosi minime presenterà una sete che descriverà nel seguente modo: lieve sete che sopraggiunge regolarmente, con desiderio di bere acqua fredda, il tutto rispetto alla sete menzionata senza specificazioni dai tossicologi. Il delirio da belladonna, descritto per sommi capi dai tossicologi, si arricchisce di precisazioni patogenetiche interessanti: delirio che si accompagna a un desiderio di alzarsi dal letto; allucinazioni visive di animali, in particolare di cani. In precedenza abbiamo citato la Belladonna omeopatica quale rimedio contro la febbre umida del bambino, allorché il volto si arrossa e sembra sprigionare calore.

Il medesimo bambino, con le pupille dilatate e le allucinazioni da febbre, al punto da vedere cani e volersi alzare dal letto chiedendo in continuazione acqua che beve a piccoli sorsi, riporterà tutti i sintomi soggettivi e oggettivi che consentono di curarlo, secondo la legge di analogia, con dosi omeopatiche di Belladonna.

La specificità del quadro clinico è importantissima in medicina omeopatica, giacché esistono vari modi di manifestare una malattia. Accanto alla febbre umida della belladonna, esiste la febbre secca delPAconitum, per analogia all'intossicazione della pianta di aconito napello o radice del diavolo, come pure la febbre rosea dell'Apis, simile all'intossicazione dell'organismo provocata dal veleno d'ape o Apis mellifica.

I termini analogia e somiglianza non sono forse tra i più adatti. Nella prassi quotidiana dell'omeopatia infantile spesso assistiamo a un susseguirsi dei tre tipi di febbre. In ordine cronologico: Aconitum, Belladonna e Apis. Tutto porta a ritenere che si tratti di una produzione autentica,12 endogena e filogenetica,13 ma non quantificabile mediante i mezzi della scienza odierna, di sostanze regolatrici generate dal sistema neurovegetativo dell'Homo sapiens bambino messo di fronte alle incognite dell'ambiente, principalmente microbiche. Al limite e tenuto conto delle conoscenze mediche moderne, potremmo utilizzare il termine "endorfìne filogenetiche" quando parliamo di Aconitum, Belladonna e Apis!

L'importanza dell'effetto atossico e omeodinamico di un rimedio a dosi infinitesimali viene illustrato dalla terapia del glaucoma. Quest'affezione dell'occhio, caratterizzata dall'aumento della pressione interna, è accompagnata dai seguenti sintomi: mal di testa pulsante, arrossamento locale congestizio, midriasi e fotofobia. L'elenco è simile al quadro clinico sperimentale della belladonna.

Là dove la belladonna (atropina) somministrata a dosi ponderali (in collirio) avrebbe chiaramente aggravato il glaucoma, la stessa, somministrata a dosi infinitesimali porta invece sollievo al glaucoma secondo la legge di similitudine. Prima che comparissero i moderni mezzi tecnici terapeutici (colliri, laser, chirurgia), l'uso omeopatico della belladonna ha costituito a lungo un trattamento elettivo del glaucoma da parte dei terapeuti hahnemanniani dei secoli scorsi.

La malattia e il mal-essere

Somministrando varie volte al giorno e sufficientemente a lungo a un individuo sano e sensibile dosi sub tossiche di Arsenicum album,14 questi svilupperà sul piano somatico disturbi più o meno analoghi a quelli causati dall'assunzione di dosi tossiche di arsenico: infiammazione delle mucose (soprattutto dell'apparato digerente), secchezza cutanea con formazione di squame biancastre, oppressione respiratoria e dimagrimento. Questi sintomi spariscono gradual

mente non appena si interrompe la sperimentazione. Sembra logico, perche possiamo supporre che il veleno diluito a lungo andare produca un processo cumulativo e tossico nell'organismo dello sperimentatore sano. Ma c'è di più: in un individuo sensibile la comparsa di disturbi fisici e oggettivi è preceduta e accompagnata da una modalità reattiva e soggettiva che caratterizza la sottile impregnazione dell'organismo (sensibile) ad opera del veleno diluito.

Questo fenomeno individuale, detto patogenetico, ricompare in un malato che necessita di un trattamento omeopatico con Arsenicum album. Qualora il simili-mum non venga somministrato in tempo utile, la modalità reattiva lascerà il segno sull'evoluzione della malattia e modulerà la storia del mal-essere del malato, dai disturbi psicosomatici (invisibili) alla comparsa della lesione (visibile).

Quali sono i parametri o le modalità in grado di influire, in un senso o nell'altro, su una malattia o un mal-essere?

