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I tuoi pensieri creano la tua realtà

di Maura Cavalcanti 10 mesi fa


I tuoi pensieri creano la tua realtà

Vi siete mai chiesti cosa è necessario per cambiare completamente se stessi e la propria realtà?

È da tempo ormai che mi dedico ad un lavoro di trasformazione personale grazie al quale, dopo anni di malattia cronica, ho riconquistato la mia salute e una nuova consapevolezza di me stessa.

È stato un percorso di rinnovamento alla scoperta del mio essere più profondo, ma anche un viaggio avventuroso, che tuttora continua, e che mi ha aperto la strada verso nuove ed inaspettate idee e possibilità, potenziando e migliorando la qualità della mia vita in generale.

Il concetto alla base di questo lavoro consiste nel fatto che cambiando il nostro modo di pensare, sentire e agire, possiamo modificare efficacemente la nostra personalità, influenzare la nostra biologia e creare il futuro che desideriamo.

Un approccio che implica una flessibilità ed un’apertura mentale e che richiede l’abbattimento di convinzioni limitanti. Un percorso trasformativo che abbraccia la biologia, la neuroscienza, la fisica quantistica e persino la spiritualità, e che si concentra sulla connessione tra mente e corpo e su come i pensieri creano la nostra realtà.

Non potendo affrontare il tema nella sua totalità, avendo a disposizione poche righe, mi vorrei soffermare oggi sui primi passi da compiere e sui primi strumenti da utilizzare per attuare questa trasformazione.

Quindi, come possiamo realizzare concretamente il cambiamento?

Per cambiare ciò che siamo, dobbiamo capire meglio la nostra personalità e cosa la determina.

In questo articolo parliamo di...

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Indice dei contenuti:

Cosa determina la tua personalità?

Partiamo dalla premessa che la personalità è costituita dal modo in cui pensiamo, sentiamo e ci comportiamo e che è influenzata da tutte le esperienze che abbiamo fatto in passato, dai tratti che abbiamo ereditato alla nascita e dalle connessioni neurologiche che abbiamo stabilito nel nostro cervello per tutta la vita. Tutto queste informazioni sono custodite gelosamente nella nostra mente, che altro non è che il cervello in azione.

Se osserviamo la nostra mente, possiamo poi affermare che essa si divide in mente cosciente e subcosciente.

La parte subconscia è caratterizzata da atteggiamenti, credenze, percezioni, convinzioni e modelli di reazione emotiva assolutamente inconsci, che sono poi la maggior parte di ciò che siamo. Essa può addirittura controllare i nostri processi biologici, influenzando il nostro corpo a rispondere in maniera automatica, mentre la nostra mente cosciente resta inattiva, nella più totale inconsapevolezza.

Il nostro subconscio impara e registra le informazioni dall’esperienza e il corpo risponde. Così che, il corpo, guidato dal cervello emotivo inconscio o cervello limbico, prende il sopravvento, imparando a reagire all’ambiente e agli input sensoriali prima ancora che noi ce ne rendiamo conto.

Lo si può notare osservando molte delle nostre attività quotidiane, come per esempio quando si guida una macchina, o quando si ha un riflesso condizionato ad un certo stimolo.

Immaginate se dovessimo pensare ogni volta come allacciarci le scarpe o quali pedali della macchina utilizzare per frenare o cambiare marcia. O pensate solamente a quel fenomeno di salivazione che scatta alla sola vista di un limone. Questi sono esempi semplici di comportamento o reazione automatica per i quali non dobbiamo pensare coscientemente.

Certo è, che per la maggior parte delle mansioni quotidiane questo è un vantaggio. Sarebbe un tale spreco di energia mentale se dovessimo pensare ogni volta come allacciarci le scarpe o quali pedali della macchina utilizzare per frenare o cambiare marcia.

Inoltre, progettare una routine in modo tale che contribuisca al raggiungimento dei nostri obiettivi, senza dipendere dalla forza di volontà, dalla motivazione o dalla disciplina è un grande aiuto.

Molto spesso però i programmi automatici inconsci che sono stati inculcati nel nostro cervello da altri durante la nostra infanzia, o che si sono instaurati in seguito ad esperienze passate traumatizzanti o che almeno non abbiamo mai realmente progettato, e di cui potremmo fare anche a meno, governano la nostra vita, influenzando anche la nostra salute.

Il cervello limbico

Il nostro cervello limbico, che fa parte del Sistema Nervoso Centrale (SNC), svolge diverse funzioni, tra le quali quella di regolare i processi emotivi.

