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Gli effetti - Estratto da "Occhi Sani al Computer"

di Leo Angart 3 settimane fa


Gli effetti - Estratto da "Occhi Sani al Computer"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Leo Angart e impara quali sono gli esercizi e le tecniche per lavorare al computer salvaguardando i tuoi occhi

Per molti aspetti l'occhio umano funziona come una videocamera con autofocus. Le sue parti ottiche (cornea e cristallino) hanno la funzione di mettere a fuoco l'immagine e trasmetterla con nitidezza alla retina fotosensibile.

Indice dei contenuti:

Come funziona l'occhio umano?

I fotorecettori della retina trasformano l'immagine in impulsi elettrici che vengono trasmessi al cervello.

La fisiologia della vista è data dall'attività muscolare. Il processo accomodativo (termine specialistico che indica la messa a fuoco) è garantito prevalentemente dai muscoli oculari esterni e dalla cornea, ma in misura più limitata, anche dal cristallino.

Poiché l'occhio è composto da numerose membrane che si tendono in virtù della pressione intraoculare, esso è molto sensibile alla pressione causata dai muscoli esterni.

Per esempio, la miopia è dovuta a un leggero allungamento del bulbo oculare: a ogni millimetro di distensione del bulbo corrispondono circa tre diottrie di correzione.

La ginnastica visiva si concentra sulla coordinazione degli occhi e sul ripristino della flessibilità ottimale dell'intero sistema muscolare oculare.

Difetti visivi comuni

I nostri occhi hanno la capacità di adattarsi a distanze differenti per riuscire a riconoscere tanto gli oggetti posti nelle vicinanze quanto quelli che si trovano per terra o molto lontani.

Gli occhi dovrebbero essere in grado di passare rapidamente e senza sforzo da un punto a un altro. Pertanto, il lavoro d'ufficio, in particolare al computer, comporta un forte stress per gli occhi che, a lungo andare, può causare i disturbi della vista qui di seguito descritti.

Astigmatismo

Curvatura irregolare della cornea, ossia forma di ametropia che si presenta quando il sistema ottico forma un'immagine allungata di un oggetto puntiforme causando una vista sfocata a tutte le distanze.

Il lavoro al computer può peggiorare questo disturbo; di norma, l'astigmatismo è piuttosto semplice da correggere mediante il rilassamento.

Miopia

Disturbo della vista più comune,quando cioè durante la lettura la distanza massima di messa a fuoco (punto remoto) si accorcia. Per compensare questo problema, infatti, i miopi tendono a sedersi più vicini allo schermo.

Le forme di miopia superiori a due diottrie (visione chiara definita a meno di 50 centimetri) richiedono una ginnastica per gli occhi mirata al ripristino della normale capacità visiva, oppure l'adozione di occhiali per compensare la distanza.

Nella maggior parte dei casi, lavorare vicino allo schermo peggiora la situazione con un conseguente aggravamento della miopia.

Anisometropia

Condizione in cui gli occhi hanno una rifrazione diversa dell'immagine, ad esempio un occhio è più miope rispetto all'altro.

Tuttavia, l'anisometropia può comparire anche in associazione alla presbiopia quando la distanza di lettura dei due occhi risulta diversa. In questo caso la capacità visiva non equilibrata affatica gli occhi e può causare cefalea.

La ginnastica per gli occhi è molto efficace per ripristinare tale equilibrio.

Presbiopia

Necessità fisiologica di portare occhiali da lettura e che compare tipicamente attorno ai 45 anni. Inizialmente risulta difficile riuscire a leggere i caratteri stampati in piccolo, successivamente il punto prossimo (ossia il punto più vicino dal quale si riesce a vedere nitidamente) si allontana fino a rendere difficoltosa la lettura: la lunghezza delle braccia non basta più!

Se vengono prescritti gli occhiali, questi potrebbero non essere adatti per lavorare al computer poiché gli occhiali da lettura sono adatti a una distanza di 35 centimetri, mentre lo schermo è posto normalmente a 60 centimetri.

Una distanza quasi doppia può affaticare gli occhi. La ginnastica visiva è particolarmente indicata anche per la presbiopia.

Ipermetropia

Difetto visivo in cui il punto prossimo è più lontano del normale. Fino a un certo livello, l'ipermetropia può essere compensata dalla capacità degli occhi di mettere a fuoco le immagini.

