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Gli Elohim

di Riccardo Rontini, Mauro Biglino 1 anno fa



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Questa breve scheda contiene una descrizione degli Elohim estremamente sintetica, ma necessaria per consentire la comprensione del fumetto.

Perché una collana intitolata Elohim?

Perché Elohim è quella schiera d’individui a cui appartiene il protagonista della Bibbia, Yahweh: colui che le dottrine spiritualiste hanno impropriamente trasformato in “Dio”.

Riassumiamo qui le caratteristiche fondamentali di questi Elohim (il lettore desideroso di approfondire in modo documentato potrà consultare i libri che sono citati al termine del volume).

Precisiamo che nessuno sa con certezza cosa volesse dire quel vocabolo che le correnti di pensiero dogmatico rendono con la parola Dio: ma quel vocabolo plurale viene tradotto in tutti i modi possibili proprio a causa della reale ignoranza (cioè non conoscenza) che lo circonda.

  • Gli Elohim biblici non erano Dio e tanto meno un essere unico, ma una pluralità di individui in carne e ossa; una molteplicità chiaramente e inequivocabilmente evidenziata in numerosissimi passi nell’Antico Testamento (Esodo 3, 12 e segg.; Esodo 15, 3 e segg.; Esodo 18, 11 e segg.; Deuteronomio 6,14 e segg.; Deuteronomio 13, 7 e segg.; Deuteronomio 32, 17 e segg.; Geremia 7, 18). Avevano addirittura degli accampamenti nelle zone di confine che presidiavano con le loro schiere (Genesi 32, 1 e segg.). Godevano di una vita molto lunga, ma erano mortali (Salmo 82). Erano sul nostro pianeta per conseguire obiettivi molto concreti: ricavarne materiali necessari al loro sviluppo tecnologico e forse anche alla sopravvivenza della loro civiltà nel pianeta di origine.
    Forse alcuni di loro intesero rimanere sulla Terra anche in via permanente, o furono costretti a farlo.
  • Viaggiavano su macchine volanti definite ruach, kavod, merkavah, keruvim, alle quali sono state dedicate attente e particolareggiate analisi in numerosi capitoli dei libri citati.
  • Nella Bibbia non sono mai considerati “dèi”: in origine erano oggetto di rispetto e sottomissione a causa del loro grande potere, garantito dalla tecnologia di cui disponevano e che incuteva terrore. Alcuni di loro erano temuti anche per la loro crudeltà, una caratteristica di cui l’Antico Testamento costituisce una testimonianza inequivocabile: Yahweh, definito Ish milchama, “Il Guerriero” (Esodo 15, 3), non si faceva scrupolo di ordinare stermini veri e propri di persone inermi (si legga a questo proposito anche solo il libro di Giosuè). Nei racconti dei popoli di tutti i continenti veniamo a sapere che tra di loro c’era anche chi si occupava di arte, scrittura, musica, architettura, agricoltura, allevamento, amministrazione…
  • Gli Elohim non si occupavano di temi quali la religione nel senso moderno del termine, la spiritualità, l’aldilà… Avevano come obiettivo fondamentale la definizione di strutture di potere distribuite nei vari territori sui quali poi si sono sviluppate le diverse civiltà e, a questo scopo, si spostavano alla ricerca di terre e di genti da cui farsi servire (Deuteronomio 32, 17 e segg.).
  • Conoscevano le leggi della natura, del cosmo, e le trasmettevano soltanto ai loro fedeli seguaci, dando così avvio alle caste dei re/governatori/sacerdoti, i cosiddetti “iniziati” alla conoscenza. Questo sapere era però squisitamente scientifico, concreto, materiale, ossia utile alla quotidianità dei loro governati o alle loro specifiche esigenze di viaggiatori dello spazio e colonizzatori.
  • Gli Elohim erano al contempo legislatori (dettavano regole e norme in piena autonomia decisionale); governanti, ministri che curavano i molteplici aspetti del potere (facevano applicare le leggi direttamente o attraverso loro delegati, come Mosè, Jetro, suo suocero, Giosuè, ecc.); giudici (verificavano il rispetto delle leggi, comminavano ed eseguivano, o facevano eseguire, pene e punizioni).
  • Erano nettamente distinti dagli Adam e la distinzione netta è documentata da elementi come i seguenti:
    – gli Elohim “fecero” gli Adam (Genesi 1) attraverso interventi di ingegneria genetica finalizzati a produrre esseri capaci di capire ed eseguire ordini e lavorare, per loro, nella ricerca e scavo di minerali di cui il pianeta Terra è ricco;
    – gli Elohim “si unirono” con le femmine Adam (Genesi 6);
    – gli Elohim “muoiono come tutti gli Adam” (Salmo 82).

Gli Elohim avevano un comandante conosciuto con l’epiteto di Elyon (si veda Glossario).

Yahweh, lungi dall’essere il “Dio” unico e trascendente, era uno di loro: quello a cui era stato affidato il compito di governare su un territorio definito e su una porzione (Giacobbe, Deuteronomio 32, 8) di una famiglia, mentre altre parti della stessa famiglia abramitica furono affidate a suoi colleghi/rivali che la Bibbia conosce e nomina: Kamosh e Milkom (Giudici 11, 24; 1Re 11, 7…).

Yahweh aveva costantemente timore che il suo popolo si rivolgesse ad altri Elohim (si vedano gli innumerevoli capitoli presenti in molti dei libri dell’Antico Testamento: Genesi 31, Esodo 3, Esodo 15, Esodo 18, Esodo 20, Deuteronomio 6, Deuteronomio 7, Deuteronomio 13, Deuteronomio 32, ecc.).

La Bibbia dice chiaramente che il popolo poteva “scegliere” tra Yahweh e altri Elohim (Giosuè 24 e molti altri passi).

Il termine Yahweh compare nella Bibbia in un periodo storico in cui non esisteva ancora alcuna traccia scritta di quella che sarà poi la lingua ebraica. Le consonanti che lo compongono sono state messe per iscritto circa 3-4 secoli dopo essere state pronunciate e i suoni vocalici sono stati inseriti nei testi circa altri 1600-1700 anni dopo.

Quel nome è stato vocalizzato centinaia di volte anche come Yehowah.

Non si sa in che lingua venne pronunciato in origine e non si ha alcuna certezza su un suo eventuale significato.

Date le evidenti incertezze, questa collana contiene dunque una storia liberamente ricostruita delle vicende che riguardano gli Elohim e in particolare delle vicende che la Bibbia ci narra circa Yahweh e il popolo che gli è stato assegnato.


Sin da piccolo, Riccardo Rontini dimostra interesse per le materie artistiche e creative che, presto, lo porteranno a frequentare il liceo artistico dove si diplomerà in “Architettura e Arredo” e, successivamente, nel 2012, a laurearsi presso l’Istituto europeo di desing di Milano in...
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Mauro Biglino cura le edizioni di carattere storico, culturale e didattico per diverse case editrici italiane. Studioso di storia delle religioni e traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo, collabora con diverse testate giornalistiche. Da circa 30 anni si occupa dei...
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