Egli impara dalle esperienze passate, dagli errori, dai traumi e valutata emotivamente le conseguenze che questi eventi hanno su di noi, registrandoli a livello subcosciente. Interagisce ed influenza il Sistema Nervoso Autonomo (SNA), il quale, a sua volta, attraverso un sistema di percezione subcosciente, rielabora e valuta le informazioni di pericolo e sicurezza e le manifesta attraverso il nostro corpo a livello fisiologico, concretizzando così la relazione mente-corpo.

Se prestiamo attenzione, possiamo notare che il più delle volte siamo dominati da emozioni di paura, mancanza, gelosia, giudizio, rabbia, invidia, o in generale da schemi di pensiero e impulsi inconsci che non servono al nostro interesse e che sono tossici per la nostra persona.

Gestiamo ed utilizziamo questi programmi pensando che questo è ciò che siamo.

La maggior parte delle volte però, ci rendiamo conto di essere vittime di questi schemi solo quando la vita ci colpisce con una crisi, un evento traumatico, come per esempio la perdita di un caro, una malattia, problemi economici, lavorativi o semplicemente perché veniamo pervasi dalla sensazione travolgente di essere insoddisfatti della nostra situazione attuale e allora ci risvegliamo. Bruscamente prendiamo coscienza del dirottamento coatto che ha subito la nostra vita.

Per la maggior parte delle persone infatti, ci vuole un evento traumatico perché questo accada.

È in questo momento che iniziamo a vedere il programma che ci è stato affidato: i nostri pensieri, le emozioni e in generale tutto il nostro stato d'essere e la nostra personalità ci appare più chiara. Possiamo diventare consapevoli degli stati di reazione del nostro corpo ed iniziare a vedere sotto una nuova luce queste risposte fisiologiche, attribuendogli la connotazione reale di tentativi di sopravvivenza.

Certo, sarebbe meglio risvegliare la nostra consapevolezza prima di essere travolti dagli eventi.


Attraverso l’osservazione imparziale di noi stessi, possiamo iniziare ad intercettare e decifrare le emozioni che guidano i nostri pensieri.


Possiamo renderci conto di come quegli schemi di pensiero, frutto delle nostre esperienze passate, impressi nel nostro cervello a livello inconscio, ci portino a compiere sempre le stesse scelte e come queste scelte ci inducano a mantenere gli stessi comportamenti e a creare le stesse esperienze che riaffermeranno le solite emozioni, e che genereranno le stesse reazioni, costringendoci così in un circolo vizioso. Perché le nostre emozioni ricorrenti, pensieri, azioni, sono parte dell'equazione che costituisce la nostra personalità.

È ciò che sentiamo e percepiamo, l’insieme di comportamenti, credenze, convinzioni e atteggiamenti che mettiamo in atto regolarmente, le reazioni emotive di cui non riusciamo a liberarci, che abbiamo memorizzato a livello inconscio e che si sono installate nel nostro cervello come un programma preformattato, che determinano il nostro temperamento e che diventano un tratto della nostra personalità, delineando il tipo di persona che siamo.

Come i pensieri creano la realtà

Cambia il vecchio programma

Dobbiamo ricordarci però che disponiamo di un’arma preziosa, che ci rende unici, che ci definisce come esseri coscienti e razionali. È la nostra corteccia prefrontale, la sede della coscienza, che ci dà la capacità unica di osservare noi stessi e valutarci in modo critico.

È lei l’antagonista indiscussa del nostro cervello emozionale, il centro di comando della nostra mente, è attraverso la sua attivazione che possiamo silenziare il subconscio. È il nostro occhio interiore, l’osservatore che ci permette di diventare coscienti dei nostri automatismi, dei riflessi condizionati, delle solite reazioni emotive, degli atteggiamenti e dei comportamenti coatti che hanno preso il sopravvento su di noi.

Consentendoci di individuare i nostri pensieri negativi, di riconoscerli, isolarli e di prenderne le distanze, di non identificarci più nei vecchi schemi, la consapevolezza ci permette di mettere quel freno agli automatismi e di cambiare.

Il cervello limbico emozionale impara dalle esperienze passate, dagli errori, dai traumi e registra questi eventi nel subconscio sotto forma di programma, attivandosi a nostra insaputa, in maniera automatica, fino al giorno in cui, attraverso la messa in funzione della nostra corteccia prefrontale ci risvegliamo e finalmente prendiamo coscienza.

