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Il Divino Scontento

di Daniela Ballardini 5 mesi fa


Il Divino Scontento

Essere grati alla vita non significa accontentarsi

Ognuno di noi è alla ricerca di qualcosa. Spesso non sappiamo di cosa si tratti; spesso diamo a questo “qualcosa” nomi che non gli appartengono. Non ci appaga la vita così com’è, anche se è la vita più agiata, più realizzata, con tutti i crismi del caso.

Ancora i nostri occhi frugano, cercando negli occhi degli altri, in un gesto, in un luogo naturale. Cerchiamo nella malattia, nel lutto, nella festa e nella rabbia. Sappiamo che non è tutto lì, anche se è già molto quello che siamo chiamati a vivere, tanto che a volte ci sentiamo sopraffatti da impegni, relazioni, progetti, pensieri.

Ma ancora, non è tutto lì.

Il viaggio e la ricerca

Sono un viandante che cerca, come tutti. Da bambina ho cercato nella natura dell’Africa dove ho vissuto con la famiglia, poi ho cercato nei libri di filosofia, all’università, e negli studi esoterici, nella meditazione, in un abbraccio d’amore, in un viaggio, dentro le pagine di un libro.

Durante la mia ricerca, quando riuscivo a trovare qualcosa che mi appagava totalmente me ne accorgevo perché sentivo una sorta di “click”; un senso di pienezza, di calore e di espansione del cuore. La mente era lucida, chiara; le emozioni quiete e serene. Il respiro si faceva profondo, il corpo era saldo e radicato. Centratura, allineamento. Si dice che è un bene accontentarsi di ciò che si è e di quello che si possiede.

È vero, per tanti versi. La gratitudine è una funzione fondamentale del cuore. Ma esiste anche quello che si chiama “il divino scontento”: finché non sento quel “click” continuo a cercare, nelle mie attività quotidiane e di notte, in mezzo alle atmosfere surreali dei sogni. Cosa accade quando riusciamo a ritagliarci un piccolo spazio di silenzio, nel mare magnum degli impegni quotidiani, mossi da un bisogno straripante o perché abbiamo rinnovato volontà e coraggio che ci permettono di affrontare discipline di equilibrio e centratura? 

Cosa accade quando ci sediamo in un luogo tranquillo, respiriamo profondamente e ascoltiamo? Siamo come l’esploratore che va alla ricerca di ciò che non è noto né scontato; ci stiamo imbarcando in una avventura. Davanti a noi si aprono finestre, una dopo l’altra, e si affacciano mondi, sconosciuti solo apparentemente. In queste esperienze è facile sentire quel “click”, ed è sempre come ricordarsi di qualcosa che si conosce da tanto tempo. Questo ci fa bene. Non accontentiamoci.

L’ideale come stella polare

Esiste davvero questa immensa luce, della quale possiamo indovinare la presenza in sprazzi di consapevolezza? Esiste realmente quella radiosità, quella purezza che a tratti riconosciamo, che ci viene incontro camminando nella vita? Sono realtà oppure solo fantasie dettate da bisogni psicologici, le Idee Universali, i Principi, i Modelli divini ai quali gran parte dell’umanità cerca di conformarsi da sempre, per rendere migliore la propria vita? Si dice che il mondo stia negli occhi di chi guarda; come dev’essere guardare la nostra vita di tutti i giorni – spesso monotona, ripetitiva, piena di problemi – attraverso Idee (le quali, concretizzandosi, diventano ideali) incontrate e registrate durante i viaggi dentro se stessi?

La qualità della nostra vita cambia radicalmente. L’ideale è come la stella polare per il marinaio che sta navigando in un immenso oceano, senza alcun punto di riferimento se non quella piccola luce brillante nel cielo. L’ideale è la necessaria ispirazione che ci rivela un disegno armonioso; è capace di rendere nuove tutte le cose; quel “nuovo” che occhi da tempo conformati all’abitudine non riescono più a scorgere.

L’ideale è ciò che ci spinge a migliorare, a evolvere, a cercare, trovare e sviluppare le numerose qualità del nostro essere, anche quelle più impensabili e ben nascoste. Qualcuno dice: «L’ideale? È pura utopia, non esiste concretamente. È un “mondo di frutta candita” dove tutto è falsamente lucente. La realtà invece, è ben diversa: la trovi sugli articoli dei quotidiani, seguendo i telegiornali e i vari programmi televisivi; la trovi cominciando la tua giornata col marcare il cartellino, correndo a fare la spesa, poi i bambini, la palestra…»

Ma, davvero, è tutto qui? È tutta qui questa nostra vita che scorre veloce, sempre più veloce, e come si dice: “è sempre Ferragosto, è sempre Natale?”. Attimi di profondità e di consapevolezza accadono nella vita di ognuno, spesso in momenti impensabili, non attesi né programmati. Ma esistono vie che ci permettono di accedere ai “Modelli della vita” e tramite raccoglimento, meditazione, riflessione profonda (viaggi dentro noi stessi), riusciamo a cambiare canale, cogliendo più facilmente il valore e la qualità di ogni cosa. Allora, riusciamo a “essere nel mondo ma non del mondo”.

Non accontentiamoci

Quando portiamo nella vita concreta i Principi che abbiamo intuito negli spazi di silenzio, e agiamo ispirati da essi, il piccolo sé-personalità si fa da parte, ed entriamo – anche se solo per brevi attimi – nella infinita rete di energia, dove ognuno ha il suo posto, il suo ruolo, dove ognuno è totalmente responsabile di ciò che pensa, dice e fa. Gli ideali che derivano dai Principi universali, hanno la capacità di condurre la parte nel Tutto. In quei momenti diventiamo integri, e cominciamo a vivere davvero.

I Figli di Gaia

Chiese la Vita, il Cielo rispose

Daniela Ballardini

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Daniela Ballardini utilizza la forma del romanzo per portarci in un mondo antico dove percorrere la via della consapevolezza. In un'epoca antica, il popolo degli Atinamu vive una vera e propria Età dell'Oro, prosperando in...

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Daniela Ballardini

Daniela Ballardini nasce il 26 agosto del 1967 a Cesena. Fino all'età di quindici anni vive con la famiglia tra Italia, Africa e Sud America. Si laurea in filosofia all'Università di Bologna, consegue il Master in Reiki, frequenta la scuola di Counselling Bioenergetico, e dal...
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Vivi Consapevole è una rivista trimestrale illustrata edita da Macrolibrarsi.Da anni il Consapevole porta avanti un progetto culturale importante. Autosufficienza, permacultura, decrescita, cultura della transizione, abitudine alle "buone pratiche", risparmio energetico, riciclaggio dei...
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