  • emozioni quali collera o dolore (modalità psicologiche);
  • riposo o movimento (modalità locomotorie);
  • comparsa o scomparsa di uno scolo, per esempio mestruazioni o sudore;
  • orario, ciclo nictemerale (giorno e notte) e stagioni (principalmente primavera e autunno);
  • sensibilità: al rumore, alla pressione, alle scosse (modalità sensoriali); al caldo e al freddo, all'umidità, alle fasi lunari, al mare o alla montagna, al temporale (modalità termiche, baroclimatiche e atmosferiche).

"Gli omeopati dispongono dunque di una semiologia estremamente fine, precisa e 'modalizzata' della reattività umana in tutte le sue sfumature espresse dai malati e riscontrabili nei modelli patogenetici simili, il che consente loro di trovare il rimedio omeopatico perfettamente adatto alla reattività di ciascun organismo per tutta la durata della malattia".

Torniamo all'esempio dell'Arsenicum album. La sperimentazione in soggetti sani offre le seguenti informazioni: un buon numero di soggetti lamenta ansia, agitazione e debolezza. Alcuni di questi disturbi hanno il loro culmine dopo mezzanotte e in particolare verso l'una del mattino (modalità oraria).

Sul piano fisico, come descritto sopra, assistiamo in certi sperimentatori tra le altre cose a infiammazione della pelle e delle mucose, digestiva, respiratoria e urogenitale. I bruciori di stomaco si alleviano con piccoli sorsi di acqua fredda ripetuti spesso (modalità sensoriale).

Nell'espressione dei disturbi patogenetici vi è una certa periodicità, come pure un'alternanza: sono presenti (o vengono acuiti) per esempio ogni due giorni oppure ogni quindici; i problemi cutanei possono alternarsi a disturbi dell'apparato respiratorio e viceversa.

È interessante, partendo da questi dati patogenetici, tracciare il quadro reattivo di un bambino che soffre di asma, prendendo in considerazione un trattamento omeopatico con Arsenicum album. Il bambino in genere si mostra dimagrito, nervoso e impaurito.

Nell'anamnesi (storia della malattia) ritroviamo eczema secco e squamoso soppresso con pomate di cortisone, il quale ha lasciato il posto all'asma notturna. Quest'ultima si manifesta con degli attacchi, dopo mezzanotte. Il bambino diviene allora estremamente ansioso e ha paura di morire. Gli attacchi si manifestano periodicamente: tutte le settimane oppure ogni due settimane.

La diagnosi omeopatica dell'asma comprende non solo la constatazione fìsica, mediante auscultazione, della problematica respiratoria, ma anche la modalità reattiva locale e generale del malato verso il suo mal-essere. E questa la dimensione umana dell'omeopatia, che cura non la malattia, bensì il malato!

La legge di farmacologia di Arndt-Schultz, la quale afferma che l'azione di un farmaco potrebbe risultare invertita a seconda della dose utilizzata, è illustrata dallo studio tossicologico e omeopatico dell'acido arsenioso o Arsenicum album. Uno degli effetti tossici è dato dalla diarrea, con feci talvolta sanguinolente; si tratta dell'effetto ponderale (e tossico). Questa diarrea è simile a quella del colera, una malattia infettiva dell'intestino.

Dal punto di vista generale, l'arsenico dinamizzato diventa un rimedio complementare grazie al suo effetto opposto e omeodinamico) della diarrea tossinfettiva trattata in prima istanza con antibiotici e idratazione.

Dinamizzazioni alte di Arsenicum album sono infatti in grado di curare numerose gastroenteriti nel bambino, per esempio la salmonellosi. Il bambino si dimostrerà ansioso, agitato e richiederà acqua fredda che berrà a piccoli sorsi (modalità sensoriale di Arsenicum album derivante dalla sua patogenesi).

 

Tratto dal libro:

Omeopatia per l'Infanzia

Omeopatia per l'Infanzia

Primi dentini, crosta lattea, febbre, tosse, nasino tappato, enuresi, asma, morbillo, orecchioni ecc.: le malattie infantili sono un argomento molto sentito da tutti i neogenitori, che lo vivono in maniera diretta quasi ogni giorno. Il dottor Baudouin Caironi offre un approccio medico ottimale, che tratta il fisico e al tempo stesso la mente, per una medicina non solo curativa ma anche preventiva.

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Il dott. Baudouin Caironi esercita in Belgio dal 1978, è laureato in medicina, chirurgia e ostetricia,  La sua esperienza di medico classico si è arricchita, nel corso degli anni, di una approfondita conoscenza dell’omeopatia, che insegna a Bruxelles. Con oltre 35 anni di esperienza...
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