Gli ipermetropi preferiscono sedersi lontano dallo schermo perché i loro occhi richiedono maggior flessibilità per avvicinarsi al punto prossimo, posto normalmente a 15 centimetri di distanza.

Gli esercizi della ginnastica visiva permettono di ristabilire una normale capacità visiva. Problemi di coordinazione: compaiono quando di fronte allo schermo gli occhi mettono a fuoco prima o dopo lo schermo stesso.

Quando tale punto di messa a fuoco (punto di convergenza) si trova prima o oltre il monitor, l'immagine dello schermo risulterà leggermente sfocata.

Fortunatamente anche la coordinazione degli occhi può essere facilmente ristabilita grazie alla ginnastica visiva.

Lo schermo del computer

La vista è un senso dinamico e normalmente funziona a diverse distanze senza difficoltà. Le persone che vedono bene lasciano vagare lo sguardo saltando rapidamente dall'immagine complessiva al dettaglio.

Chi utilizza il computer è costretto a lavorare a una distanza visiva ridotta: questa situazione e una delle principali cause della miopia.

Tuttavia, è assolutamente possibile mantenere la naturale capacità visiva pur utilizzando molto il computer. Basterà rispettare qualche semplice regola basilare.

Distanza del monitor

Quando osserviamo un oggetto da vicino, i nostri occhi reagiscono in due modi: tramite il processo di accomodazione (adeguamento del cristallino) che ci permette di mettere a fuoco, e attraverso il processo di convergenza (movimento contemporaneo dei due occhi verso la punta del naso). Entrambi i fenomeni contribuiscono ad affaticare gli occhi.

In posizione di riposo, gli occhi hanno un "valore predefinito" della distanza di messa a fuoco alla quale sono automaticamente a riposo. Questo punto di accomodazione si trova a circa 50 centimetri. Se la convergenza degli occhi non è esatta, la vista tende a sdoppiarsi. Quanto più l'oggetto che guardiamo è vicino, tanto più sforzo devono fare i nostri occhi. Il nostro sistema visivo ha anche un punto di vergenza, ossia la distanza a cui convergono gli assi degli occhi quando non fissano un determinato oggetto.

Guardando dritto davanti a noi, tale distanza misura in media 125 centimetri, mentre quando abbassiamo lo sguardo con un angolo di 30 gradi il punto di vergenza si trova a 80 centimetri circa.

La maggior parte delle persone trova piacevole posizionare il monitor lontano dagli occhi. Infatti, per gli occhi è meglio rispettare una distanza pari ad almeno la lunghezza delle braccia o superiore.

L'angolo verticale dello schermo

Originariamente si riteneva che l'angolo visivo più comodo si trovasse 15 gradi sotto la linea dell'orizzonte. Gli ultimi studi hanno dimostrato invece che questo dato può essere valido quando si guarda in lontananza, ma non è indicato lavorando a distanze ridotte.

La posizione ideale per lo schermo è compresa tra 20 e 50 gradi sotto la linea dell'orizzonte (International Standards Organization, ISO, 1998). Gli studi di Tyrell e Leibowitz (1990) hanno dimostrato che un angolo visivo più basso causa meno mal di testa e un affaticamento ridotto degli occhi.

Questi accorgimenti potrebbero richiedere un notevole sforzo di risistemazione della postazione di lavoro. Tuttavia, se si lavora con un computer portatile, è possibile semplicemente tenerlo in grembo per avere l'angolo visivo ottimale.

Inclinazione dello schermo

Se pensiamo a come normalmente teniamo una rivista mentre la leggiamo, ci accorgeremo che, molto probabilmente, la sua posizione sarà leggermente inclinata. Gli oggetti che si trovano in lontananza vengono percepiti prevalentemente nella metà superiore del campo visivo, mentre gli oggetti vicini si vedono per lo più nella metà inferiore.

L'inclinazione ottimale dello schermo dipende dalle preferenze personali ma, in generale, è di cinque gradi dal corpo.

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Leo Angart

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Leo Angart nato in Danimarca, è consulente aziendale, autore e formatore. Ha portato gli occhiali per oltre 25 anni, fino a quando dieci anni fa è riuscito a farne a meno. Dalla sua esperienza personale ha sviluppato un approccio indipendente al potenziamento della vista. Dal 1996...
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