Per fare ciò, dobbiamo guardare a noi stessi e al nostro comportamento da una prospettiva diversa.

Dobbiamo prenderne le distanze dal nostro vecchio io, smettere di identificarci ed iniziare ad osservarci in terza persona, a valutarci in modo critico, come osservatori esterni. Iniziando così a concentrarci sulle possibilità invece che sui problemi. Questo ci permetterà di capire quando le cose non vanno più, quando dovremo cambiare la nostra situazione di vita.

Ci permette di identificare tutti gli impulsi, le emozioni e i pensieri che formano quel programma inconscio. Attraverso l'auto-osservazione possiamo renderci conto che solo perché abbiamo un pensiero non significa che sia vero. E sicuramente non significa che siamo quel pensiero e le emozioni che lo accompagnano.

Cominciamo a capire che non dobbiamo credere a tutto ciò che pensiamo.

Il primo passo per attuare il cambiamento è prendere coscienza del programma. Osservare i pensieri, le emozioni e gli impulsi che riattivano sempre le stesse reazioni. Scoprire e liberarci dalle credenze, dalle abitudini, dai comportamenti e dalle reazioni automatiche che mettiamo in atto in maniera inconscia e che governano la nostra vita.

È come sbucciare una cipolla, strato dopo strato, andando nel nostro profondo alla riscoperta della nostra vera essenza, liberandoci da tutti quegli strati di condizionamenti che l’avevano soffocata e tenuta nascosta. Dobbiamo diventare l’osservatore silenzioso, attento e consapevole sullo sfondo.

Il prossimo passo necessario per cambiare la nostra realtà sarà quello di sostituire il vecchio programma.

La scienza della neuroplasticità ha dimostrato che si può influenzare la struttura del cervello con i pensieri che si sceglie di avere.

Un pensiero è un insieme di neuroni che si attivano in una sequenza specifica comune. Secondo la legge del neuropsicologo Donald Hebb: "Neuroni che si attivano insieme, si legano tra loro." E questo si traduce in “Pensieri simili, ripetuti su base regolare, formano reti di neuroni che si legano tra loro e che si imprimono come solchi nel nostro cervello”.

Ma vale anche il contrario: "Neuroni che non si attivano più insieme, non si legano più tra loro".

In altre parole, per cambiare, bisogna prima di tutto smettere di avere gli stessi pensieri, di farsi dominare dalle stesse emozioni ed evitare gli stessi comportamenti, ed abbandonare vecchie convinzioni.

Bisogna tagliare i rami che formano quelle connessioni e che costituiscono il programma automatico. Smettere di utilizzare quelle vie che ci tengono intrappolati nei soliti vecchi schemi mentali. Non percorrendoli più, abbandonandoli e rivolgendo la nostra attenzione verso nuovi pensieri, in modo da far crescere nuovi rami.

Quindi, ricordandovi regolarmente chi non volete più essere, prendete le distanze dal vecchio io e fate in modo che ciò si rifletta sui vostri comportamenti. Così facendo, state dissolvendo le vecchie reti neurali nel cervello e abbandonando i vecchi modelli di comportamento.

Facendo attenzione, osservando, rendete coscienti i vostri pensieri inconsci. Attraverso la coscienza, decidete di non seguire più quei pensieri e pianificate il vostro nuovo io.

Quello a cui pensate mentalmente, ciò che provate ogni giorno, è chiaramente ciò che costruisce una struttura nel vostro cervello e che influenza chi diventate.

Come pensate e come vi sentite ha un impatto diretto su come il vostro corpo reagisce e influenza il vostro comportamento e le vostre azioni.

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Ultimi commenti su I tuoi pensieri creano la tua realtà

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Mauro

Eccellente articolo semplice e scorrevole, da leggere.

Ho conosciuto Maura quando era una persona malata. Ho visto il percorso che ha fatto e la disciplina e l'impegno che ha messo per superare " se stessa " e trasformarsi in una persona nuova e piena di consapevolezza di "sé". Nonostante il raggiungimento dei suoi obiettivi ha continuato e continua a studiare per migliorarsi e regala a noi " perle " di saggezza e conoscenza, usando un linguaggio semplice e chiaro segno di una preparazione profonda degli argomenti che tratta. E' sempre un piacere leggere i suoi articoli. C'è sempre molto da imparare da lei e dai suoi scritti. Grazie!

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marina

Ottimo articolo, contenuti interessanti

Linguaggio semplice e chiaro, contenuti molto interessanti. Articolo ben fatto!

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